Droghe e psiche

La risorsa dei familiari nel miglioramento dei comportamenti di addiction

21 Marzo 2019

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Nelle dipendenze comportamentali o senza sostanze e nelle dipendenze da sostanze psicotrope legali ed illegali si ritrova una stessa tipologia di comportamenti delle persone interessate nei confronti dei familiari, che irritano, deludano e rischiano di deteriorare relazioni molto importanti e significative con grave danno.

Spesso, anche in questo caso, i familiari diventano veri e propri caregivers, che, se non aiutati ad aiutare, rischiano di vanificare la loro importante risorsa. Il caregiver familiare è una figura importantissima in quanto è colui che presta supporto, sostegno ed assistenza al familiare e che viene coinvolto emotivamente, fattivamente, e spesso, anche economicamente.

Caregiver è un termine anglosassone entrato ormai stabilmente nell’uso comune che indica “Colui che si prende cura” e si riferisce a tutti i familiari, amici e persone con ruoli diversi che assistono la persona con patologie che non la rendono in grado di soddisfare i propri bisogni in modo autonomo. Il caregiver sta diventando una figura assistenziale sempre più in crescita nei paesi industrializzati.

Di solito il termine ed il riferimento alla figura si utilizza nel caso di persone con patologie psichiatriche o neurologiche, neurodegenerative o oncologiche ma le situazioni familiari che si creano con i comportamenti di dipendenza possono essere molto pesanti ed altrettanto stancanti e stressanti.

Spesso è il partner (in maggioranza le mogli o compagne) ad essere stanco, sovraccaricato e deluso. Il sentimento di impotenza, nonostante l’enorme impegno ed amore, crea sentimenti depressivi e vissuti rabbiosi.

Gaia si sta rendendo conto che il suo desiderio salvifico nei confronti del giovane marito sudamericano l’ha condotta a momenti di disperazione e tristezza dannosi per la sua psiche e per la sua autostima, e che in questo modo non può aiutare nessuno.

Angela ha deciso di separarsi e di uscire da un matrimonio trentennale quando si è accorta che il problema della coppia non è esclusivamente il consumo di cocaina del marito ma la violenza insita nel loro rapporto, mentre lei è stata sempre prioiettata sul “controllo” e sulla salvaguardia del marito affinché non si creassero le occasioni che potevano portare a notti trascorse fuori di casa ed assunzione smodata di cocaina.

Anna ha deciso di non continuare a riparare ai debiti del marito, in gran parte per le attività di  gioco d’azzardo, perché proteggerlo e seguirlo non è il modo giusto per aiutarlo.

Tonino non sopporta che sua moglie vada tutti i pomeriggi al Bingo, ma rimproverarla e punirla, senza lasciarle alcuna autonomia o privandola di uscire, non gli ha dato i risultati sperati, anzi ha acuito enormemente le tensioni nel loro rapporto. Vittorio si è reso conto che la sua compagna, negli ultimi mesi, ha speso gran parte del loro budget mensile in acquisti on line ed ha deciso di bloccare la carta di credito senza dirle nulla, destando la sua ira e la sua fuga da casa.

Piccoli accenni a storie di coppia che hanno molto altro da narrare, ma che possono essere esemplificativi di cosa accade ad un caregiver e di quale grande risorsa possa essere, se sostenuto adeguatamente.

In un’ottica sistemica se uno dei membri della famiglia o del sistema modifica un suo comportamento, l’effetto sarà visibile anche sugli altri ed apporterà delle modifiche al sistema. Inoltre il familiare stesso si sentirà maggiormente sollevato sia dal non avere la responsabilità del comportamento dell’altro sia nel vedere un effetto positivo.

Nelle situazioni di dipendenze, spesso, la persona interessata non è pienamente consapevole del suo comportamento e sono gli altri intorno a lui che hanno maggiormente la percezione del disagio o dell’eccesso. Secondo tale approccio la dipendenza, anche se considerata un fenomeno individuale, sarebbe fortemente correlata alle dinamiche relazionali che si sviluppano all'interno del nucleo familiare.

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