Aggressività e violenza
Dott. Franco Ferri

VIOLENZA

Nella violenza apparentemente senza senso, l'occhio esperto può riconoscere il riemergere di una immaturità psicologica che non tollera alcuna frustrazione: l'eco del desiderio infantile di ...

06 Settembre 2018

Domande e risposte

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Come dovrei reagire alla condizione di mia Madre?

Salve, vorrei sapere come comportarsi con mia madre, lei molto tempo fa era una buona madre, ma dopo la diagnosi di Autismo, data ad un mio cugino a cui era molto legata, cominciò a cedere, fino a che per via di alcuni piccoli problemi durante la gravidanza di mia sorella, non cadde completamente; Ora dopo 11 mesi dalla nascita di mia sorella, ci ritroviamo in serie difficoltà economiche, che necessitano per forza un suo contributo alle finanze famigliari; Lei nonostante questo non appena viene pronunciata la parola LAVORO diventa una furia, ma questa è solo la punta dell'iceberg, molte volte ha attacchi di ira, con allegato linguaggio scurrile e lancio di oggetti (di mia proprietà) oppure urla contro sua figlia, che vista la sua tenera età, necessita di molto tempo, togliendolo alla cura della casa estremamente importante per la madre, ma non sottovalutare neanche l'odio per tutto ciò che comprende la sfera famigliare di mio padre, oppure il non-rispetto verso gli altri; La situazione ormai è disperata, sia per me che per mio padre...Cosa si dovrebbe fare in questo caso?

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Bambino preso in giro reagisce con parolacce e calci

Buongiorno, Sono la mamma in difficoltà di un bambino di 8 anni. Mio figlio va a scuola con il "piedibus", un servizio scolastico in cui una volontaria a piedi accompagna e riporta a casa da scusa i bambini del quartiere. Da qualche mese questa signora mi ha richiamato più volte per il comportamento aggressivo di mio figlio nei confronti degli altri bambini ( calci e parolacce) ed una volta anche nei confronti della signora stessa dicendole "tu stai zitta io so quello che devo fare). Premetto che il mio bambino è un bambino con alcune difficoltà linguistiche, ha iniziato logopedia a 3 anni ed ha interrotto momentaneamente il percorso logopedico a dicembre e per questo è sempre stato un bambino molto sensibile, insicuro e chiuso. Dopo questi episodi ho cercato di indagare sul motivo della sua aggressività e dopo tanto mi ha confessato che lo prendono in giro. La signora del servizio sostiene che questo non è vero ( ho captato anche poca simpatia reciproca tra la signora e mio figlio), mio figlio sostiene il contrario dicendo che se lo prendono in giro lui li picchia. Ho provato più volte spiegargli che questo comportamento aggressivo non va bene, che deve ignorarli così smetteranno ma lui continua a reagire così tanto che sto pensando di abbandonare questo servizio. Non so se sia la cosa migliore da fare, vorrei che imparasse a gestire le difficoltà perché oggi è il piedibus domani sarà un'altra cosa...ma non posso neanche esporlo continuamente a queste prese in giro ammettendo che ci siano. Vorrei un consiglio da voi, grazie.

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Ho un figlio di 15 anni violento e aggressivo. Come posso aiutarlo?

Da circa 2/3 anni vivo in una situazione da incubo.. ho un figlio (15 anni appena compiuti) che pian piano sta rendendo la vita familiare un incubo. Molto intelligente e capace, in questi anni si è dimostrato ottuso, insofferente e indifferente.. Ha un rapporto difficile con il padre e questo ha ulteriormente peggiorato tutto.. parolacce, minacce, ma anche insulti, spinte .. con il padre sono arrivati più volte alle mani e io sono disperata. Inutile essere di polso, inutile arrabbiarsi o mantenere la calma.. così come punirlo o cercare di parlare. Inutile.. le sue esplosioni di rabbia spesso scaturiscono da futili motivi.. Ma è incontrollabile.. non sente ragioni e siamo noi colpevoli di ogni cosa. Si arrabbia anche con il fratello minore, che oltre ad essere ricoperto di insulti quotidianamente, è anche vittima di ogni dispetto. Ne è sempre stato geloso. E sottolineo in maniera insensata..Lui tra i due è quello che ha ricevuto di più.. è vero però che il fratello ( ha 11 anni) essendo più dolce e ubbidiente viene giustamente ripreso raramente .. Io non so davvero più cosa fare.. Le offese sono irripetibili e le minacce spaventose. Mi chiedo se una terapia può essere un valido aiuto O se debba rivolgermi alla polizia per salvaguardare la nostra incolumità. Ho bisogno di un vostro aiuto. Grazie

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Problemi di violenza

Salve, Sono fidanzata da dieci mesi e siamo entrambi innamorati follemente l’uno dell’altra. Progettiamo sempre un futuro insieme, nonostante la tenera età e la breve durata della nostra relazione. Purtroppo però siamo entrambi difficili e ci scontriamo quotidianamente. Da quattro mesi di tanto in tanto le nostre liti sfociano in qualcosa di più grave. Stasera l’ennesima discussione ci ha portato a prenderci a botte. L’ho sempre accusato di essere violento, ma mi sto rendendo conto di esser molto violenta e provocatrice a mia volta. Non riesco a gestire la situazione e vorrei qualche dritta su come comportarmi.

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Problema di rabbia

Buongiorno scrivo perchè ciclicamente ho dei momenti di rabbia verso cose o persone (non picchiare) ma emotivamente vado in escandescenza per futili motivi il più delle volte perchè non trovo o i miei familiari non trovano delle cose ( chiavi ecc.) sono 5 minuti in cui mi sale l'adrenalina e sono molto rabbioso. Faccio sport in modo continuativo per placare questa rabbia ma se per 1-2 giorni non mi alleno mi capita questo problema e cado in leggera depressione ..mi alleno e tutto si risolve in breve tempo..vorrei capire cosa mi succede in questi momenti e se le 2 cose sono correlate. Grazie Marco

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Ho picchiato il mio uomo

Buona sera a tutti.
Ho un rapporto un po' burrascoso con il mio ragazzo però ci amiamo da morire.
Lui è troppo geloso nn vuole che esco e se esco vuole che gli dico tutti i miei passi ed io lo faccio però a volte capita che nn mi crede e devo fare di tutto x convincerlo. Quando usciamo e qualche ragazzo mi saluta si arrabbia, se qualche amico mi fa una battuta amichevole me ne dice tante...
Mi dice che voglio stare con tutti gli uomini che sono una t***a e tante altre cattive parole. Dice che vuole lasciarmi però so che lui mi ama e anche io tanto faccio di tutto x farlo stare con me.
Poi mi dice che se faccio tutto ciò che dice lui ritorna con me. Io all' inizio mi arrabbio e Delle volte rispondo alle sue offese con le mie però mi calmo subito e cerco di fare tutta la carina con lui fino a che si calma. Lo perdono sempre però qualche giorno fa nn ci ho visto più...
Dopo altre tante offese ho tenuto tutto dentro fino a qualche giorno fa mi sono trasformata l ho menato schiaffi e pugni ho buttato tutta la rabbia fuori.
Ho sbagliato lo ammetto e gli ho chiesto infinite scuse. Lui nn mi sta perdonando ed io sto male.
Dove sbaglio? Potete aiutarmi. Grazie!

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Figlio adolescente estremamente irrispettoso e violento

Buongiorno, sono la mamma di un difficile ragazzo di 15. Scrivo perché, purtroppo, dopo l'ennesimo episodio di violenza verbale e fisica, oggi sono particolarmente arrabbiata e preoccupata. Premetto che sono divorziata da due anni, il mio ex marito è uscito di casa due anni fa e, da allora, convive stabilmente con un'altra donna ed io, da circa un anno, convivo con un nuovo compagno e tra meno di due mesi mi sposerò nuovamente.
Mio figlio, fino ai 12 anni circa, ha vissuto con due genitori che si sopportavano e senza vedere mai slanci e dimostrazioni di affetto tra di loro, ma senza vedere nemmeno liti furibonde o situazioni violente.
La separazione è stata voluta dal mio ex marito, ma, fondamentalmente, voluta da entrambi. I rapporti, attualmente, sono civili e cooperativi. Mio figlio è stato affidato a me ed il papà lo vede principalmente ogni 15 giorni, fatta eccezione per qualche sporadica uscita infrasettimanale. Tutto ciò premesso, devo ammettere che, nonostante mio figlio sia cresciuto amato e coccolato, con due genitori sempre presenti ed amorevoli, a partire dagli 8/9 anni ha iniziato a dimostrare una certa freddezza nei nostri confronti ed un comportamento saccente ed arrogante.
Essendo sempre andato benissimo a scuola ed essendo sempre elogiato dalle insegnanti e da noi genitori, abbiamo dato la colpa ad una eccessiva autostima. Ha sempre avuto tantissimi amici, con i quali ha sempre assunto il ruolo di leader, ma senza essere prevaricante. I problemi, quindi, sono sorti dall'uscita di casa del padre e dall'arrivo del mio nuovo compagno.
Attenzione, lui ha sempre dimostrato estrema empatia nei confronti dei compagni dei genitori, instaurando un rapporto sereno e complice che, però, soprattutto con il mio compagno con il quale convive anche lui, ora è sfociato nell'abuso di confidenza e nella mancanza di rispetto sia verbale, sia fisica. In pratica, lo stesso trattamento che elargisce a me, lo utilizza anche con il mio compagno. E' irrispettoso al limite della decenza; ci apostrofa con continui insulti (che a suo dire sono "per scherzare") e risponde ad ogni richiesta, sia perentoria, sia gentile, con epiteti non ripetibili.
Quando vuole dobbiamo essere disponibili ad ascoltarlo ed a sua disposizione per accompagnarlo e riprenderlo a qualsiasi ora. Se metto dei veti o "paletti", li rispetta, ma non senza aver sciorinato improperi di ogni genere. Sfida ogni adulto di riferimento: dalla mamma, al papà, all'insegnante, all'allenatore. E' in pieno delirio di onnipotenza.
Se mi permetto di riprenderlo a muso duro, mi si para sotto il naso promettendomi "una lezione". Mi offende e mi ritiene la sua serva. Il padre è "non pervenuto"; l'unico consiglio che mi da è di lasciarlo perdere ed alle mie richieste di parlarci tutti e due insieme o, addirittura, di farlo stare con lui per un periodo, per vedere se cambiava qualcosa, risponde assolutamente di no e che gli dispiace per me.
Vi chiedo aiuto! Non so più come pormi con lui. Non so più come parlare con lui. Non so come "non mollare", visto che mi ritrovo davanti un ragazzo di 180 cm ed il mio compagno non può porsi nei suo confronti in maniera autoritaria, altrimenti si scatenerebbe l'inferno. Scusate, ma non riesco a trovare uno spiraglio da dove far breccia...Grazie per l'attenzione.
 

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Una sculacciata ad una bambina da parte dello zio è considerata violenza?

Buonasera, sono la mamma di una bambina di 10 anni. Poichè lavoro, mi trovo a dover affidare mia figlia quando ai miei genitori, quando ai miei suoceri.
Premetto che mia figlia non è mai andata volentieri dai miei suoceri, e, da quando è piccola dice che suo zio, fratello di mio marito, è cattivo perchè la chiama stupida. Mio marito ha sempre cercato di minimizzare perchè sua madre fa lo stesso e protegge l'altro figlio, e poi perchè sa che, se ci litigo io si va alla fine di qualunque rapporto. Io mi sono trattenuta nel rispetto di mio marito, ma ultimamente, prima della scorsa estate, mia figlia mi ha detto di essere stata sculacciata da questo zio. Allora chiesi aiuto a mio marito e lui si presentò a casa dei suoi e ci fu una scenata con sua madre che, come sempre, minimizzava. Da allora mando meno mia figlia da loro e la invito a dirmi sempre tutto ciò che le succede. Sembrava tutto rientrato fino a stasera, quando mi ha detto che di nuovo lui le ha dato dei forti sculaccioni, sempre per futili motivi. A questo punto gli ho mandato un messaggio dove gli dico chiaramente che rischia la denucia. La mia domanda è se ci sono gli estremi per poter punire questa persona, e come devo interpretare questo atteggiamento nei confronti di mia figlia, e se mi devo preoccupare ulteriormente.

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