Droghe e psiche

Neuropsicologia e dipendenza da Cocaina

19 Aprile 2020

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Negli ultimi anni numerosi studi di neuroimmagine (fMRI, RMI, PET, etc.) hanno indagato il funzionamento delle aree cerebrali in  pazienti che abusano di sostanze  e che nel tempo arrivano a sviluppare una dipendenza.  Questo campo di indagine  partendo dall’evidenza che l’uso di sostanze psicoattive influenza lo stato d’animo i pensieri e la consapevolezza di chi ne abusa, ha messo in luce alterazioni di specifiche zone cerebrali, confermando l’idea stessa di dipendenza come malattia.

Le dipendenze patologiche infatti rappresentano un fenomeno complesso, modulato da fattori genetici, esperenziali ed ambientali, che coinvolge un vasto circuito cerebrale, includendo  regioni del lobo frontale e prefrontale. Nello specifico le droghe sembrano modificare  l’intero funzionamento cerebrale, partendo dai circuiti cerebrali dei nuclei profondi, arrivando ad influenzare le funzioni cognitive superiori e motivazionali. Le aree e le strutture cerebrali principalmente coinvolte nell’addiction sono l’area tegmentale ventrale (VTA) del mesencefalo e il nucleus accumbens (Nac), componenti chiave del sistema della gratificazione; l’amigdala e l’ippocampo che, insieme a VTA e Nac, sono i principali componenti del sistema limbico, modulatore di impulsi, emozioni e  memoria; la corteccia prefrontale, deputata alla cognizione e alla pianificazione. Se focalizziamo il campo di osservazione sugli effetti della cocaina, un uso intenso è associato ad una vasta gamma di deficit neuropsicologici che interessano attenzione, memoria, apprendimento e funzioni esecutive (memoria di lavoro, flessibilità mentale, fluenza verbale, capacità  di inibizione e processo decisionale). Tali deficit si  intensificano con la cronicità dell’uso, con difficoltà aggiuntive alla routine quotidiana del paziente.

Diventa quindi importante integrare nei percorsi riabilitativi dei pazienti con dipendenza da cocaina una valutazione cognitiva, al fine di migliorare la comprensione della natura delle difficoltà che essi presentano nella vita quotidiana e inoltre contribuire a guidare il trattamento. In questo ambito la valutazione neuropsicologica può contribuire da supporto al percorso clinico terapeutico del paziente cocainomane. La neuropsicologia infatti si propone di studiare gli effetti delle lesioni cerebrali sui processi cognitivi (percezione, attenzione, linguaggio, memoria, ragionamento ecc.). Si avvale di strumenti (test) standardizzati allo scopo di identificare i profili cognitivi, emozionali e comportamentali caratteristici  di certe patologie. In particolare la neuropsicologia clinica è la scienza applicata che si interessa dell’espressione comportamentale di una disfunzione cerebrale. Si occupa della valutazione e riabilitazione dei disturbi cognitivi (amnesie, afasie, agnosie, aprassie, ecc. ) in seguito a lesione cerebrale. L’esame neuropsicologico fornisce importanti informazioni sul comportamento, le capacità cognitive, la personalità, le abilità apprese e il potenziale riabilitativo delle persone che hanno subito una lesione cerebrale.

Nell’ambito dell’esame neuropsicologico esistono differenti tipi di test che vanno a valutare le diverse funzioni cognitive e per quanto riguarda la  cura di pazienti con dipendenza da cocaina rappresenta una pratica che si rivela estremamente utile nell’ottica di definire programmi terapeutici riabilitativi idonei al singolo paziente. Inoltre la “visibilità” per il paziente dell’alterazione delle funzioni cognitive correlata all’uso di cocaina incentiva la motivazione al trattamento ed all’astensione.  In base all’esito della valutazione possono essere attivati percorsi per il potenziamento o il recupero delle funzioni cognitive compromesse.

Seguendo questa ottica anche un intervento di tipo metacognitivo, che ponga l’attenzione della persona su come funziona la propria mente (con i propri punti di debolezza e di forza) e sulla possibilità di esercitare un controllo e di utilizzare strategie, potrebbe responsabilizzare  e, quindi,  anche portare vantaggi in termini di aumento dell’aderenza alla terapia  e di maggiore motivazione al cambiamento. Inoltre, qualora il trattamento sia affrontato con determinazione e sistematicità, si può anche auspicare che i miglioramenti possano essere generalizzati, ed avere così una ricaduta positiva anche negli impegni della vita quotidiana.

 

Bibliogrfia

Serpelloni G., Randazzo L., Marino V., "Linee operative per la diagnosi, il trattamento e la riabilitazione delle persone con dipendeza da cocaina." Dipartimento Politiche Antidroga

American Psychiatric Association (2013). "Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders, Fifth Edition. Arlington," VA, American Psychiatric Association.

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