Dipendenze
Dott.ssa Alessandra Paulillo

Alcolismo

ALCOLISMOSecondo il DSM-IV, si tratta di una modalità patologica d'uso della sostanza che conduce a menomazione o a disagio clinicamente significativi. La tolleranza riguarda il bisogn ...

19 Aprile 2020

Domande e risposte

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Ho una doppia dipendenza affettiva?

Sono stata assieme ad un ragazzo per 3 anni, un ragazzo per me speciale, fuori dal comune. Ero dedita a lui, avrei dato tutto per lui ma purtroppo questo amore non era ricambiato, lui non mi ha mai dimostrato il suo amore ne a gesti ne a parole. Purtroppo è vissuto con un papà alcolizzato che picchiava e abusava della madre. E purtroppo, come anche lui, beveva spesso senza controllo e a volte faceva uso di cocaina. A distanza di 3 anni dall’inizio della nostra relazione, inizio a ricevere le attenzioni di un’altro uomo, il mio datore di lavoro, sposato e con figli. Da lì a poco iniziamo una relazione. Il mio ragazzo capisce che mi sta perdendo, si apre e dice di amarmi. Interrompo la relazione con l’altro uomo e io e il mio ragazzo decidiamo di riprovare. Non desideravo altro. Volevo veramente far funzionare le cose. Nei mesi successivi prendiamo una bella casa in affitto, un bel cane e resto incinta. L’altro uomo venuto al corrente della cosa mi chiede di andare via con lui e mi dice che si sarebbe occupato lui di me e del bambino. Gli dico di no, volevo veramente riprovarci con il mio ragazzo. Purtroppo al 3 mese ho avuto un aborto spontaneo. Ero devastata. Il mio ragazzo era spesso ubriaco ed aveva dei modi poco carini nei miei confronti anche se non è mai stato violento. A distanza di qualche mese decide di troncare la relazione con me e mi rimanda a casa dai mei genitori. Dopo qualche mese riallaccio i rapporti con l’altro uomo che imperterrito mi dichiara amore alla follia si separa dalla moglie e prende una casa per noi, da lì, un po’ trascinata dagli eventi iniziamo una relazione che continua tuttora (circa 6 anni). Il mio ex ragazzo poco dopo si è trasferito all’estero. Da allora ogni tanto riappare nella mia vita tramite messaggi e mi crolla letteralmente la terra sotto i piedi. Non esiste altro per me. Non c’è stato un singolo giorno in cui io non abbia pensato a lui. Non riesco ad andare avanti con la mia vita, a pensare, progettare qualcosa nella mia testa che non sia con lui. Sto letteralmente impazzendo. La situazione anche con il mio attuale compagno non è affatto semplice. Lui ha un carattere molto forte, è molto insistente e persuasivo. È un imprenditore molto dedito al lavoro e spesso ho la sensazione di essere solo un accessorio. Penso spesso di troncare con lui ma la responsabilità che sento per il fatto che lui ha lasciato moglie e figli per me mi blocca, penso inoltre a quello che abbiamo costruito in questi anni e alla stabilità che mi da. Il mio ex da qualche mese è tornato a farsi vivo, dopo quasi un anno... questa volta molto più frequentemente e io non resisto un giorno senza scrivergli che sento mancare il respiro. Lui ha iniziato un percorso con una psicologa per riuscire a superare i traumi avuti da bambino e a superare i problemi con l’alcool. Spesso penso di mollare tutto e raggiungerlo. Non riesco a dare una spiegazione a questo sentimento che mi porto dentro. Sono molto confusa. Non capisco più nulla. So solo che desidero essere felice.

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Come aiutare un figlio ventenne in preda allo sbando

Buona sera, sono una madre disperata, ho bisogno di essere aiutata Mio figlio ventenne negli ultimi 2 anni è irriconoscibile. Non c è modo di stabilire un contatto, dice bugie a me, alla sorella ed al padre.Ha commesso parecchi danni ( che non ho denunciato). Sparisce per 2 /3 giorni rischiando di mettersi nei guai con conseguenze gravi.Rientra come se niente fosse, promette di non comportarsi più così...tempo pochi giorni e ricomincia.Spegne il cellulare o non risponde affatto. Ultimamente mi sono accorta che la cosa sie è fatta più grave per varie sostanze che so ha assunto.Abito a Roma. Ho bisogno di un aiuto Grazie

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Come uscire dalla dipendenza dal gioco d'azzardo?

Buongiorno a tutti, il mio ragazzo soffre di dipendenza dal gioco d'azzardo da ormai qualche anno, non gioca sempre, capita una volta in 3/4 mesi, ma quando lo fa perde cifre molto elevate e quando succede, lui si rende conto che effettivamente ha una dipendenza, ma non riesce a fare il passo di andare a parlarne con qualcuno che potrebbe dargli una mano. Io ho provato in tutti i modi ad aiutarlo, andando anche in un centro per le dipendenze a parlare con uno psicologo per lui, ma non so più cosa fare.

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Come comportarsi con un ragazzo dipendente da cocaina

Buongiorno, sono una ragazza di 23 anni. Ho una relazione che dura da quattro anni con un ragazzo che ha iniziato a fare un uso di cocaina, saltuario e giustificato dal suo fallimento universitario, che chiamerei piuttosto ritardo prolungato dall'uso della suddetta sostanza, iniziata da un anno almeno. Mi trovo ora in una situazione per la quale provo profonda rabbia per le situazioni che in questo arco di tempo si sono presentate, non riesco a distinguere più quanto cerchi di mentire, manipolarmi e quanto invece siano richieste di aiuto questi scatti di rabbia. Se penso a lui, penso alla persona che ho conosciuto, leale, timida, molto intelligente, sensibile, questo lui purtroppo esiste solo intervallato da un lui che pretende solo ordine in casa (conviviamo) dove lui fa tutto (pulendo ossessivamente) e io niente, un lui che preferisce stare chiuso in casa perché se non si esce per bere, quasi non se ne parla. Un lui che giustifica tutti i suoi comportamenti dicendo che io lo giudico troppo, di certo accanendomi dopo le serate passate con un piatto davanti e la mia mente che vaga solo ai tempi andati (un tradimento, continue ricerche di attenzione sociale, mai più un regalo, soldi mai ridati sono diventati modalità operanti, interrotte e riprese) seguiti da pianti che non so più determinare come veri o manipolatori, dove mi chiede di non andarmene, messaggi dove mi chiede di tornare, io che per l'amore che provo ci ripenso. Ieri sera mi ha fatto riflettere molto, dopo aver litigato nuovamente, per non aver preparato in tempo delle cose, prima della partita di calcio, lui nervosissimo per questo, io che urlo e lui che dice di essere lo zimbello dei vicini per causa mia, che non so controllarmi, vado per mettermi a letto, un bicchiere d'acqua mi si rovescia sul comodino e colpisce il suo libro. Trenta minuti son passati con lui che mi chiamava ''sporca e sciattona, disorganizzata'' criticando il mio essere disordinata fino all'apice e allargandolo alle persone con le quali vivevo prima, alla mia educazione fallita da parte dei miei genitori, criticando quanto gli avessi rovinato quel libro introvabile su cui deve studiare per l'esame (edizione normalissima di un tascabile). Le scuse non bastano perché le pagine del libro ormai sono piegate, sento uscire dalla sua bocca le parole ''Non vedo l'ora che te ne vai, ormai sei solo un cancro che strilla e mi soffoca con i suoi giudizi''. A quel punto prendo le mie cose e me ne vado. Ora vorrei chiedere se secondo un esperto, la disfunzione che si è venuta a creare, è risolvibile in qualche modo, se per la vostra esperienza non si renderà conto di avere e suscitare reazioni esagerate fino a che non si attiverà in un percorso psicoterapico? A me sembra che per il momento non ascolti nessuno, nemmeno se stesso, io soffro tanto e non trovo una conclusione alle mie domande. Grazie per la considerazione, cordiali saluti

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Il mio ragazzo fa uso di cocaina

Salve vorrei avere un consiglio riguardo alla situazione in cui mi trovo, sto da circa 6 mesi con questo ragazzo che da come dice fa uso di cocaina ogni tanto quindi non è una cosa frequente dopo avermelo detto ha voluto smettere visto anche il discorso che gli ho fatto che per me è una cosa totalmente sbagliata e che non gli fa bene ecc.. da la sembrava davvero convinto invece passato poco tempo lo ha rifatto e me lo ha detto un pò dopo sapendo che io sono contraria assolutamente. Io ovviamente ho voluto chiudere la cosa lui ha ammesso di aver sbagliato e mi prometteva che da la non lo avrebbe più fatto pentito di avermi deluso. Da la ho cambiato idea dandogli l'ultima opportunità di restare insieme però di farsi curare o aiutare da un medico o psicologo ed è quello che sembrerebbe voglia fare ha prenotato per andare io ho cercato di restargli vicino ovviamente volevo assicurarmi che lui avesse davvero intenzione di cambiare però non c e l 'ho fatta e ho chiuso perché non mi fido più e non vedo un futuro perché ho paura che lui possa rifarlo e quando ero con lui non riuscivo più ad essere come prima perché appunto non mi fido solo che chiaramente lo amo e quindi è tutto più complicato ma voglio rimanere ferma su questa decisione che vorrei avere un consiglio se sia giusta anche perché sta cosa ha scosso anche lui forse è la volta buona che da una svolta alla sua vita anche perché già avendo prenotato da qualcuno vuole farsi aiutare.il punto è che per me è una pressione psicologica troppo grande già avendo io i miei problemi e quindi abbiamo deciso entrambi di fare così magari con il passare del tempo vedendo se sta situazione cambia ci si può risentire ma forse il staccarsi è stato meglio vista la situazione che non fa stare bene entrambi. Non so se ho preso la scelta giusta ovviamente la testa mi dice questo il cuore l'opposto ma non posso cedere

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Il mio fidanzato fa uso occasionale di cocaina

Buonasera. Vi scrivo per un problema riguardante l'uso occasionale di cocaina da parte del mio fidanzato. Stiamo insieme da tre anni, conviviamo e gia quando l’ho conosciuto faceva uso di cocaina. Nonostante la storia sia andata avanti, questo è sempre stato il problema centrale, che ci ha portato a litigare molto frequentemente e in modo brusco e mi ha reso insicura e paranoica ogni volta che esce con gli amici. Molti anni fa l’uso che ne faceva era smisurato mentre nel periodo in cui abbiamo iniziato a frequentarci si trattava di circa una volta a settimana. Cambiando lavoro e città nell’ultimo anno, la situazione è sembrata migliorare e ora ne fa uso circa una volta ogni due settimane, che per me rimane un grande problema. Io mi sono trasferita nella sua città (all’estero) fidandomi, ingenuamente, delle varie promesse e del fatto che il problema fosse dato da un suo malessere nel non stare nel suo luogo di origine e dal suo lavoro precedente. Ho investito davvero tanto in questa relazione in cui credo 6 giorni a settimana e smetto di farlo quando ne fa uso. I dubbi sono tanti. Ciò che scatena il bisogno è l’alcol (non lo fa mai senza aver bevuto) e come inizia a bere fa la chiamata per ordinarla. Mentre prima lo faceva senza sotterfugi, vista la mia rabbia ogni volta, ha iniziato a nascondermelo e negare puntualmente. Io il più delle volte lo scopro (attraverso mezzi poco etici) e inizia la sfuriata che ci porta per ore o giorni a non parlare finché lui ogni volta si mostra pentito e dispiaciuto e tutto torna normale, come se nulla fosse successo. La sua idea, nonostante ciò, è che io voglia controllarlo per il semplice fatto che cerco di evitare ogni situazione in cui so che finirà col farne uso. Io lo amo, viviamo insieme e quando non fa uso di cocaina stiamo benissimo, è premuroso e mi mostra il suo amore. Il problema è che non vedo un futuro con lui se non riesce a smettere. La sua giustificazione, ovviamente, è che la colpa è da attribuire solo all’alcol e che non si tratta di dipendenza in quanto ogni due settimane. Sono in crisi da due anni per questa situazione, mi sta veramente svuotando, ne ho abbastanza delle sfuriate e mi sento una stupida a perdonarlo sempre. Sentivo il bisogno di un consiglio di un esperto. Grazie

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Dipendenza da smartphone.

Salve a tutti, credo, anzi, sono quasi certa, che mia sorella (10 anni) abbia sviluppato, da quando le è stato regalato, una dipendenza da smartphone. In questo periodo di quarantena (siamo in zona rossa) si sa, ci sono molti meno svaghi rispetto a prima, ma la cosa sta diventando morbosa. Non appena le si prende il cellulare inizia a piangere e a gridare, e smette solo quando le viene restituito. A me questa cosa innervosisce molto, e fin quando io non lo faccio notare i miei genitori non le dicono niente proprio per evitare delle vere e proprie guerre. Non si lava, non studia, appena finito di mangiare se ne torna in stanza e nessuno la vede più. Come si può risolvere una situazione del genere? Per quello che vivo io tutti i giorni in casa mi sembra impossibile, la situazione è davvero insostenibile e sembro essere l’unica a notarlo. Non scherzo, non me lo sto inventando, la cosa mi sembra molto più grave di quello che si voglia credere, e sembra che a nessuno importi di cambiare la situazione, per evitare queste sceneggiate e vivere “felici”. Grazie in anticipo per le risposte, mi scuso per il messaggio troppo lungo.

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Ho utilizzato cocaina con amici per più o meno 3 mesi

Salve, vi contatto per avere delle delucidazioni. Ho utilizzato cocaina con amici per più o meno 3 mesi. Ne prendevamo mezzo max un grammo in 4 /5 persone il sabato e a volte il martedì. Questo non tutte le settimane. Ora io ho deciso di smettere da un mese. Non ne sento il bisogno, ho solo pochissima ansia e invece di dormire 7 ore ora dormo 5 ore e mezza. Volevo sapere come comportarmi. Grazie per la disponibilità

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