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Sesso nello studio del terapeuta

Salve, mi chiamo Francesco e da circa 1 anno sto vedendo un terapeuta e mi trovo benissimo, abbiamo creato un “legame” molto profondo e mi sto aprendo completamente, mi sembra di aver fatto dei grandi passi avanti. È successa una cosa: un mio caro amico, con la ragazza che frequenta, è finito a fare sesso nello studio del mio terapeuta (che non lo sa). Non ci sono andati di nascosto, la ragazza è molto amica del terapeuta ma ovviamente lui non sa che sono andati a fare sesso nel suo studio. Da quando l’ho saputo non riesco a vedere lo studio nella stessa maniera, mi sento quasi violato nel senso che mi sembra un posto vero mentre prima per me era quasi lontano dalla realtà, un posto in cui mi aprivo del tutto. È normale che mi senta così? Vorrei delle spiegazioni. Allo stesso tempo ovviamente non riesco a parlarne con il terapeuta ma non riesco nemmeno ad aprirmi come prima. Vi ringrazio…

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Ansia

Salve Ho 22 anni, frequento l'università e ormai da 1 anno le lezioni in DAD. Sono fidanzato da 2 anni e mezzo in una relazione a distanza. Vi ho scritto poichè, ormai da 3 anni soffro di periodi in cui sono ansioso. Prima del lockdown diciamo che non mi capitava quasi mai. Sinceramente non riesco a capire perchè questi alti e bassi. Nel 2020 diciamo che la situazioni era migliorata, infatti l'ansia era quasi assente. Da fine 2020 ad oggi ho alti e bassi d'ansia, nel senso giorni con ansia e giorni senza, o anche settimane ansiose e settimane tranquille. Da maggio circa l'ansia è aumentata sempre di più tanto da diventare un problema invalidante nelle mie giornate a differenza di prima infatti ne ho parlato anche con i miei.Ovviamente penso che influisca anche l'università su questo, ma a volte anche quando non penso a niente, l'ansia mi assale. I sintomi che la stanno accompagnando ultimamente sono: -respiro corto; -sensazione di pressione allo stomaco; -battito accellerati -vampate di calore -tremore Ho notato che i sintomi sono cambiati, ad esempio qualche mese fa avevo anche tensione muscolare, ora no. Vorrei tanto capire da cosa provengono questi episodi anche quando non c'è una giusta causa o pericolo. Mi sono fatto un'idea,ossia: -la pressione dell'università -la mia relazione a distanza -predisposizione caratteriale, ma è strano perchè sono un tipo a cui piace stare sempre in compagnia e divertirsi e non mi è mai capitato. Ho notato che anche quando non sono ansioso, ogni tanto mi prende un senso di tristezza improvvisa. Non riesco a capire queste "emozioni" da cosa siano dovute. Ad esempio negli ultimi giorni ho l'umore basso, cioè mi sento triste senza motivo e questo mi porta a pensare di star diventando depresso( anche se queste sensazioni poi tendono a scomparire se esco o faccio qualcosa di interessante).Sinceramente non so che fare, non sono mai stato così, con questi alti e bassi di emozioni e non vorrei che ciò mi portasse appunto ad isolarmi. L'unica cosa a cui ho pensato come problema è stata la mia relazione, infatti mi sono preso una pausa ma non so se sia questa la causa o no.

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Genitori oppressivi e con pregiudizi

Salve, sono una ragazza di 28 anni, da un pò frequento un ragazzo che i miei genitori hanno scoperto muovendosi subito nel cercare informazioni in merito. Premetto che è un ragazzo tranquillo, poco piu piccolo di me, fa l'elettricista e lavora molto ma il suo lavoro gli piace e sta bene cosi. I miei non approvano assolutamente questo ragazzo, sia per il suo ruolo lavorativo (io studio, secondo loro non è alla mia altezza) e perchè la sua famiglia vive all'estero e da ciò che hanno saputo i miei hanno qualche problema economico, sono una famiglia modesta, ma che io sappia persone normali. Lui vivi nel mio paese da solo con la nonna, perchè ha voluto staccarsi dal nucleo familiare e tornare nella sua terra per lavorare e investire qui. Purtroppo ho avuto una storia in precedenza molto lunga, con un ragazzo che lavorava nella carpenteria e con delle problematiche un pò legate anche alla famiglia. I miei non approvano assolutamente che io frequenti un'altra persona a parere loro grezza, che non può starmi vicino, che non sa come sbarcare il lunario, loro esagerano molto, senza conoscere, solo perche la gente gli ha parlato in modo poco positivo di lui. Ad ogni modo lui con me è dolcissimo e si comporta bene, mi fa capire che gli interesso davvero, e vuole conoscermi. Una settimana fa avevo interrotto la comunicazione perchè tra le discussioni a casa e i vari pareri, ho ritenuto fosse giusto cosi...non rendendomi conto che per natura se allontano o mi impongo qualcosa, finisco per non seguire questa linea davvero, perchè sono molto testarda e se ad una cosa ci penso spesso e ho l obiettivo di testarla da me, non ascolto tutto il resto. In sintesi dopo una settimana che non parlavamo e non ci vedevamo più, gli ho riscritto, perche lo pensavo e in tutto ciò ne abbiamo riparlato. I miei non sanno nulla, secondo loro ho chiuso con questa persona, ma in realtà se non mi tolgo i miei dubbi, non chiuderò. Non so come devo comportarmi, ho fatto tira e molla, e lui si stava stancando, ma adesso sto semplicemente seguendo le emozioni, non so se faccio bene o male, mi sento di far cosi.

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Non capisco questo momento.

Buongiorno, sono una signora di 49 anni, ho una bella famiglia con un marito e una figlia che mi adorano e un lavoro che amo. Purtroppo da circa una decina di giorni, mi sento apatica, triste, spenta, senza motivazioni.E' successo cosi tutto all'improvviso, una mattina del 2 giugno mi sono alzata con queste sensazioni.Devo dire che a me il cambio di stagione ha sempre creato questi effetti negativi, anche con notevoli ansie e tachicardie.Assumo da circa 2 anni il Seropram perchè quando mori mia mamma all'improvviso iniziarono a salirmi gli attacchi di panico, avevo paura anche di uscire di casa e cosi decisi di ritornare dallo psichiatra che mi ebbe in cura dopo il parto.Nella mia vita ho dovuto purtroppo affrontare tanti lutti e poi pure l'insorgere del diabete mellito nella mia bimba che allora aveva 9 anni. Da li insorse in me la paura della morte( era l'anno 2012), l'ossessione fissa che un giorno moriremo, una situazione che non mi permetteva di vivere...Il mio pensiero andava sempre li ...Nulla aveva senso perchè tanto dobbiamo morire. Lo psichiatra mi dette il Seropram alla dose massima però mi accorgevo che stavo un po bene e qualche giorno male. Cosi mi rivolsi ad una psicologa che pratica la terapia breve strategica di nardone. Da li la rinascita..Dopo 10 sedute ero guarita e pensavo alla morte con allegria , non mi angosciava più il pensiero...Adesso non so perchè dopo circa 7 anni ho paura che il pensiero sia riaffiorato. Mi spiego...Mi sento apatica triste senza stimoli e penso che possa essere quello . Ho parlato con la psicologa e mi ha detto che secondo lei potrebbe essere stanchezza di darmi qualche giorno di tempo altrimenti ci rivediamo. Le sembra impossibile che la mia apatia sia ricollegata a quella paura ! Però io mi ci fisso e sto male...Mi date un consiglio?

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Vorrei andare da uno psicologo ma non so come fare

Buona sera, sono una ragazza di 17 anni e da un po' ho cominciato a pensare di voler andare dallo psicologo del consultorio, così l'ho riferito a mia madre, e nonostante mi avesse detto che l'avrebbe fatto poi non ha mai prenotato anche se gli ho ripetuto più volte che lo dovesse fare. Uno dei motivi principali perché vorrei andarci è perché ho avuto alcuni pensieri autolesionistici ma che non si sono mai tramutati mai in vero e proprio atto. Anche perché ho sempre pensato che non avesse senso farlo, però questo è stato un mese un po' così, quindi non saprei... Forse sto avendo questi pensieri perché voglio sfogare lo stress in qualche modo. Mentre il secondo motivo è che ci sono alcune cose che mi preoccupano. Sono una persona con la testa spesso fra le nuvole, vivo un po' nella mia immaginazione (cosa che continuo a fare da quando avevo 6 anni tra l'altro), sono sbadata il più delle volte, mi dimentico molte cose, ho tanti pensieri nella testa, e la notte quando non c'è nessuno tendo ad essere molto movimentata, ho un carattere un po' scontroso e sono testarda. Ho notato che da circa l' elementari i miei voti a scuola hanno cominciato a scendere sempre di più, principalmente perché ho cominciato a fare di meno i compiti, a procrastinare o in generale a non farli proprio o a farli a metà , e ad avere difficoltà nello studio. Soprattutto perché ci metto almeno tre ore per studiare solo 2 pagine e dopo averle fatte, non riuscivo più ad andare avanti e semplicemente non mi entrava più nulla in testa. Per questo i miei genitori hanno sempre pensato che fossi svogliata. Anche io ho provato a capire perché mi comportarsi così, però semplicemente non c'è un motivo per il quale non riesco a studiare/fare i compiti o rimandarli. Cioè le materie non sono così assurde, anzi ce ne sono alcune che mi interessano, però per qualche motivo non riesco comunque. In classe tendo ad essere distratta poiché mi metto a disegnare durante la lezione, quindi a meno che non ci diano qualcosa da scrivere, sono sempre persa tra i miei pensieri. Inoltre recentemente mia madre si lamenta spesso perché a volte mi dice di fare qualcosa però poi non la faccio, quindi dice che non l'ascolto. Il punto è che io l'ascolto ma semplicemente mi passa di mente. Come se non me lo avesse mai detto. Tendo spesso a dimenticare dove metto le cose. In generale non ho una grande memoria. Ma i miei genitori dicono che sia solo perché non mangio molta frutta o verdura. Di tanto in tanto faccio dei piccoli errori di scrittura, come scrivere le cose due volte. Inoltre procrastino anche le cose che mi piace fare. Mentre il terzo motivo per cui vorrei vedere uno specialista è perché tendo ad essere ansiosa/nervosa quando sono in contesti sociali o in generale in luoghi pubblici, a volte ci sono degli episodi in cui questa ansia/nervosismo sia molto più pesante e capita soprattutto quando parlo davanti a molte persone. Ed è anche uno dei motivi per cui alzo raramente la mano a scuola per fare domande. Quindi mi chiedevo se ci fosse un modo per potermi mettere in contatto con qualcuno che mi possa aiutare, senza i miei genitori, visto che diversamente non riesco a trovare una soluzione.

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Cosa ne pensate?

Salve, da tanto tempo avevo in mente questa domanda...il discorso è molto lungo ma cercherò di sintetizzare al massimo.
Sono una persona vendicativa, quando subisco un torto sento l’esigenza di farla pagare a qualcuno cercando di pareggiare i conti, facendo quello che posso (Ovviamente sempre nei limiti del legale) anche se molte volte, anzi sempre...lì per lì sento una leggera soddisfazione ma poi mi sento psicologicamente come prima...se non peggio.
Ho fatto tante ricerche in merito e ho anche parlato con tante persone di questo.
E tutti dicono lo stesso, ovvero che il lato vendicativo in una persona nasce da un trauma subito nella prima infanzia o adolescenza e quindi una ferita al proprio io.
Il fatto è proprio così... nel 2010 ho avuto un cancro e seguito delle cure che tutti conosciamo.Ovviamente sono guarita, i capelli sono ricresciuti, ho preso a ritornare a scuola, uscire e fare una vita normale.
Questo è stato il mio unico trauma ma sinceramente non credo sia collegato al mio lato vendicativo poiché sono passati quasi 11 anni (dato che ora ne ho 23) è oramai è tutto finito e ho accettato la cosa.
Premetto che per quel problema sono stata in cura da uno psicologo per poi ritornare qualche anno fa a causa degli attacchi di panico che ora non ho più, avendo risolto il problema.
Secondo voi può centrare questo evento traumatico con il mio carattere anche se sono guarita ed ho ripreso a vivere accettando quello che mi era successo? O dipende da qualcos’altro??
Spero di essere stata piuttosto esaustivaGrazie per l’attenzione

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Come comportarsi con una cognata invadente?

Buongiorno,Per l’ennesima volta, anche in occasione della prima comunione della mia prima figlia c’è stato l'intervento immediato di mia cognata ( soprattutto lei, ma poi della stessa idea sono la mamma e l’ altra cognata). Per cui non va mai bene come io e mio marito organizziamo le cose. Per cui il fatto di aver organizzato un rinfresco il pomeriggio e non poter invece venire a messa e andare ad un pranzo come solitamente si fa è diventato un problema di stato. Premetto che al rinfresco mia mamma non vuole partecipare perché non se la sente causa COVID ed allora mi ha chiesto se volevo fare un pranzo da lei veloce prima del rinfresco con tutti.Insomma mia cognata mi ha lasciato tutta una serie di messaggi insultandomi di considerarla di serie b, di essere anormale, di non considerare la famiglia come si deve, di averli sempre Messi da parte, di non fare mai le cose come fanno tutti, di aver trasformato suo fratello etc etc Io sono stanca, stesse scene a battesimi, compleanni, tutte le occasioni in cui io e mio marito organizziamo qualcosa...Ho già l'ansia a pensare alla futura comunione della mia seconda bambina.Come posso fare? Ho paura di ammalarmi con questa che mi perseguiterà tutta la vita, e poi mi mette sempre in cattiva luce davanti agli occhi di mio marito...ma non posso neanche tagliare i ponti perché è sua sorella..Premetto che mio marito per fortuna la pensa come me, ha anche litigato forte con sua sorella al telefono l'altro giorno ma mi spiace per lui è poi ho paura che un giorno magari lei ce la faccia a farci litigare in maniera pesante...
Grazie per l'ascolto

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Da un paio d anni soffro d'ansia e panico

Buongiorno, sono una ragazza di 28 anni, mamma di un bimbo di quasi 3 anni.. E niente, diciamo che questo mio problema arriva dopo la nascita di mio figlio (premetto che prima ero molto indipendente), un parto x me molto difficile e doloroso, sono stata male x due mesi abbondante, forse avrò fatto pure depressione post partum, mi sono chiusa ancora di più in me stessa, cmq lui un bimbo buonissimo, tornati casa cmq era tutto uno stress, la casa nn era pronta, siamo stati 2sett da mia mamma, i suoi se venivano era solo se c era lui, se lui non c'era tornavano indietro, poi sempre battute di brutto gusto diciamo a me e ai miei genitori, poi litigate con lui (sempre x la sua famiglia) e qua lui non vedeva nulla di ciò che la sua famiglia mi diceva o parlava(tutt ora anche ad oggi e cosi), poi quando mio figlio aveva 4 mesi, una sera mi sono sentita male diciamo e da lì ho scoperto di avere l ipertiroidismo, la testa me andata in tilt ho iniziato ad aver ansia panico ogni volta che stavo sola, dopodiché e uscita l ipotiroidismo i kg persi li ho recuperati tt, ma la testa purtroppo ha continuato a far brutti scherzi diciamo, a volte penso di aver qualcosa di brutto dato che non mi riconosco più. Iniziato la cura e tutto quanto, ancora oggi ne assumo, non ho mai chiesto aiuto x paura vergogna, anche se volevo, e il mio problema e grande si e ho paura che cmq nn si risolve. Tante volte dico vado via da sola con mio figlio o me ne sto sola a casa con mio figlio, non ce la faccio non ci riesco mi viene male, non riesco più a far nulla da sola e sono stanca di questo. Vorrei raccontare ancora di più ma credo di finire il foglio x spiegare con più dettagli e raccontare più cose. Vi prego datemi dei consigli su cosa devo fare, sto impazzendo e nn riesco a godermi mio figlio nelle uscite da sole. Sono stanca mentalmente Grazie infinite a chi risponde

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