Domande e risposte

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Rapporto conflittuale con mia madre

Buona sera, vorrei delle risposte circa il rapporto conflittuale con mia madre. Sono una ragazza madre da poco, mia madre questo purtroppo non lo ha mai accettato. Sono andata via di casa che avevo 19 anni proprio perché volevo crearmi una vita mia lontano dalle pressioni fisiche e psicologiche a cui mia madre mi sottoponeva ogni giorno. Mi sono trasferita poco dopo i miei 19 in Germania con il mio fidanzato e da poco abbiamo avuto una bellissima bambina. Sono passati quasi due anni e mi madre ancora non ha accettato il mio distacco da lei. Abbiamo avuto sempre un rapporto complicato soprattutto da quando si è separata da mio padre, (per non parlare della violenza verbale e fisica che subivo) ma nell'ultimo periodo è aumentato questo rapporto malsano. Cerco sempre di tenerla al corrente della mia vita ma quasi sempre ricevo critiche e disprezzo. Vorrei cercare di avere un rapporto normale ma purtroppo proprio non ci riesco. Vorrei dei consigli su cosa poter fare e soprattutto per non commettere anche io i suoi stessi errori con la mia piccola. Grazie in anticipo.

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Non riesco a vivermi relazioni sane

Ho 31 anni, e un passato logorante e pieno di sofferenza personale, da bambina ho sempre sofferto di mancanza di affetto e di accettazione la mia famiglia mi ha sempre definito come la figlia sbagliata. Ho sempre avuto un indole ribelle, che combatteva con i sensi di colpa nel ferire gli altri. Sono sempre stata istintiva e impulsiva per poi pentirmi subito dopo delle mie azioni. La più grande difficoltà e dolorosa sofferenza l'ho vissuta a 18 anni quando i miei si sono separati per un tradimento di mio padre, è stata una separazione violenta vissuta attualmente da tutti noi figli mio padre non è mai andato via di casa, mia madre è caduta in depressione e le loro furiose litigate continuano ancora oggi. Nella mia sfera sentimentale ho avuto non pochi problemi. Una relazione durata otto anni e finita per voler mio per mancanza di sentimento, nella quale il mio attegiamento aggressivo ed egoista ha sempre fatto da protagonista. Una relazione successiva durata sei mesi con una persona violenta e psicologicamente provata che mi ha lasciato ancora qualche ferita. Tra una relazione e l'altra non sono mai riuscita a starmene da sola un susseguirsi di situazioni sessuali prive di sentimento, che mi creavano un forte senso di frustrazione ma al tempo stesso non riuscivo a privarmene avevo un bisogno continuo ed eccessivo di attenzioni anche se solo puramente sessuali. Un anno fa ho avuto la fortuna di conoscere una persona meravigliosa con il quale ho avuto una relazione bellissima e piena d'amore fino a poco tempo fa... finita perché lui ha scoperto che l'ho tradito agli inizi della nostra relazione e successivamente ho mantenuto un rapporto didascalico con lui tramite i social. Alla domanda di lui "Perché lo hai fatto" non riesco a trovare risposta. Sono davvero innamorata di lui e non riesco a decifrare quel bisogno istintivo che ho avuto nel farlo. Sto soffrendo molto della sua mancanza e sono preoccupata per avergli causato tanta sofferenza. Ho deciso di iniziare un percorso con uno psicoterapeuta. Nella vita ho sempre fatto soffrire chi mi vuole bene.

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Può una delusione amorosa creare scompensi all’organismo e incidere sulla pressione?

Salve, ho 26 anni. Da più di un anno sto soffrendo a causa di una delusione amorosa causata da un innamoramento non corrisposto, molto probabilmente idealizzato è diventato un pensiero ossessivo. In una prima fase dopo il rifiuto, lo scorso anno, ho avuto tremendi attacchi di panico che mi impedivano di uscire di casa. Con calma sono riuscita a superarli e gradualmente la sintomatologia è mutata, lasciando spazio, lo scorso inverno, al bisogno di dormire troppo. Dormendo, erano quotidiani i sogni ossessivi in cui non facevo altro che sognare l’uomo di cui ero (sono) invaghita. Questi sintomi sono continuati fino a venire sostituiti (fino ad oggi) da ipotensione (la massima non supera i 70, e io prima di questo trauma emotivo non ho mai sofferto di pressione) e crisi di pianto miste a malinconia molto intensa. Mi sento spesso come se perdessi le forze, pur se mi alimento correttamente. Vorrei uscire da questa prigione psichica, come dimenticare questo amore impossibile che mi ferisce così tanto? Forse è una questione di ego (narcisisticamente parlando, mi servivano stimoli provandoci con un uomo impossibile per avere conferma della mia femminilità o attrattività).

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Mi sento diversa da tutti

Ciao, mi chiamo Giulia e ho 18 anni, la sensazione di essere diversa dai miei coetanei mi ha sempre accompagnata nel corso della mia vita ed è sempre stata una mia colpa secondo me. In alcuni periodi riesco ad ignorare la cosa cercando di omologarmi al meglio e sono felice facendo cose come uscire con gli amici. Ultimamente però la sensazione di essere diversa da tutti è peggiorata perché con l’arrivo dell’estate tutti vanno in discoteca, bevono e io li seguo per non sentirmi esclusa ma questo provoca in me un senso profondo di solitudine perché mi sento sempre lasciata indietro e non capisco cosa dovrei fare per essere felice visto che non trovo gusto nel fare le stesse cose dei miei amici ma sono costretta a farle perché non voglio stare da sola. Non c’è nessuno con cui posso parlare perché i miei genitori mi direbbero semplicemente di stare a casa a leggere un libro ma non capiscono che il problema è che io non voglio restare da sola, i miei amici invece non capirebbero perché loro sono tutti uguali e si divertono così. Non so cosa fare, mi sento in trappola, vorrei evadere questa realtà, nella mia piccola città mi sembra che tutti i ragazzi della mia età siano uguali ed io non riesco ad integrarmi totalmente nel loro gruppo e mi sento sempre giudicata, a disagio e in ansia quando sto con loro, ma allo stesso tempo esco e li frequento perché ho paura di restare da sola.

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Rapporti in famiglia

Buonasera, sono la prima figlia in famiglia. Dopo di me con la differenza di 3,5 nata mia sorella. Tutta la vita da quando mi ricordo, mia sorella era sempre piccolina, poverina... Io sono quella forte (dopo polmonite a 2 anni, nessuno ricorda), di tutti casini che abbiamo fatto con mia sorella, sempre colpa mia. Mio padre accusato mia madre, che io fosse non sua figlia (mia madre ha raccontato questa disgrazia alla mia nonna in una mattina credendo che io ancora sto dormendo). Da lì ho capito perché mio padre abbastanza aggressivo verso me e mia madre e mia madre in conseguenza odia me. Stavo vivendo in silenzio senza abbracci e carezzi da parti di miei genitori. Dopo sono riuscita a superare e lasciato andare le cose come sono. Sono sposata e nata mia figlia. L'anni 90 in Russia molto difficile. Un giorno sonno partita per Italia. Ho lasciato mia figlia con i miei genitori. Erano d'accordo con la mia scelta. Dopo 2 anni circa ho pagato sempre i viaggi di miei genitori e mia figlia per passare le vacanze in Italia. In una di queste vacanze mio padre si è comportato come solito da un egoista... Li ho detto a lui che lo so tutto cosa ne pensa lui e perché sono stata trattata in tale modo. Mia sorella dopo che ho aiutato lei di arrivare in Italia e sistemare lei in modo migliore mi gira le spalle dopo che io ho chiesto a lei un aiuto per i documenti per mia figlia. Giustamente ho detto di questo spiacevole comportamento a nostra madre. Giustamente anche mia sorella ha detto alla nostra madre tutto cosa è successo ma in modo suo. Dopo di tutto ho chiuso qualsiasi rapporto con mia sorella. Ho chiesto anche i miei genitori non parlare con me di mia sorella. Ma dalle altre persone lo so che mia madre e mia sorella continuano di parlare male di me e di mia figlia. Nel telefono di mia madre dopo riparazione per uno sbaglio stata creata un gruppo sul una chat (usiamo per sentirci), dove sono capitate diverse persone insieme. (io e mia sorella insieme). Ho spiegato a mia madre che forse meglio disfare il gruppo per non creare problemi. Tutti le volte che squilla il telefono e io accorgo che sta chiamando mia sorella, chiudevo il mio telefono per non sapere le cose di loro. In questa volta non lo so perché sono rimasta di ascoltare e ora sto male. Non si cambiato niente di niente. Hanno parlato male di me e mia figlia. Mia madre capisci le cose come comodo a lei. E io non so cosa fare: stare zitta come sempre o prendere e chiamare mia madre e dire che ho sentito tutto. Ma mi ferma il suo stato di salute. Non posso parlare con mio padre, ha problemi di cuore. Non voglio parlare con il mio marito perché non voglio parlare male della mia famiglia con nessuno. Sto cercando risposta e non trovo...E come devo andare per Capodanno a casa di loro per festeggiare il loro universitario del matrimonio. Mia madre mi aspetta, perché io devo pagare la festa. Credevo scrivendo mi passa, ma mi sono sbagliata tantissimo.

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Non provo ne fiducia ne attaccamento verso nessuno, perché?

Salve a tutti, sono un ragazzo di 18 anni e mi sono trovato casualmente sul sito, notando che ci sono tanti esperti che potrebbero risolvere dei miei punti interrogativi ho deciso di iscrivermi. La domanda in alto spiega tutto ma per spiegarmi meglio vi posso parlare un po' più di me nel personale. Sono cresciuto con mia mamma e mio padre e già da piccolo soffrivo dei tanti litigi che vedevo, spesso molto accesi. Ho sofferto molto l'assenza di mio padre che quando c'era spesso infieriva emotivamente su di me non avendo mai una parola di conforto per me, spesso insultandomi per i miei errori e facendomi pesare anche miei difetti fisici (durante l'infanzia ero molto grasso, probabilmente obeso) Attualmente provo un misto di disprezzo e completa indifferenza verso di lui con cui non ho più rapporti. Un po di pugnalate alle spalle da parte di persone "amiche" e delusioni di questo tipo mi hanno portato a non interessarmi al bene di nessuno tranne quello di mia madre, che è l'unica persona per cui provo amore La cosa strana e mi ha spinto a fare questa domanda è che non sono una persona che non prova emozioni, anzi il completo opposto. Sono molto empatico e sto malissimo anche solo a sentir parlare di disagi di altre persone, e ci sono periodi in cui addirittura piango senza volerlo per questi motivi Ma non mi fido di nessuno e nessuna persona è importante per me. Non ci sto più male se litigo con qualcuno e non credo alle parole di nessuno, e manco mi interessa farlo. Tutto questo mi dispiace molto perché a volte penso che se trovassi una persona simile a me forse non avrei problemi ad aprirmi e raccontargli le mie paure e le mie emozioni, come ad esempio faccio con mia madre ma attualmente non mi apro con nessuno perché manco mi interessa e essendo comunque un ragazzo socievole parlo di tutto tranne che di quello che provo e che mi tengo dentro Non so come definire questa situazione e non so cosa dovrei fare per migliorarla Aspetto vostre risposte sperando possiate darmi una mano Grazie a tutti P.s non so nemmeno in che categoria inserire la domanda perché non trovo una definizione giusta ma spero che problemi relazionali vada bene

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Voglio una relazione ma allontano tutti

Buongiorno a tutti Non saprei da dove iniziare a parlare della confusione che ho in testa, ma ho bisogno di avere dei pareri e non tenermi sempre tutto dentro. Sono una ragazza di 32 anni, single da 7 anni. Ho avuto un solo ragazzo (nel vero senso del termine) per 5 anni, poi ci siamo lasciati per varie incomprensioni caratteriali e soprattutto perché lui non mi amava più. La storia, che era anche a distanza, andava male, lui era un tipo eccessivamente geloso nei miei confronti e io non lo ero troppo nei suoi. Dopo la fine di questa storia ho avuto delle relazioni di poca importanza, alcune durate alcuni mesi altre molto più brevi, non so se per colpa mia o colpa loro, ma il primo dopo il mio fidanzato storico mi disse chiaramente che sì gli piacevo ma non al punto tale da voler avere una storia con me, mentre altri ci provavano e dopo alcune settimane sparivano. Fino a quando poi mi sono iscritta in una di quelle chat per conoscere persone e ho cominciato a chattare con un ragazzo carino, gentile, con un buon lavoro, serio, simpatico, insomma proprio il ragazzo che tutte vorrebbero. E qui viene il bello. Lui voleva conoscermi nella realtà ma io ho sempre detto di no. Ho rifiutato tutti i suoi inviti e siamo andati avanti mesi a chattare soltanto. Ci sono stati dei momenti in cui lui giustamente seccato perché riceveva solo rifiuti non si faceva sentire, così io ritornavo a scrivergli e ci sentivamo, ma ogni volta che lui provava a chiedermi di incontrarlo io accampavo scuse. Ero attratta da lui, mi piaceva parlare con lui, ma allo stesso tempo avevo paura. Poi c'erano alcune cose di lui che mi ricordavano il mio ex e io avevo timore di trovarmi di fronte lo stesso tipo di carattere. Credo però che il motivo per cui lo allontanavo era la mia scarsa autostima e il mio sempre presente senso di inadeguatezza. In quel periodo non avevo un lavoro e forse anche questo aspetto ha influito, pensare di dover incontrare una persona e dover raccontare di me e dire che ero disoccupata mi metteva a disagio, mi faceva sentire una sfigata. Ma al di là del discorso lavoro io mi sento sempre inadeguata e l'idea di trovarmi di fronte un ragazzo bello, simpatico, paziente, che ti ascolta, mi metteva a disagio, amplificava ancora di più tutte le mie mancanze e da lì ad allontanarlo sempre. Un giorno poi le nostre conversazioni sono arrivate a una fine. Mi avevano proposto di andare all'estero per 5 mesi e appena gliel'ho detto ha smesso di scrivermi. Anch'io non gli ho più scritto, presa com'ero dalla partenza e dall'esperienza che stavo vivendo, poi una volta rientrata in Italia ho avuto a che fare con dei problemi di salute che sto ancora cercando di risolvere. Ultimamente, complici anche i social, mi capita di ripensarci, non so forse perché è un periodo in cui mi sento molto sola, sono di nuovo senza lavoro, devo risolvere ancora questo problema di salute, non esco molto, non vedo molta gente, anzi devo dire che mi sto chiudendo parecchio. Non so perché mi capita di pensare a lui, all'occasione che ho perso, a quanto sono stata idiota e al fatto che rovino tutto per colpa della mia insicurezza. Non voglio scrivergli, primo perché sono passati due anni e mi manderebbe a quel paese, secondo perché sono quasi certa che sia fidanzato o cmq vede una ragazza, e poi finirei per prenderlo in giro di nuovo e di certo non se lo merita. Ho una grande confusione in testa e ho paura che andando avanti la mia situazione non migliorerà di certo. Vorrei avere una relazione seria ma ho paura ad espormi, a far scoprire tutto di me e non so come gestire questa cosa, perché poi finisce che allontano tutti, perdo le occasioni migliori e resto da sola ad assistere alla vita degli altri. Cosa devo fare? Cominciare una terapia? E la terapia mi aiuterà a sbloccarmi e a cambiare modo di fare? Questa situazione mi crea molta ansia, mi sento bloccata come se non sapessi cosa fare, dove andare.

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Mi sono innamorata di un ragazzo di 23 anni ed io ne ho 34 .. è un'affettivita' malata la mia?

Buon pomeriggio. Mi chiamo Vanessa e ho 34 anni. Ho sempre avuto storie con uomini più grandi di me, le più importanti (2) sono state la prima con uomo di 11 anni più grande e la seconda con una differenza di 20 anni addirittura. Da qualche mese, dopo un corteggiamento molto esplicito da parte sua e inizialmente con un distacco sicuro e fermo da parte mia, ho iniziato a provare e a dare spazio all'interesse che un giovane di 11 anni più piccolo di me, ovvero di 23 anni manifestava nei miei confronti. È nata dapprima un'amicizia confidenziale, poi ci siamo innamorati entrambi. Sto cercando di respingere con forza questo sentimento, lui addirittura pensa di volermi sposare. Se ci rifletto e metto in gioco solo la parte razionale, mi accorgo che è una follia, perché oltre alla differenza di età c'è anche un divario culturale da non sottovalutare. Lui è molto più colto di me. Tra l'altro questa storia è nata in un convento, lui è il fratello di una suora ed io sono una donna che stava per iniziare un cammino di Consacrazione Religiosa, prima di questa "tempesta". Vi chiedo un consiglio, anche se capisco che è una situazione ingarbugliata che posso sbrogliare solo io. Grazie di cuore, cordiali saluti 

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