Disturbi della personalità

Terapia Metacognitiva Interpersonale (TMI)

15 Marzo 2020

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La Terapia Metacognitiva Interpersonale (TMI) appartiene all’ultima generazione delle psicoterapie cognitive sviluppate negli ultimi vent’anni. Nata e sviluppata per adattare i modelli di terapia cognitiva alla cura dei pazienti con disturbi di personalità, che rispondevano in modo poco efficace a trattamenti psicoterapeutici esistenti all’epoca. Tali pazienti presentavano una serie di problemi che andavano affrontati con attenzione per favorire la cura.

Idee di base della TMI
Alcuni pazienti hanno difficoltà a descrivere il proprio mondo interiore ed in parallelo a comprendere cosa gli altri pensano e sentono e ad utilizzare tali conoscenza per migliorare la loro vita di relazione e formare legami stabili e cooperativi. L’insieme di queste capacità psicologiche è chiamata metacognizione.
Gli stessi pazienti sono guidati nella vita di relazione da un insieme di aspettative – delle quali molto spesso non sono consapevoli e le mettono in atto in modo automatico – su come gli altri risponderanno ai loro desideri, speranze, piani, bisogni e ambizioni. Tali aspettative sono chiamate “schemi interpersonali”. A causa di queste aspettative le persone o soffrono ancor prima di entrare in relazione con gli altri, oppure compiono azioni che da un lato impediranno loro di realizzare tali desideri, dall’altro non indurranno gli altri a rispondere in modo positivo.
Alcuni pazienti, una volta sperimentati degli stati interni fonte di dolore, si trovano sprovvisti di strategie per regolarli. Alcuni fanno fatica a calmarsi e restano preda di emozioni intense e difficile da controllare, quali angoscia, colpa, vergogna o rabbia. Altri, al contrario, entrano in stati di spegnimento affettivo, apatia e depressione  e non riescono ad uscirne grazie ad esperienze di attività e benessere.
Alcuni pazienti faticano a muoversi nel mondo trainati da una forza interna, da mete sentite come proprie, a capire cosa desiderano e a farsene guidare. Di conseguenza restano facilmente bloccati, passivi e si sentono in balia di forze esterne o privi del senso di avere il controllo sulle proprie azioni.

Obiettivi della TMI
Migliorare la metacognizione, ovverola capacità di comprendere i pensieri, le emozioni, le cause psicologiche dei propri comportamenti disfunzionali
promuovere ed affinare la capacità di capire cosa gli altri pensano, provano e cosa li muove ad agire
utilizzare la conoscenza sul proprio mondo interno e sul mondo psicologico degli altri per lenire la sofferenza e promuovere modi di relazionarsi con gli altri che permettano di vivere una vita sociale più realizzata, piena di senso e attiva.
Comprendere quali sono gli schemi interpersonali che guidano le azioni che a loro volta portano a soffrire e a bloccare la vita sentimentale, affettiva e di relazione in generale.
Comprendere quali siano le strategie che la persona adotta per calmare le emozioni negative o superare momenti di passività, chiusura e depressione.
Una volta aumentata la capacità di capire gli stati mentali, ovvero la metacognizione, e una volta compresi gli schemi interpersonali problematici e le strategie disfunzionali per regolare le emozioni negative, paziente e terapeuta intraprendono una serie di azioni volte a promuovere il cambiamento.

Bibliografia

Dimaggio G., Ottavi P., Popolo R., Salvatore G., Corpo, immaginazione e cambiamento. Terapia metacognitiva interpersonale. 2019, Rafaello Cortina Editore.

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