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Come decidersi ad andare da uno psicologo

Salve. Sono Francesca, ho 21 anni. Nel corso dell'ultimo anno e mezzo ho attraversato alti e bassi. Intendo questa espressione nel modo più letterale che ci sia. Per la prima volta nella mia vita ho avuto proprio la sensazione, e l'ho anche fatto fino a un certo punto, di poter disegnare un grafico del mio benessere mentale con una curva che saliva su per poi scendere precipitosamente giù a seconda dei mesi. Da una parte questa consapevolezza mi ha dato forza nel senso di farmi pensare (nei momenti in cui ero più lucida) che ciò che provo è passeggero e se sto male non sarà così per sempre. Nell'ultimo periodo però, diciamo da un mese a questa parte, sono molto più confusa. Ho paura che questo "basso" sia qui per restare. Forse perché mi sembra diverso dagli altri. Non sono propriamente triste ma mi sento molto distaccata da tutto. È come se non registrassi più le esperienze come prima, ricordo poco e in modo diverso. È difficile da spiegare a parole, forse l'immagine di essere dentro una bolla potrebbe in qualche modo rendere l'idea... Sento ma in modo ovattato. Continuo a fare quello che devo fare ma nulla di più. E tra i "doveri" ci sono anche le uscite con gli amici, i momenti di svago, che vorrei non considerare tali ma che percepisco con estrema pesantezza. È da un po' che penso di provare a parlare con un professionista. Solo che non riesco a decidermi perché so che non è successo nulla di catastrofico nella mia vita che possa motivare queste sensazioni. Penso che magari sono solo drammatica. Poi penso anche che potrei tornare a stare meglio da un momento all'altro e a quel punto non saprei più cosa dire. Vorrei un vostro consiglio e vi ringrazio per le eventuali risposte.

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Paura estraneo

Buona sera, scrivo per mia figlia di 2 anni, dai 6 mesi ha paura degli estranei, prima nessuno poteva salutarla e guardarla perché piangeva, ora sicuramente meglio, sorride, saluta, ma se qualcuno vuole prenderla in braccio piange, nei luoghi che non conosce vuole stare in braccio, con i bambini gioca senza problemi, invece con gli adulti tipo al suo compleanno e voluta stare in braccio tutto il tempo , non capisco questo timore verso gli altri. Consigli? Diciamo che e stata chiusa in casa a causa del covid dai 6 mesi hai 10 perché non si poteva uscire e anch'io avevo paura che potessero contagiarla. Dal pediatra e sempre una tragedia perché non vuole farsi toccare. Al parco invece gironzola senza paure, si avvicina anche da sola agli adulti, ma quando stanno per avvicinarsi lei scappa. E una bambina molto avanti, fa già discorsi e dice tantissime parole, quando invece c'è qualcuno non parla molto. Grazie in anticipo

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Somatizzazione,ansia,pensieri strani,problemi relazionali,come liberarsene?

Ho, 21 anni, da 16 mesi vivo forme di malessere psicofisico mai avute: battiti mancati/aggiunti, oppressione al petto, sogni, pensieri strani, dispnea.Prima stavo relativamente bene, facevo sport, avevo pensieri normali.Tuttavia nella mia discreta vita sociale mancava in toto l'aspetto sentimentale/sessuale.All'epoca non ci pensavo, contando che le cose si sarebbero sistemate.Oggi però la mancanza di esperienza si fa sentire, e diventa sempre più complicato affrontare la questione con amici e conoscenti.Spesso rifletto sul come la mia mancanza di partner possa influire sull'idea che gli altri hanno di me.In tal senso la narrativa che stanno facendo i media relativamente ai vergini etichettati in blocco come complottisti e misogini non mi aiuta: non ho mai odiato nessuno se non me stesso.
La pandemia è forse il primo momento in cui inconsciamente ho fatto un bilancio con me stesso e il conto mi si è presentato come una batosta.Soprattutto nei primi mesi, mi veniva di colpo il pensiero di una morte imminente, a causa dei suddetti sintomi (Da controlli non è emerso nulla).Col tempo sono diminuiti.Ancora oggi però, a letto mi capita di immaginarmi inspiegabilmente da morto e di pensare al mondo che continuerebbe lo stesso, senza che io vi abbia lasciato un contributo o un ricordo.
Se prima vedevo l'idea di morire come fuga dalle frustrazioni varie, oggi la vedo come un motivo irrimediabile di rammarico e penso alle occasioni perse, a quello che non ho fatto per crescere come persona, a quello che non ho dato e quello di cui potevo gioire.A quest'età non dovrei pensare a questo, ma a volte, dopo un sogni strani (uno dei quali conclusosi con un forte abbaglio), ho elaborato una serie di pensieri finendo per dubitare dell'esistenza mia e del circostante (che sia una metafora dell'inutilità?) prima di ricadere nel sonno.Ho la sensazione che i malesseri fisici stiano pian piano lasciando spazio a quelli psichici.
In tal senso non ho nemmeno l'alibi di alcool/droghe.(Bevo di rado se in compagnia/ mai toccato uno spinello).A posteriori credo che qualche momento di goliardia e spensieratezza mi avrebbe aiutato a mettere a tacere quella parte scrupolosa di me che rimugina troppo.
Il fatto che non ci siano cause esogene a tali pensieri e che me li sia autoprodotti mi fa preoccupare.
In tal senso proprio ora che sento il bisogno di una compagna che mi sia vicina, mi sento impossibilitato a trovarne una per mancanza di esperienza.E ho paura di chiedere aiuto agli amici più esperti di me senza rischiare di essere etichettato.
Ho l'impressione di non poter uscire dalla mia condizione e che il destino sia segnato.

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Penso spesso al suicidio.

Buona sera, non mi era mai capitato di voler parlare a qualcuno dei miei problemi, poi stasera nella solitudine di una stanza buia mi sono imbattuta in questo forum.Ho commesso una serie di errori nella mia vita che consistono nell’aver raccontato svariate bugie sul mio lavoro; poi alla fine quando sono riuscita ad affermarmi a livello lavorativo ho vuotato il sacco mettendo poi come contentino il fatto che si avevo raccontato per 7 mesi un sacco di bugie ma adesso ero riuscita ad ottenere il lavoro che volevo con tutti i benefit che ne derivano.Ma questa cosa non mi ha alleggerito l’anima vedere la delusione comunque negli occhi del mio compagno per le bugie raccontate mi ha destabilizzato dentro.Mi sono giustificata dicendo che erano a fin di bene perché tanto sapevo che sarei arrivata dove volevo ma questa scusa a lui non è bastata.L’aver raccontato la verità non mi ha alleggerito la coscienza anzi; mi porto dentro un peso e un malessere che non vogliono andare via.Non riesco più a sorridere; e questa situazione mi ha portato ad avere pensieri malsani sul suicidio.Con la scusa dell’insonnia mi sono fatta prescrivere dal medico delle gocce per dormire e più di una volta ho pensato di svuotarle tutte nel bicchiere.Ma ancora non ci sono riuscita!!! Spero di riuscire a superare questo momento.Grazie per lo sfogo.

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Bimbo che si comporta male all'asilo e non socializza

Buona sera sono la mamma di un bambino di 3 anni e mezzo ; lui è molto solare, allegro; chiacchierone; sa l'alfabeto e i numeri da quando aveva 2 anni, sa i colori e numeri in inglese; conosce i pianeti e anche il loro ordine di posizione le forme geometriche. A scuola fa benissimo tutte le attività di pittura; e lavoretti vari anzi lui è molto portato a fare queste cose. Quando la maestra propone giochi di gruppo ad esempio: giochi seduti in cerchio a terra lui è disinteressato e pensa ad altro e quindi non segue il gioco.Il piccolo va a all'asilo da quando aveva 11 mesi; è figlio unico però ama stare in compagnia dei cugini di 5 e 9 anni. A scuola non socializza con nessun compagno e spesso litiga con i bambini (tira i capelli; spinge) pare che lo faccia maggiormente con due bimbi più piccoli. Quando parlo con lui dei compagni o della scuola spesso fa finta di non capire e parla d'altro. Questo suo comportamento mi preoccupa. Ho anche inviato il compagno con cui litiga spesso a casa ma lo ha ignorato tutto il tempo c è da dire che è un anno più piccolo di mio figlio. Non so che fare...

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Come salvare un figlio dall'autodistruzione??

Buongiorno, sono un genitore single da 19 anni. Ho un figlio di 22 anni che fino a marzo di quest'anno era proprio un bravo ragazzo, lavorava, era educato, non ha mai preso una multa mai fatto danno in giro. A dicembre 2020 va a convivere con una ragazza che ha qualche problema che pero' al momento era tenuto ben nascosto. Poi la situazione precipita.La sua macchina rimane da riparare mesi e io gli ho prestato la mia (a me non serve perche' lavoro da casa e in questo paese ho tutto comodo). Bene dopo un po' arrivano 600 euro di multe...che io non ho pagato ovviamente. Nel frattempo cambia lavoro perche' non lo pagavano (a suo dire) ma a distanza di 15 giorni dall'inizio del nuovo lavoro gli diagnosticano un ernia e voila' perde anche questo lavoro. Poi viene gentilmente messo alla porta dalla fidanzata ( in seguito abbiamo scoperto che lo cercano perche' ha preso della roba un kilo e mezzo e non l'ha pagata) questa stupenda ragazza abbiamo anche scoperto che oltre a picchiare la madre picchia anche mio figlio. Oltre ad aver raccontato di un fratello morto (mai esistito) e di violenze mai subite, dice anche (davanti alle nostre prove) che fa uso di sostanze terapeutiche. In tutto cio' quelli che consideravo intelligenti quindi il nonno e la bisnonna (mio suocero ha perso gli unici due figli e la moglie) tengono a distanza da noi mio figlio che si sta' facendo pagare le multe totale 13 multe + un sequestro della macchina + un debito di 1200 euro con la societa' elettrica, e gli hanno anche affittato un appartamento. Capisco che loro credano a lui spudoratamente ma io come salvo mio figlio da questo disastro?? Ho anche un figlio di sette anni che piange tutti i giorni perche' pensa che suo fratello e' morto. Io sto crollando...aiuto...

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Una scoperta che sta cambiando la mia vita!!

Salve a tutti, io sono Alessia e ho 23 anni. Sto con un ragazzo che amo tanto da quasi 3 anni nonostante ci siano stati alcuni alti e bassi. Da circa una settimana ho scoperto di essere incinta e questa gravidanza per entrambi è stata un fulmine a ciel sereno. Essendo inattesa ci siamo presi un po’ di tempo per decidere se portarla avanti o se optare per l’interruzione. I motivi che ci hanno spinto ad avere dei ripensamenti sono diversi. Innanzitutto io e il mio ragazzo non possiamo attualmente permetterci di andare a vivere insieme in quanto io essendomi da poco laureata non sono riuscita ancora a sistemarmi e quindi lavoro occasionalmente, lui invece ha un contratto a tempo indeterminato ma buona parte del suo stipendio va via per spese varie e rate bancarie, dunque ci rimarrebbe veramente poco per vivere e soprattutto per avere una casa e un bambino. I miei genitori si sono offerti di aiutarci ma lui molte volte mi ha fatto presente che essendo lui il padre vorrebbe dover pensare a tutto in maniera autonoma senza coinvolgere gli altri. La seconda motivazione riguarda un po’ me, quest’anno avrei intenzione di cominciare la magistrale per completare il mio percorso di studi e l’arrivo di un bambino ovviamente andrebbe a scombussolare il tutto, quindi sta subentrando la paura di non riuscire a realizzarmi nel mondo del lavoro e soprattutto di buttare via sacrifici che ho fatto per anni sui libri. Il mio cuore si sente in qualche modo già legato a questa vita che porto dentro di me e negli ultimi giorni ho immaginato a come potrebbe essere quando nascerà, ho paura di decidere cosa fare, perché non so neanche io cosa voglio. Il mio ragazzo molte volte mi ha detto che forse la scelta giusta sarebbe interrompere la gravidanza così da avere modo di sistemarci pian piano, anche lui ha paura di non riuscire a sopperire la parte economica. I miei genitori mi hanno detto che sarebbe la scelta ideale ma comunque sia loro che il mio ragazzo mi appoggerebbero anche se decidessi di tenerlo. L’unica cosa che mi frena, è il fatto che il mio ragazzo essendo un soggetto molto ansioso che tende a chiudersi in se stesso davanti ai problemi potrebbe sentirsi oppresso se decidessimo di tenerlo, perché negli ultimi mesi è capitato di non riuscire ad arrivare a fine mese e con un bambino sarebbe ancora più difficile, quindi non vorrei mettere lui in una situazione dove dovrebbe farsi in quattro per cercare di andare avanti ogni mese. Mi darebbe fastidio molto anche far sapere ai miei genitori che avremmo poi dei problemi, anche se loro ci aiuterebbero (nelle loro possibilità) con il cuore. Sto vivendo una situazione di ansia e paura, non faccio altro che piangere e vorrei solo capire come scegliere senza sbagliare.

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Come posso reagire ai rinfacci di mia madre?

Salve, mi chiamo Valentina ed ho 28 anni e un figlio di 5 anni. Da 2 anni ho chiuso la relazione con il padre di mia figlia con il quale sono stata 7 anni fidanzata e 3 abbiamo fatto convivenza alla nascita del bambino. Da 2 anni vivo da sola con il mio bambino. Lavoro part time e porto avanti la mia casa tra le infinità di spese che toccano ad una mamma single. Poco tempo fa mi sono rivolta già ad una psicologa per un paio di sedute per avere consigli sul mio essere madre e consigli sul bambino. E lei non ha fatto altro che dirmi che il rapporto tra me e mio figlio è impeccabile. E di questo ne sono molto orgogliosa. In famiglia tutti non fanno che apprezzare la persona che sono come madre, lavoratrice e donna. Il mio problema è mia madre e di conseguenza mio padre che non riesce a non appoggiarla perché odia discutere con lei per il suo brutto carattere. Personalmente a me non ha mai speso una parola positiva. Non fa altro che rinfacciarmi che se io posso permettermi di vivere da sola è grazie a lei che durante le mie ore di lavoro bada a mio figlio. Per me è assurdo. Ed anche molto triste. Odio il rapporto che ho con lei, odio quando avanti ad altre persone di famiglia non fa che dire che dietro tutto ciò che faccio ci sia lei e mio padre. Economicamente non mi aiutano in nulla, l unica cosa che fanno per me é tenersi il bambino mentre lavoro. Poi me ne occupo a pieno io da sola. Vacanze, bestiario, cibo e tutto é solo spesa mia ed è anche giusto così. Però proprio non riesco a digerire quando sminuisce ciò che faccio io per mettersi in mostra lei. Io apprezzo che badi a mio figlio mentre lavoro. Ma lei la fa pesare troppo come chissà cosa mi sta regalando. Motivo per cui qualsiasi cosa io faccia da un aperitivo con un amica o una passeggiata porto sempre con me mio figlio. Non posso mai lasciarlo con lei dopo che già solo x quelle poche ore di lavoro rinfaccia di aver fatto chissà che sacrificio (lei è casalinga). E non bada al bambino nemmeno tutti i giorni perché c'è comunque il papà che in settimana 2/3 volte viene a prenderselo. Però è veramente triste non essere apprezzata da lei. Sono arrivata al punto di non provare nemmeno piacere in quelle poche occasioni dove siamo a tavola insieme. Mi rinfaccia addirittura che poi mio padre mi accompagna a lavoro quelle poche volte che per orari, a piedi, perderei troppo tempo. (non posso permettermi una macchina). Insomma morale della favola oltre ad ignorarla come tutti in famiglia mi consigliano di fare, vorrei solo sapere perché fa così. Perché è così dissamorata verso di me.

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