Domande e risposte

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Bimbo 2 anni non riesce a relazionarsi

Salve sono una mamma di un bimbo di 2 anni e mezzo ma non capisco come fa a non relazionarsi con altri bambini, è un bimbo sveglio, parla tantissimo, canta ed e intelligente l'unica pecca è quando qualche bimbo si avvicina a lui piange, anche senza motivo, anche se sta facendo la fila per andare sulle giostre e vede altri bambini che aspettano il proprio turno piange disperatamente e vuole smettere di fare quello che stava facendo, le mie amiche vengono a casa con i loro bambini ed io sono costretta a chiudermi in camera perché lui non vuole stare in compagnia, ho provato con ludoteche ed e la stessa identica cosa vuole andare a casa, non vi dico per la scuola ho provato ad iscriverlo proprio per questo motivo x farlo relazionare con i bimbi della sua età ma niente è stato 2 settimane senza mangiare non voleva più uscire di casa e non voleva vestirsi. Sono al limite di questa situazione vorrei un ottimo consiglio grazie per l'ascolto

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Mia figlia di 6 anni ha problemi di socializzazione con i coetanei

Buonasera sono la mamma di una bimba che ha appena compiuto 6 anni. La mia bimba non è figlia unica ma ha un fratellino di 4 anni. Scrivo per avere un consiglio e magari un indicazione su come agire per aiutare mia figlia. Vengo al punto mia figlia è una bambina molto sensibile dolce e accogliente, anche se timida e secondo me un po' insicura forse sia perché sono una mamma molto esigente sia perché alla materna le sue maestre erano molto severe e sempre pronte a sottolineare i suoi difetti e mai esaltare i suoi pregi. Insomma il risultato è che non socializza con i coetanei, tende a parlare poco con i bambini coetanei e con chi non conosce. Se c'è un bimbo in difficoltà lei si avvicina e lo aiuta però poi non lega , insomma è tra le poche bambine che non ha la così detta amica del cuore. La bimba fa sport e frequenta la scuola a tempo pieno quindi sicuramente tante sono le occasioni che condivide con i suoi coetanei. però come dicevo noto che rimane sempre un po' in disparte. Come dovrei comportarmi?

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La mia famiglia non accetta il mio ragazzo.

Salve a tutti, il mio nome è Laura e ho 18 anni, da un anno e qualche mese sono fidanzata con un ragazzo della mia stessa età che è anche nella mia classe. I miei genitori però non sono d’accordo con questa cosa, in particolar modo mio padre. Tutto è iniziato quando prima di partire per l’Irlanda andai a mangiare una pizza con il mio ragazzo, e per farlo ne parlai con i miei, all’inizio mia madre non la prese chissà come, mentre mio padre reagì malissimo. Una volta tornata a casa dopo quella sera mio padre non chiuse occhio per tutta la notte, così come tutti in casa mia, a causa delle sue continue gridate contro di me e contro il mio ragazzo. Non mi parlò per quasi un anno. Successivamente (parlo di tempi recenti) ha ricominciato a parlarmi, non so se però crede che io e lui ci siamo lasciati o cosa. Il fatto è che non capisco perché se la sia presa tanto, lui continua a ripetermi che non è altro che una distrazione dalla scuola e che devo solo pensare a studiare, ma io non capisco che cosa c’entra lui con lo studio, perché nonostante ancora oggi io e lui stiamo insieme sto studiando regolarmente. Loro non lo hanno mai conosciuto, e io vorrei davvero tanto che lo facessero, però ho paura di una possibile reazione da parte di mio padre, e ho paura anche che potrebbe non mandarmi al 18° compleanno del mio ragazzo, che sarà tra circa un mese. Sono terrorizzata dall’idea che questo possa accadere e vi chiedo aiuto perché non so come fargli cambiare idea, e come farglielo conoscere. Sono disperata.

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Andarsene di casa

Salve ho 27 anni e sono figlio di genitori separati da 26. Ho passato l'infanzia e l'adolescenza in modo complesso a causa delle cause in tribunale dei genitori e di essere sempre sbattuto a destra e sinistra ogni fine settimana. A 17 anni mio padre mi convince di andarmene da casa di mia madre perché non vivo bene e mi promette mari e monti. Ora dopo 10 anni scopro che quando mia madre mi avvisò di stare attento capisco il perché:un tipo irascibile,aggressivo e che cerca di prevalere su tutti. Ora io sono stanco di questo e voglio andarmene ma con lui sarebbe impossibile parlare perche attaccherebbe ed insulterebbe. Gia lavorando assieme lo fa di continuo:mi denigra,non mi da fiducia ed insulta. A questo punto pensavo di lasciare una lettera che trovano il giorno successivo. Ho già un posto dove stare ed un lavoro alternativo per mantenermi. Può essere una soluzione giusta? Grazie per le eventuali risposte

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Mio figlio di 2 anni non interagisce con gli altri bimbi

Salve, mio figlio 2 volte a settimana frequenta un nido, dove tende ad estranearsi se si fanno lavori di gruppo, dopo un pò va a fare altro da solo, ancora non parla dice solo qualche parola e inizia a farfugliare frasi..premetto che sente benissimo e che risponde ai miei stimoli...se gli chiedo qualcosa capisce cosa sto dicendo ed è molto coccolone, intelligente perché nonostante non parli si fa capire benissimo..risponde con la mimica facciale...sorrisi etc.. però ad esempio durante il gioco se gli cade qualcosa piange esageratamente e pretende che qualcuno lo raccolga...non so se questo è dipeso dal fatto che noi genitori con gli impegni di lavoro non ci giochiamo tanto...e se centri anche che gioca sempre solo e quindi non interagisca con gli altri bimbi..ma solo con bimbi più grandi tipo 10 anni...che poi è anche l età della sorella...cosa sto sbagliando?mi devo preoccupare? cosa potrei fare per migliorare la situazione? grazie mille.

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Incapacità di avere una relazione

Salve, vorrei iniziare dicendo che in 20 anni non ho mai avuto un ragazzo, solo storie durate qualche mese (ed è già dire tanto) con solo due ragazzi. L'ultima finita da poco è durata circa sette mesi e ne sono uscita parecchio male e nel corso della stessa sono andata in depressione: ero totalmente dipendente, ma facevo di tutto per non darlo a vedere perché mi faceva sentire terribilmente debole, e sono atrivata a fare alcune cose che non sono decisamente da me solo per attirare l'attenzione di questo ragazzo. Infatti lui spesso era ambiguo quando gli chiedevo che tipo di rapporto avessimo, mentiva in continuazione anche se non ce n'era bisogno e non si capiva mai se gli piacessi o meno, sembrava andare a intermittenza. Quest'esperienza mi ha altamente scosso, piangevo almeno quasi tutti i giorni e non mi sentivo mai abbastanza in tutti i miei tentativi per farmi apprezzare e finivo con lo spendere tutte le mie energie/attenzioni verso di lui senza mai vederle ricambiate, un incubo che avevo il terrore non finisse più. Molte volte avrei voluto chiudere, ma non riuscivo a staccarmi da lui, fino a quando un paio di mesi fa ce l'ho fatta, scoprendo anche che senza di lui sto molto meglio e che non mi manca per niente. Tutto quello che mi è rimasto è molta rabbia e delusione e non riesco a perdonarmi per essermi fatta prendere in giro, mi fa sentire davvero stupida e vorrei solo cancellare tutto. Da quando ho chiuso con questo ragazzo però in me è cambiato qualcosa. Se prima avevo un forte desiderio di avere una relazione e di sentirmi amata adesso se ci penso ho l'impressione che non me ne freghi più niente. Ho scoperto di stare così bene da sola e senza frequentare nessuno che mi viene voglia di continuare così per tutta la vita. Non riesco più a credere nelle relazioni e nell'amore, questo anche guardando cosa succede intorno a me, mi sembrano stronzate inventate per avere una scusa per non stare da soli e approfittarsi degli altri, ma con un contorno colorato di rosa per farlo sembrare meglio di quanto è. Adesso ho conosciuto un ragazzo molto gentile, educato e simpatico. Abbiamo creato un bel rapporto di amicizia in poco tempo (ci siamo conosciuti in comitiva), ma oggi mi ha baciata e sono andata nel panico. Penso che non mi piaccia abbastanza nonostante il bellissimo rapporto che c'è e non ho intenzione di provare, mi spaventa troppo l'idea di poterlo ferire e non me la sento, in generale. Questa cosa però mi ha fatto riflettere: tutte le volte che conosco qualcuno appena questo si rivela non disponibile mi sento immediatamente più tranquilla (salvo per la paura di prendermi e starci di nuovo nale, ma riesco a controllarmi e fare in modo che non succeda),mentre quando trovo un ragazzo gentile e un po' più serio no mi interessa e scappp spaventata, nonostante sotto sotto io una relazione la voglia e da sempre! L'ho sognata per così tanto tempo che ormai non ci credo neanche più considerando le esperienze che ho avuto, ma ripeto che anche guardandomi attorno non vedo certo situazioni migliori. Magari sono anche relazioni ufficiali ma che vanno avanti con tradimenti di mezzo, altra cosa che mi spaventa e che non accetterei mai, talmente tanto che per paura evito proprio la relazione in maniera più o meno cosciente, così come sto imparando a essere estremamente distaccata (cosa che in realtà non sono e mi fa anche un po' soffrire) per evitare di prendermi di qualcuno e sentirmi di nuovo presa in giro o semplicemente più debole rispetto all'altro e quindi vulnerabile e in un certo senso dipendente/manipolabile (il ragazzo di prima ad esempio sapendo che ero coinvolta ne approfittava alla grande per manipolarmi e manco me ne accorgevo). Diciamo che sto riuscendi a costruirmi una sorta di equilibrio a cui tengo troppo, ma veramente troppo per metterlo in discussione per qualcuno, considerando quanto sono stata male l'ultima volta. Mi sento così arrabbiata che non voglio permettere mai più a nessuno di farmi del male, quasi come se volessi cambiare ciò che ormai è già successo perché non lo accetto. Ma la verità è che, ripeto, l'unica cosa che vorrei è sentirmi amata e voluta bene davvero, vorrei vedere che qualcuno tiene davvero a me, ho bisogno di questa conferma ma ho troppa paura di scoprire che non succederà mai in un certo senso, quindi lascio perdere tutti a prescindere. Grazie, cordiali saluti e buona giornata

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Dipendo dalla presenza dei miei amici?

Buongiorno, In questo periodo della mia vita (22 anni) sto iniziando a pensare seriamente alla fine della mia vita da studente e l'inizio della mia vita lavorativa, previsto tra qualche anno, e alle decisioni che devo prendere ora per indirizzare fin da subito la mia carriera da qualche parte. Studio le lingue e l'ideale sarebbe un anno o due all'estero, in Asia nello specifico date le lingue che studio. Non ci riesco, non riesco a pensare a una mia partenza per un periodo di tempo sufficientemente lungo da valere qualcosa sul mio CV, non ci riesco non per la mia famiglia ma per i miei amici. Con loro ho un rapporto molto bello, organizziamo sempre un sacco di gite insieme, passiamo tantissimo tempo uniti. Pensare che sarà così per sempre è da ingenui, lo so, ma pensare anche che me ne andrò io via da loro mi fa stare malissimo. Sono un bambino probabilmente, faccio i capricci perché non voglio pensare al lavoro e voglio stare con i miei amici. Ma come dicevo loro sono molto importanti per me ed è inconcepibile per me pensare di sostituirli anche con altre persone. A che cosa è dovuto questo attaccamento ai miei amici? Cosa posso fare per la mia situazione? Spero che sappiate aiutarmi, vi ringrazio.

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Mia figlia ha problemi in classe

Mia figlia ha 10 anni e fa la V. Ha una malattia rara che le da parecchi problemi anche in classe (quando ha le crisi ha sbalzi di umore crisi di pianto e tic forti) ma è una bimba normalissima gioiosa allegra che purtroppo affronta una cosa più grande di lei. In classe hanno spiegato cosa ha, all’inizio andava tutto bene ma già dall’anno scorso mi racconta che viene spessissimo esclusa dalle compagne che le danno della piagnona, dell’obesa ( cosa che assolutamente non è) e non la fanno giocare e lei ci soffre e non capisce i volta faccia di alcune compagne. Sono preoccupata perché è una bimba sensibile e fragile che ha già la sua battaglia da affrontare e la vorrei aiutare. Ho cercato di capire se c’è qualcosa di lei che non funziona nel porsi ai coetanei ma a parte una testa da bimba più matura non riesco a capire. Ho parlato con la maestra l’anno scorso e mi ha detto che avrebbe osservato ma oggi ci ritorno. Non penso che sia legato alla sua patologia ma a qualcos’altro. Come posso aiutarla? Grazie

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