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Come posso aiutare mio figlio di quasi 9 anni?

Salve,ho un bimbo di quasi 9 anni,è molto sensibile,adora gli animali,ama giocare con altri bambini,sia della sua età che più grandi,ma con i compagni di classe ha spesso problemi relazionali,viene trattato male ed offeso dai compagni di classe,e soffre tantissimo di questa situazione,a volte sembra tranquillo(dico sembra,perche' io lo capisco dagli occhietti che non lo è...)altre volte scoppia in pianti liberatori e mi racconta tutto quello che lo reso cosi vulnerabile... a quanto pare i compagni lo bullizzano senza una motivazione ben precisa...e' un bambino molto bravo a scuola,ottiene ottimi rusultati in tutte le materie di studio,nello sport e ama profondamente la musica,suona il pianogorte e ama cantare.Spesso ha un linguaggio diverso rispetto ai bambini della sua età,e soprattutto argomenti diversi,adora la storia,è attratto da tutto ciò che riguarda le civiltà passate o le scienze ...un altra cosa che non lo aiuta è la sua maestra,molto brava sul profilo didattico ma senza alcuna sensibilità,anzi ignora qualsiasi forma di prevaricazione caratteriale in classe,senza intervenire per evitare queste situazioni.Come posso fare a rafforzarlo,quando era piccino gli dicevo sempre di essere educato e non rispondere alle provocazioni,ma adesso è da un anno a questa parte che gli dico che deve reagire e rispondere alle provocazioni anche se con educazione e MAI con atteggiamenti violenti.Ma sembra non bastare,ieri è andato in gita è partito con gli occhietti lucidi ed è tornato con gli stessi occhi,mentre mi raccontava della sua giornata è scoppiato a piangere dicendomi che alcuni compagni lo hanno chiamato stupido,cretino e gli hanno tolto il cappellino dalla testa lanciandoglielo per terra...inizio a preoccuparmi di questa sua sensibilità e non so cosa dire o fare per aiutarlo,non voglio né coccolarlo troppo né tantomeno essere dura con lui...

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Non rieaco ad amare

Salve sono un ragazzo di 23enne. Il mio problema è una situazione critica cioè non riescoo ad amare nessuno e ho anche difficoltà a emozionarmi con le persone, forse per il fatto di aver avuto una brutta infanzia priva di amore e attenzione? Non lo so ma fin da piccolo mi ricordo molto bene che dagli elementari fino ad oggi non ho quasi mai pianto. Da piccolo mi sentivo speciale perché ero uno che non piangeva mai di rado forse 1 volta al anno o meno, ma ora ripensandoci penso che sia un problema che è iniziato come una catena fino ad oggi. Per esempio una ragazza che mi piace che lo trovo anche carina ma niente non riesco ad sentire quella sensazione. Scusate per come mi sono espresso ma non riesco a esprimermi meglio di così, poiché non trovo le parole giuste.

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Difficoltà relazionali con i compagni

Buongiorno, Mia ha 15 anni e frequenta la seconda liceo. Già dalle medie ha avuto qualche problema ad integrarsi con i compagni di classe, purtroppo le cose non sono migliorate al liceo. Si sente esclusa dai "gruppetti" che si sono formati. Mi dice che lei cerca di parlare con le sue compagne ma di fatto quando, per esempio, organizzano un'uscita non la invitano mai. Tutto ciò si tramuta anche in ansia e ovviamente malumore ad andare a scuola, con conseguenti assenze. Ho già parlato con la coordinatrice di classe ma nulla sembra cambiato. Ho anche proposto a mia figlia di incontrare lo psicologo comportamentale della scuola ottenendo un secco rifiuto. Non so se lasciar finire l'anno oppure andare di nuovo a parlare con la coordinatrice. Grazie

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Differenza d'età in amore

Ho appena 18 anni, poche relazioni alle spalle e nemmeno molto serie, nessun grande amore, nessun immenso sentimento, poco interesse per qualsiasi ragazzo. Eppure, non essendo apatica o poco incline ai sentimenti, indirizzo tutte le mie energie e le mie inclinazioni amorose a uomini molto più grandi di me, anche di 30 anni. Recentemente sono riuscita ad affrontare questa mia "tendenza" grazie all'incontro con un cinquantenne particolarmente interessante. Il problema è che non riesco ad accettare di poter essere attratta da uomini così più grandi, motivazione per la quale non ho intrapreso mai relazioni con nessuno degli uomini per cui provavo attrazione. Non riesco a capire cosa non vada in me, ho anche provato a ricondurre tale problematica al rapporto con mio padre, ma abbiamo un rapporto così bello e trasparente che mi sembra assurdo che lui possa c'entrare qualcosa con questa mia propensione. Vorrei capire come comportarmi, cosa fare e soprattutto se devo considerarmi "sbagliata" o se è normale questo genere di sensazioni. Grazie anticipatamente.

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Come posso migliorare il rapporto con mia madre? È troppo oppressiva

Salve, sono una ragazza di 19 anni. Da quando ho iniziato ad essere un po' più "indipendente" (dai 12, 13 anni) il rapporto con mia madre è crollato in un disprezzo reciproco: lei trova sempre l'occasione e il modo di sminuirmi e rimproverarmi la qualunque, io, dal mio canto, rispondo a tono (volendole comunque un bene dell'anima). La situazione è crollata drasticamente quando è venuta a conoscenza della mia attuale relazione. È da un anno infatti che frequento un ragazzo, anche lui di diciannove anni, italiano, ma di origini tunisine. E lo specifico perché questo è per lei un enorme problema. In generale che io abbia una relazione è già un enorme problema. Per lei questa mia scelta è inaccettabile, soprattutto perché questo ragazzo fa un lavoro umile. Per lei il tunisino a casa sua e insieme a sua figlia andrebbe bene solo se facesse il medico o il magistrato o insomma solo ed unicamente ( ma ancora con un forse) se ricoprisse ruoli a suo parere importanti. Come se il lavoro prestigioso compensasse il fatto di avere una cultura diversa. Io questa cosa proprio non la concepisco. Io comunque non ho più una vita serena, non posso uscire senza ritrovarmi 4 o 5 chiamate da parte sua o senza addirittura ritrovarla lì sul posto. Ho provato a parlarle, ma ritorna sempre sui suoi passi. Come posso fare? Desidero davvero tanto che questa situazione migliori..

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Adolescente senza amici

Salve, sono la mamma di un ragazzino di 15 anni con grandi difficoltà di relazione. In sostanza non ha amici. Ha da sempre problemi di socializzazione, fin da piccolo, quando all'asilo talvolta mordeva per difendersi. Alle elementari è stato pesantemente deriso e spesso allontanato dal gruppo. Purtroppo anche le insegnanti non hanno collaborato, rifiutando di instaurare un dialogo con noi genitori. Si è parlato di bullismo, il dirigente scolastico è intervenuto sia con le maestre che con alcuni compagni. Alle medie il primo anno molto bene, il bambino era rifiorito , tant'è che abbiamo sensibilmente ridotto la psicoterapia iniziata alla fine della terza elementare. Verso circa metà della seconda media sono iniziati nuovamente i problemi: prese in giro pesanti, qualche botta di troppo da parte dei compagni , lancio dello zaino ecc. Tra le varie conseguenze ovviamente c'è stato il rifiuto da parte di mio figlio a partecipare alla gita di scuola di 3 giorni.Ma ancora aveva due compagni con i quali stava bene , in particolare uno che era anche compagno di squadra (pallacanestro) . In terza media sempre peggio , e perfino i due "amici" gli hanno voltato le spalle. A seguito di alcuni gravi episodi ho chiesto aiuto ai docenti che sono intervenuti prontamente . Ma ormai era maggio e il risultato è stato che ha terminato la scuola con tanta amarezza, solo, e senza partecipare alla festa di fine anno e alla gita. Ora è in prima superiore e avendo fatto la "malsana" scelta di frequentare uno degli Istituti tecnici nel paese dove viviamo, all'inizio alcuni compagni hanno ricominciato con le prese in giro delle medie, smesse dopo alcuni mesi grazie ad un approccio diverso di mio figlio sostenuto 3 compagni. Al momento mio figlio dice di trovarsi bene con la classe, ma i rapporti non vanno oltre la frequentazione dell'orario scolastico. A parte una volta in cui si sono trovati per fare un lavoro di gruppo, poi ho scoperto che successivamente è stato nuovamente escluso. Non è mai voluto andare all'oratorio perché frequentato dal gruppetto che lo ha sempre preso di mira. Da 6 anni gioca a basket ma anche qui dallo scorso anno la frequentazione si limita agli allenamenti e le partite, raramente viene chiamato per un'uscita. Tra l'altro è una squadra molto competitiva, e mio figlio non è assolutamente tra i più forti, incomincia a stare molto in panchina deprimendosi ancora di più. Vorrebbe smettere, comprensibile, ma temiamo che ciò possa isolarlo ancora di più. Per la paura del rifiuto (perché spesso avviene ) il più delle volte evita di chiamare qualcuno per uscire, tolti i compiti trascorre il tempo al pc. Da ottobre scorso ha nuovamente intrapreso un percorso di psicoterapia, con scarsi risultati. Infine è piuttosto geloso del fratello minore di 3 anni, che è completamente l'opposto, molto ricercato, ben voluto da tutti, più sicuro di sè . Sono molto preoccupata, da mamma fa tanto male rendersi conto di avere un figlio palesemente antipatico, sebbene per me non lo sia, non so più cosa fare, per mio marito è quasi una vergogna, lo colpevolizza, io sono angosciata e molto dispiaciuta per lui. Vi ringrazio per l'attenzione.

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Trema appena mi vede

Buonasera, Sto vivendo una situazione molto strana. Ho chiuso un anno fa una relazione in quanto ho scoperto che l'uomo che vedevo aveva il terrore dell'intimità. Successivamente discutendo dei problemi del rapporto mi ha confessato di essere in cura da uno psichiatra da anni. Aveva sviluppato delle ossessioni per situazioni passate, in particolare nelle relazioni affettive. Siamo rimasti comunque uniti nel corso di quest'anno.. A più riprese si é ravvicinato molto, é sempre stato presente, C'é sempre stato affetto e tenerezze tra noi. Gli ho lasciato il tempo di curarsi e guarire e nel mentre mi sono fatta la mia vita stando sola e godendomi amicizie, lavoro, la mia vita. Negli ultimi sei mesi era più presente e lamentava la mia freddezza dettata in realtà dalla voglia di costruire su basi solide una relazione. Non lo vedevo pronto. Un mese fa circa abbiamo avuto un incontro intimo... Ho ceduto alla passione. C'é sempre stata molta attrazione tra di noi. Quella sera ho percepito che c'era un'altra dal semplice bacio. Messo alle strette qualche giorno dopo ha confessato di frequentare un'altra proprio da 6 mesi, con scarsa regolarità. L' aveva già vista l'anno scorso qualche volta. Dopo averla tradita ha capito di avere toccato il fondo, di non vedere futuro con me e forse con lei sì perché lo fa sentire tranquillo. Da allora lui però non riesce ad avere rapporti sessuali. Mi ha confessato tutti i suoi problemi psichiatrici, tra cui senso di inadeguatezza, incapacità a relazionarsi, desiderio di compiacere tutti, pensieri svalutanti, depressione e ansia. Sono l'unica con cui ne parla, psichiatra a parte. Prende numerosi psicofarmaci. La cosa assurda é che ora ci vediamo e parliamo spesso della situazione, per la prima volta é sincero, si apre, ma appena mi vede va in panico, ha attacchi d'ansia e dice di sentirsi bloccato dalla paura, da un'agitazione fortissima, che ha sempre provato nei miei riguardi e che ora non riesce più a gestire. Io gli parlo con fermezza ma serenamente e gli metto di fronte la realtà dei fatti, chiedendo conto dei suoi sentimenti. Non ho le Competenze per aiutarlo, né voglio fare la crocerossina. Prova una sofferenza tale nel vedermi e parlare, che non so, per quanto io provi un affetto enorme nei suoi riguardi, se sia salutare o meno prendere le distanze. A fronte dell'aumento del dosaggio della terapia, ha intrapreso anche un altro percorso per uscire dalla sua situazione. Non capisco peró le sue reazioni nel vedermi, né come mi devo comportare.

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Crisi Interiori

Buongiorno! Ho 27 anni e le scrivo in merito ad una condizione interiore che sto vivendo e che non riesco a capire, mi ha mandata totalmente in tilt. Ho conosciuto un ragazzo nel mio posto di lavoro e insieme ad altre persone abbiamo un bel rapporto di amicizia; da un mese a questa parte mi è iniziato un interesse nei confronti di questo ragazzo che è davvero una persona meravigliosa. Sembra proprio la persona che ho sempre cercato! Ho provato un trasporto molto molto forte, che erano anni che non provavo! Pochi giorni fa ho preso il coraggio di rivelargli il mio interesse nei suoi confronti e lui pur avendo un momento particolare che vive, mi ha fatto capire che andando avanti quando avrà metabolizzato e superato questa fase, potrebbe esserci la possibilità di frequentarci per conoscerci meglio. Qual'è il problema? Che pochi giorni dopo senza alcun motivo apparente, perché realmente non è successo nulla, si è dissolto ciò che provavo.. Non sento più niente. Come se avessi dentro un muro. Premetto e riconosco che nonostante la mia giovane età, ho sempre attirato ragazzi o uomini di qualsiasi età che, soprattutto me ne rendo conto ora in modo cosciente, che erano persone con cui non sarebbe mai potuta andar bene o perché non erano affidabili o per altri motivi, come se inconsciamente avessi attirato queste situazioni proprio per paura di legarmi a qualcuno o perché non lo volevo. So solo che ora quello che provo è una forte tristezza e senso di colpa, perché ora che ho la possibilità, magari, di vivere un qualcosa di bello, mai provato, con una bellissima persona, che già a livello amichevole mi da serenità e tranquillità, non riesco a provare niente nei suoi confronti. Ho sempre investito energie e affetto con persone che non si meritavano assolutamente niente e ora che potrei avere la possibilità di vivere una bellissima esperienza, non sento trasporto. A livello del plesso solare mi sento attirata da questa persona ma allo stesso tempo c'è qualcosa dentro che non va. Come posso capire se è un meccanismo inconscio di paura e difesa che mi ha completamente azzerato l'interesse verso questo ragazzo? O se è altro? La ringrazio infinitamente per la sua attenzione e disponibilità. Una buona giornata.

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