Domande e risposte

leggi tutte le domande
Come si possono cambiare abitudini che si sanno essere deleterie ma dettate dal bisogno di controllo

Sono una studentessa universitaria e amo apprendere, conoscere e scoprire. Tutto questo è velato da un malessere profondo che mi fa odiare i libri e l'apprendimento poiché non riesco a studiare senza ripetere troppe volte e con voce troppo alta. In una giornata sono capace di fare anche solo due pagine perché sono lì a ripetere sempre gli stessi concetti cambiando parole e frasi. Lo faccio perché non c'è verso di convincere il mio cervello di aver capito e memorizzato, se provo ad andare avanti mi sento sporca e sbagliata. Così arrivo a fine giornata che controllando le pagine studiate mi sale lo sconforto e un senso di inadeguatezza profondo che a volte sfogo sul cibo o sulla pelle grattandomi forte. Per non parlare della voce che perdo a furia di sgolarmi. Grazie per l aiuto.

2 risposte
Forse leggo troppe cose di psicologia, guardo troppi video e parlo poco

Buonsasera, Ho 27 anni...da quando due anni fa ho iniziato un percorso di psicoterapia tipo analisi transazionale, leggo molto di psicologia, crescita personale etc... In questi due anni mi sono letta davvero molte cose perché l'obiettivo era di curarmi e guarire..così oltre alle sedute di psicoterapia che ho sostenuto per due anni cambiando 5 psicoterapeuti perché sentivo che non mi aiutavano a sufficienza ho fatto molta autoformazione...ora il problema è che ho trascurato molti altri aspetti della mia vita..come mantenere delle amicizie, partecipare ad eventi tipo cene di lavoro, partecipare a feste, aperitivi, curare la mia casa, la mia famiglia, andare in vacanza...sono laureata in fisioterapia quindi oltre a queste cose ho letto anche molto del mio lavoro, della medicina, ho partecipato a vari corsi di formazione come uditore...il punto è che ho trascurato davvero molti altri aspetti che credo mi metteranno nei guai..ad esempio conosco molto poco le leggi e forse le condotte morali..forse ho partecipato poco alla divulgazione delle informazioni per paura di parlare in pubblico e dire cose sbagliate, o spiegare argomenti di neurologia e neuroanatomia quando sono più di competenza di altre professioni, anche perché non mi sentivo capace di preparare dei poster...insomma per 100 cose buone e che potrebbero essere utili che ho fatto e che so, ce ne sono altre 100 meno buone che probabilmente ho fatto e che non so...magari firmando in fretta alcuni documenti perché la necessità era di avere le cartelle chiuse..ecco ora ho paura di queste 100 meno buone perché probabilmente ne dovrò pagare le conseguenze..forse avrei dovuto coltivare più certe amicizie..così da sapere a chi chiedere aiuto e di chi fidarmi ma siccome tempo fa ho scoperto di essere un po' introversa, ho cercato di essere più estroversa e non aver paura di conoscere nuove persone..insomma io cerco di fare sempre il mio meglio per i miei pazienti, e per il mondo, cerco di avere rispetto per tutte le forme di vita, che siano piante persone o beni, magari vado a periodi..credo di avere delle ossessioni...diciamo che ci sono periodi in cui probabilmente mi fisso su qualcosa e faccio sempre la stessa azione senza rendermene conto...tipo anni fa era andare sempre alla stessa discoteca, poi tutte le mattine curare il giardino, poco tempo fa era andare spesso in palestra, bo..mi spavento di me stessa da sola..io cerco al tempo stesso di tenermi aggiornata sulla politica o l'economia per dare il mio contributo come cittadino..ho fatto dei corsi di diritto internazionale per cercare di essere aperta anche verso altre persone nel mondo..ho letto libri di altre religioni per imparare a conoscere ed accettare anche culture e persone diverse..ma la verità è che a mano a mano che scopro tutti i vari disturbi psicologici e le varie patologie e mi rendo conto di comportamenti sbagliati ho paura di me stessa..ecco tempo fa ero sempre molto attenta a come mangiavo..credo di non chiedere sempre scusa al momento giusto..cioè credo di non rendermi sempre conto di quando sbaglio..magari a volte dici la parola sbagliata al momento sbagliato..o dico cose che non dovrei dire perché vanno contro me stessa..cioè anche adesso incanalare il mio post in una domanda è impossibile..a volte ho insonnia, a volte dipendenza, a volte traumi psicologici, a volte problemi sessuali, a volte depressione..è come i pazienti a volte tu sei formata sulla riabilitazione dell'ictus ma quel giorno hanno mal di schiena e tu sai qualcosa ma non tutto benissimo ma siccome ha mal di schiena in quel momento cerchi di fare il tuo meglio..oppure ha bisogno di sapere quali documenti fare per le esenzioni ma tu non lo sai e gli fai fare ginnastica per le gambe perché le vedi molto rigide e comunque ha un'ora pagata con te e forse tu non hai capito bene che in realtà il suo problema principale è quello..cioè non è facile..a volte ti muoiono pazienti e stai male 3 giorni e non riesci a pensare ad altro..non li conoscevo nemmeno bene ma li ho messi più comodi nel letto perché non riuscivano a muoversi da soli e avevano piaghe e dolore...insomma sono stanca...

1 risposta
A volte non sopporto più le persone che mi stanno vicine.

Salve, sono una ragazza di 21 anni. Vi spiego brevemente il mio “problema”: sempre più spesso mi accorgo di essere molto nervosa e stressata. Ci sono dei giorni che mi da fastidio tutto, quasi come se non riuscissi a sopportare niente se non stare sola con me stessa. E ci sono dei giorni in cui invece non ci penso minimamente, sono tranquilla e voglio stare in compagnia. So che scritto così sembra io sia bipolare, ma credetemi che non lo sono. Mi succede molto spesso di essere a casa con mia mamma... e ogni cosa che fa mi irrita. A volte non riesco a sopportarla. Il solo respiro, gli sbadigli, rumori vari, anche solo quando mi chiede “cosa facciamo per cena?” mi infastidisce. Non so perché mi capiti, io le voglio bene, fa tanto per me anche se negli anni non mi ha mai dimostrato molto il suo amore. Sono io che ho un problema? Cioè, perché mi capita di innervosirmi così tanto quando mi sta vicino per “troppo” tempo? Ci tengo a lei, ma quando sono lontana da casa sto meglio... mi piace comunque stare con lei, a volte facciamo alcune cose assieme, andiamo a fare un giro, shopping ecc... ma dopo 2/3 giorni non la sopporto più... vorrei solo andare via. La nostra relazione madre-figlia non è sempre stata delle migliori, abbiamo caratteri molto diversi e finiamo per discutere spesso, finendo con lei che urla e io che piango. È così da quando ho memoria. Non mi ricordo sinceramente di momenti davvero belli e felici quando ero piccola, di carezze o di baci. Ha sempre fatto tutto il possibile per me, lo so, mi ha sempre mantenuta, aiutata, mi ha cresciuta, c’è stata quando ho avuto bisogno ecc... ma forse sentimentale è stata “assente” come mamma. Forse sono io che chiedo troppo? Perché a volte la “odio” senza apparente motivo?

7 risposte
Come recupero il rapporto con genitori settantenni?

Ho 28 anni (fra poco), una forte guida interiore ma una sorta di timore latente nei confronti di chiunque. Sono in generale poco organizzata e sono portata per le arti, tutte. Dopo 4 anni di vita quasi autonoma (sopravvivenza sarebbe un termine più corretto) sto vivendo l'ennesima crisi in primis lavorativa, ma soprattutto esistenziale: 5 anni fa mi trasferii a Milano dopo tre bocciature difficili al liceo e successivo percorso psicologico di due anni interamente pagato da me grazie ad un desolante posto da cameriera nella ristorazione. Ero e mi definisco tutt'ora una persona triste. Lavoravo soprattutto per prendere responsabilità su me stessa perché il rapporto con mia madre è sempre stato difficile da sostenere, in famiglia litigi e squilibri erano quotidiani fra tutti e 5 i componenti (genitori, sorella maggiore, mio fratello e me). Il mio vissuto è stato duro e prevalentemente in casa: dalla preadolescenza parolacce all'ordine del giorno, sono divenute dalle medie e successivi anni, soprattutto con mia madre, botte, tirate di capelli, graffi, insulti fra i più pesanti, sputi in faccia, umiliazioni dovute alla mia incapacità di vita (scolastica, sociale e il ricatto valido per tutto: economica). Oltre ad un esagerato giudizio sugli altri in mia madre c'è, o c'era, disfattismo. Fuori casa potevamo addirittura sembrare famiglia modello. L'unico posto in cui mi sentivo più serena era nelle vicinanze dello studio della psicologa. Sollevata. In quei due anni ho chiuso il liceo, diplomata da privatista e concluso ordinatamente la mia prima esperienza lavorativa... e conosciuto i miei amici. Anche la terapia però si è chiusa, stavamo lavorando per una base di vita autonoma ma a volte la rigettavo non presentandomi e non è stata chiarita la decisione brusca della psicologa di terminare il rapporto. Nel frattempo avevo preso decisioni in autonomia e i rapporti in casa leggermente migliorati: passato l'esame d'ingresso all'accademia d'arte, i miei hanno acconsentito che mi trasferissi. Avrei dovuto cercare subito supporto psicologico perché ho abbandonato gli studi anche se ho cercato subito lavoro e non reggo a lungo alcun tipo di pressione. Ho appurato di avere difficoltà sessuali scoprendo che ho il vaginismo. Ho compreso sempre meglio che una vita di privazione delle uscite e divertimenti e frivolezze non deve e non può essere motivo di orgoglio. L'ho imparato da tutti i miei coinquilini, osservando come gestiscono le loro vite. Costellate di pause, di impegni certo ma anche diversi svaghi e distensioni. Ora dopo qualche altra esperienza lavorativa mi sto licenziando per l'ennesima volta perché non reggo gli ambienti professionali. Gli amici sono lontani e l'ansia per il futuro non mi abbandona mai, nessun giorno nemmeno per un quarto d'ora. Molti clienti di ristoranti prima e uffici dopo mi hanno apprezzata, dimostrato finanche affetto ma scappo dalle difficoltà con i colleghi, a volte persone orribili e a loro volta problematiche. Non riesco ad essere leggera. Sono stufa di mostrare sorrisi per qualsiasi lavoro perché persone più distaccate e commerciali di me lo esigono. Sto valutando di tornare dai miei e accordarci in modo più maturo e spero addirittura dolce sul mio futuro, altrimenti penso che in futuro dovrò appoggiarmi a degli assistenti sociali e a spese di non so chi. Mi fa paura il rischio di non riuscire a evitare gli schemi squilibrati che sono rimasti in casa fra loro: le lamentele tossiche di mia madre, un fratello furioso e la sensazione di esserci invadenti a vicenda.

2 risposte
Madre troppo invadente

Salve, sono una donna di 50, serenamente sposata da 20 anni con 2 figli e una buona posizione lavorativa, il mio unico problema è mia madre che vorrebbe controllare insistentemente tutte le mie situazioni (educazione dei figli, amicizie, abbigliamento, vita familiare, e perfino il pranzo e la cena). La mia vita ultimamente è diventata un inferno e nonostante ho cercato diverse volte di rompere i rapporti con lei al primo ravvicinamento si torna sempre per litigare. La sua invadenza maggiore è nel controllare le nostre amicizie e nell'ostacolarci a frequentarle ....si deve uscire solo con lei e con le mie sorelle. Non possiamo avere una vita sociale e mia figlia (che ha trascorso il maggior tempo di crescita con lei) deve renderle conto di quello che fa anche se solo per invitare o per farsi invitare da una sua amichetta. Abbiamo cercato di risolvere il tutto raccontandole un sacco di bugie e tenendole nascoste tutte le nostre iniziative ma ogni volta che invece decidiamo di dirle la verità tutto torna come prima. Non l'abbiamo mai abbandonata (come invece lei crede di essere) e l'abbiamo sempre coinvolta quando è stato possibile nelle nostre uscite (pizzeria, passeggiate, teatro ecc.) e ora che non sta molto bene di salute la sua invadenza si è triplicata, perché continua a fare la vittima in tutte le situazioni. È una situazione insopportabile e credo che tutto questo non fa che creare delle criticità anche in una crescita equilibrata di mia figlia. Vorrei rompere definitamente ma è pur sempre mia madre, e se ora ho deciso di scrivere è veramente perché ho bisogno di aiuto, da sola non riesco più a gestire questa situazione. Grazie infinite

7 risposte
Mi sento intrappolata

Ciao, ho 23 anni, a novembre 24 e mi sento intrappolata in una vita non mia. Mi ritrovo in un ambiente che non sento confortevole e sono veramente pochi gli spazi in cui mi sento sicura di esprimere ciò che sono e penso. Ho sempre paura di sbagliare, costantemente, e di deludere i miei genitori e il mio fidanzato. Mi sento così piccola e impotente. Non credo di aver ben chiaro cosa voglio dalla vita, un giorno è tutto rose e fiori e il giorno dopo è come se fossi tra incudine e martello. Sono due anni che non mi sento a mio agio con questa situazione, che trovo scuse e che procrastino. Piango sempre, per qualsiasi cosa. A volte vorrei tornare indietro di 10 anni.

1 risposta
Senso di colpa nel tradimento

Buongiorno, sono single e ho una relazione da 4 anni con un uomo sposato con 2 figli pre-adolescenti. La storia è iniziata per caso, voluta inizialmente da lui, non sarebbe dovuta durare così a lungo. Poi il sentimento è cresciuto, più da parte mia, e la grande empatia, complicità, l'affinità e l'intesa sessuale che abbiamo (lui mi ha giurato "solo con me") ci hanno portato a trasformare l'avventura in una storia d'amore. Questo perchè io colmo il vuoto che ha: lo riempio di tanto affetto, amore, coccole, baci e carezze che gli mancano. Mi dice che mi vuole molto bene e che non è più innamorato della moglie ma che con lei comunque ci sta bene, ci va d'accordo e gli piace tutto quello che si fa con e per la famiglia. Lui, mantenuto economicamente dalla moglie, è abbastanza succube e "tappetino" ai comandi di lei che ultimamente ha forti sospetti sul tradimento. Mentre fino a qualche mese fa lui faceva i salti mortali pur di vedermi, ora soffre di sensi di colpa per quello che sta facendo, che è sbagliato, e quando deve inventarsi una storiella per incontrare me, deve sempre raccontare una mezza verità, perchè ha sempre paura di essere "beccato", ha sempre paura di non ricordarsi quello che ha detto, ha paura che lei non gli faccia più vedere i bambini, ha paura di restare in mezzo ad una strada. Io gli dico che se vuole vedermi e stare con me, la storia da raccontare la trova, come l'ha sempre trovata ma lui mi risponde con mille scuse: devo tornare a casa alle 19.00 in punto, in quel posto no perchè magari c'è qualcuno che mi conosce, anche se ho detto che sono fuori a cena con l'azienda devo tornare a casa presto perchè in realtà sono a cena con te non con l'azienda....a mio parere risposte assurde per un uomo che ha un'amante. Cosa ne pensate del suo comportamento, delle sue risposte e dei suoi sensi di colpa? Secondo voi cosa vuole in realtà? Grazie.

3 risposte
Disturbo del linguaggio.

Salve. Mi chiamo Sara. Sono mamma di 2 ragazze di 9 e 19 anni casalinga. Spessissimo mi succede di non pronunciare correttamente le parole. Ossia nella mia mente so che voglio dire..ma dalla mia bocca ne escono altre.
Come se entrambe non avessero un filo diretto. Premetto che non dormo tantissimo. Mi corico sempre abbastanza tardi dormo sulle 6 ore. Prendo farmaci per ipertensione... diabete tipo 2.. eutirox obesa.
Valori che rimangono con questi nella norma. Mi capita x esempio di dire "togliti gli occhi dalla bocca ..piuttosto che togliti i capelli dal viso. Oppure dire ci vediamo alle 17.00 invece delle 16.00. Faccio la rappresentante di classe x cui ciò che dico dev'essere attendibile ma faccio difficoltà a riferire spesso ciò che accade. Grazie

1 risposta
Questo sito web o le sue componenti di terze parti utilizzano i cookies necessari alle proprie funzionalità. Se vuoi saperne di più puoi verificare la nostra cookie policy.