Dipendenze
Dott.ssa Alessandra Paulillo

Alcolismo

ALCOLISMOSecondo il DSM-IV, si tratta di una modalità patologica d'uso della sostanza che conduce a menomazione o a disagio clinicamente significativi. La tolleranza riguarda il bisogn ...

19 Aprile 2020

Domande e risposte

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Voglio continuare a tagliarmi

Allora nonostante gli antidepressivi voglio tagliarmi sono riuscita a non tagliarmi per un mese ma ora non riesco a resistere alle tentazioni o meglio non voglio resistere pk voglio ancora continuare a tagliarmi, mi manca essere depressa mi sto dimenticando cosa si provasse e questo mi sta facendo ansia in più questa cosa non mi sento a mio agio a dirlo alla psichiatra, si dovrei cambiarla, ma la mamma dice che non ci sono altre a piove sennò devo andare a Padova e non vorrei farle così tanta strada .

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Mio marito fa uso di droga, specialmente di cocaina e adesso anche crack

Come si fa a convivere con un marito che ha fatto uso per anni di cocaina, a mia insaputa, e da 3 anni di crack 3 anni fa scoprivo la sua dipendenza così ho messo i pezzi del puzzle e ho compreso tutti i suoi comportamenti precedenti dovuto all'uso di cocaina. Scrivo perché mi sento sola, ho un figlio di 14 anni che inizia a capire che in suo padre c'è qualcosa che non va. Tra l'altro ho una situazione familiare complicata: mia sorella fa abuso di alcool e cocaina ed è mamma, mio fratello pure ed è padre di 2 bambini, mia madre è distrutta per la perdita del mio caro papà, morto in un incidente stradale, a 57 anni, un anno e mezzo fa. Mia suocera ha 70 anni il povero suocero è morto tanti anni fa e la sorella di mio marito non ci vuole più vedere da quando c'è questo problema. Sono sola tra dolore per la morte di mio padre e la grave situazione familiare per le dipendenze. Lui non vuole andare in comunità e io non ce la faccio più a stargli accanto perché penso di non amarlo più perché mi ha fatto troppo male e anche a mio figlio. La notte ci disturba perché vuole i soldi per comprare quella merda. Io ho paura a lasciarlo e a denunciarlo con tutto quello che si sente dire, e la polizia non ti protegge per come dovrebbe. Cosa posso fare? Vivo in un incubo

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Padre forte bevitore

Mio padre 67enne ha iniziato a eccedere col vino negli ultimi anni (in più prende benzodiazepine). Non si ricorda niente di ciò che fa, e incolpa sistematicamente me, mia madre e mio fratello di cose inesistenti. Non vuole curarsi e dopo pranzo dorme fino a sera, si alza, farfuglia e inizia a delirare e accusare rivangando cose impossibili, velate minacce ecc, e la situazione è sempre più insopportabile. Avevo trovato un lavoro di qualche mese, ma quasi ogni giorno ero costretta a uscire prima perchè piangendo mia madre mi chiamava o perché lui lo trovava in terra a dormire con la roba a cuocere sui fornelli, oppure ubriaco e delirante per casa (raccoglieva cibo da terra e lo mangiava). Ne abbiamo parlato col medico e col sert che pero ci dice non possiamo imporre cure, la persona e logicamente intrattabile. E quando si sveglia dal torpore e estremamente agitato. Io vivo assieme a mia madre e mio fratello che vuole andarsene uno stato d ansia perenne per ciò che potrebbe fare (una volta affumicò una pentola e ci inondò la casa di fumo irrespirabile). Ne abbiamo parlato con amici ecc ma nessuno pare avere soluzione. È però impossibile per noi andare avanti cosi e non è neanche giusto a mio avviso che una persona rischi il posto per una che rifiuta il problema. Mi chiedo se secondo voi sia una demenza alcolica, (quando non beve comunque ragiona ancora), perché parla spesso con voce bassa e strascicata oppure urla, con sguardo fisso, di sfida, verso di noi. Già due volte e finito in ospedale per capogiri e vomito (una volta vomitò scuro) ma non fanno nulla lo dimettono e noi ci teniamo il problema. Che possiamo fare?

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Come far accettare al proprio partner che è un cocainomane e si deve curare

Convivo da 4 anni con il mio compagno, all'inizio tutto bello dopo qualche tempo lui mi confessa di avere dei debiti ma essendo disoccupato non può pagare, così io ho chiesto dei prestiti ma col passare dei giorni i soldi finivano e lui ne voleva sempre di più. Chiedeva in tutte le ore del giorno e della notte mi diceva a volte che se non trovavo i soldi non lo facevano tornare a casa oppure che gli avevano preso i documenti cose di questo genere, fino a che ha cominciato a mancare per giorni da casa tipo due tre giorni di fila poi tornava dormiva e mangiava stava un giorno e ricominciava. Io onestamente non capivo ma sospettavo che non erano semplici debiti ma c'era dell'altro fino a che non ho cominciato a seguirlo e lo vedevo sempre da solo in macchina nascosto in posti bui e quando mi avvicinavo lui mi diceva bugie come vai a casa ti seguo e torno con te e spariva nuovamente. Poi sono venuta a sapere che faceva uso di cocaina ed è iniziata la mia guerra, mi ha rubato oro e lo ha venduto mi ha svuotato di notte per due volte il bancomat mi torturava al lavoro per avere ricaricato continuamente la carta prepagata a colpi di 80/100 euro alla volta. La mia relazione è ormai alla fine perché io lo amo ma non lo tollero più tutti i giorni fatto e ubriaco a casa è come se io vivessi sola .In passato ho chiamato anche i carabinieri perché col tempo è diventato aggressivo e violento sia verbalmente che fisicamente ma non ho mai esposto denuncia. Spesso mi ha obbligato ad accompagnarlo ad andare a comprare la dose ma appena io mi rifiutavo mi investiva di insulti ecc ecc.. in viso diventava un diavolo quando cerco di parlare con lui se è lucido parla come se si rendesse conto dell'accaduto chiede scusa e fa promesse ma ovviamente che non mantiene, è volubile cambia idea da un minuto all'altro e diventa pericoloso. Il mio dramma è il fatto che sono consapevole che la fine di questa storia sarebbe un bene per me su tutti i fronti ma non riesco a staccarmi perché penso che gli possa accadere qualcosa di brutto. Aiutatemi per favore

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Vorrei aiutare mio padre a smettere di fare uso di cocaina

Buonasera, mi chiamo Angelica. E' qualche anno che cerco di far smettere mio papà di fare uso di cocaina standogli vicino, parlargli, fargli capire che è una droga bruttissima, che può far anche morire la gente, che brucia il cervello... ma niente da fare non mi ascolta! Giura sempre che smette ma il giorno dopo è sempre punto è a capo... ho intenzione di andarmene da casa con mia mamma per fargli capire che sta perdendo la famiglia.. cosa posso fare? Qualcuno può darmi un consiglio ? Non riesco più a vedere mio papa così debole, infelice, fragile.. per favore aiutatemi

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Come faccio a smettere di andare a prostitute

So che è sbagliato..mi sento uno schifo dopo, faccio il bravo per un po' ma poi ci ricasco, ora sono con le spalle al muro e convinto di non andarci più...ma vorrei avere supporto da qualcuno per capire da dove è nato tutto

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Mio marito fa uso di cocaina

Gent.mi, di seguito la storia di mio marito, 42 anni. Pregressa tossicodipendenza da eroina curata efficacemente per 15 anni (senza ricadute) con buprenorfina. Terapia ancora in corso. Aspettiamo una bimba per Aprile. La gravidanza è stata cercata e a lungo desiderata. Ha un lavoro stabile che lo appaga, e che gli piace da sempre. Da pochi giorni ho scoperto che negli ultimi otto anni mio marito ha fatto saltuariamente uso di cocaina. È stato lui a confessarlo perché negli ultimi 3 mesi l'uso si è fatto molto più frequente e mi sono accorta di ammanchi nel nostro conto comune. L'uso degli ultimi 3 mesi, appunto, è stato un crescendo fino ad arrivare all'ultimissimo periodo di uso praticamente giornaliero con negazione dell'evidenza e bugie davvero assurde ed insostenibili. Io sono piena di rabbia perché gli ho dato tutta la fiducia possibile in questi 17 anni di rapporto e lui, a dir la verità, fino ad un certo punto, l'ha completamente ripagata. I momenti trascorsi insieme mi hanno resa davvero felice e credevo che il nostro matrimonio andasse a gonfie vele. Abbiamo cambiato casa da poco comprandola insieme (prima abitavamo in una casa di mia proprietà) proprio per poter allargare la famiglia. Mi è stato sempre vicino nei momenti difficili, è stato un figlio per i miei genitori che lo vedono come il marito perfetto (la sua famiglia d'origine è da sempre assente, a 6 anni ha perso il padre suicida, tra l'altro trovandolo lui e dovendo lui chiamare la madre per farla accorrere, e quando sua madre ha trovato un nuovo compagno si sono piano piano allontanati). In questo periodo, quello che doveva essere il periodo più bello della nostra vita di attesa per la nostra bimba, non lo riconosco più. Assente, bugiardo, di umore incostante. Non è più lui e mi manca. Ora è 10 giorni che non fa più uso, sembra molto pentito e non sta andando a lavoro perché profondamente ansioso. Dice che in casa con me si sente protetto ma che ha paura di ricaderci uscendo di casa. Riconosco finalmente alcuni tratti del mio compagno di vita ma ho davvero paura della sua nuova dipendenza. Il medico del sert ci ripete che non ci sono farmaci per la sua condizione e che le ricadute saranno inevitabili. Io non voglio più avere a che fare con quell'uomo che è stato in questo periodo. Ma amo mio marito profondamente e non vorrei lasciarlo solo in un momento di difficoltà. Vorrei che nostra figlia avesse una famiglia normale ma ho paura che questo non sia più possibile. Mio marito ha iniziato un percorso psicoterapico privatamente perché il sert ci ha veramente delusi, non proponendoci nulla se non l'attesa di inevitabili ricadute. Mi ha spontaneamente affidato il suo bancomat e la cura delle spese familiari. Pensate che la nostra sia una situazione recuperabile? Mi sento come se stessi vivendo un incubo perché ormai alla droga non ci pensavo più. Non vorrei perdere la speranza ma sono davvero in difficoltà a guardare mio marito con gli stessi occhi di prima, senza fargli una colpa per quello che ci sta succedendo. Cosa dovrei fare? Grazie infinite per l'attenzione.

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Come si può dire ai tuoi figli che il padre si deve ricoverare in un centro per disintossicarsi?

Oramai da bene dieci anni non stiamo più insieme essendo ancora sposati. La situazione era esasperante: con due bimbe piccole (una di 2 anni e una di 1 anno) ho deciso di lasciare mio marito perché era un continuo discutere. Il problema principale era la cocaina che lo portava a fare disastri e trovava le scuse in tutto ciò che gli accadeva intorno. La colpa era sempre degli altri. Io dovevo crescere le mie figlie e non potevo stare a combattere sempre con lui, non ero serena. All'inizio é stata dura ma poi sono riuscita ad instaurare con lui un rapporto civile. Nel frattempo si è rifatto una compagna e convive con lei e le sue 2 figlie da 5 anni circa. Può vedere le bimbe come è quando vuole, se loro vogliono e non hanno impegni. Avrà sicuramente continuato con il suo vizietto, anche perché tre anni fa mia figlia ha avuto un linfoma ed ha dovuto affrontare un percorso abbastanza duro. Adesso ha deciso di ricoverarsi al Sert e proprio non so come affrontare la situazione con le bimbe. Che gli dico???? Ho sempre preferito non raccontare i dettagli della nostra storia a loro. Alla domanda perché non state più insieme ho sempre risposto che eravamo diversi e stavamo sempre a litigare. Adesso come faccio? Grazie per il vostro tempo.

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