Domande e risposte

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Come ricevere supporto?

Salve a tutti. Sono una giovane di 23 anni che da un po' vorrebbe cercare un aiuto psicologico, ma non so come fare. Ho sempre sofferto d'ansia fin da quanto ricordi, ma negli ultimi tempi questa è andata peggiorando, e sospetto che a causa di alcuni eventi e il fatto che ho sempre avuto una cattiva opinione di me e dei miei hobby, possa soffrire anche di depressione. Molti dei miei amici, tra cui la mia fidanzata, supportano di questa cosa e ovviamente mi incitino a rivolgermi a qualcuno, ma non so da dove iniziare. La mia famiglia non ne sa niente, e ho il sospetto che non mi supporterebbero nonostante mia nonna sia stata diagnosticata con depressione severa in passato. Ho sempre l'impressione che non prendino sul serio i miei dilemmi, soprattutto quando ho provato a spiegare a mia madre che mi sento spesso ansiosa e ho mal di stomaco/nodo alla gola/mal di testa. Mi ha semplicemente risposto che "probabilmente mi sentivo così perché non avevo nient'altro di meglio da fare". Molte cose mi risultano difficili o mi preoccupano, tra il giudizio di certe persone su come mi comporto/cosa faccio, all'avere videochat con la mia fidanzata perché non voglio vedermi, mandare domande di lavoro, rispondere al telefono e così via. Anche il mio lavoro part-time attuale mi ha portato ad avere ansia praticamente quasi ogni giorno a causa della sua imprevedibilità e al fatto che dovrei chiamare clienti o averne a che fare con più di uno al giorno (sono una receptionist part-time). Avevo letto su internet che avrei potuto rivolgermi al mio medico curante, ma questi risiede molto lontano e non so se ce la faccio a viaggiare da sola a causa della mia ansia, e anche se volessi chiedere a mia madre di supporto e aiuto, potrebbe prenderla troppo alla leggera. E mi preoccupa anche il fatto di dover pagare nel caso dovessi avere degli appuntamenti, e non so se l'esenzione copra visite psicologiche/psichiatriche. Come dovrei fare affinché possa parlare con uno specialista e iniziare questo percorso per una vita migliore, e indagare affondo quali sono i miei problemi? Vi ringrazio per qualunque futura risposta che potrebbe aiutarmi.

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Come reagire di fronte ad una persona depressa ?

Buona sera,Da 7 mesi mi sono trasferita a Klaipeda, Lituania e da qualche mese frequento un ragazzo del posto, Andreas, perfetto in tutto e per tutto e che fino ad ora con me si comporta in modo eccezionale. C’è tuttavia un problema tra noi: questo ragazzo ha degli “amici” immaginari, coi quali parla quando è in una situazione di ansia o stress. La sua vita non è stata semplice, bisogna dirlo. Lui ha una storia di violenza domestica tra i suoi genitori alle spalle, suo padre si comporta come un despota ed è un alcolista ( qui è una cosa molto comune, purtroppo ), sua mamma ha un comportamento vittimista e passivo e - stando ai racconti di questo ragazzo - non ha mai fatto nulla per proteggere né lui e né la sorella che ora si è trasferita da questa città è vive lontano. Lui ha vissuto in una situazione di povertà estrema durante l’infanzia, nei suoi racconti emerge che non avevano neppure il bagno e che vivevano in quella che potremmo definire una дача ( non esiste un corrispettivo in italiano. E’ come una casa di legno, ove manca la toilette e l’acqua corrente). I coetanei durante l'infanzia gli hanno fatto pesare molto questa condizione della sua famiglia, anche perché suo padre era sempre ubriaco, ed il suo comportamento da ubriaco non era dei più gioviali. Lui mi ha raccontato di non essere stato abbastanza pulito ad esempio e che per lui fare sport poteva essere un problema. Poiché i mulini di Dio macinano lenti ma precisi, a 8 anni subì una violenza da un vicino che i suoi genitori come al solito ignorarono e liquidarono con un “non farlo sapere in giro”. A 22 anni parti per L’estero al fine di trovare un futuro migliore, ma bisogna ammettere che il mio ragazzo non sia esattamente furbo e non abbia la capacità di farsi pagare (è molto timido e non chiede mai nulla neppure quello che gli è dovuto) così all’estero ha avuto seri problemi economici fino a passare un paio di mesi vivendo per strada, per poi trovare altri lavori in altre nazioni estere. Di ritorno in Lituania, ci siamo conosciuti (lui era tornato qui da poco, io mi ero trasferita da poco ). Lui è veramente perfetto con me e fa per me delle cose che nessuno aveva fatto prima con un’attenzione ed una premura non comuni. Ma mi chiedo: chi sono queste “persone “ con cui parla ? (Bisogna notare che io non comprendo quello che dice quando parla tra sé, in quanto lui parla il lituano, ma io “sopravvivo “ qui parlando inglese e russo, lingue con le quali noi comunichiamo. Da quel poco che riesco a comprendere, lui spiega cose del passato soprattutto che lo hanno ferito o disturbato ) Ho chiesto delucidazioni a sua madre su questo, la quale definisce suo figlio “strano” ma che non si è mai scomodata a cercare uno psicologo o qualcuno che possa farsi avanti e risolvere il problema. Quanto a me, non riesco a decidermi a metterlo di fronte al fatto compiuto di farsi seguire, in quanto queste sono solo delle fasi e continuo a ripetermi che passeranno. In secondo luogo, è rischioso che lui parli con questi soggetti immaginari? Chi sono? Perché ci parla solo in momenti di stress? Che fare per persuaderlo a non parlare più tra sé in questo modo? E soprattutto: come aiutarlo a dimenticare il suo passato?Siccome ha per lo più viaggiato, per ora in Lituania vive dai suoi genitori ( per i quali ha rinnovato La casa che ora è dotata di tutti i comfort ), i quali però non potrebbero essere meno interessati a lui ed i quali sono un’ onta sotto tutti i punti di vista ( suo padre vive rintanato nella sua stanza con la sua bottiglia di Vodka , sua madre vive al lavoro o di fronte alla televisione , amici ce ne sono pochi in quanto ha viaggiato e prima non era esattamente il ragazzo con la famiglia alle spalle che si desidererebbe per i propri figli). Un esempio che spiega il funzionamento della sua famiglia - nella quale lui ora vive - e il seguente: domenica abbiamo avuto -6 C di temperatura, sua madre lo ha spedito 6 volte al supermercato (lui c e andato a piedi, qui avere un auto è un lusso ) prima perché ha dimenticato la smentana, poi il latte, poi il detersivo, poi non ha preso la marca giusta. Lui scherzava sul fatto che ha fatto sei giri al supermercato e lei lo ha guardato e ha detto “non c'è rimedio per uno stupido come te “. Ovviamente la cosa non intendeva essere simpatica, ma fa parte della litania che questa donna ripete continuamente contro suo figlio. Penso che sia doveroso spiegare il vittimismo totale della sua famiglia poiché tale passività è stata alla base di tutte le cose che gli sono successe nella vita. Sua madre fa visita ad un vicino che ha violentato suo figlio di 8 anni ancora oggi. E’ una cosa nauseabonda, ma che questa famiglia forse non comprende e che reputo che sia una delle cause di questi “amici “ immaginari . Vorrei trovare un modo di sistemare questa situazione in quanto questo ragazzo è una meraviglia e merita di essere sereno. Ringrazio in anticipo.

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Disturbo mentale o caratteriale?

Gentili psicologi, sono molto perplessa riguardo alla relazione con un’amica. Si tratta di una persona onesta e generosa che, però non esiterei a definire disturbata. Infatti parla continuamente e spesso a sproposito, non ascolta e non lascia parlare, è costantemente agitata e su di giri. Con lei non è possibile intavolare un dialogo, perché occupa sempre e comunque tutta la scena ed è fortemente istrionica. Ciò mi procura un forte stato d’ansia, tanto da evitare anche di risponderle al telefono. La mia perplessità, però, nasce dal fatto che, mentre per me e per altre persone la sua presenza è insopportabile, pur volendole bene e riconoscendo le sue doti umane, ad altri risulta simpatica e non fa quell’effetto invasivo che ad alcune di noi procura uno stato di intolleranza assoluto. Da cosa può dipendere questa differenza? Come mai una persona può essere percepita tanto diversamente? A volte penso che le persone molto calme riescono a reggerla mentre quelle più ansiose no. Può essere una spiegazione? Grazie

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Difficoltà ad esporre il pensiero e balbettare

Buongiorno Sono una ragazza di 36 anni, che ho subito tanti traumi nella vita, ho dovuto combattere l’inferno della vita, ultimamente posso dire di aver superato queste difficoltà e posso dire che nonostante tutto bisogna sempre combattere, sono un po’ più serena.
Solo che mi sta capitando che se parlo con qualcuno non riesco ad esporre liberamente il pensiero che formulo nella mente, si blocca il cervello e devo guardare per terrà o in aria e cercare di trovare una parola giusta in poche parole e come sé dimenticassi la grammatica italiana anzi la lingua italiana e se a volte riesco ad esporre il pensiero lo faccio balbettando. Cosa mi sta succedendo?
Può essere ansia, stress o qualche malattia e dovrei provvedere ad accettami? Vi ringrazio anticipatamente per la risposta.

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Delucidazioni sul disturbo bipolare o altri disturbi

Salve, dottori, cercherò di essere più chiara e sintetica possibile: da un po’ di tempo a questa parte mi sono accorta che il mio umore non è più lo stesso, che c’è qualcosa che non va, senza riuscire bene a capire cosa, così mi sono messa a cercare su internet, in diverse chiavi (dal descrivere i “sintomi”, a leggermi pagine e pagine sui vari disturbi per capire quale si avvicinava di più alla mia situazione percepita), tutto ciò mi ha portato, più volte, a risultati riguardanti il disturbo bipolare.
Molte pagine in cui mi sono imbattuta trovano, nei miei “sintomi”, un campanello dall’arme per questo disturbo più che per il disturbo in sé. Ho trovato svariati test, testimonianze e descrizioni di questo disturbo, ma non so quanto siano affidabili, così, per la prima volta, ho deciso di farmi avanti e, semplicemente, chiedere. Ecco, senza giri di parole, ciò che sento: ho passato circa due mesi/un mese e mezzo a sentirmi bellissima, simpaticissima, volevo stare al centro dell’attenzione e la mia autostima è salita alle stelle, parlavo con tutti, di tutto, parlavo velocissimo, ma non mi sentivo altrettanto abile nell’ascoltare: se i discorsi degli altri duravano più di una frase, allora mi distraevo; abbracciavo tutti, ho stretto tantissime amicizie, ero quasi ogni sera alticcia (senza bere molto, però, semplicemente mi basta poco per ubriacarmi), la mia testa era piena di pensieri apparentemente sconnessi fra loro, certi pensieri passavano nella mia mente in mezzo ad altri, veloci come stelle cadenti sia nell’apparire che nello sparire, ero piena di idee, ho cominciato mille progetti (senza mai, peraltro, concluderne uno) e mi sentivo pronta a spaccare il mondo. Vi sono stati anche episodi in cui mi abbracciavo e facevo delle avances scherzose a ragazze che in realtà non sopporto. E non era la semplicemente “fare la bella faccia”, sentivo solo che in quel momento dovevo fare in quel modo, d’impulso. Contemporaneamente a questo, spesso ero irritabile, tanto che la mia relazione in quei mesi è stata messa a dura prova, ho urlato cose orribili al mio compagno, una volta gli ho perfino tirato uno schiaffo e, mentre lo facevo, sentivo di non essere lucida, di non essere me (e non ero sotto effetto di alcool o altro), mi irritavo per niente, rispondevo spesso male (convinta di essere nel giusto) ed avevo delle vere e proprie paranoie su dove fosse il mio compagno, sicura che mi stesse tradendo o minacciasse di farlo.
Ma, a tutto ciò non ho dato peso, perché non ci sono stati momenti in cui sono stata un pericolo per me stessa o gli altri; mi vestivo provocante, ma sempre nei limiti della decenza ed educazione. Eppure tutte le persone che mi conoscevano bene hanno pensato che fossi una persona diversa, perché in genere sono timida, mi vesto elegante (non provocante) e sono quella che ascolta, non quella che si mette al centro dell’attenzione. A seguito di questo c’è stato un periodo di tranquillità, ero tornata me stessa, in tutto. I pensieri sono tornati calmi, sono tornata pacata e timida. Ho pensato che tutta quella autostima, tutta quella voglia di fare tutto e tutto insieme, fosse solo un periodo in cui mi sentivo particolarmente fortunata e che i problemi di irritabilità (soprattutto col mio uomo) fossero solo a causa di una crisi passeggera. Ora, da un po’ di tempo (non so di preciso quanto) mi sento svogliata, mangio ogni volta che posso e sento spesso il bisogno di mangiare cioccolata, dormo tantissimo e mi sento comunque stanca, non ho voglia di fare niente, né tantomeno di prendere iniziative. Se prima mi vedevo spesso con la mia migliore amica, ora non la vedo da un mese e la sento raramente. Ancora peggio per le mie amicizie generali, molte persone si sono allontanate, a causa della mia incuria nei loro confronti, senza che io me ne rendessi conto. Mi vesto spesso trasandata e non esco. L’unico con cui ho ancora rapporti è il mio ragazzo, con cui mi vedo regolarmente e mi trovo bene, perché a lui va bene stare in casa a guardare la tv o a fare altro mentre io non faccio (letteralmente) niente. Non ho rilevato aumento di peso, per quanto mangio tantissimo. Non ho pensieri suicidi, nemmeno per un secondo. Il picco di questo periodo (per ora) è stato la settimana scorsa, quando mi sono sentita vuota, senza uno scopo, ho passato ore sul divano a non fare niente. Non ho parole per descrivere come mi sono sentita. È da quel momento che ho cominciato a fare ricerche, prendere appunti e segnare come mi sentivo. Il sonno è la cosa che più è cambiata: a volte dormo tantissimo, altre mi sveglio tante volte durante la notte e altre ancora non riesco ad addormentarmi anche se ho sonno (per dire, sono le 3.20 del mattino mentre vi scrivo). Per ora mi sono confidata solo con la mia migliore amica, col mio compagno preferisco aspettare per capire se sono solo paranoica o davvero qualcosa non va. Detto tutto ciò, premettendo che non sono per niente una persona ipocondriaca, mi chiedevo: potrei essere affetta da un disturbo bipolare, anche se non ci sono stati eventi in cui sono stata un pericolo per me stessa o altri? Sono solo “campanelli d’allarme” di un disturbo bipolare che sta nascendo? O potrei essere affetta da altri disturbi? O, ancora, va tutto bene e mi preoccupo troppo? Nel caso avessi bisogno di supporto psicologico o psichiatrico, ci sono dei modi per ottenere questo supporto gratuitamente o pagando un ticket? Io sono disoccupata e i miei genitori stanno avendo dei problemi economici ultimamente. Vi ringrazio per l’attenzione e mi scuso se vi ho tediato con questo poema (soprattutto se, poi, sono solo paure irrazionali). Spero in una vostra risposta, perché ne ho veramente bisogno. Cordiali saluti, Eleonora.

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Depressione

Gentili dottori, già un paio di volte ho scritto su siti simili, senza avere risposta.
Da molti anni soffro di sbalzi di umore e periodi di depressione, con frequenti pensieri di suicidio. Sono un'insegnante delle superiori, ho 37 anni, due bambini, un marito paziente, ma carente nella collaborazione pratica.
Mi sento spesso schiacciata dal lavoro, dalle responsabilità. Ho scarsa autostima, quando sono depressa tutto di me sembra marcio e fasullo. In quei momenti mi sento una madre indegna, mi domando come mi abbiano permesso di laurearmi in fisica, il mio corpo mi sembra orrendo. In più sembra che io stia andando precocemente in menopausa.
Il medico di base mi aveva prescritto uno stabilizzatore dell'umore, che non ho mai preso per paura di alcuni effetti collaterali. Saltuariamente prendo dello xanax rp, che contiene i momenti di eccitazione negativa al bisogna, ma che il giorno dopo mi lascia depressa o ipereccitata. Ne ho parlato con mio marito, medico di base, pediatra curante.
Mi resta il cim, forse un giorno potrei non superare quel senso di disperazione e farlo davvero. Mi sento falsa, nascondere il dolore, la paura, la disistima, la vergogna è orribile. A volte penso che i miei figli starebbero meglio senza di me, progetto come sparire.
Vi prego di darmi un consiglio.
Grazie

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Da un bel pò di tempo soffro di una serie di problemi relazionali sempre più gravi

Buongiorno a tutti. Sono una ragazza di 22 anni che da un bel pò di tempo (alcuni anni) soffre di una serie di problemi relazionali sempre più gravi. All'inizio erano una serie di sintomi deboli di cui non me ne accorgevo perchè appunto troppo lievi, però con il passare del tempo sono peggiorati. Tutte le persone che mi stavano attorno, specie quelle più care, si sono sempre più allontanate da me spaventate dal mio comportamento. La mia famiglia, gli amici di un ragazzo con cui stavo, gli amici del mio ultimo ragazzo, la famiglia di lui e lui, davanti a quello che mi succedeva mi reputano pazza. Descrivo ora la serie di sintomi che caratterizzano la mia persona: sono molto irascibile e violenta, offendo pesantemente gli altri, ho spesso pensieri di suicidio che mi portano a pensare cosa farebbero la mia famiglia ed il mio ragazzo davanti alla mia morte, sono sempre ansiosa ed eccitata non in senso sessuale, ho spesso tic nervosi, sono ossessivamente perfettina su tutto, ho continui pensieri autodistruttivi ed ossessivi, mi autosvaluto perchè non sono la migliore, mi creo troppi problemi nonostante la mia giovane età, ho spesso pensieri negativi, sono ossessionata da quello che pensano gli altri su di me, rancore, rabbia che certe volte sembra furia assassina, voglia di mettere le mani addosso a qualcuno, un nodo al cuore per via della troppa ansia, spesso sono depressa e mi sento completamente sola nonostante sia circondata di persone, ma soprattutto se non ricevevo continue cure ed attenzioni da parte del mio ex, dai suoi amici o dalla mia famiglia comincio a impazzire, a fare scenate esagerate, a litigare furiosamente, combinare gesti che lasciano attoniti lui ed i suoi amici. Tutti concordano che sono pazza, ed è brutto sentirsi giudicare così quando nessuno prova a chiedersi cosa sta veramente succedendo. Io sento che sta succedendo qualcosa e che non sono io a crearlo, ho provato più volte a far capire sia ai miei genitori che al mio ex che ero e sono tutt'ora dentro ad un buco nero da cui non riesco ad uscire. Il tutto è peggiorato dopo che da Verona ho deciso di trasferirmi a Roma per poter stare vicino al mio ex che tanto amo ancora. Ho cambiato città, vita, lasciato la mia famiglia, cambiato lavoro 6 mesi fa per poter vivere con lui. In quei 6 mesi di convivenza le cose sono peggiorate, lui ha sopportato troppe mie gesta strane e distruttive, ha tentato in tutti i modi di starmi accanto ed aiutarmi, mentre in tutta risposta ero sempre più violenta e lo schermivo sempre. Lui si è sempre più allontanato da me come i suoi amici, pensando che fossi stronza e lo facessi apposta. Mi diceva di cambiare atteggiamento sennò avrei perso lui, ci ho provato ma non ci riuscivo, impazzivo alla minima cazzata, abbiamo passato notti a litigare, per poi lui spiegarmi bene cosa stavo sbagliando e standomi accanto, nella speranza che io capissi e riuscissi a cambiare. Mai successo. Attualmente sono arrivata in un punto dove sono stata lasciata da lui che, nonostante mi ama tantissimo ma che a causa dei miei modi di fare e dei miei comportamenti, non è più riuscito a sopportarmi ed è finita. Ha voluto lasciarmi e vuole che non ci contattiamo per un pò di tempo, nella speranza che questo evento mi segni talmente tanto da aiutarmi a cambiare una volta per tutte prima che sia troppo tardi, sennò rischio di rimanere completamente sola ed essere allontanata da tutti. Ho troppa paura di averlo perso per sempre, sto soffrendo come un cane perchè vorrei ritornare assieme a lui. Lui mi ha detto che se mi fossi comportata gli ultimi 2gg prima dell'ulteriore trasferimento come per tutto il tempo, non mi avrebbe lasciato. Questi miei atteggiamenti lo hanno portato a non amare più la mia persona, mentre prima quando non c'erano o erano lievi mi amava tantissimo. Vorrei tantissimo poter un giorno cambiare e tornare assieme a lui, ma ho troppa paura che sia ormai talmente stufo di sta storia che ricominciare con me dopo le troppe ferite commesse, non sia possibile. Ora ho cambiato appartamento e vivo con dei colleghi di lavoro, ma per la prima volta mi ritrovo in una grande città sola, dove se prima avevo bisogno di sostegno, ci stavano lui e la sua famiglia, ora le uniche persone che mi possono dar sostegno sono a 550km di distanza, ovvero la mia famiglia. Il fatto di vivere con gente estranea mi aiuterà a calmarmi e a limare certi miei atteggiamenti, ma so anche che c'è qualcosa di ben più grave che non riuscirò a guarire completamente se non con uno esperto. L'ossessione di capire cosa ho, cosa mi tormenta e cosa ho dentro me mi sta martellando il cervello da troppo tempo. Comunque non so quanto più aiutare, nella mia sono vissuta all'interno di una famiglia dove il padre non ha dato mai affetto nonostante io continuassi a cercarlo e dove speravo di essere stimata da lui, mia madre e mio padre usavano piccole fruste o alzavano le mani su di me e mia sorella da quando eravamo piccole, quando disobbedivamo. Ci sono stati certi momenti dove durante le cazzate, se dicevi qualcosa che non andava, disobbedivi anche alle piccole cose o discutevi con lui, perdeva la testa ed alzava le mani, le ha alzate con mia madre, con mia sorella e soprattutto con me (ricordo bene un episodio dove avevo 9 anni e lui dalla rabbia mi ha preso con una mano per il collo e mi ha alzato da terra, oppure dove ci lanciava bicchieri). Ha usato pesanti parole con me, mia madre e mia sorella, alcune peggio di altre che mi son rimaste dentro, inoltre le cose peggioravano sempre più perchè ho un carattere uguale al suo. Ricercavo sostegno e stima da lui ma non arrivava. Mia madre dall'altra parte era sempre presente ad aiutarmi, soffrendo tanto per come lui la trattava. Mentre durante le medie, sono rimasta da sola e senza amici perchè non mi vestivo o non socializzavo con gli altri, per cui venivo spesso presa in giro, maltrattata, offesa ed isolata dagli altri appositamente. Sono sempre stata riservata e solitaria, questo si sta aggravando sempre più, tant'è che ho paura pure di interagire con gli altri. Vi prego aiutatemi, sono disperata. Pure ora mentre scrivo mi sento ansiosa e non tranquilla. Vorrei poi poter trovare un modo di ricominciare con il mio ex da 0, perchè lo amo troppo.

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Mia madre ha 66, anni non ammette di esser malata

Gentili, scrivo per un problema che riguarda mia madre. Da sempre è una persona difficile, mai rilassata, mai felice, talvolta violenta. Ho sempre attribuito questo suo stato di depressione/abbruttimento interiore a problemi matrimoniali e all'alcolismo. Poi ha cominciato a manifestare fasi di “normalità“ e fasi di estremo nervosismo, insofferenza verso tutto, violenza, stress alle stelle, ansia ecc. Per via di violenze psicologiche e fisiche ho dovuto rivolgermi a dei professionisti, ma la difficoltà (per riassumere il tutto) sta nel fatto che “se la signora non vuol farsi aiutare/curare noi non possiamo fare nulla“. Una di queste professioniste, l'unica che in realtà sembrava svolgere il proprio lavoro con competenze e professionalità, sentita tutta la storia nei particolari mi disse che il problema secondo lei non era l'alcol, ma piuttosto il mix di ansia alle stelle e depressione in cui mia mamma vive da quasi tutta la vita. Ora mia madre ha 66 anni, non ammette di esser malata (siamo noi familiari i cattivi, ovvero io, la figlia, dato che mio padre non è interessato ad agire - preferisce subire e basta - e mio fratello è diversamente abile e non autosufficiente, cosa che mi tiene legata all'inferno che mi fa vivere mia madre, sennò non starei a subire violenze psicologiche e fisiche), il dottore di famiglia dopo anni di preghiere per un aiuto mi ha indicato uno psichiatra riconoscendo il forte stato di ansia e la pericolosità degli episodi di violenza da parte di mia madre, ma lei non accetta di vedere uno psichiatra. La mia domanda è: farla seguire da uno psicologo è comunque un'idea valida (seppur non la soluzione ideale, questo lo capisco)? almeno per darle uno spazio per sfogarsi e confrontarsi con qualcuno di esterno dalla famiglia (mia madre non ha amici e da anni ha tagliato i ponti con i famigliari, non accettando che nemmeno mio padre ed io avessimo rapporti con il resto dei parenti)? Lo dico perché spero che un supporto psicologico possa almeno fungere da spalla/sostegno nel farla sfogare all'esterno, o per darle degli input per condurre una vita più sana e normale - se non altro per evitare che sfoghi le sue frustrazioni e violenze su mio fratello disabile. Scusate se mi sono dilungata ma gli elementi del quadro erano molti. Grazie in anticipo per la vostra professionalità e la cortesia di chi risponderà. Maria

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