Dipendenze
Dott. Antonio Floriani

Malati di droghe

L'articolo dà uno spaccato, drammatico quanto reale, del consumo di droghe tra i giovani. Centinaia di sostanze, legali e soprattutto illegali, che diventano il contenitore illusorio ...

25 Aprile 2019

Domande e risposte

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Mio marito e dipendente dalle droghe.

Mio marito fa uso di droghe ogni giorno, marijuana tutti i giorni e molto spesso anche la cocaina e alcool. Stiamo insieme da 9 anni, e penso che proprio in quel periodo ha iniziato a fare uso di marijuana e da circa due anni e mezzo la cocaina. Non prendevo molto seriamente la situazione prima anche se abbiamo 2 bambini, uno ha 5 anni e il piccolo 2 lui non ha mai pensato di essere dipendente nega anche ora. Siamo di cultura rom e siamo anche molti giovani io ho 23 anni e lui 26 queste cose da noi non si prendono così sul serio perche il marito può praticamente fare tutto quello che vuole e la donna non può impedirgli cosa fare. Lui non ha un lavoro non ha lavorato mai o forse solo per pochi giorni i soldi che aveva li spendeva tutti per marijuana cocaina e alcool. E quasi sempre violento devo nascondere tutti i soldi e le cose di valore per non rischiare che lui le venda lui gioca tanto anche alle macchinette. Spesso e violento, con i bambini non si dà tanto da fare è una situazione molto grave io soffro molto ho spiegato a sua madre e lei ci ha parlato ma lui continua e io non so cosa fare perché solo io vedo le cose come sono pensano tutti come a una cosa normale uno scherzo che lo fa e smette quando vuole però non e cosi. Spesso quando non ne fa uso ha mal di testa e non si sente molto bene non so proprio cosa fare sono disperata e sto pensando di lasciarlo perché ho sofferto molto in questi anni anche molti tradimenti e bugie e non posso più andare avanti mi parla sempre male avvolte vuole picchiarmi non so proprio cosa fare aiutatemi per favore.

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Come funzionano i meccanismi di dipendenza?

Buona sera,ho letto diversi articoli e domande e mi sembra, questo spazio da Voi aperto moto bello e perciò ecco che mi è venuta voglia di scriverVi, per avere certi chiarimenti, risposte. Volevo chiederVi come funzionano i meccanismi di dipendenza da sostanze e perché rispetto ad altre, una in specifico subentra di più? Premessa che avendo provato e facendo anche i mix di sostanze e alcool, beh quello che mi domando è perché una sostanza che all'inizio neanche mi piaceva e la avevo provata a fasi alterne e poco e poi a distanza di qualche mese da quando non lo ho assunta, parlo ad esempio della cocaina, beh ha iniziato a prendermi parecchio e senza accorgermene, in questi ultimi quattro mesi oramai, beh ecco l'assunzione è divenuta quotidiana e a "buffate", senza dimenticare che di tanto in tanto ho continuato a fare mix con alcool, o altre sostanze seppur notevolmente di meno che con la sostanza di base? Da quando ho notato che iniziavo a provare sostanze diverse, non più solo ogni tanto qualche "spinello", e con l'incentivo di due persone tra cui un' esperta che mi seguiva già da tempo e con la mia volontà, ho deciso di rivolgermi al Sert, un mondo che per me è del tutto nuovo e non conosco ancora, per paura di intraprendere una strada che rischia di farmi cadere in un tunnel senza via d'uscita, solo che se non fosse stato per un, due persone che mi hanno dichiarato come qualcosina in me stesse mutando, beh non mi rendevo conto, non mi rendo conto effettivamente di come fossero le mie reazioni e di come anche se ancora non troppo visibili, ci siano comunque e le reputo diciamo abbastanza leggere con il mio essere che sono, con le medesime reazioni, ansie, domande che ho da sempre. A parte qualche volta in cui ho avuto anche paura solo ultimamente e analizzando la situazione in cui sono con chi mi segue al Sert e anche con altre persone, beh inizio ad avere un po' di consapevolezza ma ugualmente non reputo la mia situazione ancora rischiosa, come gli altri invece sostengono, ammonendomi che rischio davvero di cadere nella vera e propria dipendenza. Da ciò le mie domande un po' più dirette. Il fatto di beh, ecco, aver più agitazione, domande che già di mio me ne pongo tante, ecco è una conseguenza della sostanza ( sostenze), che incrementa le mie fragilità? Come se le accentuasse, ecco cosa percepisco quando ne faccio uso? Un' altra domanda, sto notando sempre di più specie nell'ultimo periodo che se ho la sostanza, la quantità sotto occhio non riesco a "controllarmi", e mi ritrovo che la assumo tutta finendola anche se mi prometto che dopo, quella riga smetterò, dicendo la classica frase: "mah si tanto è poco, ancora una riga poi smetto", solo che poi non riesco e mi ritrovo la mattina seguente ancora in piedi e quando smetto beh come in questi giorni, sento che il mio corpo e la mia mente richiede di dormire e quando riesco a dormire riposare beh dormo tanto, ritrovando poi un po' di energia, tranquillità Altri sintomi che ho notato ad esempio e che quando mi "abuffo", ho il - craving e mi lascio andare poi ho spasmi di caldo e freddo, un due volte è successo che sentissi dei formicolli abbastanza forti in alcune parti del corpo e una volta tempo fa forse perché ho esagerato, beh ecco facevo fatica a deglutire e provando a bere, facevo difficoltà e avevo reazioni di tosse e mi mancava un po' il respiro. Sopratutto noto che il tempo passa velocemente senza accorgermene, ho fatto cose che mai avrei fatto prima e che detesto se le vedo in un'altra persona, sto divendo qualcuno che non volevo essere, qualcuno che non riconosco e di come noto che le paure più profonde si ingantiscono mah la mia domanda esatta è, come faccio a capire esattamente le mie reazioni quando assumo le sostanze, o la sostanza in specifico? Ho anche notato grazie anche all' aiuto che sto ricevendo, che la volontà scema man mano e che è difficile davvero avere costanza sopratutto, quella che mi manca, che ci sono momenti in qui mi sembra di essere davvero giù, in down, che passo da momenti energici, a momenti depressivi, tristi, dall''euforia , a pensieri, domande sull'esistenza, sul mondo: questa analisi mi viene anche ripensando e vedendo le reazioni che avevo con la mia prima dipendenza che avevo, non dalle sostanze ma a un altro tipo di dipendenza mi riferisco, comunque vada a finire noto che tutte le dipendenze sono simili e che di base c'è la paura di affrontare noi stessi, le nostre paure e che l'orgoglio a volte distrugge di più, facendoci allontanare pian piano da tutto e tutti, forse anche una forma di l'egoismo c'è sotto sotto, una ricerca d'attenzione come mi fanno notare ma che ancora non voglio ancora ammettere, crederci fino in fondo come il fatto forse di essere già dipendente dalle sostanze, o vari forme per "distruggermi", perché alla fine mi ripeto che in fondo non è che la mia situazione sia grave, che non sono ancora nella dipendenza che, posso ancora uscirne quando voglio... Ok è la tipica frase di chi non si rende conto effettivamente della sistuazione in cui è. Eppure, buh, non so... Le sostanze in particolare, illudono, ti prendono il respiro e poi te lo tolgono. Non pensavo che la cocaina, incantatrice maledetta, iniziasse a prendermi così tanto eppure se da una parte c'è la paura, una piccola consapevolezza, dall'altra parte, per il carattere testardo che ho e un po' sciocco, c'è una forte attrazione a sperimentare, spingermi oltre i limiti volendomi mettere alla prova con vari metodi e in vari modi, solo non in maniera positiva ma anzi, con spericolatezza, che di base ho. Quello che mi fa riflettere ultimamente è, perché rispetto a tante persone che non hanno ahimè la possibilità di scegliere, io che ce l'ho, assieme anche a tante fortune non scelgo, non ho costanza sopratutto? So che di strada ne devo fare ancora molta e che devo ancora crescere molto e imparare tante cose ma come mi avvertono gli altri, se continuo così la strada porta solo da una parte... Spero di aver spiegato abbastanza la situazione e di aver trascritto bene le domande principali che volevo porVi. Ringrazio in anticipo per la Vostra disponibilità e aver creato uno spazio così, En H. C.

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problemi di autostima dipendenza problemi adolescenziali (seprazione genitori)

Salve io ed il mio compagno ci conosciamo da circa 17 anni e stiamo insieme da circa 15 l ho conosciuto che faceva uso di cocaina di tanto in tanto, poi siamo andati a vivere insieme e una volta ogni due mesi circa si chiudeva in casa per un paio di gg e faceva uso di cocaina e alcol mettendo la casa a soqquadro come cercasse qualcosa, soprattutto tra i miei vestiti poi un pò alla volta la cosa è scemata e ci sono stati anni senza la presenza della sostanza nella nostra vita (ne sono certa perchè a lui fa un effetto talmente visibile che impossibile per lui nasconderlo) dopo un pò ci siamo lasciati io volevo un figlio lui no e dopo circa due anni ci abbiamo riprovato perchè lui si era deciso. Ora sono quasi 4 anni che siamo tornati insieme(niente figli perchè io ho avuto dei problemi) ed è da un annetto e mezzo che lui costantemente ( una volta al mese) fa di nuovo uso di cocaina chiudendosi in casa bevendo molto di meno di come faceva e non rovistando ovunque ma cmq in solitudine perchè se ne vergogna maledettamente io ho un papa che da un annetto si è ammalato di cancro un quarto stadio pertanto, come potete capire non ho né la forza nè il tempo per stargli dietro e questo ha peggiorato le cose, liti forti e ammetto di avergli messo le mani addosso me ne vergogno ma oramai non lo tollero piu, lavoro famiglia amore non c'è nulla che lo trattiene ... NULLA inoltre compra senza freno abigliamento maschile :-( ora poichè lui continua a sostenere di riuscire ad uscirne da solo, l ho messo di fronte ad una scelta o cominci un percorso con me di terapia di coppia o la mia vita andrà avanti senza di te l ho conosco bene e da sempre ha avuto un brutto rapporto con i genitori separatesi quando lui era diciottenne il papa non c'è più e con la mamma è un litigio continuo :-( la terapia potrebbe aiutarci in questa situazione? la verità è che per quanto io lo minacci il pensiero che la sua vita possa essere questa anche senza di me mi uccide :-(

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Ho scoperto che fa uso di cocaina

Buon giorno, dopo 16 anni e 2 figli il mio compagno a gennaio ha deciso di tornare a casa dei suoi. È sempre stato un uomo legato alla famiglia ma molto stressato dal lavoro e quindi tante ore via da casa e week end con poca voglia di fare ma solo di riposarsi. Io non l'ho molto aiutato perché pretendevo che ci fosse di più, per me la famiglia è anche stare insieme. Lui ad ottobre 2018 ha accettato una promozione senza nemmeno parlarmene e questo voleva dire ancora più stress e lui sa bene che a me i soldi in più non mi interessano ma voglio la famiglia unita. Sicuramente io ho sbagliato anzi tutti e due dovevamo gestire la cosa in maniera diversa ma sono cose risolvibili e non è da lui averci abbandonato così, senza voltarsi. I primi mesi ha detto di aver messo noi da parte per concentrarsi sul lavoro, io ho sofferto tantissimo e anche i miei figli soprattutto perché non è un comportamento da lui e in più non ha mai detto di non amarmi più. Adesso è più di un mese che ci vediamo spesso, passa le serate a cenare a casa e poi però va sempre a dormire dai suoi. Ha deciso anche di andare dallo psicologo e questo mi ha fatto molto piacere perché lui ha sempre detto di non aver bisogno di aiuto. Però ultimamente esce anche spesso e lui è sempre stato uno che usciva poco, quando passa da noi ovviamente è sempre stanco, poi però esce con i suoi amici il venerdì e di uscire insieme io e lui niente. Stufa di questo comportamento 2 giorni fa dopo una serata che aveva fatto con i suoi amici, ho guardato nella tasca della sua giacca e ho trovato..un pacchetto di sigarette vuoto con anche delle tessere magnetiche tipo quella del supermercato, con un sacchettino di cocaina e un tubicino di plastica. In quel momento mi è venuto in mente che a giugno avevo trovato in macchina una banconota arrotolata ed era molto strano, ma lui aveva detto che l'aveva persa un suo collega. Quindi ora mi spiego il suo comportamento troppo strano ma ovviamente non so come affrontarlo. Lui non sa cosa ho trovato, adesso ho paura che dirgli quello che so lo butti ancora più giù, già mi diceva che si sentiva sconfitto se gli dico che so ho paura che crolli ancora di più. Ma la cosa che mi preoccupa di più è che si è tenuto quella cosa in tasca come se fosse niente. Aiutatemi vi prego ..

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Quale può essere la relazione tra il narcisismo di un padre e la tossicodipendenza del figlio?

Buonasera, mi rivolgo a voi per provare a comprendere una situazione complessa. Come si potrebbe spiegare l'insorgere della tossicodipendenza nel figlio di un narcisista contro-dipendente che pure si dice e appare piuttosto presente e coinvolto nei tentativi di guarigione del figlio? Per completezza, aggiungo che la madre è sempre stata assorbita dal lavoro e, di fronte ai numerosi tradimenti del marito narcisista e dipendente sessuale, ha deciso ad un certo punto di mandarlo via di casa. Ringrazio anticipatamente.

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Amore e cocaina

Buongiorno a tutti, sono una ragazza di 33 anni e sono disperata. Sto con un ragazzo da quasi 2 anni, il quale sin da subito mi aveva confessato di fare uso di cocaina. All'inizio ho tollerato la cosa, ma poi con il passare del tempo ho imparato a conoscere, purtroppo, gli effetti che ha sulle persone. Ho passato mesi di inferno, dove ne faceva uso spessissimo. Notti intere passate a litigare con una persona completamente diversa da quella che conoscevo, arrivando ultimamente anche a violenza fisica di cui ho dovuto nascondere i lividi in piena estate.
Mi ha promesso tante volte che avrebbe smesso, ma appena guadagna dei soldi, li usa per comprarsi quello schifo, devastandosi talvolta anche con l'alcol. Io vivo nell'angoscia più totale di ritrovarmi in quelle bruttissime situazioni fatte di menzogne e violenze.. gli ho spiegato tante volte che io voglio un uomo normale, pulito. Vorrei aiutarlo, vorrei avere le armi per poterlo supportare, ma mi sono accorta che non ne sono in grado e ho serie difficoltà..non so come fare. Ho anche chiesto aiuto alla mia psicologa di supportarmi in questo, quando a lui gli ho accennato che lo facevo in modo da aiutare sia me che lui, non ha voluto sentire ragione e mi ha dato della pazza, dicendomi che sono io ad aver bisogno di curarmi e non lui.
Io non so più che fare…...lo amo tanto e vorrei aiutarlo, sto facendo il possibile, ma sembra che non voglia essere aiutato o forse è troppo orgoglioso per chiederlo. Che faccio? Aiutatemi vi prego….è una sofferenza stare con una persona così...

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Uso di cocaina

Buongiorno,
io e mia moglie c’è ne siamo accorti che mio figlio di 28 anni fa uso di cocaina purtroppo, ne abbiamo parlato e lui ha ammesso di farne uso ma solo saltuariamente a suo dire e di non esserne dipendente. Io e mia moglie potete immaginare la nostra angoscia vogliamo aiutarlo.
Magari rivolgendosi a qualche centro per qualche cura di disintossicazione o psicoterapeuta c’è da prendere in considerazione che lui vive e lavora a Londra. Voi potete aiutarmi in qualche modo per Londra? Come posso fare?
Grazie

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Cura Ludopatia fallita

Buongiorno a tutti, mia madre da diversi anni è affetta da questa malattia, a cui abbiamo più volte provato ed aiutata a superare, ma non ha portato alcun effetto ed anzi la situazione è sempre più grave. Tutte le iniziative messe in atto sono pertanto fallite, dai tentativi di fargli prendere coscienza alle minacce, dall'accompagnamento presso i centri specializzati (che ha abbandonato dopo pochi mesi in quanto riteneva "di essere guarita"), al blocco delle carte di credito ed accesso ai contanti. Nessuna soluzione ha funzionato, se non per un limitatissimo periodo di tempo (i giorni successivi). Cercando sul forum si consiglia di bloccare l'accesso al denaro peccato che non si faccia mai menzione al fatto che i soldi per chi ha questa malattia, non sono un problema: in un modo o nell'altro riesce ad ottenerli con piccoli prestiti e sappiamo tutti come l'ottenimento di denaro possa portare a situazioni ancora più gravi. In questo caso siamo già in situazioni di debiti, fortunatamente tutti rientrati, ma per quanto andrà bene? Quanto manca prima che incontri la persona sbagliata? Come molti casi, di sua iniziativa non accetta alcun tipo di cura, seppur consapevole di avere un problema, ritiene di poter essere in grado di uscirne da sola, ma senza alcuna possibilità di riuscita. Chiedendo al medico di famiglia la risposta è stata che "essendo in grado di intendere e di volere" non si può fare nulla senza la sua volontà, ma continuo a domandarmi come una persona affetta da una grave dipendenza possa essere classificata come tale in grado di intendere e volere, perlomeno nello specifico ambito del gioco e della cura di una malattia, e sopratutto non esiste alcuno strumento che consenta di iniziare un processo di cura a prescindere dalla sua volontà (non sto parlando qui di di efficacia e di riuscita della cura, ma almeno tentativo). Il danno non è solo di tipo economico (prosciuga praticamente tutta la sua pensione, e forse anche di più), ma anche psicologico di chi le sta attorno. Quali suggerimenti potete darmi? Grazie mille!

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