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C'è uno specialista che esegue terapia psicologica online per problemi di pornodipendenza?

Ciao a tutti, io sono un pornodipendente, purtroppo è una dipendenza molto subdola e molto sottovalutata, perché tutti praticano autoerotismo e guardano porno, ma pochi sviluppano una dipendenza tendendo così a pensare che sia una cosa inesistente. Invece purtroppo esiste e riguarda molte persone. Io ne soffro da circa 12 anni, cioè da quando ho capito che avevo un problema e ho provato a smettere senza riuscirci, l'inizio di centinaia e centinaia di tentativi fallimentari. La cosa più assurda da spiegare è che nel mentre ho sempre avuto relazioni sessuali appaganti, ma non bastavano assolutamente. Questa dipendenza poi se n'è portata dietro un'altra quella dei massaggi erotici, attività a cui mi sono rivolto per provare a stare lontano dal porno, ma che sono diventate a loro volto una dipendenza, quindi non so più come definire questa cosa. Mi sono convinto di essere dipendente da quella scarica dopaminergica e serotoninica che si attiva o col porno o con situazioni simili tipo o massaggi erotici. Tutto questo ha degli effetti deleteri su tutti gli ambiti della mia vita, lavorativa, relazionale, etc, a soprattutto sul mio umore, perché provare certe sensazioni così intense mi privano di qualsiasi attrazione verso le cose normali della vita. Vi scrivo perché ho deciso di ricorrere a uno specialista, uno psicologo, uno psichiatra ed eventualmente anche a prendere sostanze o farmaci che possano inibire questa cosa, perché sicuramente con la forza di volontà non riesco. Nonostante per dire, sono riuscito a smettere di fumare come se nulla fosse, ma questa roba qui, è assurdo da dire, sembra più forte di qualsiasi droga. Se riuscite a mettermi in contatto con qualcuno ve ne sarei veramente grato, preferirei fare delle sedute online in anonimato. Grazie mille

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Problematica scuola materna

Buonaseramia figlia di 3 anni ha iniziato quest'anno la scuola materna, è una bambina molto introversa e timida, ad oggi le maestre non hanno ancora sentito la sua voce perchè lei non parla mai con nessuno, ( a differenza di casa dove parla tanto e anche molto bene) nonostante questo è sempre andata volentieri, da qualche giorno mi dice che non vuole andare più all'asilo perchè c'è un bambino che la infastidisce, pianti a dirotto, crisi ed urla anche solo a parlarne.In questi giorni ho deciso di tenerla a casa con me per cercare di calmarla, però non so se sia l'atteggiamento giusto, vorrei avere un vostro consiglio a riguardo. Secondo Voi è giusto che io la porti nonostante la violenza psicologica che subisce o è meglio tenerla a casa?Ringraziando porgo cordiali saluti

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guida sui viadotti

Circa due anni fa ho cominciato ad avere difficoltà a guidare, quasi dovunque. Appena salito in auto, cominciavo ad avvertire una strana sensazione che partiva dalla nuca e mi dava come un senso di disequilibrio. Tutto ciò si accentuava notevolmente soprattutto nelle gallerie e sui viadotti. Sui ponti, addirittura ero ( ma lo sono ancora oggi ) come teso, bloccato. Oggi (da qualche mese ) quasi dovunque riesco a guidare tranquillo...ma sui viadotti - appena vi entro- mi blocco. Mi ricomincia lo stato di tensione, è come se avessi una diversa e pesante percezione dello spazio... ( più di tanto non so spiegare ). Da qualche mese assumo gocce di Daparox, ho fatto il TSA ed è tutto ok. Ho fatto i RX alla cervicale ed è uscita una spondiloartrosi dalla C5 alla T1. Il problema suddescritto mi crea una sensazione di difficoltà, oltre che logistica pure psicologica. Cosa posso fare? Grazie . Gaetano

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Sedute in Svedese

Salve, vi contatto per conto di un amico, il quale avrebbe bisogno di supporto psicologico. Non parla bene l'italiano. Vi contatto perché sto cercando degli psicologi che possano svolgere delle sedute in svedese. Questa persona vive a Como. L'ideale sarebbe trovare un/a professionista a Como o Milano o Monza. Grazie in anticipo a chi ha mi voglia aiutare

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Primo incontro con una psicologa

Ho 17 anni e alcuni mesi fa mi sono recata ad un consultorio e sono seguita da un neuropsichiatra poiché soffro di attacchi d'ansia e ansia sociale e oltre a questo dovrò fare altri accertamenti più avanti per escludere la presenza di altre cose. Per adesso sono in attesa per rifare un test che avevo fatto dalla mia logopedista quando ero piccola. Recentemente cambierò neuropsichiatra poichè pensa che non ci sia abbastanza fiducia così mi ha riferito ad una sua collega con cui forse mi troverò più a mio agio. Avrei dovuto cominciare un percorso con una psicologa ma il mio medico mi ha consigliato di cominciare un percorso con una psicologa donna ma purtroppo non c'era nessuno disponibile. Vengo seguita anche da un'assistente sociale e un'educatrice, e oggi quest'ultima mi ha scritto un messaggio scrivendomi che la psicologa l'aveva contattata e mi ha chiesto se poteva dargli il mio numero, mi ha inoltre informato che al nostro prossimo incontro a casa sarebbe venuta anche la psicologa. Io ho risposto di sì. Però ora mi vengono alcuni dubbi. Immaginavo l'incontro con la psicologa in un ufficio per esempio, ma invece sarà a casa e ci sarà anche l'educatrice. Inoltre il consultorio non avrebbe dovuto contattare i miei genitori in quanto io sono minorenne, prima dell'incontro con la psicologa. Oltre questo dovrei preoccuparmi della presenza di entrambe le figure nello stesso momento (educatrice e psicologa insieme)? Sono felice di avere una psicologa però allo stesso tempo sono un po' confusa.

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Derealizzazione e anedonia

Gent.mi Dottori, Ho 31 anni e sono un medico. Soffro da circa 1O anni di derealizzazione e depressione costante, ho tentato un percorsi di psicoterapia settimanale di tipo psicodinamico di circa 5 mesi, sia delle terapie farmacologiche con ssri con scarso beneficio. Mi sembra di aver sprecato la mia intera giovinezza e di non avere realizzato nulla. Ricordo le emozioni che provavo da giovane, ma come lontanissime, appartenenti a un'altra vita o a un'altra persona. A chi posso rivolgermi? Quale orientamento scegliere? Dalla vostr esperienza ritenete che sia possibile guarire nonostante la cronicizzazione del disturbo? Mia moglie aspetta il nostro primo bambino, ho molta paura di provare nei confronti del nascituro la stessa distanza emotiva che caratterizza da anni ogni aspetto della mia vita, infatti la mancanza di emozioni è ciò che più mi tormenta. Sarebbe terribile vivete così, come un automa. Mi sento così: in frantumi in fondo a un abisso e guardare la mia vita che mi passa davanti Ringrazio sin d'ora

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Dispnea psicogena bimbo 5 anni

Buongiorno Dottore, Da circa 3 settimane, in concomitanza con l'inserimento al nido della piccola di 2 anni, mio figlio più grande di 5 anni ha iniziato a manifestare opposizione verso qualsiasi richiesta di attività necessarie (tipo lavare i denti o fare la doccia, che prima faceva senza problemi) reagendo con capricci e pianti esagerati e inconsolabili. Inoltre ha iniziato ad avere diversi e ripetuti episodi di "fame d'aria" sia durante la settimana che nel weekend, in diversi momenti della giornata, ma soprattutto sono molto frequenti quando esce da scuola durante la merenda del pomeriggio e alla sera prima di addormentarsi (ieri sera ho contato 25 respiri di "ricerca di aria" a circa 10 secondi uno dall'altro). Giorni fa l'ho portato al pronto soccorso ma dalla visita non è emerso nulla di patologico. La tata della materna mi ha riferito che in due giornate distinte è successo che mio figlio si è distaccato dagli amici per mettersi in un angolo, triste, e ha pianto dicendo che gli mancavo. Poi non è successo altre volte. Tuttavia alcune mattine mi chiede di non andare a scuola oppure di andare a prenderlo prima. Io rare volte gli concedo quest'ultima per riservarmi un paio d'ore per stare con lui senza dover rispondere alle esigenze e richieste della sorellina che intanto è all'asilo. Anche quando era più piccolo ha sempre avuto molta difficoltà al momento del distacco e gli anni del nido ha quasi sempre pianto. Anche i primi due anni di materna sono stati caratterizzati da pianti al mattino, tranne gli ultimi tre mesi dello scorso anno. Quest'anno ha iniziato volentieri e senza pianti, ma da circa due settimane alcuni giorni ha ripreso a piangere e ad attaccarsi fortissimo alle gambe mie o di mio marito al momento del distacco. Poi una volta dentro va tutto bene e quando andiamo a riprenderlo è sereno. La stessa cosa succede quando lo accompagnamo a fare 1 ora alla settimana di baby sport...mi ha detto che le insegnanti sono brave, le attività che svolgono gli piacciono, ma gli viene mal di pancia al pensiero di entrare in un posto con tanti bimbi che lui non conosce anche se sono bravi. Dottore può consigliarmi su come dovrei rapportarmi io rispetto alle sue richieste ed ai suoi comportamenti per aiutarlo a superare tutto ciò e così risolvere probabilmente anche il problema della mancanza di respiro? La ringrazio molto per l'aiuto che potrà darmi. Anna Rita

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Ansia o altro?

Salve, sono un ragazzo di 22 anni. Vi scrivo per chiedervi un consiglio. Nel 2017 mi capitò un episodio mentre ero in un negozio e feci una bruttissima figura. Quell'episodio me lo trascinai appresso per mesi con l'ansia che i miei genitori lo venissero a sapere (poichè era una cosa che li avrebbe infastiditi riguardante il fumo). Stetti con questa ansia e paura per molto e non avendola mai sperimentata prima mi chiusi molto in me stesso. Man mano la cosa poi passò..Nel 2018 (diplomatomi e in attesa dell'inizio della mia attuale università) ho una relazione seria di 2 anni, mentre sono con lei dal nulla mi assale un senso di ansia che parte dallo stomaco tant'è che devo scappare a casa. Lei ovviamente non capendomi e pensando che avessi qualcosa da dirgli mi lascia e io non provo neanche a spiegare. Dopo qualche settimana l'ansia va sfumando e passa. Nel 2019 mi fidanzo con la mia attuale ragazza (relazione a distanza). Dopo 1 anno e mezzo ho di nuovo ansia e sintomo fisici. Tutto inizia a novembre 2020 fino ad oggi. L'ansia iniziale che da novembre si è presentata a fasi alterne fino e aprile, ora si presenta anche con un senso di tristezza. A volte cerco di non pensarci e di fare molte cose, ma poi arriva all'improvviso un vuoto allo stomaco e un senso di tristezza che mi lascia avvilito. La cosa strana è che queste sensazioni non sono sempre presenti, quando non ci penso o faccio qualcosa che mi interessa molto scompare. Non so come spiegarlo, a volte quando mi accorgo che sto bene mi sento sollevato ma già so che poi mi risentirò così. La cosa strana e concludo è che nel periodo di vacanza ad agosto in cui sono stato da solo, è passato tutto, come se fossi in un altro mondo. Quando sono tornato alla normalità è iniziato tutto fino ad oggi.A volte noto che ci sono dei pensieri sul futuro che mi portano ansia, sul lavoro ecc. Il fatto è che quando sono un pò più calmo e penso a queste cose, riesco a pensarci lucidamente. Entro metà ottobre inizierò un percorso psicologico ma nel frattempo avendovi illustrato tutta la situazionr vorrei sapere un vostro parere. Scusatemi se mi sono dilungato ma ci tenevo, grazie in anticipo!

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