Domande e risposte

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Incertezza su una diagnosi

Buonasera gentili dottori. Circa un anno fa mi è stato diagnosticato il disturbo borderline e dal giorno sono piuttosto basita. Basita perché una volta ricevuta la diagnosi ho cercato in rete di cosa si tratta (prima di allora non ne avevo mai sentito parlare) ebbene non mi ci rispecchio proprio! Voglio dire, io non mi drogo (ho pure smesso di fumare anni fa), non mi procuro tagli con nessuno oggetto (quand'ero ragazzina è semplicemente capitato qualche volta che mi prendessi a pugni da sola e mi tirassi i capelli ma è finita lì), non faccio sesso promiscuo (ammetto però che riguardo la mia sessualità non so se definirmi lesbica o bisex ma mai etero), non ho mai tentato il suicidio (pensato si, ma tentato di togliermi la vita mai e ho letto che chi è borderline tenta spesso il suicidio). Per tutto questo io non mi vedo per niente una persona borderline!! Per aiutarvi a capire ancora meglio qui a seguire vi elenco i miei sintomi, venuti fuori anche col medico che mi ha fatto la diagnosi : -ansia, attacchi di panico, ipocondria, cambio spesso umore per un nonnulla, rabbia e nervosismo, indecisione, cambio spesso parere su varie situazioni, pensieri e persone, ho sempre paura di essere lasciata, ho sete di vendetta per ciò che mi è stato fatto da piccola poiché sono stata abusata sessualmente da un mio parente.... In tutto questo una diagnosi di disturbo borderline non è esagerata? A me sembra di sì. Grazie per le delucidazioni

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Bipolarismo e Adhd

Buonasera, sono ormai tanti anni che mia madre è in preda a disturbi comportamentali (pensavamo fossero i soliti problemi, debiti, litigi familiari...ecc...) ma negli ultimi mesi la situazione è precipitata, ormai è impossibile starle vicino, ogni parola che le rivolgiamo è sempre capita male, piange, si dispera, si sente vittima e ci fa sentire in colpa. Noi non abbiamo nessun potere decisionale, è come se ci tenesse sotto il suo controllo e nè io nè i miei due fratelli, tantomeno mio padre sappiamo come comportarci, le abbiamo provate tutte. Rifiuta di farsi aiutare anche con una semplice visita neurologica, crediamo sia affetta da bipolarismo e adhd. Siamo preoccupati perchè minaccia continuamente il sucidio e a volte si procura dolore tirandosi pugni in testa e tirandosi i capelli e questo ci fa terribilmente soffrire. Io sono la primogenita di 37 anni sono stata costretta ad accontonare la mia vita per star dietro questo grande problema che è caduto sulla nostra famiglia, idem mia sorella di 33 anni e nostro fratello di 22 che è l'unico a vivere ancora in casa con lei e nostro padre......ecco quest'ultimo si è ammalato anche a causa di questa situazione e ha perso il lavoro....la situazione è davvero brutta. CHIEDO DISPERATAMENTE AIUTO per iniziare ad aiutare mia madre, che ha solo 57 anni ed è diventata incotrollabile, e tutta la nostra famiglia . Grazie di cuore a chi saprà darmi dei consigli su come muovermi.

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accettazione solitudine

Sono un uomo di 38 anni. Sono single direi da sempre, salvo tre storie più o meno fugaci, tutte nate su Internet. Ho seri relazionali con l'altro sesso. Fin dalla giovinezza venivo emarginato dalle ragazze (alcun problema di socializzazione ho mai avuto coi ragazzi). Preciso che questi problemi li ho avuti solo ai fini di conoscenze, incontri, appuntamenti, non limitati alla semplice amicizia, in quanto non ho mai avuto problemi a essere stimato pure dalle donne e dalle ragazze mie coetanee. Insomma per me è sempre stata una chimera ottenere un semplice appuntamento o un aperitivo, come si dice tête à tête. I motivi li conosco e sono dettati in piccola parte dalla mia timidezza ma soprattutto dal mio aspetto fisico (in particolare, sono leggermente più basso della media), prova ne è che le mie storie sono nate su Internet, dal vivo non ho mai riscosso l'interesse di nessuna. Neanche mi interessa leggere stereotipi sul fatto che ci sono ragazze che mettono in subordine questi aspetti in un uomo, perché semplicemente non è vero o meglio non è vero nel mio caso e comunque non ci credo. Le storie che ho avuto - inutile ricordarne i particolari - mi hanno lasciato una tale amarezza, un tale senso di frustrazione, la dirò forte (ma vale soprattutto per l'ultima storia): un tale senso di schifo che, a parte la seconda storia, se non ci fossero state sarebbe stato meglio, tanto da preferire i meri no che ricevevo a ripetizione. Vengo al dunque, dopo questo preambolo. Vorrei sapere, e sarei disposto a seguire ogni indicazione oppure ogni terapia, se è possibile mettersi l'anima in pace sul capitolo amore e affini, in quanto ho capito che questo sentimento, cioè essere amato e amare una ragazza che mi piaccia e a cui piaccio, mi è assolutamente precluso. Ammetto che, come ogni essere umano, sento questa necessità, ma vorrei rimuoverla e appunto mettermi l'anima in pace. Superate queste velleità, non avrei altro da chiedere perché la mia vita professionale è soddisfacente, dopo tutti i sacrifici fatti in anni e anni. Grazie a chi vorrà rispondermi e capirmi.

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Perché sono infelice?

La mia vita non è altro che un vuoto ho delle carenze non so più come colmare le mie lacune So di essere debole per questo sogno di dominare il mondo e manipolarlo a modo mio ho questo forte desiderio di soggiogare gli umani Ho passato un infanzia difficile sin da piccolo mi isolavo dal gruppo manifestavo un comportamento insolito giocavo solo guardavo gli altri con timore poi alle elementari sono stato bullizzato e ridicolizzato dai miei compagni di classe forse a causa della mia scarsa intelligenza, non riuscivo e non riesco a integrarmi o a trovare soluzioni ai miei problemi Il mio insuccesso nella vita mi rende ancora furioso perdo spesso il controllo a volte agisco d'impulso le ragazze mi rifiutano perché non ho un bell'aspetto io sono un gentiluomo Quanto vorrei perdere l emozioni e tutti i sentimenti, a volte mi viene la voglia di torturare e uccidere qualcuno 25 anni di sofferenza non ho mai conosciuto la pace

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Mio marito e miei figli mi hanno abbandonata

Mi chiamo Eliana mi sono sposata con un uomo meraviglioso buono non mi ha fatto mancare nulla mi ha dato tutto ho dei figli di 21 e 23 anni meravigliosi. Ma non so perche in questi 25 anni di matrimonio io ero sempre arrabbiata mi mancava qualcosa e non so dire che. Io li amo a tutte tre e mi manca il loro amore. Non posso rimediare quello che e successo sopratutto in questi ultimi anni. Non so cosa è successo non ho capito più nulla solo so che adesso mi ritrovo sola i miei figli all'università e mi rispondono a mala pena al telefono mio marito vuole che me ne devo andare via di casa. Non ho più il loro amore o distrutto la mia famiglia non ho lavoro non ho amici non ho soldi non so che fare voglio solo morire aiutatemi a trovare il modo di farla finita senza di loro io non posso più vivere

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Comportamento esplosivo

Salve, scrivo per sottoporre alla vostra attenzione una situazione comportamentale che riguarda mia moglie. Da quando la conosco (dall'età di 18 anni ad oggi 44) ha avuto questo "problema" che ultimamente si sta accentuando creando tensioni importanti in famiglia (abbiamo una figlia di 12 anni e una di 8 mesi). Normalmente è una persona solare, sorridente, apparentemente felice; a volte però per cose anche banali "si trasforma" e sfoga una rabbia incontrollata perdendo completamente il senso della realtà. Recentemente per esempio, dopo avermi chiesto di portare nostra figlia più grande ad una gita di un giorno, al rientro era cupa, non rispondeva, era arrabbiata con me; il motivo? era rimasta sola a casa. Siccome non è la prima volta che accade, alla sua richiesta di portare la grande in gita mi ero premurato di chiederle di partecipare anche lei con la solita risposta negativa giustificata dalla necessità di accudire la bimba piccola. Premetto che anche quando la piccola non c'era riuscire a convincerla ad uscire e frequentare altre persone non è mai stato semplice. Sarebbe meglio dire non è semplice riuscire a convincerla ad adeguarsi o accettare proposte non sue. Il giorno seguente ci trovavamo in un luogo affollato, tornati sull'argomento, ha perso completamente la ragione: urlava (in presenza di altre persone estranee) che lei è sola, che la odiano tutti, che io le voglio rubare le figlie, che non ne può più; in viso era irriconoscibile, violenta, aggressiva. Tornati a fatica a casa dopo ore di miei tentativi di dialogo e di farla ragionare si è calmata. Il giorno successivo, come spesso accade in queste occasioni, è come se non fosse accaduto nulla. Quando le chiedo perché si sia comportata così non ne vuole parlare. Le chiedo: "perché se ti senti in difficoltà non lo dici e non accumuli per poi esplodere come una pentola a pressione?" risposta: "si va bene" ma si ricade nella stessa situazione periodicamente. In famiglia si è creata una condizione di difficoltà: la figlia più grande, i suoi genitori ed io ci sentiamo come intimiditi; si vive in una condizione che possiamo paragonare al "camminare sulle uova", basta una parola, un comportamento uno sguardo sbagliato per veder "scoppiare la bomba". L'ho invitata ad andare insieme da uno psicologo, offrendomi di andare io dallo psicologo visto che a suo dire sono la causa ti tutti i suoi problemi (anche se non credo sia così dato che la stessa cosa la dice ai suoi genitori e in passato la causa dei sui problemi era il fratello, poi la cognata, poi la collega, il lavoro e prima ancora la compagna di scuola). Ovviamente la risposta è stata un NO secco, "lei non ha problemi sono gli altri ad averne". Quello esposto è solo uno degli episodi ce ne sono stati altri, in alcune occasioni l'ho vista anche mordersi le braccia. Sono molto preoccupato, quando sono al lavoro non sono sereno sapendo che lei è a casa e potrebbe fare del male alle bimbe o farsi del male. Potete cortesemente aiutarmi a capire cosa fare e come comportarmi? e come convincerla a parlarne con uno psicologo? Grazie.

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Non so cosa voglio

Buonasera, anticipo che credo di essere un caso abbastanza disperato e cercherò di essere il più concisa possibile nel raccontarvi la mia situazione. Fino a due giorni fa convivevo con il mio compagno da 7 anni con due bambini (6 e 3 anni). Credevo andasse tutto bene fino a quando un paio di anni fa ho iniziato una relazione con un'altro uomo... La cosa mi ha stravolto e mi sono sentita veramente felice, importante ed apprezzata... Nel frattempo la storia con il mio compagno ha iniziato a spegnersi, gli ho comunicato che i miei sentimenti erano cambiati, che non provavo più le stesse cose, che non stavo più bene, nel frattempo la quotidianità è andata avanti e anche l'altra relazione. Dopo qualche segnale da parte mia e sospetto da parte sua, la verità è emersa ed io ho ammesso la mia relazione e anche la mia volontà di non fermarmi, mi sentivo così sicura della mia "libertà" e della mia indipendenza e vedevo il mio compagno come un intralcio e come un peso da trascinarmi dietro. Tra una cosa e l'altra abbiamo tirato avanti fino a due giorni fa, quando lui ha fatto le valigie e se n'è andato. Mi sono sentita morire, è stato il giorno più brutto e triste della mia vita. Quando poi la sera è tornato a portare a casa i bambini, si è fermato per cena, poi l'ho abbracciato e ci siamo riavvicinati, tanto che ora che sono due giorni che è via ci sentiamo telefonicamente e parliamo molto più di prima. Resta però ancora la presenza dell'altra persona che vedo ogni giorno e alla quale mi sento legata, che non vedeva l'ora (con me) che arrivasse questo momento perché anch'io fossi più libera ed ora si ritrova una donna che ha voluto che il compagno andasse via ma che ora soffre e non è più sicura che fosse la cosa che voleva e ha pensato di chiudere anche questa relazione, con sofferenza.

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Non ho vissuto la vita che avrei voluto e adesso.... Forse è tardi

Ho 31 anni e sono stata in casa con i genitori fino ai 23. La mia educazione è stata molto rigida ma soprattutto atipica. Non sono mai stata spronata a stare con gli altri, anzi non potevo fare venire a casa mia nessuno perché a mio padre dava fastidio avere gente per casa e soprattutto non voleva perdessi tempo con amicizie a giocare o divertirmi. È sempre stato molto severo con me, anaffettivo e spesso aggrediva me e mia mamma verbalmente. Ho passato quindi la mia adolescenza prevalentemente in casa da sola o comunque le rare volte che uscivo dovevo sempre rientrare prestissimo. Non sono quindi mai stata parte di un gruppo di amicizie e mi sono sempre sentita sola. Anche a causa di questa mia insicurezza sono stata vittima di bullismo per 3 anni alle superiori, mi prendevano tutti in giro anche con parole davvero volgari. Nonostante questo i miei risultati scolastici sono stati ottimi sia al liceo che all'Università ma sempre sminuiti dalla mia famiglia che non mi ha mai valorizzato. Una volta uscita di casa mi sentivo libera di fare ciò che volevo ma purtroppo le catene mentali sono state talmente forti da non permettermelo. Ho continuato ad avere problemi relazionali, non riesco ad essere me stessa e, cosa ancor più grave, non so chi sono. Come posso migliorare la mia situazione? Vorrei reagire per prendere in mano la mia vita e fare tutto ciò che mi va senza pensare a quello che invece non sono riuscita a fare e soffrire per questo. Vorrei capire qual è la mia personalità e farmi volere bene dalle persone per ciò che sono. Sento di essermi annullata in tutti questi anni. Grazie.

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