Domande e risposte

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ex bipolare

Buonasera, sono appena uscita da una brutta storia sentimentale durata a fasi alterne per ben 15 anni; circa 20 giorni fa ho cacciato di casa il mio compagno, dopo 7 anni di convivenza; la cosa terribile è che non mi ha mai raccontato la sua vera vita, ma un sacco di balle o estrema fantasia di un bipolare che non si curava; ho capito tutto solo quando buttandolo fuori casa ho cercato risposte tra le persone che lo conoscono; ne lui ne la sua famiglia mi hanno detto di cosa soffriva; essendo sparito come è nel principio della sua malattia, vi è il pericolo che ritorni a cercarmi?

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Spesso ho attacchi di panico

A volte, ho attacchi di panico: non respiro, piango e sto male, in oltre credo di essere apatica, non provo niente per nessuno, fingo di sorridere, ma sto male, mi sento marcia dentro, gli attacchi di panico centrano con l'ansia?

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Vita buttata

Buongiorno, sono un uomo di 51 anni che non si è realizzato in nessun ambito (affetti, lavoro, sociale) e che si trova per questo motivo in una sofferenza psicologica davvero importante. Ho vissuto in famiglia una situazione di comodo che però mi ha impedito di mettere a fuoco quello che è davvero importante nella vita, ed infatti l'evento scatenante è stato proprio la fine di un rapporto di coppia con una persona che ha cercato in tutti i modi di spronarmi ma che io ho ignorato credendo ancora di poter vivere anche la storia con Lei nel modo superficiale in cui ho vissuto.
Ora mi trovo del tutto allo sbando e sto pensando di rivolgermi a uno specialista perchè nessuno di chi mi è intorno (famiglia e pochissimi amici) è realmente in grado di aiutarmi, ma non so davvero come procedere.
Vi ringrazio per l'eventuale attenzione.

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Impossibilità di realizzazione personale

Sono una ragazza di quasi 30 anni che da 10 ha deciso di non vivere. Mi sono isolata da tutto e da tutti, interrompendo la mia crescita. In questi ultimi anni mi sono rivolta ad un terapeuta e la mia vita è leggermente migliorata. Le cause sono da riscontrare in traumi e come la mia famiglia mi ha cresciuto (una buona famiglia, ma iperprotettiva). Ho ancora tante fobie (es. lavorare), ma nel giro degli ultimi mesi ho fatto progressi, lavorando qualche giorno a settimana e cercando, se me la sento, di accettare piccole nuove sfide.
Ho però un grosso problema da superare: faccio fatica a pensare e a mettere in moto e realizzare obiettivi solo miei personali. Vivo in un rapporto di odio-amore con chi mi circonda, sopratutto i genitori. siamo codipendenti. ma anche s emi è ben chiara questa cosa fatico tra un po' anche solo a pensare a cose solo mie, oppure ci penso ma dopo qualche giorno mollo il progetto. fatico anche a comunicare a chi mi circonda l'intenzione di fare un qualsiasi cosa.
Sono bloccata e mi rendo conto che se continuo così non realizzerò mai nulla. Cose che la terapeuta mi ha tirato fuori in un anno.
Desideri fattibili, misurabili e concreti, che finchè stanno nella mia testa va bene. Vederli realizzare mi spaventa, e non credo sia solo perchè rischio di "perdere le figure di rifermento", ma anche per altro. Comincio a essere molto demoralizzata, perchè fatico a comprendermi. Mi hanno diagnosticato ansia generalizzata, disturbo della personalità dipendente e evitante con tratti borderline e ossessivo.

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Non riesco ad essere come gli altri

Dal titolo non si capisce bene, io mi sento una persona normale, però credo che per gli altri no. Vengo spesso derisa guardata in modo storto e chiamata tipo “addormentata”. Non riesco a capire il perché di tutto questo. Dicono che vivo in un mondo tutto mio, il che è vero, ma non riesco a stare altrove se non in quella dimensione...ho estrema difficoltà nel fare amicizia con le altre persone, perché non riesco a trovare nessun contatto con la realtà in cui vivo (anche con la famiglia), tendo ad osservare tutto quello che mi succede senza partecipare (spesso mi dicono). Passo il mio tempo a seguire degli schemi e delle regole molto rigide, quando lo faccio (a casa) mi dicono “tu non sei normale”. Mi dicono che sono anaffettiva, perché non ho alcun tipo di reazione agli insulti oppure alle lodi che dicono di farmi...involontariamente mi isolo, provo insofferenza a stare con le altre persone, perché mi mettono ansia. Purtroppo non sono per niente consapevole di essere diversa. Mi sembra tutto insignificante, non riesco ad avere alcun tipo di interesse. Quotidianamente dicono tutte queste cose, ma io non me ne rendo conto, quindi non so cosa devo fare. Come si fa per essere considerati persone normali?

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Psicosi e Maniadepressiva

Soffro di mania-depressiva da sempre, ma 16 anni fa, causa un pesante episodio di mobbing sul lavoro è sfociata in psicosi e sono finita al centro di salute mentale. Ho avuto tre ricoveri in Psichiatria in T:S:O: e sono in cura con Haldol e Zoloft.
In precedenza ho assunto lo ZYprexa che non mi ha risolto il problema e mi ha fatto solo notevolmente ingrassare. Prima dell'episodio di mobbing sono stata in cura da una psichiatra privata con fluoxertina per circa due anni. Ora faccio fatica a fare la vita di ogni giorno, sono sonnolenta ed apatica e vorrei solo stare a letto. Anni fa, ero frenetica e facevo mille cose, accusando la stessa stanchezza mentale e soporosa tale che ho fatto un incidente in bicicletta con rottura di tibia e perone e trauma cranico.
Ero spavalda e avevo fiducia in me stessa, andavo in montagna e facevo uscite in moutainbike.
Ho girato con il mio compagno tutta Italia. Vi chiedo aiuto perche' dopo la morte di mia madre, tre anni fa, mi trovo, con i farmaci in fase di chiusura in me stessa, anche perche' causa psicosi sono stata abbandonata dalle mie amicizie pluriennali. Cerco di aprirmi, ma faccio fatica a vestirmi lavarmi e uscire. AIUTO!

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Mamma con disturbo bipolare

Buongiorno,
scrivo perché purtroppo mia mamma si è ammalata quando avevo circa 10 anni, in 14 anni ha avuto 3 ricoveri, il 3° questo autunno. In tutte queste crisi l'oggetto scatenante è sempre stato quello dell'amore. Quando perde la testa per qualcuno irrimediabilmente comincia a perdere il controllo della sua realtà... Ora ha ripreso le visite dalla psichiatra e segue una cura farmacologica, ma ho saputo per vie traverse che in questi giorni ha conosciuto delle ragazze su un social e sempre in questo periodo mi ha chiesto se è sempre una donna attraente.
Questo fatto mi sta facendo preoccupare non poco, perché queste ragazze non le conosce nessuno e non ho idea di che intenzioni abbiano. Come posso fare per cercare di tenere la situazione sotto controllo?
Secondo me, non è il caso dopo così poco tempo da una crisi, e nel bel mezzo del cambio di stagione, conoscere persone nuove o intrecciare nuove situazioni.
Considerando il fatto che qualunque sia stata la relazione passata, è sempre stata un flop totale.
Vi prego datemi un consiglio.

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Curare il disturbo paranoide di personalità

Buongiorno, Una persona di famiglia a me molto cara (uomo di25 anni) sta seguendo un percorso di terapia psicologica e farmacologica da ormai un anno e mezzo.
Diagnosi: disturbo paranoide di personalità, è seguito da una psicologa-psichiatra. Cura: inizialmente risperdal (usato poco e trovato poco adatto al paziente). Dopo alcuni giorni di ricovero in ospedale, per osservazione, la terapia è stata cambiata con 20 mg di abilify (era partito da 20mg ma da mesi prende 15mg). Sintomi: è convinto che tutti i suoi amici più stretti abbiano messo in giro cattive voci sul suo conto isolandolo. Le frasi più ricorrenti sono "mi hanno tolto il saluto", " mi odiano tutti", "la mia vita sociale è finita". Purtroppo dopo un anno e mezzo di terapia non siamo ancora riusciti a trovare una soluzione. C'è stato un miglioramento delle attività quotidiane (ripresa lavorativa principalmente).
Questa persona ha perso totalmente la voglia di vivere e non vede sbocchi per il suo futuro, si sente completamente solo ed isolato (anche se si è personalmente impegnato nell'evitare tutte le persone che in questi mesi lo hanno cercato).
Ci sono giorni in cui le sue convinzioni di essere stato isolato e deriso sono più forti e altri dove sembrano più latenti, ma sono sempre presenti nel suo quotidiano. Quali sono le possibilità o le strade da intraprendere per cercare di migliorare la situazione (centri specializzati, nuove tecniche)?
C'è la possibilità di una guarigione? Grazie a chi risponderà.

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