Domande e risposte

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Mi sento intrappolata

Ciao, ho 23 anni, a novembre 24 e mi sento intrappolata in una vita non mia. Mi ritrovo in un ambiente che non sento confortevole e sono veramente pochi gli spazi in cui mi sento sicura di esprimere ciò che sono e penso. Ho sempre paura di sbagliare, costantemente, e di deludere i miei genitori e il mio fidanzato. Mi sento così piccola e impotente. Non credo di aver ben chiaro cosa voglio dalla vita, un giorno è tutto rose e fiori e il giorno dopo è come se fossi tra incudine e martello. Sono due anni che non mi sento a mio agio con questa situazione, che trovo scuse e che procrastino. Piango sempre, per qualsiasi cosa. A volte vorrei tornare indietro di 10 anni.

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Senso di colpa nel tradimento

Buongiorno, sono single e ho una relazione da 4 anni con un uomo sposato con 2 figli pre-adolescenti. La storia è iniziata per caso, voluta inizialmente da lui, non sarebbe dovuta durare così a lungo. Poi il sentimento è cresciuto, più da parte mia, e la grande empatia, complicità, l'affinità e l'intesa sessuale che abbiamo (lui mi ha giurato "solo con me") ci hanno portato a trasformare l'avventura in una storia d'amore. Questo perchè io colmo il vuoto che ha: lo riempio di tanto affetto, amore, coccole, baci e carezze che gli mancano. Mi dice che mi vuole molto bene e che non è più innamorato della moglie ma che con lei comunque ci sta bene, ci va d'accordo e gli piace tutto quello che si fa con e per la famiglia. Lui, mantenuto economicamente dalla moglie, è abbastanza succube e "tappetino" ai comandi di lei che ultimamente ha forti sospetti sul tradimento. Mentre fino a qualche mese fa lui faceva i salti mortali pur di vedermi, ora soffre di sensi di colpa per quello che sta facendo, che è sbagliato, e quando deve inventarsi una storiella per incontrare me, deve sempre raccontare una mezza verità, perchè ha sempre paura di essere "beccato", ha sempre paura di non ricordarsi quello che ha detto, ha paura che lei non gli faccia più vedere i bambini, ha paura di restare in mezzo ad una strada. Io gli dico che se vuole vedermi e stare con me, la storia da raccontare la trova, come l'ha sempre trovata ma lui mi risponde con mille scuse: devo tornare a casa alle 19.00 in punto, in quel posto no perchè magari c'è qualcuno che mi conosce, anche se ho detto che sono fuori a cena con l'azienda devo tornare a casa presto perchè in realtà sono a cena con te non con l'azienda....a mio parere risposte assurde per un uomo che ha un'amante. Cosa ne pensate del suo comportamento, delle sue risposte e dei suoi sensi di colpa? Secondo voi cosa vuole in realtà? Grazie.

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Disturbo del linguaggio.

Salve. Mi chiamo Sara. Sono mamma di 2 ragazze di 9 e 19 anni casalinga. Spessissimo mi succede di non pronunciare correttamente le parole. Ossia nella mia mente so che voglio dire..ma dalla mia bocca ne escono altre.
Come se entrambe non avessero un filo diretto. Premetto che non dormo tantissimo. Mi corico sempre abbastanza tardi dormo sulle 6 ore. Prendo farmaci per ipertensione... diabete tipo 2.. eutirox obesa.
Valori che rimangono con questi nella norma. Mi capita x esempio di dire "togliti gli occhi dalla bocca ..piuttosto che togliti i capelli dal viso. Oppure dire ci vediamo alle 17.00 invece delle 16.00. Faccio la rappresentante di classe x cui ciò che dico dev'essere attendibile ma faccio difficoltà a riferire spesso ciò che accade. Grazie

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Stress o iniziò di una psicosi-nevrosi?

Salve, mi chiamo Carla, vi scrivo perché ogni tanto ho dei vari sintomi che mi preoccupano. Devo dire che nella mia infanzia ho vissuto con un padre alcolista, che ho rivissuto poi nella fase adolescenziale-adulta. Sono sempre stata una persona un po’ timida, insicura, a parte il periodo dell’adolescenza in cui avevo una fase molto ribelle e forte di carattere. Il carattere forte l’ho mantenuto, però è da un po’ che mi sembra di buttarmi giù da sola, sono diventata molto timida, insicura di me, ansiosa in certi ambiti e più ci penso e più mi faccio male da sola. Questi sintomi vanno e vengono, spesso sono sempre quella di una volta (un po più cresciuta), ma spesso è come se non fossi me stessa. A volte è come se mi sentissi la testa vuota, come se non sapessi chi sono, non riesco a concentrarmi e a ricordarmi le cose. E altre volte sono completamente me stessa. Leggendo vari sintomi ho pensato che forse è lo stress di vivere in una città grande, lo studio di infermieristica in un’altra lingua. Ma poi a volte mi chiedo se invece mi stesse venendo una condizione mentale come psicosi o meglio nevrosi? O se forse dei traumi che ho passato stessero venendo a galla? O forse sono solo depressa e forse dovrei cambiare città o settore lavorativo? Ho paura di parlarne con il dottore perché non vorrei farmi dare una diagnosi sbagliata o farmi etichettare con una malattia mentale, ma dall’altra vorrei togliermi i dubbi che ho e capire cosa mi succede.

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Paura di guidare

Non guido da quando avevo 18 anni, perché penso di non esserci portata. Ora a 46 anni ho deciso di prendere lezioni presso un autoscuola, ammetto che avevo difficoltà nell' apprendere i meccanismi della guida, ma da quando l'istruttore mi ha detto che sono una perdita di tempo, una sconfitta e che sono vecchia per imparare, la mia autostima si è azzerata e sono molto scoraggiata. Forse mi sentirei meglio se gli avessi risposto per le rime, ma per educazione non l'ho fatto. Cosa mi consigliate? Sono proprio amareggiata. Grazie

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Cambiare la mia vita e renderla solo mia

Salve, sono una ragazza di quasi 25 anni e sono finita qui perché è da molto che necessito di parlare di alcune cose. Soffro da tantissimi anni di depressione, insonnia, ho pensato al suicidio moltissime volte ed ho sofferto di anoressia. Ero molto irascibile in passato, sempre insofferente ed infelice, mi sentivo fuori posto, mai adatta a stare coi miei coetanei, ma anche molto determinata a tovare me stessa, essere indipendente e realizzarmi. Ho sempre studiato molto cercando la perfezione. Da quando ho iniziato l'università le cose sono andate a rotoli completamente e peggio del solito. Ho vissuto anche il terremoto che ha portato via la casa in cui stavo durante gli studi. Ho iniziato ad avere fortissimi attacchi di panico e le mie certezze su me stessa sono crollate peggiorando la situazione. Sono tornata a casa coi miei genitori che però non hanno mai capito/voluto capire la situazione considerandola passeggera "un momento da ragazzi". Sono stata chiusa in casa per 2 anni senza riuscire a dare esami all'università, senza mai vedere oltre al portone di casa. Un anno fa ho accettato l'idea di non riuscire più ad aiutarmi da sola e sono andata dal medico di base chiedendo aiuto in segreto. Mi ha dato degli antidepressivi (so che non sono l'unica ragione del mio star bene ma sto cercando di essere breve) e la mia vita è improvvisamente esplosa di cose nuove che mai avevo fatto, di novità, di vita. Tutto questo ha portato nuove consapevolezze e la voglia di vivere come non avevo mai fatto, ma l'università ne ha risentito nuovamente e per quanto io ami il mio campo non riesco più a prenderla come devo, la collego a qualcosa che mi fa soffrire enormemente. Sono andata da una psicologa anche questo in segreto perché i miei genitori non accettano minimamente tutta la sfera che riguarda la psiche, il percorso con lei mi piaceva molto ma economicamente non sono riuscita a continuare e qui di nuovo il problema università-lavoro o entrambe? I miei genitori non vogliono che io metta in pausa i miei studi per lavorare, vogliono che io mi concentri sul laurearmi non capendo che per me AL MOMENTO è una prigione. Voglio staccare da loro il controllo di queste cose, ma non ho più il coraggio che avevo prima. Ho bisogno di lasciar stare per un po', lavorare, stare con la gente, andare in palestra poi magari riprendere l'università con i miei soldi. Sono combattuta, non so più cosa fare ed ho paura di ricadere in certi stati "pericolosi". So che la depressione ha anche basi ereditarie, so anche che questo discorso richiede di approfondire molti aspetti per potermi aiutare, ma spero in qualche risposta di conforto o che possa aiutarmi anche solo un pochino. Mi scuso per il discorso che potrebbe sembrare confuso. Saluto cordialmente

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Come andare dallo psicologo senza che i genitori lo scoprano

Esiste un modo per andare dallo psicologo senza che i miei lo scoprano? Ho 24 anni ma sono ancora dipendente a livello finanziario, è da quando vado alle superiori che sento di aver bisogno di aiuto per un sacco di cose ma ogni volta che provo a tirar fuori l'argomento a casa mi sento solo ripetere che è perché non mi impegno abbastanza che rimango indietro sugli studi (prima erano i 10, ora i 30... anche i 28 e i 29 non bastano, non bastano mai per non parlare dell'ultimo 20 risicato... se mamma sapesse che ho dovuto lasciare un concorso a metá e non stessa cosa ad un esame per un attacco di panico poi, come minimo mi ammazza) e che è perché voglio attenzioni che mi vengono attacchi di panico a star in mezzo alle folle o a dover parlare con qualcuno che non siano le tre persone con cui mi sento a mio agio. Anno scorso mi hanno diagnosticato il cancro, come da prassi l'ospedale mi ha offerto uno psicologo che ho dovuto rifiutare perché come la dottoressa ha parlato di un terapeuta mamma ha cominciato a inveire e a dire come gli psicologi e psichiatri siano inutili "basta guardare come la zia abbia cominciato ad andare da uno psicologo due anni fa ed è ancora depressa" e non volevo mi iniziasse a rinfacciare anche quello se avessi accettato e l'avessi quindi "costretta" ad accompagnarmi all'ospedale ancora piú spesso di quanto non dovesse perché la conosco e ancora mi rinfaccia ogni singola cosa che ho o non ho fatto e ora me ne pento, perché mi sento morire Avrei dovuto aspettare di entrare nella stanza della chemio, dove lei non è ammessa, e pregare l'infermiera di aiutarmi a dire alla dottoressa che sí, ho bisogno di aiuto, che anche se probabilmente non è della psico-oncologa che ho bisogno, se non altro avrebbe saputo aiutarmi a trovare una direzione ed ora è troppo tardi perché ho finito la chemio da mesi e non posso chiamare l'ospedale senza che mia madre lo scopra o andarci da me senza il rischio che lo venga a sapere Non so piú cosa fare, ho provato a chiedere aiuto alla mia migliore amica, quando ne ho avuto bisogno per altre situazioni mediche tramite sua madre ce l'ho fatta a convincere la mia, anche se poi mi ha fatto sentire come un cane per averla fatta passar male, ma uno psicologo non lascia cicatrici, non mi lascia senza capelli e non fa svanire bozzi dal collo, uno psicologo non mi fa tutori su misura per le braccia e non mi fa occhiali per veder meglio, uno psicologo non mi lascia prove tangibili che diano modo alla mamma della mia migliore amica di dire "hey mamma di fed, perché lasci che fed soffra? Ne abbiamo giá parlato" senza che lei trovi il modo di darmi la colpa (e in parte perché mi sento male a chiedere sempre alla mia migliore amica e sua mamma di risolvere i miei problemi) Quindi, quali possibilitá ho per trovare aiuto?

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Mio figlio è preso in giro dagli amici

Buongiorno,mai avrei pensato di dover chiedere un consiglio a proposito di quanto sta accadendo a mio figlio...E' un bambino di 10 anni, con molti amici bravo a scuola, tranquillo... ultimamente viene però preso in giro proprio da quelli che sono i suoi amici più cari, quelli con cui si vede più spesso...i migliori amici...Io non sono mai intervenuta, l'ho sempre spronato a lasciar correre a non prendersela, a non reagire... da un paio di giorni però torna a casa triste, e spesso si mette a piangere, .. ieri lo hanno chiamato "finocchio"... in continuazione... ogni volta che parlava gli "amici" gli rispondevano .."si finocchio"...Mi ha detto che per un pò ha fatto finta di niente...poi l'amico che ha cominciato a chiamarlo così ha "arruolato " anche altri compagni di classe che così hanno continuato tutto il giorno...Ora, capisco bene che sono stupidaggini, che è l'età in cui le prese in giro sono normali, ma vedo mio figlio davvero giu'... gli ho detto di staccarsi un poi da questi bambini, e lui nonostante ci resti malissimo dice che non vuole perdere i suoi amici che cercherà di far finta di niente...ma lo vedo che è al limite...Ma io come mi devo comportare?... Lascio fare come le altre volte (lui spesso viene preso in giro è io gli ho sempre detto di non farci caso)... o posso aiutarlo in qualche modo? Vederlo così stavolta mi fa star male!!!!!!Grazie

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