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Marilena

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Sono una donna di 51anni che si trova in un brutto momento. Lavoro da più di 10 anni in un negozio di alimentari. Ho una collega aggressiva che ho sopportato con pazienza ma che ultimamente ha iniziato con la mia titolare a dirle che puzzo..Questo l'ho sentito con le mie orecchie. Non sono potuta intervenire perché sembrava origliassi. Oggi lo ha fatto di nuovo. A questo punto penso la faccia con gli altri miei colleghi. Premetto che l'azienda per cui lavoro è in ambito famigliare ed é piena di problemi. L'organizzazione è pessima e la persona in questione riesce a fare ciò che vuole. Io sto diventando molto insicura e ho paura di non riuscire a reggere questo stress. Cosa posso fare?

6 risposte degli esperti pubblicate per questa domanda

Buonasera Marilena, quello che descrive è uno scenario indubbiamente molto doloroso e difficile da sopportare. Mi chiedo quanta forza stia usando per trattenere e gestire la rabbia e la frustrazione. Credo che sarebbe interessante comprendere le motivazioni che la tengono ancorata a questa situazione, non permettendole di lasciarsi alle spalle questa brutta e dolorosa esperienza.


Un percorso terapeutico potrebbe aiutarla a fare chiarezza sui punti in ombra.


Nel caso lo desiderasse, non esiti a contattarmi per fissare un primo colloquio conoscitivo.


Cordiali saluti.

Buongiorno Marilena, in effetti da cio' che descrive della sua situazione, avere un supporto psicologico per sapersi orientare al meglio per tutelare se stessa sia emotivamente che professionalmente, sia utile. Inoltre parlarne con un addetto ai lavori non può che giovarle per condividerne il peso e l'ansia e per sentirsi ascoltata. Pertanto, se lei lo desidera, posso anche consigliarle me stessa quale professionista con molta esperienza in diversi ambiti di intervento psicologico. Cordiali saluti 

Buongiorno,


dalle sue parole mi pare di capire che lei sia in una posizione sfavorevole. Quello che posso consigliarle è di prendere un appuntamento con la sua titolare per chiarire la sua posizione. Non è questione di origliare, ma di imputare una situazione dove è venuto a mancare il rispetto nei suoi confronti.


Sarebbe altrettanto importante, se lei non fosse tranquilla e si sentisse insicura, pensare di intraprendere un percorso psicologico per ricercare il suo benessere.


Rimango a disposizione.


Cordiali Saluti


 

Marilena, non è facile reggere lo stress che descrive. Quello che conta è che non perda la sua forza e la sua stabilità. Le ditte a conduzione familiare sono tutte molto problematiche ma anche molto simili fra loro Invidie, gelosie, dipendenza e soprattutto problemi di controllo e potere. Ho studiato a fondo l'argomento e potrei aiutarla. Non si scoraggi, le relazioni sul lavoro sono sempre complesse e chiedono calma e molto distacco.

Gentile signora,


il mobbizzato in genere si trova ad essere demansionato, isolato, privato di spazi idonei ecc. Penso che per evitare di correre questi rischi dovrebbe cercare di "fare rete" con gli altri suoi colleghi e, come optimum, con la titolare, in modo da cercare di neutralizzare la messa in cattiva luce da parte di questa sua collega.


Un'alternativa molto efficace può consistere nel cercare di modificare il suo rapporto con questa sua collega, attraverso strategie di comunicazione idonee, ma per far questo dovrebbe usufruire di almeno una consulenza psicologica che può richiedere anche on line.


Cordiali saluti

Convengo con lei, cara signora, che la situazione è spiacevole e difficile da affrontare. Lo stress lavoro correlato è una situazione a rischio a livello psicologico perchè chi la subisce non riesce a prevedere gli attacchi personali, per cui sta sempre in allerta con grande dispendio di energie e iperattivazione del sistema nervoso.


A mio avviso dovrebbe chiedere un colloquio privato coi titolari ed esporre i motivi del suo disagio. Legalmente il datore di lavoro è responsabile del clima lavorativo e in parte della condotta dei dipendenti. Se non ottiene risposte soddisfacenti, invii una raccomandata a/r per lasciare traccia di quanto afferma.


Ultima risorsa, si rivolga ad un centro antimobbing della sua città per farsi consigliare nella sua specifica situazione. Nel frattempo sarebbe preferibile cercasse un adeguato sostegno psicologico presso il consultorio di zona o, se preferisce, da un professionista di sua fiducia.


Resto a disposizione se vuole ulteriori consigli

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