Domande e risposte

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mio figlio fuma marijuana

Sono disperata, ho scoperto che mio figlio fuma marijuana, non saprei dire se light o meno. Il ragazzo ha 23 anni, studia (non fuorisede) ed è sempre stato uno studente un po' svogliato ma lo abbiamo sempre considerato un buon ragazzo anche se con un carattere pesante. Da qualche settimana però ha cominciato a raccontare balle sui suoi spostamenti alle quali abbiamo finto di credere. Poi ho aperto i suoi cassetti....ingenuamente ho pensato che gli avessero fatto un regalo per scherzo, poi ho visto che le bustine si svuotano... Ora non so come fare. Volevo aspettare un esame importante che deve dare tra una decina di giorni ma poi non so come potrò affrontare la cosa. Mio marito non lo sa. Mi sembra di impazzire.

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Ex tossicodipendente con probabili tendenze maniacodepressive

Buongiorno, vi riporto la mia esperienza, per ricevere un supporto esperto. Ho conosciuto da pochissimo tempo un ragazzo tramite applicazioni di incontro. La sua vita oggi risulta, da quello che conosco e che ho visto, abbastanza sana - 38 anni, famiglia benestante, ha rilevato i vitigni di famiglia e conduce un'attività imprenditoriale, ha una casa, un cane, una vita sociale. Sin da principio però, parlandomi della sua vita, mi ha raccontato delle esperienze, iniziate in età adolescenziale, con ogni tipo di droga. All'età di vent'anni, in seguito a un "bad trip" da lsd, rimane bloccato in uno stato di "down" per circa cinque anni, in cui ha dovuto combattere costantemente con allucinazioni, sintomi di depressione, istinti suicidi. Ha cercato vari modi per uscire da questa situazione, tra cui ulteriori droghe (principalmente chetamina), terapie psichiatriche (ha sempre rifiutato gli psicofarmaci) ed altre esperienze sensoriali (mi ha raccontato di diversi stage fatti con sciamani, che hanno previsto atti come l'essere interrato, saune di lunga durata a temperature altissime e altre esperienze simili). Ho trascorso l'ultimo fine settimana in sua compagnia, e sono estremamente combattuta sul se dare seguito o no a questa conoscenza. Non mi sento in sicurezza, per quanto ad oggi la sua vita, da ormai - se ho capito bene - almeno cinque o sei anni, non è più abitata dalle sostanze o da esperienze estreme come quelle citate sopra. Ha capacità di dialogo, è colto, lavora, mi sembra di averlo visto capace di una socialità normale. E' seguito attualmente da uno psicoterapeuta. Il punto è che ne ho timore, sia perché mi ha raccontato di colpo tutte queste esperienze, sia perché ho la sensazione che, seppur senza sostanze, conservi comunque ancora delle tendenze depressive, ma si tratta solo di mie sensazioni. In più, ho molta paura che queste allucinazioni dovute all'uso di sostanze possano verificarsi ancora nel suo agire inconscio, soprattutto in fase di sonno. Ho trascorso una sola notte con lui, in cui l'ho visto partire in una specie di sonnambulismo. Non vorrei cadere in un facile giudizio, ma neppure vorrei ritrovarmi improvvidamente in situazioni che possano minare la mia sicurezza, non avendo ancora capito fin dove il suo malessere possa spingersi. Cosa consigliate in questi casi? Mi dispiace l'idea di abbandonare, anche se sono tentata di farlo, visto che questo genere di situazioni non mi consentono di mantenere alcun tipo di tranquillità, almeno per il momento. Vi ringrazio.

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Forte tachicardia e fissazione paura arresto cardiaco

Buonasera sono un ragazzo di venti anni e vi scrivo perché da due mesi ho dei problemi riguardo la tachicardia e l'ossessione perenne di un arresto cardiaco. Due mesi fa fumai della ganja con amici miei e ne abusai al punto di sentirmi veramente malissimo.. ho rischiato seriamente di morire perché ho sentito il cuore vibrare fortissimo con faccia e mani bianche e bocca asciutta.. tornando a casa avevo ancora questi disturbi e temendo la reazione dei miei non dissi niente e tornai a dormire. Il giorno dopo mi svegliai con un forte mal di testa, puntini neri davanti gli occhi e sangue incrostato nel muco,mi misurai i battiti nell'apparecchio ed erano normali però la pressione era ancora abbastanza alta (specie la minima) e quindi preoccupato stavolta andai a farmi parecchie visite (con ecocardiografia, elettrocardiogramma, radiografia torace e analisi del sangue) ma nulla di anomalo! Fatto sta che comunque non vivo più sereno come prima perché ho mani e faccia che cambiano colore ogni minuto con tachicardia abbastanza forte e mancanza di respiro.. premetto che da quella maledetta sera non ho più fumato, la mia domanda è, adesso è possibile che mi venga un arresto cardiaco nonostante non fumo più da due mesi?

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Amore e cocaina: scappare o affrontare?

Salve. Ho 24 anni e da 3 anni ho una relazione con un ragazzo 8 anni più grande di me, imprenditore. La storia non è mai stata semplice. Inizialmente lui era il classico ragazzo che non voleva impegnarsi, con tendenze poligamiche. Col tempo, però, il sentimento ha portato a cambiarlo. Eppure, da quando le cose si sono fatte semplici da questo punto di vista, è iniziata tutta un'altra problematica. C'è stato un periodo l'anno scorso in cui era molto stressato per via del lavoro in cui abbiamo iniziato a litigare molto spesso. Questi litigi, a volte dettati anche da sue reazioni eccessive e rabbiose, si sono accentuati soprattutto durante la quarantena, periodo in cui non dormiva, né mangiava perché troppo preso da questioni lavorative. Inizialmente pensavo fosse davvero solo stress fino a quando ho avuto la prova tangibile del fatto che facesse uso di cocaina. Dopo un mese di tensione e litigi dovuti anche ad altri fattori che non c'entrano con la questione (mia insicurezza e scarsa autostima, gelosia, incertezza dovuta al periodo storico attuale), decidiamo di lasciarci e per tutta l'estate non abbiamo rapporti se non messaggi sporadici da parte sua in cui diceva di non essere una bella persona, di voler migliorare e di tornare da me solo una volta pronto davvero. Io ero seriamente preoccupata per lui ed ero anche l'unica persona a sapere tutto, insieme ad un suo amico molto stretto che però non è mai intervenuto. Consapevole di non poter stargli vicino fisicamente, ho deciso così di parlarne con un altro suo amico per fare in modo di "aiutarlo" e "tenerlo d'occhio" da lontano. Fino a quando dopo un riavvicinamento graduale avvenuto a partire da settembre, decidiamo di riprendere (sempre gradualmente). La storia sembrava assumere una buona piega, lui sembrava cambiato, più maturo, più "lucido" nell'affrontare le cose. Dice di essersene uscito da solo perché nessuno, io compresa, era riuscito a dargli una mano. Io, reduce di riflessioni e riflessioni estive, provo a lavorare sulle mie insicurezze, cerco di contare fino a 10, di essere più calma, disponibile e fidarmi di lui. Le cose, però, cambiano quando trovo ancora tracce della sostanza in casa sua e senza dirgli niente direttamente, cerco di capire da lui se devo sapere qualcosa perché se vogliamo che le cose vadano bene dobbiamo essere una squadra senza segreti. Poi il casino. Per vie terze, scopre che io ne abbia parlato (mesi fa) con un suo amico e comincia a dare di matto, di nuovo, con delle reazioni di nuovo rabbiose, in cui arriva addirittura a essere violento fisicamente. Mi definisce meschina, cattiva, disumana, non in grado di dargli serenità, dice che l'ho umiliato quando io ho soltanto detto la verità ad una persona a lui vicina che, però, poi lo ha detto ad altre persone (sempre vicine a lui). Non mi sento rappresentata da queste sue accuse, io so di aver agito con buone intenzioni, sono solo impaurita per le sue maniere. Volevo, vorrei stargli vicino, aiutarlo ma mi rendo conto che lui non me lo permette, che per lui la situazione è sotto controllo, che la cocaina non è un problema nella sua mente ma un piacere (?). Parlando con le persone a me vicine, tutte mi dicono di stare attento e di lasciarlo perdere per il mio bene. Eppure, quando ami una persona e sai determinate cose, come fai ad andare via anche quando è lui stesso a mandarti via?

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Dipendenza persona di famiglia

Buon giorno,Ho appreso che mia sorella di 40 anni abusa di coca e birra da un anno.Viviamo in due paesi europei diversi. Vorrei aiutarla. Come dall'estero? Vorrei allontanarla dalle amicizie nocive... E farla seguire da uno psicologo a distanza.
Cosa mi consigliate? Vi ringrazio del vostro tempo ed aiuto
Buona giornata Francesina

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Come posso aiutare il mio compagno in comunità?

Come posso essere di aiuto e supporto al mio compagno in comunità da 9 mesi..per dipendenza dalla cocaina...e alla prima verifica a casa "è stato debole" nei confronti della sostanza??? Cosa posso fare...devo allontanarmi?? o devo supportarlo e stargli vicino? Sono in crisi....forse il mio amore non basta...o forse i suoi sentimenti sono cambiati?? e non ha più gli stessi obiettivi ..e motivazioni con cui è entrato 9 mesi fa??? Non so più come gestire la situazione...

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Padre dei miei figli bipolare

Buongiorno, abbiamo 2 bimbe (9 mesi e 2anni e mezzo), il problema è che lui, da quando son incinta della prima, mi ha mostrato un carattere tenuto nascosto, arriva a casa e senza alcun motivo m’insulta, disprezza, denigra, durante ore ed ore finché io non reagisco, mi porta allo sfinimento, non controlla il suo umore ma non ammette di avere un problema, al contrario afferma che sono io malata che devo farmi curare quando so di non avere fatto assolutamente nulla x scatenare questi suoi attacchi. Dimentica che le bimbe lo guardano e sono terrorizzate e in mia assenza sparla di me con le mie figlie...non vuol assolutamente andare da un medico e mi minaccia usando le bambine...è estenuante Dimenticavo che fuma marihuana da quando ha 15 anni (ora ne ha 40) e beve ... Vi ringrazio

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Mi sono innamorata di un tossicodipendente da cocaina

Salve. Da quasi un anno conosco questo ragazzo. Il nostro è stato amore a prima vista. Fin dal primo giorno che ci siamo incontrati abbiamo sentito una forte alchimia tra di noi. Il tempo passa e lui mi chiede di essere la sua ragazza. Inizialmente avevo notato dei comportamenti strani e piccole bugie inerenti all uso di cocaina, ma non ho voluto farci tanto caso perché appunto, non avendo mai avuto a che fare con una persona tossicodipendente non sapevo quali fossero i campanelli d allarme. È soprattutto non sapevo che la sua dipendenza fosse decennale. I mesi passano lui mi riempie di promesse (mai mantenute) mi dice che c'è futuro fra di noi e che vuole stare con me. Ma i suoi comportamenti erano contraddittori rispetto alle sue parole. Non voleva passare tanto tempo con me, mi voleva vedere una o due volte al mese e durante quelle volte si scusava spesso per andare in bagno, dopo un po' di tempo ha iniziato a rendermi partecipe del suo uso. Una volta mi ha anche chiesto di farlo con lui, ma io ho detto, no grazie. Il tempo passa e io mi innamoro dell' idea e delle sue parole che a fatti valevano meno di zero. I suoi sbalzi di umore e le sue sparizioni erano all ordine del giorno. Per poi rifarsi vivo dopo due giorni di silenzio chiedendomi scusa per la sua assenza. Ho iniziato a non comprendere più la realtà, non capivo i meccanismi di tale comportamento. Un giorno diceva cose fantastiche due giorni dopo le aveva dimenticate e diventava un mostro ricoprendomi di insulti. Da quando è iniziata la quarantena i suoi comportamenti sono diventati molto più cattivi nei miei confronti, da persona con cui parlavo giornalmente sono diventata una disturbatrice, causa di stress, ansia e nervosismo. Io ho chiesto aiuto ad uno psicologo perché questa situazione mi ha devastata emotivamente. Io credevo che questa persona mi amasse realmente. Mi ha ricoperto di bugie e ha fatto in modo che tutto ricadesse su di me, come se fossi io quella sbagliata. Io non ho mai fatto uso di droghe. È possibile mentire a tal punto? Si più diventare apatici per via delle droghe? È possibile che questa persona non abbia idea di quello che fa? Grazie mille.

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