Un disperato grido d'aiuto

Roma, 5 dicembre ’20: cinquecento ragazzi si incontrano sulla terrazza di Villa Borghese per una maxi rissa.

Gallarate, 8 gennaio ’21: centinaia di minorenni affollano il centro e si pestano con bastoni, bottiglie e catene.

Lucca, 8 gennaio ’21: un ragazzo posta un video di una piazza gremita di adolescenti intenti a fare un aperitivo con su scritto: “Siamo ancora vivi”.

Sono solo gli ultimi di una serie di incresciosi episodi che stanno destando l’attenzione dei media nazionali. L’adolescenza, in quanto fase di transizione tra l’infanzia e l’età adulta, porta con sé una serie di notevoli cambiamenti, sia a livello fisico che psicologico; cambiamenti per superare i quali è indispensabile il riconoscimento e il sostegno da parte del gruppo dei pari. Nell’adolescenza, difatti, sappiamo compiersi quattro fondamentali mutamenti, a carattere irreversibile: la completa maturazione fisica, dunque sessuale e il conseguimento del pieno sviluppo cognitivo, quindi l’acquisizione dello stato di adulto (Berti e Bombi, 2005). Il rapporto fra gli adolescenti e gli adulti, in modo particolare i genitori, è animato da due necessità contrastanti: i bisogni di autonomia e, insieme, quelli di dipendenza. “…Questa situazione caratterizzata da un ripetuto allontanarsi e riavvicinarsi viene chiamata marginalità psicologica…” (ibidem). Tale marginalità spinge i ragazzi a ricercare fortemente la compagnia di altri “marginali”, ovvero i propri coetanei; l’adesione ad un gruppo esercita dunque una forte attrattiva sui giovani. I gruppi di adolescenti possono esser sostanzialmente distinti in tre sottocategorie: il micro-gruppo, rappresentato dalla diade amicale, la quale in adolescenza assume un’enorme importanza, poiché l’amico, narcisisticamente investito, diviene uno specchio in cui riflettersi; il piccolo gruppo, formato dagli adolescenti che si riconoscono simili perché condividono delle attività, può essere formale, cioè basato su regole rigide, oppure informale, come quello costituito da ragazzi che condividono gli stessi interessi e trascorrono insieme il loro tempo libero; infine il gruppo allargato, costituito da adolescenti che condividono la stessa reputazione sociale, è caratterizzato dalla ricerca del divertimento a tutti i costi e dall’opposizione verso gli adulti, dai quali si sentono poco considerati.

Gli eventi riportati dalle pagine dei quotidiani all’attenzione del mondo adulto, negli ultimi mesi, danno tuttavia l’idea che il gruppo allargato non sia più un fenomeno marginale e contenibile, ma dilagante e del tutto fuori controllo. Nell’ultimo anno, in quest’anno di chiusure, di limiti, di punizioni, di doveri e di pochi e rari piaceri, la popolazione adolescente è stata privata della scuola, in quanto luogo d’incontro e aggregazione, ma anche confronto e crescita; dei luoghi adibiti allo sport, in cui curare un corpo che non si abita ancora adeguatamente, come una nave in tempesta difficile da pilotare; dunque dei luoghi d’aggregazione in generale, luoghi fisici, sì, ma anche psichici, in cui confrontarsi lontani da occhi indiscreti e poter condividere liberamente e in armonia con gli altri quanto si sta vivendo. I disordini odierni impongono tale deprivazione al nostro sguardo, come un grido nella notte fa sussultare colui che è ignaro del dramma che si sta consumando. Il grido cade però subito nel vuoto, soffocato dalle voci critiche e dal pensare acritico di coloro che non ammettono la vivacità dei colori che l’adolescenza porta con sé, i colori di un futuro che sta soffocando, inascoltato, si sta spegnendo; un futuro sempre più remoto. È necessaria un’interpretazione mediante un ampio sguardo su quanto sta accadendo, sul suo significato più profondo di ricerca di aiuto e riconoscimento, perché solo da questi possono provenire l’equilibrio e la serenità di cui hanno bisogno i ragazzi quanto gli adulti.

 

Bibliografia e Sitografia

- Berti, A. E., & Bombi, A. S. (2005). Corso di psicologia dello sviluppo. Bologna: Il Mulino.

- https://www.stateofmind.it/2014/12/adolescenza-transizione/

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