Droghe e psiche

Psicofarmaci e giovani

14 Settembre 2020

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PSICOFARMACI E GIOVANI

 Gli psicofarmaci sono medicine sintetizzate in laboratorio per la cura di molti disturbi psicologici, quali depressione, ansia, psicosi e disturbi ossessivi. Vengono suddivisi in ansiolitici, antidepressivi, antipsicotici e stabilizzatori dell’umore. Va considerato però il fatto che molti psicofarmaci hanno multiple indicazioni terapeutiche.

Le varie classi agiscono a livello del sistema nervoso centrale sui recettori cellulari, enzimi,proteine trasportatrici, canali ionici, soprattutto bloccandone l’attività. Modulano in questo modo le caratteristiche della trasmissione dell’impulso nervoso, provocando delle modificazioni nel funzionamento dei neuroni.

CLASSIFICAZIONE

- Antidepressivi

Vengono utilizzati per trattare la depressione, ma molto spesso anche anche per l’ansia. Quelli più usati sono gli inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (SSRI), che ne aumentano la concentrazione sinaptica.

Ci sono poi gli antidepressivi di seconda generazione, gli SNRI, gli inibitori delle monoamino ossidasi (IMAO) e i tricicli (TCA).

Tra gli antidepressivi più comuni troviamo:

Citalopram ( Seropram),

Fluoxetina (prozac, fluoxetine);

Sertralina (Zoloft, Serad).

 

- Ansiolitici e ipnotici

Vengono utilizzati per placare i sintomi dell’ansia, come gli attacchi di panico, l’ansia generalizzata e le somatizzazioni. Quelli usati più comunemente sono le benzodiazepine. Altri sono gli ansiolitici atipici, gli antidepressivi, i barbiturici, gli antipertensivi, gli antistaminici.

Per quanto riguarda le benziodiazepine, causano sintomi di astinenza, che possono durare anche per mesi.

Tra questi:

Diazepam (Valium);

Bromazepam (Lexotan);

Lorazepam ( Tavor);

Clonazepam ( Rivotril),

Alprazolam (Xanax);

Triazolam ( Halcion).

 

- Antipsicotici

Si dividono in due classi: tipici e atipici. I primi vengono utilizzati anche come stabilizzatori dell’umore nel trattamento del disturbo bipolare.

Tra gli antipsicotici tipici troviamo:

Aloperidolo (Haldol),

Clorpromazina (Largactil).

Tra gli atipici:

Aripiprazolo (Abilify);

Olanzapina (Zyprexa);

Quetiapina (Seroquel).

 

- Stimolanti

Stimolando le funzioni cognitive, psicologiche e comportamentali, vengono utilizzati nei deficit di attenzione, nella narcolessia e in parte delle depressioni caratterizzate da astenia.

La sospensione repentina può causare sintomi di astinenza fisici e psicologici, anche gravi.

Tra questi:

Anfetamine (Adderal);

Metanfetamina (Desoxyn).

 

-Stabilizzatori dell’umore

Abbiamo il Litio, in grado di controllare la mania, gli anticonvulsivanti e gli antipsicotici atipici.

Tra questi:

Carbonato di litio (CarboLithium);

Lamotrigina;

Pregabalin.


Le malattie mentali sono una delle più grandi epidemie del XXI secolo. Molti studi sottolineano il preoccupante aumento della somministrazione di farmaci ansiolitici e antidepressivi. Tuttavia, questi dati sono particolarmente evidenti in relazione alla popolazione minorile. La prescrizione di psicofarmaci per bambini e adolescenti è aumentata in modo allarmante, secondo uno studio dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS).

Secondo l’OMS, si stima che circa il 20% dei bambini e degli adolescenti soffra di disturbi o problemi mentali, mentre circa la metà di questi si manifestano prima dei 14 anni. Anche se molte delle patologie non vengono trattate (né rilevate), non è insolito ricorrere alla somministrazione di psicofarmaci per bambini e adolescenti. Tenete presente che i disturbi psichiatrici sono una delle principali cause di malattia e disabilità tra i giovani.Negli ultimi anni si sono registrati, a livello mondiale, incrementi preoccupanti nelle fasce di età tra i 10 e i 14 anni e tra i 15 e 19 anni. Almeno il 6% degli adolescenti soffre di disturbi dell’umore.

Ernesto Caffo, neuropsichiatra infantile e fondatore di Telefono Azzurro, suggerisce:”La cosa importante è prenderli subito in carico, perché la depressione, se non trattata, può diventare cronica. Il farmaco non è però la soluzione. Vi si può ricorrere solo se il supporto offerto dalla famiglia, a sua volta aiutata, e dalla psicoterapia si rivela inefficace, e comunque per un periodo di tempo limitato.

Purtroppo la risposta alla salute mentale è in forte crisi, mancano gli strumenti di aiuto e sostegno, e, nei paesi dove si sono fatti tagli ai servizi di salute mentale, è aumentato il ricorso agli psicofarmaci.

 

“Molte volte le Asl-  afferma Luca Poma, giornalista scientifico e docente universitario - non hanno risorse per terapie non farmacologiche, addirittura molte regioni non danno sedute di psicoterapia gratuite o se le danno lo fanno con tempi biblici. È ovvio, quindi, che se ho un problema oggi e mi viene proposto lo psicofarmaco subito o la psicoterapia tra sei mesi, certamente sceglierò lo psicofarmaco subito. La somministrazione di uno psicofarmaco ad un bambino o un adolescente è la somma dei fallimenti della società nel prendere in carico il suo problema e i suoi disagi in tempo utile senza che la situazione degeneri al punto di dover intervenire chimicamente”.“I rischi dell’uso di psicofarmaci su bambini e adolescenti sono diversi- spiega- e variano a seconda del tipo di molecola: i più frequenti, per quanto riguarda l’iperattività infantile, sono problemi di carattere cardiaco, blocco della crescita ed altri effetti collaterali che peraltro sono dichiarati dallo stesso produttore del farmaco. Per quanto riguarda la depressione si parla, paradossalmente, in non pochi casi, di stimolazione di idee suicidarie. Ci vorrebbero più risorse finanziarie a quella parte della psichiatria, della neuropsichiatria infantile e della psicologia che ha veramente a cuore il benessere dei giovani, che non si limita, quindi, a somministrare una pastiglia di psicofarmaco e che è disponibile a mettersi in gioco per comprendere i motivi veri e profondi del disagio di un bambino o di un adolescente. La nuova sfida purtroppo di questi anni è la depressione adolescenziale. Non esistono studi conclusivi che leghino la depressione adolescenziale alla tecnologia,certo è che la continua immersione nell’ambiente digitale e socialmente non favorevole alla costruzione di relazioni profonde e solide tra pari, è una concausa per il disagio psichico che gli adolescenti stanno vivendo”.

 Lo mette in luce la giornalista esperta di consumi Rita Dalla Rosa:“La nostra società sempre più competitiva, il bisogno di realizzarsi e quello di apparire spinti alle estreme conseguenze, il progresso tecnologico corre così tanto da farci sentire come se avessimo sempre poco tempo, sempre in bilico tra la paura di restare indietro e quella di non riuscire ad andare avanti: terreno fertile per il ricorso a tranquillanti e antidepressivi. Una strada facile, certo. Complici medici compiacenti, genitori inconsapevoli che non hanno più tempo di dialogare con i figli adolescenti.

Tutto questo meccanismo perverso alimenta il business miliardario delle case farmaceutiche che, un po’ come ogni produttore di beni di consumo, hanno come fine ultimo quello di generare bisogni e portare alle stelle i numeri delle vendite. Solo che, in questo caso, il gioco al rialzo avviene a spese della salute dei nostri figli.”

 CASO CLINICO

In particolare nella fase del lock down, ma anche in quella successiva, ho ricevuto varie richieste di giovani preoccupati per non riuscire a smettere di usare varie sostanze, tra le quali psicofarmaci. Riporterò qui un breve percorso fatto assieme ad uno di loro.

Marco mi contatta tramite il mio sito per avere un incontro. Ha 20 anni. Non ha le idee chiare riguardo alla scelta di  iniziare un percorso terapeutico, per ora, ha bisogno solo di avere qualche consiglio pratico per riuscire ad avere maggiore controllo nell’uso, diventato ormai abuso, di vari psicofarmaci: Xanax, Rivotril, Lexotan. Mi racconta di aver cominciato a rubarli in casa alla mamma che ne fa uso ogni tanto per placare l’ansia. Il periodo di chiusura dovuto al Covid 19 lo aveva forzatamente messo davanti alla sua situazione familiare: due genitori che non avevano più molto da dirsi e spesso litigavano davanti a lui e al fratello più piccolo. In più, con la situazione dovuta al Covid, erano sorti anche problemi economici, che non riuscivano a gestire con equilibrio. Non erano poi così gravi, a detta di Marco. Non poteva più scappare come aveva sempre fatto. Gli amici che contattava più frequentemente erano per lo più depressi, senza riuscire a vedere uno spiraglio per il futuro. I farmaci gli consentivano di silenziare la sua ansia, di provare quel distacco dalle situazioni che lo circondavano ogni giorno, tutti i giorni uguali, e di chiudersi nella sua camera a sentire la musica con le cuffie. I problemi riusciva a vederli con maggiore distacco, e, comunque con la sensazione che poteva risolverli. Tutto scorreva. L’uso diventa in poco tempo sempre più frequente, e, a volte, viene mischiato alla birra. 

Sta cominciando a sentirsi male, ma soprattutto il giorno dopo lo assale uno stato depressivo che poco sopporta.

Con la riapertura successiva al lock down, tramite un amico, non mi vuole dire come, si procurano una ricetta per lo Xanax, che comprano sempre più regolarmente. Mi dice che non sono pochi gli amici che ne fanno uso. Ormai, non ne può più fare a meno, altrimenti l’ansia sale.

Il costo degli psicofarmaci è relativamente basso e con qualche soldino messo da parte decide di continuare i nostri incontri. Quello che è riuscito a guadagnare, lo ha fatto attraverso dei pagamenti richiesti per utilizzare le sue ricette.

Anche se non è stato facile, ho capito che questo ragazzo aveva tanto bisogno di trovare un po’ di attenzioni, di non sentirsi più ‘invisibile’ come era nella sua famiglia. Ha cominciato ad aprirsi, a buttare all’esterno le tante paure, che dentro di lui si erano trasformate in angosce che andavano placate.

Ha cominciato a capire che un percorso su se stesso avrebbe potuto aiutarlo. Ne ha parlato con i genitori, che ne erano all’oscuro, che hanno deciso di aiutarlo economicamente.

Stiamo procedendo, con l’aiuto di un amico psichiatra, allo scalaggio. Gli psicofarmaci non si possono smettere improvvisamente; la diminuzione del loro utilizzo va controllata da un medico.

Ce la stiamo facendo. Il fatto di aver trovato dentro di sé la forza e gli strumenti per tenere sotto controllo qualcosa che lo spaventava molto sta aumentando la sua autostima. 

Sono soddisfatta di quanto stiamo facendo. Vedo Marco più sereno, e, a volte persino allegro, simpatico. 

Ci vorrà ancora del tempo, impegno e fatica. Ma il cambiamento è cominciato e questo è l’importante.

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