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Situazione ingestibile tra mia madre e il mio compagno

Buongiorno. Da un po' di tempo soffro di ansia a causa di una situazione per me quasi insostenibile. Premetto che i miei genitori sono separati e mio padre versa una quota per me ogni mese che io da sempre ho voluto destinare a lei, perché senza lavoro e in difficoltà. È partito tutto da quando scoprii che mia madre prese dei soldi dal mio conto che avevano creato i miei genitori per me, parecchie volte e senza dirmi nulla. Quando sono venuta a saperlo l'ho riferito al mio ragazzo con cui vivo per potermi sfogare e cercare conforto, ma lui da lì ha interrotto i rapporti con mia madre dicendomi che non li avrebbe mai più voluti riallacciare perché molto deluso. Questa decisione sommata alla delusione che mi ha dato lei, mi ha fatto molto soffrire. Dopo un po' di tempo lui mi dice che i soldi di mio padre che sarebbero destinati a me, sarebbe meglio li prendessi io perché lei nel frattempo ha trovato un compagno e a noi farebbero comodo. Allora decido di andare da lei e dirle che avrei bisogno dei miei soldi, e che piuttosto lei potrebbe trovare aiuto dal reddito di cittadinanza, non lavorando nessuno dei due e avendo bisogno di soldi. Lei lo chiede, adesso è in attesa, ma io continuo a soffrire per la decisione del mio ragazzo nel non voler più avere a che fare con lei. Adesso ho scoperto che manca davvero poco alla fine della quota prevista verso di me e lui continua a dirmi che ci ha presi in giro tenendoli per sé per tutto questo tempo e cercando di stringere il più possibile fino alla data di scadenza. Dice che dovrei chiederle tutti i soldi che mi ha preso dal conto indietro, oppure chiederle che mi vengano dati i soldi che erano previsti per me in tutti questi mesi che glieli ho chiesti e non me li ha dati. Dice che dovrei guardare alla nostra famiglia. Io non so più come fare, lei non ha la possibilità di ridarmi indietro nulla, e anche se ha sbagliato non voglio farla stare male. Non capisco più chi ha ragione e chi no, non riesco più a vere le cose con obiettività. Spero davvero possiate darmi un consiglio. Grazie.

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Problematiche sociali

Salve a tutti. Mi sono appena iscritto al sito e volevo qualche consiglio per risolvere questa condizione che mi porto dietro ormai da anni. Ho quasi 21 anni, premetto che sono sempre stato un ragazzo timido, ma questa timidezza nel tempo è diventata una problematica molto seria che mi ha portato a sprofondare nella più completa solitudine. Alle medie ho sofferto di bullismo( non fisico ma verbale) a causa del mio peso, questo a lungo andare mi ha causato problemi nel relazionarmi o fidarmi degli altri. Al liceo, pur essendo riuscito a risolvere la mia condizione fisica, i danni psicologici che avevo subito me li sono comunque portati dietro. Anche al liceo avevo pochi amici e pochissime interazioni sociali. Una volta preso il diploma, per divergenze personali , ho litigato pure con quei pochi che avevo, rimanendo completamente solo( tranne con una persona con cui parlo ed esco ma che non sa nulla di me e dei miei problemi, con cui interagisco perché caratterialmente mi trovo a mio agio) .Il fatto di avere pochi amici al liceo, non costituiva per me un problema, poichè pensavo che una volta iniziata l’università avrei conosciuto persone nuove e magari mi sarei rifatto nuove conoscenze, ma ció non è stato. Mi sono chiuso sempre di più in me stesso, uscendo poche volte di casa. A lezione ero quasi sempre da solo e pur avendo conosciuto qualcuno , le relazioni non andavano oltre lo scambiarsi due chiacchiere durante le ore di lezione. A ció si accompagnava il mio malessere psichico. Il primo anno di università per me è stato un inferno, non nego che in più di un occasione ho pensato anche al suicidio. In casa ero costantemente lunatico, a volte trovavo fastidiosi anche i miei familiari per alcuni loro atteggiamenti o commenti che mi rivolgevano , anche insignificanti ( infatti ceno e pranzo da solo tutt’ora). Questa solitudine sociale si è riversata anche in campo sentimentale dato che non ho mai avuto relazioni, ció causato anche dalla mia bassissima autostima, e dal non sentirmi mai all’altezza degli altri. Ad oggi sento che questa condizione è peggiorata. Mi sento come se stessi vivendo una sorta di vuoto interiore, e sento il peso della monotonia delle giornate che vivo sempre allo stesso modo, da solo in camera. Mi sto autoconvincendo che questa solitudine probabilmente sia la cosa più adatta a me, anche se vorrei uscire da questa condizione. Ringrazio tutti quelli che leggeranno e vorranno darmi una risposta. Cordiali saluti.

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Non riesco più a convivere con me stessa

Buonasera a tutti, Da un po' di tempo ho un problema.. sento di non riuscire a sopportarmi più per via del mio carattere e del mio modo di reagire. Sono sempre stata particolarmente gelosa, da quasi due anni frequento un ragazzo con cui per la prima volta vorrei andare a convivere, voglio che duri con lui. Però ho questi scatti d'ira che mi vengono quando mi ingelosisco, e faccio molto presto a ingelosirmi.. una modella in tv, un film con una scena a luci rosse, una ragazza vestita troppo attillata che passa.. insomma qualsiasi cosa accende la scintilla. Sono stanca di stare male, mi dispero per cose che so che sono di poco conto ma faccio veramente fatica a evitare una reazione, più volte ci ho provato ma il risultato è chiudermi a riccio e lasciare che lui guardi.. Però facendo così non ci guadagno niente perché sto male lo stesso, la differenza è solo che gli lascio guardare.. lui sa quanto sono gelosa su queste cose e ci scherza su, molte volte mi stuzzica apposta, ma io prima di capire che sta scherzando mi arrabbio e alla fine si litiga lo stesso. La cosa peggiore è che me la prendo con le ragazze, con la società, con lui quando invece il problema sono io, e sono consapevole di questo e non ce la faccio più, rischio di mandare la relazione a pezzi, rischio di perdermi in me stessa e non uscirne più. Penso di avere un problema di autostima, solo che invece di cercare di apprezzare me stessa, disprezzo le altre ragazze, so di avere un comportamento stupido, più volte penso che sarei l'ultima persona al mondo con cui passerei il tempo.. vorrei solo smettere di stare male per queste cose, smetterla di giudicare gli altri, smetterla di criticare le persone, vorrei fregarmene se il mio ragazzo guarda accidentalmente altre e non avere subito pensieri negativi.. questa cosa mi fa davvero stare male. Ho provato a parlarne con lui, ma non ha portato a nulla se non al fatto che si è messo a parlare di se stesso. Non so con chi altro parlarne, spero mi possiate aiutare, grazie.

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Mio figlio viene allontanato

Salve, mi chiamo Elisa e sono la mamma di un bimbo di 3 anni. Mio figlio ha sempre giocato con due amichette vicine di casa, una coetanea e l'altra più grande di 2-3 anni. Da qualche mese al gruppetto si sono aggiunti altri bimbi dai 7 agli 8 anni con i quali mio figlio vorrebbe giocare a palla ma loro quando lo vedono anche solo uscire di casa esclamano: no c'è....e dicono il suo nome. Quando si avvicina alcuni cercano di allontanarlo anche in malo modo del tipo: vattene dobbiamo giocare perché non ti muovi. Io cerco di dire loro che si deve giocare tutti insieme di insegnargli il gioco anche se è più piccolo ma loro rispondono a me allo stesso modo. Mi dispiace perché alcuni di questi bambini giocano con il mio quando magari gli altri non ci sono e vedere il comportamento che hanno verso mio figlio quando sono nel "branco"mi fa ancora più male. Anche le bimbe con le quali ha sempre giocato hanno cambiato comportamento ed inoltre i genitori presenti non intervengono mai dicendo qualcosa di conseguenza questi bambini percepiscono secondo me quello che fanno come giusto. All'inizio il fatto era più circoscritto adesso lo stanno facendo anche altri bimbi. Cosa posso fare prima che Mio figlio risenta della situazione e prima che diventi un comportamento generalizzato? Grazie 1000

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Minore genitori separati

Buongiorno Volevo chiedere a voi come si dovrebbe comportare un papà di una ragazza di 13 anni ormai separato da ben 12 anni, quando si trova a dare punizioni alla figlia per il comportamento sbagliato e il pessimo andamento scolastico e, invece, la mamma con cui vive, ignora tutto questo è la protegge non facendola andare neanche dal padre il fine settimana a lui spettante Grazie

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Pseudo-Ordini

Buonasera gentili psicologi, volevo oggi porvi una questione la cui soluzione mi sarebbe molto utile: Ho un padre con la fissa di essere al controllo dei suoi figli, controllo che mantiene con metodi subdoli e spesso manipolatori, uno dei quali mi crea particolarmente problemi, perchè la sua efficacia prescinde dalla consapevolezza o meno che potrei avere del trattarsi di una manipolazione. Praticamente si tratta di questo: quando mio padre vede che sono in procinto di fare qualcosa, dalla cosa più importante alla semplice azione quotidiana, e la sto per fare di mia volontà, mi ordina subito di fare quella cosa. Per esempio, se sto palesemente per coricarmi la sera, passa dalla mia stanza e dice "Metti il pigiama e coricati". Questo sembra poco, ma è molto irritante perchè crea un conflitto, poiché se per sfuggire all'ordine facessi l'opposto mi autosaboterei, cioè non andrei a coricarmi, mentre in caso contrario sto trasformando una semplice azione in un occasione per "onorare" un'autorità così stringente, sentendomi costretto. Insomma è uno stratagemma fastidioso con cui viene "spenta" la propria percezione dell'anche più minima forma di autonomia come, nell'esempio, mettere il pigiama e andare a dormire. Voi che conoscerete sicuramente dei casi analoghi, sapreste dirmi come potrei difendermi?

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Non ce la faccio più

Buonasera, sono una ragazza di 22 anni e da tempo soffro di molti disturbi che credo siano legati all'ansia, negli ultimi anni sono peggiorati e mi ritrovo spesso in uno stato di confusione mentale in cui vedo la mia vita come un continuo fallimento che peggiorerà inevitabilmente col passare degli anni. I miei problemi riguardano principalmente le relazioni, all'età di 15 anni ho iniziato un percorso di psicoterapia (che non ho mai abbandonato), perché una serie di eventi mi avevano scatenato la fobia di arrossire in pubblico. Con gli anni ho superato questa fobia, tuttavia si sono manifestate altre problematiche. Quelle che mi creano più sofferenza e che mi fanno vivere una vita completamente passiva e al 10% delle mie capacità sono principalmente una fobia che porto dietro da quando ho memoria, ovvero il non riuscire ad espletare i miei bisogni se non quando sono completamente sola (ad eccezione della mia famiglia), questo mi porta ad evitare tutte quelle situazioni che mi portano a stare fuori casa per più di mezza giornata e l'inibizione emotiva/sessuale, ho avuto un solo ragazzo nella mia vita con cui non sono mai riuscita ad avere un rapporto sessuale completo per la forte vergogna. Ora cerco di evitare ogni ragazzo che mi chiede di uscire o che prova interesse nei miei confronti perché so che per un ragazzo sarei solo un peso. Questa è la cosa che mi fa soffrire di più perché sento il forte bisogno di dare e ricevere affetto, sono una persona che si interessa molto e credo di avere alcune potenzialità, adoro ogni forma d'arte e mi piace dipingere, tuttavia non posso condividere questi miei interessi con nessuno. Sono sempre stata una persona molto ansiosa e timida, il mio vero problema credo sia l'inibizione e la scarsissima autostima. La mia ansia si manifesta in situazioni sociali, ho 6/7 amici con cui esco spesso e mi diverto, tuttavia al di fuori della mia famiglia (sono figlia unica) non ho legami profondi ed intimi. Inconsciamente vedo tutti i miei amici e le persone che conosco più felici di me, con problematiche diverse dalle mie e non riesco ad esprimere tutto il mio disagio interiore con loro per paura di non essere compresa o essere derisa, è come se mi sentissi sempre sola anche tra tante persone. La psicoterapia mi aiuta ma non al 100%, questo credo sia dovuto al fatto che sono molto frenata anche con la psicologa e non riesco a spiegare a fondo tutto il mio disagio interiore, ne rimango solo in superficie spiegando le mie paure in modo vago e senza mostrare tutta la sofferenza che c'è dietro. Nonostante la fortissima ansia prima di interrogazioni ed esami sono riuscita ad intraprendere un percorso di studi che mi ha portato a laurearmi in infermieristica con il massimo dei voti, questa è una delle pochissime soddisfazioni della mia vita, tuttavia ora ho molta paura di lavorare perché non mi sento all'altezza di fare un lavoro con così tante responsabilità, ho paura di essere umiliata dai colleghi se si accorgono che non sono realmente competente o di fare gravi errori e arrecare lesioni o morte alle persone. Ho sofferto per un breve periodo di autolesionismo e spesso provo il forte desiderio di voler morire o sparire dalla faccia della terra perché vedo la mia esistenza inutile e ho paura di non riuscire mai a risolvere i miei problemi e di dover vivere una vita sempre ritirata. Voglio cambiare la mia vita, voglio migliorare ed arrivare ad essere perlomeno una persona normale, ma non so da dove iniziare. Ogni volta che tento di superare le mie paure e mi sforzo di non evitare le situazioni che mi provocano disagio sembra andare sempre peggio. Cosa posso fare? Grazie.

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Eritrofobia in una persona contemporaneamente estroversa

Ciao, buonasera spero qualcuno mi risponda vorrei avere qualche risposta, ho 23 anni soffro di eritrofobia ho una paura pazzesca di diventare rosso in situazioni di carattere sociale, al bar con amici e conoscenti, ad entrare in un locale e salutare, quando si è in gruppo e mi viene rivolta una domanda quindi l’attenzione su di me io sento subito la vampata, il problema che di questa cosa ne soffro da 3 anni perché prima non mi creava malumori.. non so come fare perché ho svolto anche lavori di gruppo con tanti colleghi e in attività commerciali e non ho avuto problemi sono una persona a cui piace parlare con la gente e rapportarsi però da 3 anni questa cosa non riesco più a limitarla, sembra quasi un controsenso essere eritrofobici ed essere anche estroverso. Premetto che ho anche una grande visione della mia immagine nel mio immaginario, anche un po’ narcisista, voglio essere sempre perfetto apparire il duro della situazione. Datemi una risposta non so cosa fare perché purtroppo nella società di oggi è vista “male” ed è così ancora più difficile da sconfiggere perché ci sarà sempre lo scemo di turno che dirà sei diventato rosso. Attendo una vostra risposta.

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