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MALATA DEVE CURARE MALATO

Buonasera, ho un disperato bisogno di un consiglio per salvare il mio matrimonio. Io soffro da circa due anni di depressione, per vari trasferimenti non ho mai iniziato una analisi mirata, cosa che incomincerò appena mi stabilizzerò in un posto fisso dove vivere. La mia vita è una lotta continua con me stessa, cerco di dare un senso alle mie giornate creandomi dei paletti fissi come alzarsi, mangiare, andare a lavoro ecc... questo mi aiuta a non pensare perchè appena mi fermo i pensieri prendono il sopravvento e la voglia di farla finita è veramente tanta, l'unica cosa che mi spinge a non fare questo passo è l'amore smisurato che nutro per mio marito ed il dolore che la mia dipartita gli causerebbe. Lui fa un lavoro che lo porta ad affrontare in continuazione un pubblico ma il problema che si sta presentando sempre più insidioso è la sua ansia sociale, questa fobia lo spinge ad odiare il suo mestiere e azzera la sua stima. Lo vedo spegnersi ogni giorno di più, demotivato e senza progetti per il futuro. Non so se sia anche mia la colpa, non so come reagire, cerco di spronarlo e di dargli sostegno mentre io mi sento sempre andare un filino più giù ogni giorno, fingendo sorrisi e nascondendo litri di lacrime. Ho pensato anche di lasciarlo per dargli la possibilità di trovare una persona migliore di me che possa aiutarlo veramente. Io sono disposta a fare di tutto per lui, il problema è che non so come sia meglio agire nell'immediato visto che tra circa un mese e mezzo ha una prova estremamente importante d'affrontare e si è già dato per vinto. Vi chiedo aiuto.

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Perché non riesco a parlare con determinate persone ?

É da tempo ormai che mi capita di non riuscirà a parlare con determinate persone ma non ne ho mai dato molto peso fino ad adesso. La storia é un po' complessa ma cercheró di scriverla in modo più comprensibile possibile....All'inizio di quest'anno scolastico, dopo che ci avevano cambiato tutta la classe causa covid ero riuscita ad adattarmi abbastanza bene ,ero molto più felice degli anni scorsi dove mi sentivo un po' esclusa e non del tutto "presente" nelle relazioni con la classe. L'anno era quindi iniziato nel migliore dei modi!!(non mi ero mai sentita così bene) C'è stato un momento però in cui mi sono accorta di interessante a un mio compagno di classe ( eravamo già compagni da 3 anni ma avevamo iniziato a parlarci seriamente solo adesso...prima non so mi vergognavo molto a parlare con lui, forse perché mi interessava ma questa cosa mi era già passata da un po' quidi il nostro rapporto era del tutto normale. Parlavamo molto). Da quel momento non sono più riuscita a parlarci quando vedevo che entrava in classe cercavo un po' di evitarlo ma lui faceva di tutto per venirmi a parlare come una volta. Le cose sono peggiorate quando mi ha detto esplicitamente che gli piaccio. Adesso é da un paio di mesi che non ci parliamo più, che non riesco proprio neanche a guardarlo in faccia e quando vedo che si siede nelle vicinanze cerco di guardare da un altra parte e non girarmi verso quella direzione. Stessa cosa quando parla cerco di evitare lo sguardo e non rispondo mai. Da quella volta non ci siamo più parlati faccia a faccia solo noi 2 (per fortuna vorrei dire !!). Quindi vorrei sapere se qualcuno più esperto sa cosa mi sta succedendo perché ho questa specie di "blocco"? Mi sono un po' informata su internet e da quello che ho capito ho una specie di ansia sociale ( mi capita di distogliere lo sguardo e sentirmi tutti gli occhi addosso quando magari passo per strada da sola o devo arrivare da un gruppo di persone. Mi capita anche a scuola di non rispondere a determinate domande che so perché ho paura del giudizio dei compagni. Di dare una visione di me sbagliata) ma non so se sia corretta e in qualsiasi caso vorrei capire come eliminarla. Spero di essermi spiegata bene so che sono tanti concetti. Grazie in anticipo.

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Problematiche con i genitori

Slave Ho 25 anni e ho problemi con i miei genitori riguardante la mia passione/sogno. Ho iniziato a studiare conservazione marina in UK l’anno scorso, e quest’anno e l’ultimo anno (e un corso universitario di 2 anni). A me piace viaggiare e il mio sogno e poter diventare un fotografo professionista che lavora per riviste come National Geographic etc. etc. Ed e qui che arriva il problema, io sono dislessico (o molta creatività e sono molto attivo e mi piace sognare molto, come un bambino). Mia mamma sembra quasi che voglia mettermi i bastoni fra le ruote, mi dice che non ho ancora combinato niente nella vita a 25 anni e che ci sono ragazzi della mia età (figli di sue amiche) che invece lavorano e iniziano a mettere su famiglia (e contribuiscono in casa), ed invece io sono lì a credere in un sogno in realizzabili e sono mantenuto (quest’ultima non e proprio vera in quanto lavoro e mio padre mi aiuta solo con l’affitto della camera universitaria). Io un po’ non la biasimo da quando si è separata e mia nonna e morta si sente sola, e quindi ha paura che io la abbandoni iniziando a girare il mondo per lavoro e creandomi la mia vita lontano dal “nido di casa”. Dall’altra parte mio padre, crede leggermente di più in quello che voglio fare, ma il problema è che mi vede ancora come un bambino ed e come se voglia che io non faccia ciò che voglio per non farmi del male (si sa girare il mondo ha i suoi rischi) ma se non si prendono dei rischi non si arriverà mai a nulla. Anche perché sinceramente, lui ha sempre visto la mia dislessia come un handicap e penso che non abbia mai accettato il fatto di avere un figlio dislessico (anche per via di tutti i problemi che ho avuto nella mia esperienza scolastica, bullismo e problemi sociali fino ad una età di 15/16 anni). Io chiedo consiglio per come affrontare il fatto perché questa cosa mi blocca molto, mi crea delle paure in me che fermano la mia voglia di proseguire ciò che realmente voglio fare nella vita. Io so che loro mi vogliono bene, ma devono capire che io non sono più quel bambino che non era capace neanche di farsi degli amici o difendersi dai bulli. E che gli piace o no ma io devo prendere e andarmene dal “nido di casa”, mi scuso se lo chiamo così ma penso sia il giusto termine da usare in questa situazione.

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La mia vita sociale, mia madre e l'alcolismo

Vi spiego la situazione, ho 16 anni è mia madre non mi ha mai lasciato uscire.Non ho mai avuto amicizie vere, è sono totalmente recluso dal punto di vista sociale escludendo scuola.Negli ultimi tre anni mia madre ha avuto gravi problemi di alcolismo, poichè nel 2018 aveva perso il lavoro, l'anno in cui la cosa è esplosa è stato il periodo 2018-2019, e in seguito ha ritrovato lavoro, persino migliore.Negli anni seguenti fino ad 1 mese fa l'alcolismo si era limitato nei weekend, quando finalmente sono riuscito a mettermi in contatto con dei parenti e sono riusciti più e meno a risolvere la cosa, ma sono sempre costretto a tener un'occhio su mia madre non solo per responsabilità, ma anche perchè ho paura che riinizi.Io tra 4 mesi dovrò comprare una moto e inizierò ad avere diciamo una vita sociale pian piano dopo aver preso patentino e aver fatto esperienza, sono riuscito a farmi un pò di amici e volevo cercare di mantenere queste amicizie a lungo termine.La mia preoccupazione è, che pur se mia madre mi ha promesso che non toccherà più gli alcolici io ho paura che se io inizio a uscire con gli amici, lei riinizi a bere e che debba ripartire l'inferno, quindi mi trovo in una posizione difficile.Poi è arrivata sta sera, ho avuto una crisi depressiva a livelli inimmaginabili tanto che a momenti ho quasi tentato il suicidio, ero pronto a impasticcarmi 30 minuti fa. Io non ce la faccio più, sento di aver perso diversi anni della mia vita che avrei potuto sfruttare al difuori e vivere ed ho un dolore inimmaginabile per tutto, oltre a molti altri avvenimenti dolorosi che hanno toccato sia mia madre che me e molti parenti in periodi molto recenti.Vi chiedo un consiglio , vorrei essere più specifico nei fatti ma non so se sono in grado, la cosa è complicata e perdura da anni. Non so dove sbattere la testa e la cosa e fuori controllo, ho paura di avere un'altro episodio oltre alle cose dette in precedenza. Vi ringrazio in anticipo , so che magari io avendo 16 anni mi spiego in un modo non del tutto corretto. Grazie ancora.

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Sono circa 10 anni che soffro di Misofonia

Salve, Sono circa 10 anni che soffro del disturbo che si chiama Misofonia. Mi da molto fastidio il suono quando una persona mangia, ma non succede con tutti. Mi succede con i miei genitori e con alcune persone con cui convivo. Vorrei tanto non avere questa cosa. Perche provo molta rabbia, disgusto, ansia e divento impulsiva e mi viene voglia di spaccare qualcosa di insultare qualcuno. E anche di imitator quello che fanno queste persone .Mi da fastidio anche sentire le persone che ruttano o il rumore della forchetta sul piatto. Oltretutto anche vedere queste persone che fanno certi movimenti con la bocca mi da fastidio. Grazie mille

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Perché ho problemi a relazionarmi con le persone o semplicemente mantenere rapporti sociali?

Buongiorno, sono Ilaria e ho 20 anni. Da un anno a questa parte ho notato che non riesco più (neanche minimamente) a mantenere rapporti sociali attivi, ad esempio non cerco più le mie amiche, i miei amici o anche solo i conoscenti. Non conosco il motivo, in seguito a diversi eventi negativi nella mia vita (fondamentalmente molestie e relazioni amorose finite molto male) ho subito notato una perdita di forze, che si concretizzava con lo stare nel letto a non fare nulla per tutta la giornata, questo comprendeva anche lo scrivere alle persone/uscirci direttamente. Ho provato a spiegarlo ad alcune care amiche, che non mi hanno evidentemente compresa e mi stanno trattando molto male per questo, vorrei dare loro una motivazione concreta, non un semplice "è una cosa che non riesco a controllare", ma non so nemmeno io il perché di questo atteggiamento. A tutti sembra facile la soluzione: dovrei prendere e mettermi subito a scrivere ed uscire con chiunque per superare questa cosa, ma non ci riesco, è più forte di me, ogni volta che provo a farlo mi irrigidisco e va a finire che non lo faccio. Sto ancora più male e temo proprio che i miei atteggiamenti da fallita facciano stare male anche gli altri.

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Indifferenza verso tutto e tutti

Sono Giuseppe e ho 23 anni, da diversi anni non riesco più a provare, o almeno credo sia così, sentimenti profondi per le persone e per ciò che mi circonda. Cercherò di spiegarmi al meglio delle mie capacità. Da tempo mi sono accorto che mentre parlo con le persone, del più e del meno, che siano cose importanti o no, una volta finita la conversazione, non nutro più interesse per quello che mi è stato detto o che ho detto io stesso, come se non avesse avuto alcuna importanza. Insomma è come se parlassi tanto per dare aria alla bocca, solo per fare quattro chiacchiere e anche se l'argomento è di una certa importanza, non mi interessa. Sento che, anche se una persona venisse uccisa davanti a me non proverei nulla, a parte il desiderio di fare qualcosa a riguardo, provo a spiegarmi meglio con un esempio. Una volta stavo percorrendo una via della mia città e ho visto un uomo accasciato al suolo, credevo fosse morto ma subito mi sono accorto che era solo ubriaco, fatto o entrambe le cose. Comunque, prendo il telefono e chiamo il 118 pensando che forse aveva solo bisogno di una mano e, mentre ero al telefono si alza e inizia a inseguirmi, barcollando e muovendosi a zig zag. Una persona normale si sarebbe preoccupata, quanto meno per la sua vita, io invece ero preoccupato ma solo per gli altri, per i ragazzi che erano dall'altra parte del marciapiede, per la signora che spingeva il passeggino con dentro il figlio, per qualcuno in auto che avrebbe potuto investirlo e finire nei guai per un imbecille ubriaco. Insomma, non avevo il minimo interesse a tutelare e a proteggere me stesso, quanto a proteggere gli altri, per evitare che facesse del male a qualcuno o anche a se stesso. Il vero problema è che non mi importava veramente di loro, delle persone che potevano essere in pericolo, ma ero solo consapevole che quella situazione era un problema, tutto qui, un problema da risolvere, come un puzzle. Ora quasi tutte le situazioni che mi si presentano le vedo solo come dei problemi da risolvere. I miei amici hanno problemi tra di loro? Devo intervenire per evitare casini. Un ragazzo dice che il fratello senza esperienza sul campo gli assemblerà il pc? Gli faccio domande per capire che pc si farà e gli risolvo il problema. Si ok questo problema è molto piccolo ma vale comunque. In breve, sento di essere una persona assolutamente imparziale e capace di risolvere problemi di qualsiasi tipo, ma allo stesso tempo non provo empatia e non sono davvero interessato a ciò che mi circonda, persone, cose e situazioni. A volte parlo da solo immaginando situazioni più o meno complicate, problemi da risolvere e a come affrontarli. Onestamente non so come comportarmi, l'unica cosa che mi "deprime" è la noia che provo perchè non ho nulla da fare, o meglio, nessun problema da risolvere. Perciò chiedo il vostro aiuto, ormai la risposta che riesco a dare a domande del tipo: "come stai?", "com'è andata con quella ragazza?", "che si prova ad assemblare un pc per la prima volta?", insomma qualsiasi tipo di domanda, è "Non lo so". "Non lo so" è la risposta standard alle domande che mi vengono poste.

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Ho bisogno di andare via di casa

Salve, Potrei mettermi a raccontare tutto il mio percorso di vita, ma credo che non sarebbe indispensabile al fine di rispondere alla mia richiesta di aiuto. Una richiesta di aiuto vera e propria perché sto vivendo a casa con i miei genitori e mio fratello una situazione insostenibile dalla quale già ero fuggita anni fa, per tornare purtroppo in un momento di estrema necessità abitativa. Sono stata supportata per circa due anni da una fantastica psicoterapeuta grazie alla quale ho imparato tantissimo su me stessa, la mia famiglia, la gestione delle relazioni... Purtroppo oggi con un padre alcolizzato e aggressivo, un fratello con disturbi comportamentali e mia madre che neanche tiro in causa, l'unica cosa che sono certa mi salverebbe dal cadere in una profonda depressione sarebbe andarmene a vivere da sola. Non so se voi siate il canale giusto, ma sono abbastanza disperata perché non ho la possibilità economica per prendere neanche un misero affitto, gestisco un attività con enormi sacrifici e non c'è possibilità alcuna che la mia famiglia mi possa aiutare. La mia attività, che una volta era la mia ragione di vita, sta andando a rotoli, le relazioni sociali si stanno sbriciolando... Sto avendo di nuovo attacchi di panico lievi in auto, sintomi fisici dovuti all'ansia, quindi molto probabilmente ho bisogno di tornare dalla mia psicoterapeuta, ma mi distrugge ancora di più il fatto di sapere di avere bisogno principalmente solo della mia indipendenza per potermi vivere la mia vita, ma non so come farlo. Se qualcuno mi potesse dare un consiglio, indirizzare da qualche parte ve ne sarei immensamente grata.

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