Domande e risposte

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Solitudine e autostima

Buongiorno dottori. Ho una domanda forse un po' troppo generale ma che ritengo importante: come si possono prevenire disturbi quali la depressione, problemi di autostima, isolamento e ansia? Esiste una super ricetta del benessere psicologico? Chiedo ciò perché purtroppo ho a che fare con tutti questi problemi e a volte mi chiedo se non sia il risultato di un mio modo di vivere le cose e di organizzare le mie giornate (oltre ai miei pensieri). Grazie mille per la vostra disponibilità!

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Come posso trovare il coraggio di chiedere aiuto?

Salve, avevo già postato una mia domanda su questo forum raccontando il mio stato mentale e mi era stato consigliato di consultare sia uno psichiatra che un qualche psicoterapeuta per una eventuale percorso psicologico. Purtroppo non riesco a gestire la situazione, non so se sono io il problema. Fino a novembre dell'anno scorso sembra andare tutto bene: avevo un ragazzo e una migliore amica, però mi sentivo ingabbiata da queste due relazioni, e già stavo di mio molto male psicologicamente e non venivo capita. Ho lasciato il mio ragazzo e la mia amica, da cinque mesi mi ritrovo sola. La mia vita si svolge in maniera abbastanza monotona, cerco di svolgere alcune attività al di fuori delle videolezioni online (frequento ancora il quarto superiore), leggo, pratico attività fisica, ogni tanto mi dedico al disegno, ecc. In poche parole mi tengo impegnata ma ciò non mi aiuta affatto. Le uniche uscite che faccio sono solo quelle mensili per andare dal dentista, dopodiché per il resto del tempo sono a casa. Non ho voglia di uscire fuori casa, non ne trovo il minimo senso, sono sempre stata abituata a questo. Non riesco a trovare più il senso delle cose, non riesco a sentirmi una persona capace di provare emozioni. Non mi riconosco più e ho paura di essermi trasformata in un mostro. Ormai la mia testa continua a pensare che l'unica soluzione a tutto ciò possa essere il mettere fine alla mia vita. Ritornando alla domanda principale, vorrei darmi un'opportunità, vorrei davvero tentare di trovare delle risposte ma non riesco a trovare il coraggio di chiedere un qualche tipo di aiuto. Non so a quale professionista rivolgermi. Dovrei parlarne prima con mia madre? (sono maggiorenne) ho paura che lei non possa comprendermi. Vorrei dei consigli su come potrei agire, su cosa devo fare, su come posso trovare il coraggio di uscirne. Grazie per chi avrà letto e avrà la pazienza di rispondere.

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Come capire se sto impazzendo?

Buongiorno, mi chiamo Daniele e ho 19 anni. Questi ultimi periodi si sono dimostrati durissimi per me e mi sembra di essere sull'orlo di una psicosi. Tutto è iniziato a fine gennaio: in un periodo di forte stress e ansia per via della sessione di studio, una sera, cercando di coricarmi, ho cominciato a pensare a temi angoscianti quali la morte, il tempo che abbiamo a disposizione, il senso delle cose. Da quel momento, ogni giorno, dopo aver sperimentato per molto tempo un senso di Vanità del tutto, ho cominciato a rimuginare sulla vita, chiedendomi perché avessi tanta ansia e cercando di arrivare col pensiero a risolvere le mie problematiche esistenziali. Il fatto è che nelle ultime settimane mi sento estremamente dissociato dalla realtà intorno a me e da me stesso. Mi sembra strano tutto: la vita, l'essere cosciente, esistere. So che questi sono alcuni dei sintomi della derealizzazione o depersonalizzazione, disturbo che credo di avere. Nonostante questo, nonostante riconosca che la percezione di stranezza circa la realtà sia per l'appunto un mio sentire e non appartenga alla realtà stessa, negli ultimi giorni ho cominciato a temere di potermi convincere del fatto che la realtà sia in qualche modo una simulazione o una mia proiezione. Riconosco l'assurdità di queste affermazioni e proprio per questo non credo sia così, ma ho il terrore, dato il senso di fortissima irrealtà e stranezza che provo nei confronti di ciò che mi circonda, che me ne possa convincere. Sto passando i giorni a leggere i sintomi delle diverse patologie mentali, dei vari disturbi. Mi sembra di capire essere sul punto di avere una psicosi, tanto è intenso il distacco con la realtà. Ho paura di convincermi del fatto di non esistere visto che a volte ne ho l'inquietante sensazione. Ho un incontro con lo psicoterapeuta tra qualche giorno, non faccio che pensare a quello. Che cosa posso fare nel frattempo, visto che mi sembra di poter perdere la ragione da un momento all'altro? Grazie per l'attenzione D

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Non so più come mi sento e non so come agire di fronte a questa situazione

Salve, sono una ragazza di 18 anni e penso di vivere in uno stato di disagio psicologico fin dall'infanzia che con gli anni è andato solo a peggiorare. Non riesco a stare qui a raccontare tutta la mia vita perchè quando ci ripenso non riesco a mettere i ricordi in ordine, ho solamente dei brevi flashback che ogni tanto, anche nei momenti meno opportuni, ritornano in mente. Posso sintetizzare dicendo che ho vissuto male sia la situazione in famiglia che quella scolastica a causa di maltrattamenti psicologici e talvolta fisici. Cerco il più possibile di allontanarmi da questi ricordi perchè ormai i miei genitori sono separati e i maltrattamenti sono finiti e con la scuola va meglio però non riesco a stare affatto bene. Ho sviluppato durante gli anni un rapporto malsano con il cibo e con il mio corpo, con periodi di grande sofferenza e di calma (ad esempio quest'anno ho avuto periodi di grande abbuffate con periodi di 'calma' della durata di 1-2 settimane di dieta restrittiva, con eccessivo uso di lassativi nel periodo di gennaio). Ore le cose sembrano proseguire bene questo mese, dopo aver preso 8kg (da 50 sono passata a 58) ho ripreso a dimagrire senza problemi. Ho avuto solo un'abbuffata questo mese e l'ho saputa gestire senza troppi problemi. Quando sono in quei periodi purtroppo mi ritiro completamente dalla realtà e quando non lo sono riesco a gestire un po' la cosa ma con difficoltà. Oltre questo non riesco a fare molta chiarezza sul mio stato di salute mentale, mi sembra di essere una persona differente ogni giorno, ho frequenti sbalzi d'umore, posso passare dalla depressione all'euforia senza chissà quale motivo. Oppure ho momenti di grande ansia, di depressione, di perdita totale di motivazione, di paranoie, pensieri ossessivi, di fantasticare eccessivo, di pensieri suicidi, paura di rimanere sola, scarsa memoria, e scarsissima concentrazione. Tutti ciò non avviene simultaneamente ma ogni sintomo si alterna con un altro. E poi c'è il peggiore: il vuoto interiore. Che ho notato avvertire soprattutto quando ho l'impressione di sentirmi abbandonata dagli altri e dal mondo. Riguardo alla scarsa concentrazione e al fantasticare ce li ho avuti in maniera 'aggressiva' soprattutto nell'infanzia (con il tempo si sono alleggeriti ma di poco) causando problemi a scuola. Non riuscendo a mantenere l'attenzione nel vero senso della parola. Non so seguire un discorso per interno e fare una lettura senza distrarmi. Non perchè non capisca ma perchè la mia mente pensa troppo e divaga sconnettendosi dalla realtà. La scorsa settimana ho compiuto 18 anni, ho avuto una bella festa a sorpresa. E anche se è stata piccola (va beh, si sa che per il covid) tutti mi hanno pensato, anche chi non me l'aspettavo (zii, cugini, ecc.), convinta per com'ero che nessuno l'avrebbe fatto. Nonostante tutto non riesco ad essere contenta di questo. Mio padre mi ha deluso per l'ennesima volta e non mi aspettavo una reazione del genere da parte mia .Mi ha mandato un semplice messaggino di auguri addirittura il giorno prima del io compleanno. Nessuna chiamata e nessun regalo. Come fossi una sconosciuta. Ho la paura costante di essere o diventare come lui. Che non bisogna fare 2+2 per capire che egli è un soggetto mentalmente instabile. Ultimamente poi, da qualche mese, ho conosciuto un ragazzo. A malapena lui sa il mio nome ma sono quasi ossessionata da lui. Vorrei sapere tutto riguardo a lui, vorrei tantissimo averci a che fare (non sono innamorata) solo per capire com'è fatto. Un po' lo idealizzo eccessivamente. Il problema è che non riesco a farmi avanti per la mia paura di essere rifiutata. Se lui mi lasciasse sola mi sentirei abbandonata e vuota. Una persona senza senso. Ogni volta penso che qualsiasi interazione con lui possa causare questo abbandono. E questo dopo aver vissuto una relazione di qualche mese l'anno scorso dove avevo creduto di aver trovato il ragazzo della mia vita. L'ho tenuto stretto a me per qualche settimana, con la paura di perderlo e poi all'improvviso da un forte amore (che non era così, e l'ho capito dopo) sono passata ad un intenso odio e sensazione di disgusto nei suoi confronti. L'ho lasciato però senza ferirlo o cose del genere. Mi sono solo comportata in maniera un po' fredda. Non ho più amicizie e non voglio avvicinarmi a nessuno. Non sento di poter far parte di questo mondo. Alla fine, mentre scrivo questo, a malapena mi riconosco. E come se fossi distaccata da me stessa. Mi capita spesso che mi venga in mente domande come: ''ma veramente ho avuto questi periodi disastrosi?; veramente ho provato questa cosa?; ho fatto davvero questo, io?!!''. Semplicemente, non mi riconosco, non mi sento io. Penso allo scorso mese in cui ho passato giornate intere a mangiare e mangiare, a stare a letto senza voglia di fare niente, e non mi sembra di averlo veramente vissuto, come se non mi appartenesse, come se la mia vita fosse fatta a pezzi e quegli episodi sono solo pezzi appartenenti ad un'altra me che si sono intromessi tra i miei. Fuori forse sembro una persona normale agli altri perchè nessuno mi dice niente. A parte mia mamma che in un momento di ira mi ha dato della 'pazza'. Al di fuori di questi momenti di rabbia intensa fuori sono calma, ma dentro c'è un caos che mi impedisce di stare collegata alla realtà. Non so più cosa fare. Scrivo qui per cercare una qualche risposta, vorrei avere un parere sincero sulla mia situazione. Vorrei sapere anche come dovrei agire per ritrovare almeno un po' di serenità mentale. Devo contattare un professionista? Chi? Grazie mille a chi avrà avuto la grande pazienza di leggermi e di rispondere.

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In che modo mi stanno cambiando i “miei” disturbi e/o le mie cure?

Salve! Premetto che non so se riuscirò a spiegarmi in maniera esaustiva ma ci provo. Sono anni (7-8 circa) che soffro di vari disturbi, e dico vari perché ho avuto più diagnosi. Anoressia, bulimia, disturbo borderline, depressione maggiore, forti stati di ansia... Sono in cura da circa 5 anni, psicologo e psichiatra. Sono stata ricoverata più in clinica per i DCA e altre volte in ospedale per forti pensieri o tentato suicidio tramite abuso di psicofarmaci. Nell’ultimo anno sto diminuendo i farmaci e le sedute, trovo di essere molto migliorata su numerosi aspetti, e i dottori sono d’accordo con me. cibo in primis, non ho più crisi di pianto incontrollabili e scatti di pazzia (urlavo e mi strappavo i capelli, mi graffiavo, mi mordevo). Detto ciò, adesso che sto meglio non capisco se quello che provo sia “normale” oppure no. Diciamo che è come se vivessi in maniera molto superficiale. Mentre prima tutto era una fonte di preoccupazione adesso “non mi importa più di niente”. Mi lascio scivolare via tutto ciò che potrebbe crearmi ansia. Non prendo nulla seriamente. Non ho un hobby, mi mette ansia anche solo il pensiero di iniziare qualcosa, anche se semplice (es: leggere un libro, cosa che prima di tutto questo casino facevo molto volentieri) e se inizio poi lascio perdere. Ho perso tutta la determinazione di un tempo. Non so se chiamarla pigrizia. Nonostante ciò continuo ad avere perennemente una sensazione di pesantezza sul petto, ho sempre la tachicardia, le mani sudate (la sudorazione peggiora se in compagnia, anche solo di mia madre), il respiro corto, e vari sintomi con cui ormai convivo da anni e fanno parte di ogni istante della mia vita. Non capisco se questa condizione sia un mio cambiamento “spirituale”, che punta al mio benessere e quindi magari sono meccanismi di difesa per non finire di nuovo dentro il tunnel. Inoltre quando sono con gli amici, anche quelli più stretti, mi sento perennemente a disagio, inferiore, ho “paura” di parlare e dire cose stupide e senza senso (cosa che succede!!!!), non riesco ad essere presente nella conversazione perché ho un flusso di flash di pensieri costante che mi distrae. Come se fosse un rumore che non riesco sempre ad ignorare. Non capisco se questi pensieri continui così veloci e random che non riesco ad afferrare siano un problema.. o forse sono io che non riesco a distinguere la normalità dalla “malattia”!! Un tempo mi reputavo una persona intelligente e interessante, adesso l’opposto. Sinceramente il mio pensiero è quello di essermi bruciata qualche neurone tra i vari farmaci e l’uso di hashish e alcol. So di sbagliare a “mischiare” tutto ma ne ho bisogno per sentirmi leggermente più spontanea. Non funziona sempre, anzi con l’hashish mi blocco ancora di più. Ho fatto varie ricerche ma non ci ho capito molto... Spero di essermi spiegata... ho preferito scrivere anonimamente a voi anziché parlarne con i miei dottori perché è una condizione che mi crea molta vergogna e non ci sono mai riuscita... gli dico sempre che sto meglio e va tutto bene. Vi ringrazio e scusate per il testo lunghissimo....!

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Come posso reagire a questo momento è riprendermi la mia vita in mano?

Salve, ho 18 anni, e sono da circa 1 mese che soffro di ansia e un’altra sensazione che non riesco a dire come chiamarla, praticamente è come se non mi riconoscessi e fossi un altra persona in un altro corpo come in 3 persona, ho poca sensazione tattile e non ho quasi più sonno, soffro di cervicalgia e ho anche un’aritmia, questo evento è iniziato quando sono stato male per uno svenimento (ho fatto tutti gli accertamenti anche la tac al cervello). Certe volte riesco a combatterla distraendomi, sono stato una settimana in cui non avevo più questi sintomi perché avevo iniziato dei massaggi muscolari per la cervicale, non so se è paura o e qualcos’altro come ansia o qualcosa provocato dalla cervicale,però so solo che mi sta rovinando la vita è non mi riconosco più e come se stessi in una bolla, mi può consigliare cosa fare quando ho queste crisi? grazie per la sua risposta.

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Come ricevere supporto?

Salve a tutti. Sono una giovane di 23 anni che da un po' vorrebbe cercare un aiuto psicologico, ma non so come fare. Ho sempre sofferto d'ansia fin da quanto ricordi, ma negli ultimi tempi questa è andata peggiorando, e sospetto che a causa di alcuni eventi e il fatto che ho sempre avuto una cattiva opinione di me e dei miei hobby, possa soffrire anche di depressione. Molti dei miei amici, tra cui la mia fidanzata, supportano di questa cosa e ovviamente mi incitino a rivolgermi a qualcuno, ma non so da dove iniziare. La mia famiglia non ne sa niente, e ho il sospetto che non mi supporterebbero nonostante mia nonna sia stata diagnosticata con depressione severa in passato. Ho sempre l'impressione che non prendino sul serio i miei dilemmi, soprattutto quando ho provato a spiegare a mia madre che mi sento spesso ansiosa e ho mal di stomaco/nodo alla gola/mal di testa. Mi ha semplicemente risposto che "probabilmente mi sentivo così perché non avevo nient'altro di meglio da fare". Molte cose mi risultano difficili o mi preoccupano, tra il giudizio di certe persone su come mi comporto/cosa faccio, all'avere videochat con la mia fidanzata perché non voglio vedermi, mandare domande di lavoro, rispondere al telefono e così via. Anche il mio lavoro part-time attuale mi ha portato ad avere ansia praticamente quasi ogni giorno a causa della sua imprevedibilità e al fatto che dovrei chiamare clienti o averne a che fare con più di uno al giorno (sono una receptionist part-time). Avevo letto su internet che avrei potuto rivolgermi al mio medico curante, ma questi risiede molto lontano e non so se ce la faccio a viaggiare da sola a causa della mia ansia, e anche se volessi chiedere a mia madre di supporto e aiuto, potrebbe prenderla troppo alla leggera. E mi preoccupa anche il fatto di dover pagare nel caso dovessi avere degli appuntamenti, e non so se l'esenzione copra visite psicologiche/psichiatriche. Come dovrei fare affinché possa parlare con uno specialista e iniziare questo percorso per una vita migliore, e indagare affondo quali sono i miei problemi? Vi ringrazio per qualunque futura risposta che potrebbe aiutarmi.

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Come reagire di fronte ad una persona depressa ?

Buona sera,Da 7 mesi mi sono trasferita a Klaipeda, Lituania e da qualche mese frequento un ragazzo del posto, Andreas, perfetto in tutto e per tutto e che fino ad ora con me si comporta in modo eccezionale. C’è tuttavia un problema tra noi: questo ragazzo ha degli “amici” immaginari, coi quali parla quando è in una situazione di ansia o stress. La sua vita non è stata semplice, bisogna dirlo. Lui ha una storia di violenza domestica tra i suoi genitori alle spalle, suo padre si comporta come un despota ed è un alcolista ( qui è una cosa molto comune, purtroppo ), sua mamma ha un comportamento vittimista e passivo e - stando ai racconti di questo ragazzo - non ha mai fatto nulla per proteggere né lui e né la sorella che ora si è trasferita da questa città è vive lontano. Lui ha vissuto in una situazione di povertà estrema durante l’infanzia, nei suoi racconti emerge che non avevano neppure il bagno e che vivevano in quella che potremmo definire una дача ( non esiste un corrispettivo in italiano. E’ come una casa di legno, ove manca la toilette e l’acqua corrente). I coetanei durante l'infanzia gli hanno fatto pesare molto questa condizione della sua famiglia, anche perché suo padre era sempre ubriaco, ed il suo comportamento da ubriaco non era dei più gioviali. Lui mi ha raccontato di non essere stato abbastanza pulito ad esempio e che per lui fare sport poteva essere un problema. Poiché i mulini di Dio macinano lenti ma precisi, a 8 anni subì una violenza da un vicino che i suoi genitori come al solito ignorarono e liquidarono con un “non farlo sapere in giro”. A 22 anni parti per L’estero al fine di trovare un futuro migliore, ma bisogna ammettere che il mio ragazzo non sia esattamente furbo e non abbia la capacità di farsi pagare (è molto timido e non chiede mai nulla neppure quello che gli è dovuto) così all’estero ha avuto seri problemi economici fino a passare un paio di mesi vivendo per strada, per poi trovare altri lavori in altre nazioni estere. Di ritorno in Lituania, ci siamo conosciuti (lui era tornato qui da poco, io mi ero trasferita da poco ). Lui è veramente perfetto con me e fa per me delle cose che nessuno aveva fatto prima con un’attenzione ed una premura non comuni. Ma mi chiedo: chi sono queste “persone “ con cui parla ? (Bisogna notare che io non comprendo quello che dice quando parla tra sé, in quanto lui parla il lituano, ma io “sopravvivo “ qui parlando inglese e russo, lingue con le quali noi comunichiamo. Da quel poco che riesco a comprendere, lui spiega cose del passato soprattutto che lo hanno ferito o disturbato ) Ho chiesto delucidazioni a sua madre su questo, la quale definisce suo figlio “strano” ma che non si è mai scomodata a cercare uno psicologo o qualcuno che possa farsi avanti e risolvere il problema. Quanto a me, non riesco a decidermi a metterlo di fronte al fatto compiuto di farsi seguire, in quanto queste sono solo delle fasi e continuo a ripetermi che passeranno. In secondo luogo, è rischioso che lui parli con questi soggetti immaginari? Chi sono? Perché ci parla solo in momenti di stress? Che fare per persuaderlo a non parlare più tra sé in questo modo? E soprattutto: come aiutarlo a dimenticare il suo passato?Siccome ha per lo più viaggiato, per ora in Lituania vive dai suoi genitori ( per i quali ha rinnovato La casa che ora è dotata di tutti i comfort ), i quali però non potrebbero essere meno interessati a lui ed i quali sono un’ onta sotto tutti i punti di vista ( suo padre vive rintanato nella sua stanza con la sua bottiglia di Vodka , sua madre vive al lavoro o di fronte alla televisione , amici ce ne sono pochi in quanto ha viaggiato e prima non era esattamente il ragazzo con la famiglia alle spalle che si desidererebbe per i propri figli). Un esempio che spiega il funzionamento della sua famiglia - nella quale lui ora vive - e il seguente: domenica abbiamo avuto -6 C di temperatura, sua madre lo ha spedito 6 volte al supermercato (lui c e andato a piedi, qui avere un auto è un lusso ) prima perché ha dimenticato la smentana, poi il latte, poi il detersivo, poi non ha preso la marca giusta. Lui scherzava sul fatto che ha fatto sei giri al supermercato e lei lo ha guardato e ha detto “non c'è rimedio per uno stupido come te “. Ovviamente la cosa non intendeva essere simpatica, ma fa parte della litania che questa donna ripete continuamente contro suo figlio. Penso che sia doveroso spiegare il vittimismo totale della sua famiglia poiché tale passività è stata alla base di tutte le cose che gli sono successe nella vita. Sua madre fa visita ad un vicino che ha violentato suo figlio di 8 anni ancora oggi. E’ una cosa nauseabonda, ma che questa famiglia forse non comprende e che reputo che sia una delle cause di questi “amici “ immaginari . Vorrei trovare un modo di sistemare questa situazione in quanto questo ragazzo è una meraviglia e merita di essere sereno. Ringrazio in anticipo.

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