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Investire sul benessere psicologico per affrontare la pandemia

04 Febbraio 2021

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Investire sul benessere psicologico, per affrontare la pandemia
Non sono necessari i risultati delle numerose ricerche fatte sulla salute psicologica nell’ultimo anno, per affermare che da quando è iniziata la pandemia, sono aumentati notevolmente i malesseri psicologici, per capirlo basta parlare con chi ci sta vicino, e sentire che lamenta un crescente stato di malessere psichico. Ansia, tristezza, senso di solitudine, paura, rabbia etc, sono diventate le emozioni più frequenti, legate alla paura di perdere la salute, il lavoro, la stabilità economica, i propri cari, la liberta di una vita sociale e un senso di impotenza vissuto costantemente. Le persone stanno vivendo un lungo periodo di smarrimento, che le allontana sempre più da una vita che prima ritenevano, normale e scontata e di cui ora riescono ad apprezzare maggiormente i vantaggi. Perdere la serenità di poter uscire senza paura di essere contagiati o contagiare gli altri, sta portano a una crescita della diffidenza e ostilità verso l’altro, che mal si concilia con il bisogno dell’essere umano di stare in relazione con i suoi simili. L’uomo è un animale sociale e in questo momento la socialità è considerata un aspetto di cui è necessario privarsi, se non in minima parte, per evitare che il virus Covid-19 si diffonda, e pertanto diventa un’esperienza ambita, quasi trasgressiva. Il risultato è che questo gioverà sicuramente al rallentamento del contagio, ma non alla salute psicologica, che più il tempo passa e più peggiora. La speranza di poter uscire velocemente dalla pandemia, si è ridotta notevolmente e il malessere psichico, sta diventando pian piano, una nuova emergenza sanitaria.
Questo è un aspetto a cui purtroppo si è dato poco risalto e importanza, perché in emergenza è stato necessario preservare la salute fisica, per evitare conseguenze più gravi. Ma i danni psicologici cominciano ad venire a galla in tutte le fasce della popolazione, i bambini, i ragazzi, gli adolescenti, i giovani, gli adulti e gli anziani, che stanno esprimendo, anche se in modo e per motivi diversi le problematiche derivanti da questa complessa situazione. La vita è cambiata, si vive maggiormente all’interno delle case e ci si muove poco ed entro dei confini ristretti.
Chi ha famiglia o sta in coppia, concentra la sua vita intorno al proprio nucleo, rinunciando a quelle occasioni sociali fondamentali per l’apporto di nuovi stimoli ed energie vitali, e al contrario riversando nel proprio nucleo, eletto spesso come capro espiatorio, anche quelle emozioni negative, frutto di un malessere che pian piano emerge, tanto che spesso saltano gli equilibri delle coppie e famiglie che prima si reggevano in un buon compromesso tra presenza fuori e dentro casa. Al contrario, chi vive da solo come persone singol, separate, malate o anziani, si ritrovano a sentire sempre più il peso di questa condizione di isolamento forzato, potendo far poco per evitarlo, e vivendo un costante senso di solitudine, impotenza e tristezza. Internet, che in un primo momento è stata considerata una risorsa salvifica, tanto che ha permesso di proseguire attività come quelle lavorative e didattiche e sociali, senza spostarsi da casa, a lungo andare, sta diventando sempre più un modo per vivere le relazioni attraverso un filtro protettivo, che se da un lato, ci evita il contagio dal virus, dall’altro ci riporta alla mancanza di un contatto fisico più diretto e a intorpidirci, rispetto alle nostre emozioni, creando una grossa confusione tra quella che è la realtà virtuale e reale. Anche se in passato, si sono vissute delle pandemie, di cui raccogliamo una memoria storica, possiamo utilizzare l’esperienza narrata, come insegnamento, ma solo a grandi linee, perché allora non era presente l’evoluzione tecnologica, di cui possiamo usufruire ora e con essa, l’agiatezza con cui abbiamo imparato a vivere. Questa esperienza è pertanto unica, e per questo abbiamo la possibilità di trarre degli insegnamenti e scoprire nuove modalità di adattamento e soprattutto modificarle in itinere.
La salute psicologica, merita pertanto la giusta attenzione, perché da essa dipende la capacità di far fronte agli eventi, senza lasciarsi andare, abbandonarsi a inutili disfattismi e utilizzare delle sane modalità reattive. Curare la propria anima, ascoltare e imparare a riconoscere le nostre emozioni e saperle canalizzare in modo corretto, ci permette di trovare la giusta strada per affrontare questo complicato momento. Quando l’ansia diventa pervasiva e non ci permette di ragionare correttamente, possiamo imparare ad ascoltarla e utilizzarla come informazione rispetto al nostro agire, quando la tristezza diventa assordante e ci porta a vedere tutto nero e a non aver voglia di fare le cose, possiamo capirne la sua origine e trovare un modo per ascoltarla, quando la paura diventa eccessiva, ci blocca e ci impedisce di andare avanti, allora va compresa e ridimensionata, così da non impedirci di fare nuove esperienze e crescere e infine quando la rabbia diventa costante e incontrollata, va stemperata e canalizzata come energia costruttiva, piuttosto che distruttiva. Questi sono solo alcuni dei malesseri psicologici emersi con maggiore frequenza in questo periodo, ma se presenti, è importante ascoltarli proprio perché la salute psichica è fondamentale perché va di pari passo, con il benessere fisico. Laddove ci si renda conto, di aver bisogno di un aiuto a livello psicologico, questo va ascoltato e non sottovalutato, proprio perché prendersi cura di se, può fungere da traino verso una ripresa e una nuova visione della vita. Un atteggiamento attivo, come iniziare a fare qualcosa per se stessi, attraverso una richiesta d’aiuto psicologico, può essere un modo per non arrendersi e abbandonarsi al malessere, nonostante le numerose difficoltà oggettive, presenti in questo periodo di pandemia.

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