Domande e risposte

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Non riesco a relazionarmi e aprirmi con gli altri

Ho un problema a relazionarmi con gli altri, da sempre in realtà, ho 27 anni e non ho mai risolto veramente la cosa. Praticamente quando mi approccio sia con persone che conosco che con sconosciuti non riesco a parlare più di tanto, non mi vengono cose da dire oppure non mi vengono battute da fare e di conseguenza secondo me passo come quella vuota e noiosa/pesante. A volte mi vengono battute da dire ma la maggiorparte delle volte a scoppio ritardato, tipo dopo 20-30 secondi, sul momento è molto più difficile che mi vengano. E questa cosa mi fa soffrire molto. E come se mi si bloccasse il cervello quando devo parlare con gli altri. Quindi non riesco a fare neanche più di tanto discorsi. Le volte che ho cercato di essere più espansiva poi dopo sentivo un disagio interno, come se non ero così convinta di voler essere più espansiva, quindi diciamo che dentro di me da un lato vorrei rimanere così come sono ovvero una persona un po' timida, solitaria, e da un lato invece vorrei essere una persona espansiva, che gli piace tanto parlare con gli altri e stare con gli altri. Di mio sono una persona allegra comunque, non sono proprio così spenta, ho una mia solarità che viene fuori spontaneamente, ma non così spesso diciamo. Però comunque di base cerco molto di evitare le persone e di parlarci poco perchè appunto non riesco a relazionarmi in maniera serena e ho paura del giudizio/di non essere accettata dagli altri, dato che in molte situazioni non mi sono sentita cosí accettata. Non so come fare per risolvere questo problema. Mi fa soffrire molto veramente. Se mi deste una mano a risolvere queste mie problematiche vi sarei infinitamente grata.

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Come aiutare mia figlia a relazionarsi con i suoi coetanei

BuongiornoScrivo questo messaggio perché mia figlia di anni 13 (domani), non vuole più andare a scuola, va in seconda media e da quando ha iniziato la scuola media ha dovuto affrontare il problema "amiche" . E' una ragazzina che studia, timida ha sempre paura di non piacere agli altri.Oggi è tornata da scuola e mi ha detto che non vuole più andarci.Mi ha anche detto che le sue amiche la escludono dai giochi e dalle conversazioni, la prendono in giro chiamandola secchiona, cocca della prof..Io non so cosa fare: se non piangere. Le ho detto che non deve farsi queste strane idee , magari è lei che ha mal interpretato gli atteggiamenti delle sue amiche. Secondo lei cosa posso fare per aiutarla?GrazieFilomena

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Problemi a relazionarsi e farsi amici/partner

Ho da sempre avuto problemi nel farmi amici (non ho mai avuto "amici veri") e da 4-5 anni ho perso anche delle pseudo-amicizie, persone con cui mi sentivo spesso e bene o male riuscivo a fare anche discorsi interessanti, non mi sentivo solo in pratica. Con la pandemia il tutto è peggiorato e letteralmente non parlo con nessuno oltre il mio nucleo familiare, sto provando anche l'online dating per provare a "rattoppare" il mio disagio ma non sembra funzionare, vuoi per la città o per la pandemia, non ho avuto ancora riscontri positivi. C'è qualche tecnica che può permettermi di migliorare le mie skill sociali? Non solo verso l'altro sesso ma anche per migliorare la socialità in generale. Prima della pandemia cercavo di tenere il conto delle interazioni sociali che facevo durante la giornata, ma adesso sembra utopia. Ci sono percorsi psicologici per questo tipo di problematiche? Penso di soffrire di ansia sociale, anche se non ho mai avuto diagnosi.

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Dubbi sul partner

Salve ho 47 anni e dopo una lunga relazione (mai sposata senza figli) ho finalmente incontrato una persona con cui ho iniziato una nuova relazione. Da circa tre anni frequento Uomo sposato con figlio di 12 anni. É separato (lui vive fuori casa da 3 anni) ma non ha avviato le pratiche; padre molto presente con il figlio. É sempre a disposizione della famiglia (la moglie è figlia unica di genitori separati). Ci frequentiamo da 3 anni ma senza convivenza, spesso si ferma da me a dormire ed il weekend libero sta da me; per scelta del mio compagno e della sua ex non frequento il figlio, il mio problema è che non comprendo le dinamiche di questa strana famiglia: se la ex moglie decide, il marito corre; se la ex moglie ordina il marito corre, spesso quando ne parliamo mi dice che è la madre di suo figlio e devono gestire il figlio, ma lui non decide, non va mai contro le decisioni della moglie. e nella relazione con me ... sento questa presenza fastidiosa... Sono gelosa? fatico a capire il comportamento della ex coppia, ed in particolare la loro frequentazione: spesso capita che nel weekend in cui il mio compagno tiene il figlio frequenta anche la moglie (es. scorso weekend sono andati a fare una passeggiata al lago con annesso pranzo organizzato il giorno prima). e io? io ne sono informata a volte prima a volte dopo, a volte molto dopo perché sa che la cosa mi infastidisce, ma lui lo fa lo stesso e mi dice che é normale x la serenità del figlio. Ma lo é?fa bene al figlio vivere una situazione non reale? io sono innamorata, lui dice che ci tiene... che sta bene con me, ma esce la domenica con moglie figlio... sono io che penso male e sono gelosa, oppure non é una situazione normale? non pretendo di cambiare la vita del mio compagno ma vorrei capire se queste dinamiche sono giuste e sono io che penso male. grazie

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Mia mamma e il mio aspetto fisico

Buonasera. Sono una ragazza di 25 anni, e vi scrivo perché non so come comportarmi con mia madre. Non sono mai stata una persona interessata al trucco, ai vestiti o all'aspetto fisico, mi è sempre più interessato lo studio, leggere e la cultura in generale, ma non solo, dato che faccio regolarmente volontariato e lavoro io stessa in ambito sociale. Non mi reputo migliore di nessuno, credo solo di avere interessi diversi da chi ama truccarsi e curare il proprio aspetto fisico. Io non mi trucco, ma ho trovato un modo di vestirmi e curarmi che, per quanto semplice, mi fa stare a mio agio. A mia madre tutto ciò non è mai andato bene, tant'è che sin da piccola mi ha sempre rimproverato il fatto di non truccarmi, di non vestirmi alla moda o di non farmi i capelli in un certo modo (spesso mi ha pure piastrato i miei capelli contro la mia volontà). Negli ultimi giorni, però, da quando le ho detto che parteciperò a un programma televisivo locale per presentare un'iniziativa della mia associazione (per cui, ad esempio, andrò vestita in divisa), la cosa si è acuita, tanto da minacciarmi di non farmi rientrare in casa se non vado almeno dal parrucchiere, pur sapendo che se faccio i capelli come vuole lei mi sento a disagio. La vede come una mancanza di rispetto nei suoi confronti. A me dispiace se ci sta male e che la prenda così, ma non voglio impormi di essere in un modo in cui non sono, stando a disagio, per farla contenta. Come posso fare?

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Ho molta difficoltà nel creare veri rapporti con le persone

Salve, sono un ragazzo di 19 anni e frequento il primo anno di università. Da quando ero piccolo ho sempre avuto difficoltà a relazionarmi con le altre persone, soprattutto con i miei coetanei. Ho sempre avuto un carattere timido e chiuso e, nonostante sia diventato più socievole e aperto soprattutto negli anni del liceo, vivo il rapporto con gli altri con disagio. Mi sono sempre sentito distante dai ragazzi della mia età sia per interessi che per modo di fare: da una parte, non sono mai stato appassionato di sport, né da "giocatore" né da "spettatore" come invece lo sono la maggior parte dei miei coetanei, da piccolo preferivo sfogliare atlanti o fantasticare sulle cose più svariate che giocare ai videogiochi; dall'altra mi sono sempre interrogato sul comportamento delle persone che mi circondano, che percepisco come superficiali, contraddittorie, ipocrite e non troppo affidabili, sempre pronte a spettegolare e a criticare gli altri senza riflettere prima su se stessi e sul proprio modo di agire. Inoltre, sono una persona poco disinvolta ad esempio in situazioni come feste e compleanni dove si balla o si gioca, tendo sempre a rimanere in secondo piano, ma anche nel parlare sono più impacciato degli altri e mi trovo in difficoltà ad esprimere la mia opinione e a farmi ascoltare soprattutto all'interno di gruppi numerosi di persone, anche perché ho la tendenza più ad ascoltare gli altri che a dire ciò che penso io. Tutto ciò causa la mia grande difficoltà nel relazionarmi agli altri, in quanto non riesco a trovare argomenti in comune o "canali di comunicazione" con le persone, e, quindi, in alcuni casi rinuncio completamente a trovare qualcosa da dire, sentendomi però in imbarazzo. Nonostante questo ho sempre avuto nella mia adolescenza un gruppo di compagni di scuola con cui uscire, pur sapendo di essere una figura marginale all'interno di quel gruppo, anche perché in diverse occasioni sono stato escluso negli inviti a casa di qualcuno o nelle uscite al centro, data proprio la poca centralità che mi veniva attribuita. Inizialmente quando venivo escluso ci rimanevo male ma col passare di qualche anno è iniziato a non importarmi più di non essere incluso, perché ho iniziato a capire che non mi cambiava nulla se stavo insieme a loro oppure se rimanevo da solo; ecco questo è un altro punto che mi rende diverso dalla maggior parte dei miei coetanei: sono una persona a cui piace passare del tempo da sola, magari rimanendo pure a casa, mentre sembra che le persone del mio gruppo, se stanno anche solo un giorno senza vedersi, perdano la ragione della propria esistenza; per fare un esempio, in questo periodo di esami universitari è passato quasi un mese dall'ultima volta che li ho visti e non sento minimamente la loro mancanza, mentre loro, che si sono anche visti di più nell'arco delle ultime settimane, sul gruppo WhatsApp scrivono spesso che si "mancano come l'aria" e non sanno stare senza vedersi; questa differenza tra me e loro mi ha inevitabilmente portato a riflettere e la conclusione che alla fine ho raggiunto è che non ho mai incontrato persone nella mia vita che "facessero la differenza", la cui vicinanza mi portasse a preferire di passare del tempo con loro piuttosto che a stare da solo e, interrogandomi sul perché di questo fatto, ho deciso di scrivere qui. Mi farebbe piacere avere delle persone con cui costruire bei legami; anche per questo ho deciso di andare all'università a Roma e di non rimanere nella mia città, per conoscere persone nuove e diverse da quelle che conosco da anni e che mi hanno anche un po' stancato. Sicuramente in questo periodo, tra restrizioni, distanze e parte delle lezioni online è molto difficile fare conoscenza, soprattutto per una persona già introversa di suo come me, ma comunque dai discorsi dei miei compagni di università vedo sempre che gli argomenti più popolari sono i videogiochi e il calcio, cose di cui non riesco neanche a far finta di essere interessato. Ciò mi crea un po' di turbamento, poiché mi viene il timore che non riuscirò mai a trovare persone con cui condividere interessi e tempo libero in modo convinto e con vera gioia. Al contempo, comunque, il passare diverso tempo da solo non mi crea problemi, ma alle volte mi viene la paura che, non riuscendo a trovare nel prossimo futuro persone con cui stare veramente bene, questa sorta di solitudine possa sfociare in qualche malessere grave o addirittura in una patologia clinica. In questi giorni sto pensando, inoltre, a qualche modo di darmi da fare in qualcosa anche al fine di conoscere nuove persone: oltre all'essermi iscritto in palestra un anno e mezzo fa, dove ho incontrato un mio compagno di classe delle medie con cui mi sono sempre trovato bene a parlare, vorrei fare qualcosa come trovarmi un lavoretto estivo oppure entrare nell'organizzazione giovanile di un'associazione, ma anche iscrivermi ad un quiz in tv. Infine, penso che per sfruttare al meglio le occasioni che vorrò cogliere per fare amicizia, dovrò cambiare il mio modo di vedere me stesso e questa è la cosa che trovo più difficile: sono una persona che si fa molte paranoie ed ipercritica verso se stessa, che tende a vedere sempre i propri difetti e si apprezza poco; ed è a questo che si lega la necessità che sento di creare dei rapporti con gli altri: ho bisogno di sentire il sostegno altrui per convincermi di non essere sbagliato come credo di essere, in relazione a tutte le cose che mi rendono diverso dagli altri e di cui spesso mi incolpo, perché penso di essere io il problema nel non essere come tutti. Per non dilungarmi troppo non ho parlato dell'unica amicizia veramente importante che io abbia avuto negli anni del liceo, la quale però è finita per mia decisione. Nonostante ciò, riconosco l'importanza che questa amicizia ha avuto nel capire bene molte delle cose che ho scritto qui e, più in generale, mi ha formato molto. Spero di poter trovare aiuto e consiglio nelle vostre risposte, grazie mille.

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Non so più che cosa fare

Salve a tutti Mi rivolgo a voi perché ho bisogno di più pareri esterni per capire cosa fare con la mia situazione Cercherò di essere concisa: Sono una ragazza di quasi 23 anni. Da 8 anni circa i miei genitori si sono separati. Si sono create brutte dinamiche con il tempo; mia madre ha sviluppato una dipendenza per l’alcool e mio padre non ha più nessun rapporto con me e mia sorella. Ha una compagna che lo sfrutta per il denaro. Io e mia sorella abbiamo legato da quando ci sono questi problemi ma lei tra pochi mesi andrà a vivere con il suo ragazzo. Io purtroppo per una questione economica ancora non sono uscita di casa, ma sto cercando di fare il possibile e presto parlerò con mio padre perché a mio parere dovrebbe tutelarmi da questo punto di vista, visti i problemi che abbiamo a casa con nostra madre. La sua versione è che non riesce ad aiutarmi, ma come si spiegano tutti i regali costosi che fa alla sua compagna? Il fatto è che voglio scappare da casa. Mia madre ormai anche con poco alcool dà fuori di matto, diventa una pazza incontrollabile. Ci aggredisce e ci picchia, ci lancia le bottiglie di vetro o le sigarette accese, ci insulta dicendoci parole veramente gravi, prova una rabbia nei nostri confronti, quando noi non le abbiamo fatto nulla... anzi abbiamo sempre subito e le siamo state forse troppo accanto i primi anni della separazione. Qualsiasi centesimo spenda per noi ce lo rinfaccia. Tutto ormai ruota attorno ai soldi. Oltre al fatto che non ho possibilità nell’uscire di casa, sono preoccupata di quello che potrebbe fare mia madre se entrambe le sue figlie se ne andassero, e sono preoccupata dei cani che rimarrebbero con lei.. so che verrebbero trascurati e si ammalerebbero. E non potrei perdonarmelo, sono indifesi e non c’entrano nulla. Mia madre abusa di farmaci senza prescrizione. Stiamo provando a fare una terapia da una psicologa ma ho capito che mia madre non si sta mettendo in discussione. Sicuramente mi rinfaccerà di avermi pagato le sedute quindi non ci potrò piu andare.. da sola non ne ho la possibilità se voglio cambiare casa.. Mia madre è convinta che il mondo ce l’abbia con lei e che lei non stia sbagliando niente. Le sue scenate da pazza vengono chiaramente smentite il giorno dopo e anzi, si comporta come se niente fosse. Dice bugie su bugie per non avere colpe di nulla. Per favore, aiutatemi a capire come posso superare questa cosa. E che cosa potrei fare... devo uscire di casa e scatenare ancora di più la sua rabbia, ma farlo per auto preservazione? O devo subire finché lei non cambierà?

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Come gestire una relazione con un uomo che sostiene di amarti ma che ti abbandona ogni volta

Da qualche mese ho una relazione con un uomo che ha messo in atto la decisione di separarsi (pare già presa un considerazione) dopo avermi conosciuta. Tralascio tutte le difficoltà emotive e pratiche legate a questo percorso, le abbiamo comunque superate perché tra di noi, sin dall'inizio, c'è stata una fortissima sintonia ed un grande attaccamento. Tuttavia, nonostante i molti momenti di pura felicità che passiamo insieme, ce ne sono altrettanti di forte tensione. Quello che più mi turba, è il fatto che il mio compagno riesca ogni volta a fare i bagagli e ad andarsene di casa (conviviamo un paio di giorni a settimana), salvo poi tornare sui suoi passi, piangere e dichiarare di aver sbagliato. Questo comportamento mi ha ferito tantissime volte, eppure lui riesce ad andarsene via guardandomi in faccia, senza nessun problema. Lui che due giorni fa mi ripeteva di amarmi alla follia, di voler stare sempre con me, ecc ecc. Sicuramente sono stata approssimativa, ma sono molto confusa. Nei momenti di tensione, mi trovo di fronte ad una persona che resetta tutto il bello e non perde tempo a liberarsi di me. Questa è la mia sensazione. Grazie.

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