Domande e risposte

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Minore genitori separati

Buongiorno Volevo chiedere a voi come si dovrebbe comportare un papà di una ragazza di 13 anni ormai separato da ben 12 anni, quando si trova a dare punizioni alla figlia per il comportamento sbagliato e il pessimo andamento scolastico e, invece, la mamma con cui vive, ignora tutto questo è la protegge non facendola andare neanche dal padre il fine settimana a lui spettante Grazie

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Pseudo-Ordini

Buonasera gentili psicologi, volevo oggi porvi una questione la cui soluzione mi sarebbe molto utile: Ho un padre con la fissa di essere al controllo dei suoi figli, controllo che mantiene con metodi subdoli e spesso manipolatori, uno dei quali mi crea particolarmente problemi, perchè la sua efficacia prescinde dalla consapevolezza o meno che potrei avere del trattarsi di una manipolazione. Praticamente si tratta di questo: quando mio padre vede che sono in procinto di fare qualcosa, dalla cosa più importante alla semplice azione quotidiana, e la sto per fare di mia volontà, mi ordina subito di fare quella cosa. Per esempio, se sto palesemente per coricarmi la sera, passa dalla mia stanza e dice "Metti il pigiama e coricati". Questo sembra poco, ma è molto irritante perchè crea un conflitto, poiché se per sfuggire all'ordine facessi l'opposto mi autosaboterei, cioè non andrei a coricarmi, mentre in caso contrario sto trasformando una semplice azione in un occasione per "onorare" un'autorità così stringente, sentendomi costretto. Insomma è uno stratagemma fastidioso con cui viene "spenta" la propria percezione dell'anche più minima forma di autonomia come, nell'esempio, mettere il pigiama e andare a dormire. Voi che conoscerete sicuramente dei casi analoghi, sapreste dirmi come potrei difendermi?

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Non ce la faccio più

Buonasera, sono una ragazza di 22 anni e da tempo soffro di molti disturbi che credo siano legati all'ansia, negli ultimi anni sono peggiorati e mi ritrovo spesso in uno stato di confusione mentale in cui vedo la mia vita come un continuo fallimento che peggiorerà inevitabilmente col passare degli anni. I miei problemi riguardano principalmente le relazioni, all'età di 15 anni ho iniziato un percorso di psicoterapia (che non ho mai abbandonato), perché una serie di eventi mi avevano scatenato la fobia di arrossire in pubblico. Con gli anni ho superato questa fobia, tuttavia si sono manifestate altre problematiche. Quelle che mi creano più sofferenza e che mi fanno vivere una vita completamente passiva e al 10% delle mie capacità sono principalmente una fobia che porto dietro da quando ho memoria, ovvero il non riuscire ad espletare i miei bisogni se non quando sono completamente sola (ad eccezione della mia famiglia), questo mi porta ad evitare tutte quelle situazioni che mi portano a stare fuori casa per più di mezza giornata e l'inibizione emotiva/sessuale, ho avuto un solo ragazzo nella mia vita con cui non sono mai riuscita ad avere un rapporto sessuale completo per la forte vergogna. Ora cerco di evitare ogni ragazzo che mi chiede di uscire o che prova interesse nei miei confronti perché so che per un ragazzo sarei solo un peso. Questa è la cosa che mi fa soffrire di più perché sento il forte bisogno di dare e ricevere affetto, sono una persona che si interessa molto e credo di avere alcune potenzialità, adoro ogni forma d'arte e mi piace dipingere, tuttavia non posso condividere questi miei interessi con nessuno. Sono sempre stata una persona molto ansiosa e timida, il mio vero problema credo sia l'inibizione e la scarsissima autostima. La mia ansia si manifesta in situazioni sociali, ho 6/7 amici con cui esco spesso e mi diverto, tuttavia al di fuori della mia famiglia (sono figlia unica) non ho legami profondi ed intimi. Inconsciamente vedo tutti i miei amici e le persone che conosco più felici di me, con problematiche diverse dalle mie e non riesco ad esprimere tutto il mio disagio interiore con loro per paura di non essere compresa o essere derisa, è come se mi sentissi sempre sola anche tra tante persone. La psicoterapia mi aiuta ma non al 100%, questo credo sia dovuto al fatto che sono molto frenata anche con la psicologa e non riesco a spiegare a fondo tutto il mio disagio interiore, ne rimango solo in superficie spiegando le mie paure in modo vago e senza mostrare tutta la sofferenza che c'è dietro. Nonostante la fortissima ansia prima di interrogazioni ed esami sono riuscita ad intraprendere un percorso di studi che mi ha portato a laurearmi in infermieristica con il massimo dei voti, questa è una delle pochissime soddisfazioni della mia vita, tuttavia ora ho molta paura di lavorare perché non mi sento all'altezza di fare un lavoro con così tante responsabilità, ho paura di essere umiliata dai colleghi se si accorgono che non sono realmente competente o di fare gravi errori e arrecare lesioni o morte alle persone. Ho sofferto per un breve periodo di autolesionismo e spesso provo il forte desiderio di voler morire o sparire dalla faccia della terra perché vedo la mia esistenza inutile e ho paura di non riuscire mai a risolvere i miei problemi e di dover vivere una vita sempre ritirata. Voglio cambiare la mia vita, voglio migliorare ed arrivare ad essere perlomeno una persona normale, ma non so da dove iniziare. Ogni volta che tento di superare le mie paure e mi sforzo di non evitare le situazioni che mi provocano disagio sembra andare sempre peggio. Cosa posso fare? Grazie.

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Eritrofobia in una persona contemporaneamente estroversa

Ciao, buonasera spero qualcuno mi risponda vorrei avere qualche risposta, ho 23 anni soffro di eritrofobia ho una paura pazzesca di diventare rosso in situazioni di carattere sociale, al bar con amici e conoscenti, ad entrare in un locale e salutare, quando si è in gruppo e mi viene rivolta una domanda quindi l’attenzione su di me io sento subito la vampata, il problema che di questa cosa ne soffro da 3 anni perché prima non mi creava malumori.. non so come fare perché ho svolto anche lavori di gruppo con tanti colleghi e in attività commerciali e non ho avuto problemi sono una persona a cui piace parlare con la gente e rapportarsi però da 3 anni questa cosa non riesco più a limitarla, sembra quasi un controsenso essere eritrofobici ed essere anche estroverso. Premetto che ho anche una grande visione della mia immagine nel mio immaginario, anche un po’ narcisista, voglio essere sempre perfetto apparire il duro della situazione. Datemi una risposta non so cosa fare perché purtroppo nella società di oggi è vista “male” ed è così ancora più difficile da sconfiggere perché ci sarà sempre lo scemo di turno che dirà sei diventato rosso. Attendo una vostra risposta.

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Ha 30 mesi non parla molto e non socializza con i bimbi.

Biongiorno Dott. Sono preoccupata per mio figlio ha 30 mesi, e non dice tante parole, ha vissuto sempre in casa purtroppo maggiormente con adulti ama giocare con i mattoncini colorati che si diverte a fare torri lunghe lunghe sempre di diverso colore... oppure con dei bicchieri colorati che io chiamo i bicchieri impilabili sono 8 vengono usati in acqua ma ci giochiamo anche fuori e sono di diversa misura e colori, e con la piramide con 5 anelli di forma e colore diversa. fin da piccolo ci siamo accorti che era tranquillo come bimbo nn amava stare in mezzo alla gente e i luoghi affollati con tanto caldo li odiava... ma il suo percorso lo ha fatto, nel senso che come tutti i bimbi ha gattonato poi ha camminato svuotato cassetti stoviglie quindi per casa abbiamo suonato con coperchi ecc ecc pero adesso queste fasi sono passate. ora ci piace salire e scendere le scale oppure accendere e spegnere le luci , fino a 14 mesi si faceva capire benino non aveva un bagaglio di paroline ma le principali c'erano... odiava dare baci e farseli dare ed é stato (ancora tt'ora) molto timido e coccoloso. Dico fino a 14 mesi xké ai suoi 14 mesi è arrivato in casa un fratellino e da li è cambiato tanto secondo noi. Vista la presenza di una personcina in più che portava tanto tempo alla mamma Ha smesso di parlare, diceva solo papà cercando più lui che me, non ha mai fatto del male a suo fratellino però nn lo ha mai considerato.. adesso esaudisce i nostri desideri e alla nostra gentile richiesta di dare un bacino al fratellino si avvicina, di salutare fratellino gli prende la mano se aiutato da noi.e pochi giorni fa addirittura gli è andato di sua spontanea volontà vicino mentre il piccolo era seduto a terra e nn so come si è messo a cavallo del fratello il piccolo sotto rideva e lui sopra faceva il trotto del cavallo. In casa gioca con tv accesa non cartoni animati ma faccio ascoltare le musiche dello zecchino d'oro animate. Su alcuni pezzi come la povera lavandaia o se sei felice... lui fa le imitazioni nel senso se sei felice tu lo sai batti le mani lui le batte dimmi ciao lui fa ciao schiocca le dita le schiocca ecc ecc. lo fa da solo o con me insieme a volte le ascolta soltanto..beve dal biberon il latte da solo, l'acqua o dalla borraccia o dal bicchiere da quest'ultimo devi stargli vicino perchè dopo aver bevuto tende a rovesciarlo, a pranzo e a cena devo stargli vicino altrimenti se il cucchiaio nn è riempito da uno di noi mangia con le mani. Devo dire che qua forse ho sbagliato io perché x sopperire quella mia assenza durante la pappa al seno al fratellino gli ho dato sempre da mangiare io.. sempre in casa si gioca a nascondino io mi nascondo lo chiamo e mi viene a cercare anche a luce spenta. Se gli dico mamma pipì lui viene in bagno.. andiamo a lavare le manine??? Mi tende la mano per andare in bagno. Dai andiamo dalla maestra Giulia lui va verso i giubbini... quando ogni tanto guardiamo i cartoni sorride alle marachelle di masha... quando si esce e andiamo al parco gioca sui giochi e fa capire benissimo quando vuole spostarsi da uno all'altro. Se giocano a calcio grandi o piccoli lui fa di tutto x sfilargli la palla . Adesso noto che se gli chiedo un bacio o un abbraccio sa distinguere bene la richiesta e te lo da.. anche a zii o persone che vede sporadicamente... a settembre abbiamo iniziato il nido, l' inserimento nei tempi previsti io mi fido tantissimo di quella struttura perché le educatrici hanno un modo di fare mooolto dolce e fanno davvero tante attività e da qui inizia il mio tormento tanto che mi è venuto un" colpo al cuore" perché spesso la maestra mi dice che preferisce giocare con i lego ( e ci sta, anche a casa lo fa) ma tende a starsene solo, spesso non lo vede attratto dalle attività che fanno in giardino gioca ma sempre solo,e come riferimento ovviamente in assenza nostra in primis la sua maestra ma si adatta bene anche a gli adulti della struttura che può essere la cuoca bidella ecc.. abbiamo avuto quindi il nostro primo colloquio individuale dove mi hanno consigliato di parlarne con il nostro pediatra perché il bimbo hanno notato che non si comporta nel modo che gli altri bimbi della sua età hanno, il mio piccolino non è affascinato per niente alle attività che fanno all' inizio del percorso era abbastanza contrariato mentre oggi lo fa solo se sempre aiutato da lei ma non con lo stesso entusiasmo che hanno gli altri bimbi, non riesce ancora a seguire quelle regole basi che al nido hanno come ad esempio prendere il bavaglino dall'appendino dove è raffigurato il suo simbolo identificativo, durante il pranzo , vuole essere aiutato se no non mangia e mi dicono che non è del tutto ancora coordinato (a casa devo dire, si è vero che devo riempire il cucchiaio ma alla bocca lo porta tranquillamente) , le mani le lava se gli dai una mano tu, all'inizio dell'inserimento non cercava nemmeno il contatto con gli amici, adesso ma molto raramente si avvicina a qualcuno/a cercando il bimbo meno turbolento, lo sfiora e poi vede che fa tutti quei gesti da bimbo quando si vergogna. quindi oltre al consiglio di parlarne con il pediatra ci siamo messe d'accordo di spronare il bimbo con alcuni piccoli accorgimenti per far si che il bimbo raggiunga un pò di autonomia. posso dire da mamma ed ora mi accorgo che purtroppo forse sono stata con lui un pò mamma chioccia e non ho lasciato liberamente fare quel percorso che ogni bimbo deve fare per raggiungere questa autonomia. perché io noto che se aiutato lui fa tutto dal semplice ciao al lavaggio delle manine. Mi potete dare gentilmente un vs parere?? il mio bimbo è ritardato??? Devo far qualcosa??? Rivolgermi a qualcuno?? Grazie mille in anticipo davvero un bel sito.

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Mio figlio di 30 mesi parla poco e al nido gioca solo.

Buonasera Dott. Sono preoccupata per mio figlio ha 30 mesi, e non dice tante parole, ha vissuto sempre in casa purtroppo maggiormente con adulti ama ancora tt ora giocare con i mattoncini colorati che si diverte a fare torri lunghe lunghe ma sempre di diverso colore... oppure io lo chiamo i bicchieri impilabili sono 8 bicchieri vengono usati in acqua ma ci giochiamo anche fuori e sono di diversa misura e colori, e con la piramide con 5 anelli di forma e colore diversa che lui costruisce benissimo. fin da piccolo ci siamo accorti che era tranquillo come bimbo nn amava stare in mezzo alla gente e i luoghi affollati con tanto caldo li odiava... ma il suo percorso lo ha fatto, nel senso che come tutti i bimbi ha gattonato poi ha camminato svuotato cassetti stoviglie per casa abbiamo suonato con coperchi evc ecc pero adesso passate queste fasi. Adesso ci piace salire e scendere le scale oppure accendere e spegnere le luci , fino a 14 mesi si faceva capire benino non aveva un bagaglio di paroline ma le principali c'erano... odiava dare baci e farseli dare ed é stato ancora tt'ora molto timido e coccoloso. Dico fino a 14 mesi xké ai suoi 14 mesi è arrivato in casa un fratellino e da li è cambiato tanto secondo noi. Vista la presenza di una personcina in più che portava tanto tempo alla mamma Ha smesso di parlare e diceva solo papà cercando più lui che me, non ha mai fatto del male a suo fratellino però nn lo ha mai considerato.. adesso solo esaudisce i nostri desideri alla nostra gentile richiesta di dare un bacino al fratellino si avvicina, di salutare fratellino gli prende la mano pochi giorni fa addirittura gli è andato di sua spontanea volontà vicino mentre il piccolo era seduto a terra e nn so come si è messo a cavallo del fratello il piccolo sotto rideva e lui sopra faceva il trotto del cavallo. In casa gioca con tv accesa non cartoni animati ma faccio ascoltare le musiche dello zecchino d'oro animate. Su alcuni pezzi come la povera lavandaia o se sei felice... lui fa le imitazioni nel senso se sei felice tu lo sai batti le mani lui le batte dimmi ciao lui fa ciao schiocca le dita le schiocca ecc ecc. A volte lo fa da solo o con me insieme a volte le ascolta soltanto..beve dal biberon il latte da solo, l'acqua o dalla borraccia o dal bicchiere da solo a pranzo e a cena devo stargli vicino altrimenti se il cucchiaio nn è riempito da uno di noi mangia con le mani. Devo dire che qua forse ho sbagliato io perché x sopperire quella mia assenza durante la pappa al seno al fratellino gli ho dato sempre da mangiare io.. sempre in casa si gioca a nascondersi io mi nascondo lo kiamo e mi viene a cercare anke a luce spenta. Se gli dico mamma pipì lui viene in bagno.. andiamo a lavare le manine??? Mi tende la mano per andare in bagno. Dai andiamo dalla maestra Giulia lui va verso i giubbini... quando ogni tanto guardiamo i cartoni sorride alle marachelle di masha... quando si esce e andiamo al parco gioca sui giochi e fa capire benissimo quando vuole spostarsi da uno all'altro. Se giocano a calcio grandi o piccoli lui fa di tt x sfilargli la palla . Adesso noto che se gli kiedo un bacio o un abbraccio sa distinguere bene la richiesta e te lo da.. anke a zii o persone che vede sporadicamente... a settembre abbiamo iniziato l'asilo inserimento nei tempi previsti però mi è venuto un colpo al cuore xké spesso la maestra mi dice che preferisce giocare con i lego ( e ci sta, anche a casa lo fa) ma tende a starsene solo, spesso nn lo vede attratto dalle attività che fanno e in giardino gioca ma sempre solo, come riferimento ovviamente in assenza nostra la maestra. Loro oltre a questo non mi hanno detto altro, anzi hanno voluto sapere anche il comportamento a casa Ma io sono preoccupata perché non riesco a capire questo suo comportamento al nido. Mi potete dare gentilmente un vs parere?? Devo far qualcosa??? Rivolgermi a qualcuno?? Grazie mille in anticipo davvero un bel sito.

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Amicizia- Rose e spine

Buon pomeriggio. Premetto che sono consapevole che, per un consulto approfondito, forum e chat sono strumenti superficiali, ma per una volta ho sentito il bisogno di scrivere per avere una visione più chiara di ciò che mi preoccupa al momento, ovvero la difficoltà a stringere o rinforzare un'amicizia. Finora ho un giro modesto: il contatto di qualche amica dall'università con cui ci si sente - a distanza - ma ancora; una amicissima "Storica" che vedo quasi ogni weekend (e lei, in più, ha una cricca tutta sua che, per motivi di distanza non riesco a raggiungere). Non è roba da tutti i giorni, ma c'è: grazie al cielo!! Da un po' di tempo a questa parte ho il desiderio di aumentare le mie amicizie, o quanto meno, creare un gruppo compatto su cui poter contare, anche per una semplice chiacchierata liberatoria, ma ci sono volte in cui questo desiderio cade nello scoraggiamento degli alti e bassi quotidiani. Faccio un'esempio. Non ho sempre modo di fare molte sortite, per come sono organizzata in questo momento, quindi cerco di vivere al meglio ogni occasione che capita! Di recente mi sono riavvicinata ad una vecchia conoscente che mi ha chiesto, in occasione del matrimonio, di realizzarle una grafica artistica per gli inviti: è stato un'esperienza molto divertente, se nonchè le sue amiche più care sembrano non volermi includere nel gruppo: sarà per come mi vesto? la mia capigliatura inusuale (riccia selvaggia :D )? O, addirittura, per quanto mi pare di capire, l'odore che emano (e a ogni buon modo- a chi, trovandosi costantemente sotto giudizio, non scapperebbe una goccia di sudore)? Il punto è: questa vecchia amica, una mentalità aperta, è intenzionata a coinvolgermi nelle sue uscite, anche se c'è da sorbirsi il gruppo delle "pettegole" che, in tutta sincerità, vorrei evitare. Ma ho fatto una valutazione obbiettiva: è vero che, quando si hanno scarse possibilità, non bisogna essere troppo schizzinosi e che, non sempre, le esperienze di socializzazione sono rose ma.... a volte spine. Cosa fare? Da una parte sono contenta, dall'altra vorrei evitare i momenti da occhiatacce, battute velate e i falsi sorrisi a cui... non saprei come rispondere :/ sinceramente Forse è il caso di vedere la difficoltà come un'opportunità? Potrei imparare a tirare fuori un lato più aggressivo per rispondere a tono... ma come? In casa, nell'ambiente conosciuto, è facile, ma con chi non conosci? Non nego che, se lasciassi fare allo sconforto, mi precluderei molte possibilità che in precedenza (per via del mio carattere comodo e forse timoroso), non ho potuto affrontare. Un saluto, da una fedelissima della Ss. Doccia e di sua maestà il Deorante

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Come si dovrebbe uscire da una tale situazione abbastanza critica?

Salve, mia cugina di 11 anni, sta vivendo da molti anni una situazione abbastanza critica. Innanzitutto, lei è molto timida, ma nonostante ciò cerca sempre di interagire con i suoi coetanei, ma la escludono su tutto. È davvero una bambina dolce e premurosa con tutti, anche con i suoi "nemici". Ma è da sempre stato così, ha un passato davvero difficile e traumatico, tutto questo l'ha portata a chiudersi a riccio, proprio perchè i bambini non volevano stare a contatto con lei, ha sofferto e continua a soffrire molto per questa cosa, ieri ha avuto una delle tante crisi di nervi perchè vorrebbe tanto un'amica sincera che non la faccia sentire sbagliata, per confidarsi, e fare tutto quello che fanno le bambine della sua età! Dato che ha chiuso un'amicizia con una bambina di colore, che la obbligava a fare tutto quello che diceva, e mia cugina obbediva per paura di perderla.... poi come se non bastasse ha subito bullismo ogni anni della sua vita. cosa possiamo fare? Abbiamo provato anche con una psicologa ma il problema resta sempre, piange ogni giorno e noi insieme a lei, è diventata una situazione insostenibile e voi siete la mia ultima speranza. Spero in una vostra risposta al più presto, Cordiali saluti.

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