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I miei genitori non accettano la mia nuova relazione

Ho 25 anni e poco più di un mese fa ho lasciato un ragazzo con cui ci sono stata per 6 anni e 2 mesi di convivenza, un ragazzo più grande di me avevamo 9 anni di differenza. L ho lasciato in quanto non provavo più lo stesso sentimento che provava lui, era ormai entrato nella mia famiglia come io con la sua i miei genitori non l' hanno presa bene quando ho deciso di lasciarlo ma nonostante ciò l ho fatto. Nell ultimo anno mentre stavo con il mio ex ho iniziato a conoscere un altra persona, ho iniziato per gioco ma appena ho lasciato il mio ex ho deciso di iniziare a frequentarlo. Il ragazzo che ho conosciuto in un secondo momento ha 22 anni e inizialmente io lo vedevo molto lontano dai miei canoni e dalle mie idee, ma conoscendolo ho scoperto che fondamentalmente mi stupiva ogni suo comportamento e mi incuriosiva sempre di più, visto che si avvicina molto al mio essere. Dicendolo ai miei loro l hanno odiato da subito in quanto l hanno reputato il terzo incomodo che ha messo fine alla mia ex storia. Ora attualmente non ne vogliono sapere di lui e di conseguenza non sono neanche libera di vederlo in quanto mi fanno sceneggiate se mi vedono insieme a lui. L'ultima sceneggiata che hanno fatto è stata pesante. Si sono presentati all improvviso accusandolo di essersi messo in mezzo e di conseguenza sono stati mandati a quel paese da lui. Nonostante ciò io e lui abbiamo continuato a sentirci e vederci in modo limitato, ora però io sono arrivata al limite non ho più voglia di nascondermi quando esco con lui e vorrei tanto che i miei capissero le buone intenzioni che abbiamo . Per loro non esiste e non esisterà mai hanno detto ma voglio assolutamente vivermi questa storia con o senza la loro approvazione e vorrei tanto essere lasciata in pace e libera. Dopo mesi di casini che ho creato in casa lottando per questa nuova conoscenza vorrei risolvere il problema. Come faccio a far capire ai miei che devono lasciarmi in pace di vivermi questa nuova relazione? E cercare di non fargli provare più odio nei suoi confronti?

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Incapacità di comunicare adeguatamente

Il mio è un problema che persiste da tanti anni, molto spesso mi capita che non riesco a parlare dei miei problemi, in ogni ambito con nessuno, e faccio sempre credere che vada tutto bene, anche quando uno finisce per ferirmi. Non faccio altro che dire bugie compulsivamente, dalle piccole cose alle più grandi, e col tempo questa cosa è peggiorata. Ogni volta è come se ci fosse un freno che mi impedisse di parlare tranquillamente di tutto o condividere particolari quotidiani della mia vita, e sono arrivato anche al punto in cui non riesco a rispondere a telefonate e messaggi, persino con le persone importanti per me. Da promettere che qualche tempo fa non fosse così

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Trovare la propria strada

Buonasera a tutti, sono un ragazzo di 22 anni e vengo da Roma. Vi racconto il mio percorso dopo il diploma: la mia prima scelta fu l'università e scelsi la facoltà di fisica nel settembre 2018. Per me è stato un ambiente ricco di sorprese e non credevo di fare amicizia cosi facilmente conoscendo il mio carattere timido e introverso. Purtroppo dopo 6 mesi, affrontando anche gli esami, mi sono reso conto che non avevo scelto la facoltà giusta sopratutto perché sentivo che mi mancavano le basi per affrontare alcune materie, a dirla tutta non è mai stato il mio sogno diventare un fisico, ma l'avevo scelta perché a scuola mi piaceva studiare proprio questa materia, ma all'università è tutta un altra storia. Cosi dopo aver lasciato ho cominciato a lavorare con mio padre per guadagnarmi qualcosa con le mie mani. A ottobre 2019 inizio il mio vero percorso che aspettavo da tanti anni di cominciare ( ma che non avevo cominciato perché mi ero preso del tempo per rifletterci per il semplice fatto che i brevetti hanno un prezzo elevato ) ovvero quello per la professione di pilota dell'aeronautica civile . Ho cominciato la teoria che mi è esattamente durata 6 mesi e prima della pandemia avevo cominciato con la prima ora di volo con l'istruttore. Con il tempo mi ero anche prefissato degli obbiettivi, cioè quello di prendere prima questo brevetto chiamato ppl brevetto da pilota privato ce comporta a completare la teoria e fare 45 ore di volo con 35 missioni totali, dove la sua utilità è quella di poter usare gli aerei solo per scopo personale e non lavorativo . per intraprendere anche lo scopo lavorativo bisogna prendere un ulteriore brevetto ovvero il cpl che ti permette già di diventare istruttore ed è il primo obbiettivo che mi ero prefissato ( senza considerare atpl che ti permette di diventare pilota di linea ma quella era un idea che già avevo scartato ). Continuando con le ore di volo a settembre 2020 sono arrivato a gennaio 2021 arrivando alla missione 12 con 14 ore di volo il che secondo il primo istruttore non ero pronto per fare il solista alla missione 13, mancava da correggere solo l'atterraggio. Tuttavia dopo 3 settimane di fermo a causa del maltempo, e l'istruttore che non stava bene, si presenta un comandante che mi fa un check di come ero messo, il che nota molte lacune sui livellamenti , cosi mi addestro con lui e dopo un po mi mi ricambiano di nuovo istruttore, sempre un comandante e anche lui ne trova altre ma che però mi dal le dritte giuste per andare avanti anche se con alti e bassi. Arrivando ad oggi sono a 25 ore di volo bloccato alla missione 12. Il discorso è che io vorrei anche continuare con questa strada ma il problema fondamentale sono i costi e che ho speso 4 mesi di tempo per questa missione sia in denaro che in tempo, sinceramente non so se sono in grado di proseguire cioè adesso vorrei lasciare perché sia perché i miei genitori non riescono più a sostenere tale spesa anche per la situazione in Italia che si è creata a causa della pandemia. Il mio dubbio è conviene davvero spendere tutti questi soldi per un singolo brevetto che alla fine non ti da nessuno sbocco lavorativo, e dovrei anche aggiungerne altri per farne un altro . Dopo tutta questa storia il vero problema è che non ho un alternativa sicura dove sbatterci la testa e dove ho la piena convinzione di portarlo a termine, non riesco a capire in che cosa bisogna guardare in se stessi per capire la propria strada .l'unica altra passione che sento di avere è quella per lo sport e il fitness, per il resto ne sono completamente insicuro su cosa scegliere come alternativa.

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L'amore per me...

Allora io ho sempre pensato di essere etero perché seguivo un po' l'influenza di tutte le persone intorno a me che avevano un fidanzato ma sentivo che quando stavo con i ragazzi c'era qualcosa che non andava. Poi con il passare degli anni ho iniziato ha sviluppare un odio o comunque ero infastidita dalle ragazze che si spogliavano e ora capisco che era perché in realtà provavo qualcosa. Non nego di andare d'accordo con i ragazzi ma non nello stesso modo. Una volta capito mi sono sentita più leggera, io ora non chiedo un aiuto nel capire che cosa sono, ma vorrei dei consigli su come dirlo alla mia famiglia e amici ho molta paura delle loro reazioni. Perché non volevo accettarmi e perciò non ne ho mai parlo e anzi ne sembravo proprio contraria. Accetto molto volentieri consigli spero vi faccia piacere aiutarmi. Arrivederci

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Ho dei problemi ad esprimermi

Buon pomeriggio a tutti, Durante le mie ricerche in Internet sono imbattuta in questo sito e vorrei farvi una domanda. Fin dal liceo ho avuto problemi ad esprimermi nelle interrogazioni orali e prendevo sempre un voto che non corrispondeva alla mia preparazione oppure spiegavo un concetto in modo talmente non fluido che potesse sembrare sbagliato agli occhi del professore e di conseguenza quest'ultimo mi riprendeva nonostante l'argomento e il concetto fossero ben chiari dentro me. Ora mi trovo all'università e ritrovo lo stesso problema infatti mi gli scritti riesco a dare il meglio di me perché posso Formulare un concetto cancellarlo e riscriverlo mentre durante un colloquio questo non posso farlo. Avuto il dubbio di essere dislessica e sono andata do non c'entroPer svolgere il teste ma non mi è stato diagnosticato nessun disturbo di questo genere. Secondo voi quale potrebbe essere il problema ? Ho 23 anni e mi devo laureare a breve ma Ma questo blocco è tornato a farsi più vivido proprio ora visto che con la didattica distanza tutti gli esami sono stati tramutati in esami orali. Mi sento frustrata perchè vengo ripresa su concetti che già so e che magari non riesco ad esprimere nelle prime frasi perchè purtroppo non posso far avvenire quella correzione della formulazione della frasi che invece ho mentre scrivo . Potete darmi una mano? Ho qualche disturbo di afasia? Potrebbe risiedere in qualche trauma dell'area di Broca ? O magari il mio intelletto non è così tanto alto? Eppure agli scritto ho preso anche 30...agli orali molto spesso prendo voti bassi o addirittura vengo rimandata. Mi sento veramente inadeguata, vorrei esser nata con la parlantina per poter esprimere la conoscenza che ho dentro me in modo chiaro e fluido...come posso esercitarla? Non mi capita sempre durante gli esami...ma anche quando parlo con persone che non conosco...all'inizio è come se ci fosse una preponderanza di un vuoto che cresce dentro me e non riesco a formulare la frase che dentro me è chiara. È frustrante.

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Risata nervosa improvvisa

Buona sera, io sono una persona depressa, e prendo dei farmaci da tanti anni. Da poco ho conosciuto due amici che frequento, ho dei rapporti affettivi, ma da quando li vedo mi viene guardandoli in faccia da ridere tantissimo senza motivo. Non riesco a fermarmi e mi faccio le urine a dosso. Vorrei smettere ma per poco poi inizio di nuovo. Di solito non rido mai. Non so cosa mi succede e vorrei non farlo più. Ci sta una sana risata ma le mie sono troppo .

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PSICOLOGI...perché NON sono valorizzati come dovrebbero?

Salve, sono un ragazzo del sud...vorrei iniziare a studiare la psicologia, mi sento portato a farlo, e ne sono davvero convinto. Vedo però che questo mestiere NON è valorizzato come dovrebbe. Specialmente in zone meno sviluppate come nel sud... mi chiedo perché ci sia ancora questa emarginazione sociale per gli psicologi, cosa ne pensate voi che già siete in campo da anni? cosa ci sarebbe da fare in modo che questo mestiere sia più valorizzato e gli psicologi sarebbero più riconosciuti? Voglio che vi sfoghiate e mi diceste tutto quello che pensate su questo mondo... lati negativi e positivi che esso contiene. quale sarebbe l'ambiente ideale per uno psicologo?

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Come posso risolvere i miei problemi in famiglia, manca comunicazione in casa?

Salve, mi chiamo Michelle, sono una ragazza di 22 anni. Ho da quanto ho compiuto 18 anni un problema in famiglia, cioè i miei genitori mi trattano ancora come se fossi una ragazzina di 10 anni. Questa cosa mi ha anche causato problemi in casa e fuori. Per esempio se io volevo uscire con le mie amiche (loro abitano a 20 minuti da casa mia) loro pretendevano che io tornassi a casa alla 11 massimo a mezzanotte anche se uscivo alle 9:30. Ora il problema si sta facendo molto più serio visto che ancora a 22 anni io vengo tratta come una bambina anche se aiuto in casa quando loro chiedono. il problema è che il mio ragazzo l'anno scorso mi ha comprato il telefono nuovo, ma da un due settimane a questa parte i miei genitori mi ritirano il telefono perché dicono che mi addormento sempre tardi e che alla mattina mi sveglio tardi, cosa assolutamente non vera perché se mi addormento alle 3 io alle 9 massimo alle 10 sono già sveglia. Sta cosa sta succedendo sopratutto per il problema che sta succedendo nel mondo. Il problema di ciò è che i miei genitori anche per un fatto mio personale dicono che il problema è mio perché non li ascolto su ciò che mi accade attorno. Ma io gli ripeto che dovrebbero essere loro ad ascoltarmi visto che ora ho una mentalità un po da adulta. Vorrei chiedervi come posso risolvere sta situazione con i miei e fargli vedere che io sono pronta a vivere la mia vita attraverso i miei occhi e non quelli loro, visto che non vogliono ascoltarmi.

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