Dipendenze
Dott. Antonio Floriani

Malati di droghe

L'articolo dà uno spaccato, drammatico quanto reale, del consumo di droghe tra i giovani. Centinaia di sostanze, legali e soprattutto illegali, che diventano il contenitore illusorio ...

25 Aprile 2019

Domande e risposte

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Come si può dire ai tuoi figli che il padre si deve ricoverare in un centro per disintossicarsi?

Oramai da bene dieci anni non stiamo più insieme essendo ancora sposati. La situazione era esasperante: con due bimbe piccole (una di 2 anni e una di 1 anno) ho deciso di lasciare mio marito perché era un continuo discutere. Il problema principale era la cocaina che lo portava a fare disastri e trovava le scuse in tutto ciò che gli accadeva intorno. La colpa era sempre degli altri. Io dovevo crescere le mie figlie e non potevo stare a combattere sempre con lui, non ero serena. All'inizio é stata dura ma poi sono riuscita ad instaurare con lui un rapporto civile. Nel frattempo si è rifatto una compagna e convive con lei e le sue 2 figlie da 5 anni circa. Può vedere le bimbe come è quando vuole, se loro vogliono e non hanno impegni. Avrà sicuramente continuato con il suo vizietto, anche perché tre anni fa mia figlia ha avuto un linfoma ed ha dovuto affrontare un percorso abbastanza duro. Adesso ha deciso di ricoverarsi al Sert e proprio non so come affrontare la situazione con le bimbe. Che gli dico???? Ho sempre preferito non raccontare i dettagli della nostra storia a loro. Alla domanda perché non state più insieme ho sempre risposto che eravamo diversi e stavamo sempre a litigare. Adesso come faccio? Grazie per il vostro tempo.

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Sono sola ad affrontare la dipendenza del mio compagno

Salve, mi rivolgo a voi in quanto specialisti nel settore sperando di riuscire a venirne a capo. Ho 28 anni, da due anni convivo con il mio compagno di 35. Viviamo in un paesino e come si può immaginare a volte le voci girano e il più delle volte sono ingigantite, ma non infondate, quando ci siamo frequentati io ho esplicitamente chiesto a lui se facesse uso di cocaina molto frequente come avevo sentito e la risposta è stata ovviamente "solo nelle occasioni con gli amici". Riassumendo ci sono cascata, ad oggi, con prove certe, ho scoperto che la situazione è proprio come si diceva saltuaria, ma costante ne ho parlato con sua madre e la non accettazione è stata la conseguenza. Non ho nessuno che può aiutarmi e ora soffro di ansie che controllo con lo xanax. Mi sono accorta che per la rabbia che provo non sono un aiuto efficiente e devo farmi da parte lasciando spazio a voi. Ad oggi dice di voler aiuto xké fino ad ora non la reputava una cosa grave. Il fatto che lui la prendesse come un "passatempo" invece io lo vedo ancora più grave. Qual è la strada che devo intraprendere?

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Fidanzata con ex tossicodipendente

Sto con un ragazzo che faceva uso di cocaina da 9 mesi. Lui è più giovane di me. È stato in comunità x quasi 3 anni. Io l'ho conosciuto che era a posto insomma. Lui da subito mi ha parlato del suo passato, cosa che ho apprezzato e x questo ho continuato a frequentarlo, tra ansie, mal di testa, chiusure, e sbalzi d'umore suoi, siamo ancora qui. Ma c'è un però! Ha avuto una ricaduta a maggio (e poi in agosto anche se questo nn me lo ha confessato lui) Poi a settembre mi chiama, chiedendomi le mie urine, xchè sua madre vuole che lui faccia il test. Io sconvolta da questa cosa nn sò che fare, ma alla fine cedo e lo proteggo. Lui nn trova un'occupazione e in casa la situazione è davvero molto tesa, anche il fratello più piccolo sta in comunità (i genitori sono distrutti). Io pago tutto quando usciamo e cerco di nn farglielo pesare, a volte mi chiede 10 euro xchè ovviamente i suoi nn gli danno nulla. Ma arriva il peggio, lui mi dice prima di natale che ci pensa, e che una volta ogni tanto, Cmq lui lo vuole fare, così x festeggiare, tipo à capodanno, io ci rido su, (nn ho mai fatto uso di nulla) faccio la vaga fino a ieri. Mi chiede di andare a fare un week end dove vuole che sia io che lui lo facciamo, al momento resto di sasso, nn so che dire, ho quasi paura a dire no, xchè ho paura di perderlo. Oggi mi chiama e io gli dico che se vuole farlo lui può farlo ma io nn me la sento assolutamente di mettere a rischio la mia vita, anche xchè ho delle responsabilità, allorché lui mi dice che farlo solo nn ha senso, che il bello era farlo insieme, e che a sto punto lo farà da solo (quasi a farmi sentire in colpa). Io gli faccio notare che si stava animando e lui mi dice che mi chiama più tardi. Come mi devo comportare? È vero che ho paura di perderlo, peró nn voglio essere sua complice. Xché nonostante tutto lui ci pensa ancora alla cocaina? Ne uscirà mai del tutto?

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Alcolismo

Buona sera, il 13 /12 /2011 la ditta dove lavoravo dal 1990 ha chiuso e ho incominciato a bere vino, poi nel Gennaio di 4 anni fa è morta mia Mamma l' altro giorno ho cercato di togliermi la Vita ma un passante mi a preso al volo evitando che mi buttassi dal ponte, in quel momento ero convinto che morendo mia Moglie e i nostri 2 Figli sarebbero stati meglio senza di me, sono arrivati i Carabinieri e ambulanza sono stato ricoverato e dimesso il 25 Dicembre, ora mi consigliano di farmi ricoverare per un mese in un centro di Rivolta D'Adda ( MI ) ma dopo l'esperienza al N.O.A e A.A. che a me personalmente non è servito a niente sono un po' dubbioso. Vi ringrazio anticipatamente Francesco .

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Cocaina

Salve mi chiamo Chiara, convivo da 2 anni con un ragazzo che fa uso costante di cocaina da 15 anni. Lui nei miei confronti non so neanche piu se mi vuole bene ecco mi insulta mi denigra facendomi sentire sbagliata e inutile, infierisce su di me e mio figlio sempre dicendo che siamo cattivi nell anima , che io lo tradisco, non lo amo cosa che non è vera, che pensiamo solo a noi, che faccio solo le cose in funzione di mio figlio che ha 10 anni e che non esiste nessun altro oltre il mio bimbo .... ecc... mettendo anche parole offensive. Lui non ha patente perchè gliel'hanno tolta proprio per l' alcol quindi sono io che lo porto dove deve andare. Lui si sente superiore a tutti infatti dice che anche sotto cocaina sarà sempre meglio di tutti. Dice che vuole smettere e ogni giorno è l' ultimo, ma non è cosi- vuole essere servito e riverito e se non lo faccio mette di mezzo il bimbo dicendo "ma per il tuo figliolino prediletto lo fai" con tono di disprezzo, ma lui a 10 anni.... dico. Ecco cosa devo fare come comportarmi con lui. Sono veramente stanca e lui non so se se ne accorge

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Sono incinta di 6 mesi, ma ho deciso di lasciare il mio compagno

Salve, ho trovaro il sito perché ero alla ricerca di consigli e pareri obiettivi, ma non ho altre persone al corrente della situazione con cui potermi confrontare. Ho 26 anni e sono al sesto mese di gravidanza. Ho appena lasciato il mio compagno e sono tornata a casa di mia mamma dopo 4 anni e mezzo di convivenza. Lui ha 36 anni e ha problemi di dipendenza dalla cocaina. Voglio specificare che da quando siamo insieme ha avuto dei grossi miglioramenti, inizialmente frequentando un gruppo di narcotici anonimi e nell'ultimo periodo grazie alla sola volontà. I periodi più lunghi di pulizia li ha avuti negli ultimi 2 anni, con ricadute diciamo di breve intensità. Negli ultimi 8/9 mesi è rimasto pulito completamente e abbiamo diminuito drasticamente il consumo di alcolici, di comune accordo. Io l'ho sempre considerato un tossicodipendente atipico, grazie appunto a questa forte volontà di smettere che ha dimostrato. Il problema è sorto quando in seguito a un lieto evento(ha finalmente superato l'ultimo esame dell'università ) ci siamo ritrovati a festeggiare con degli amici. Diciamo che vedendo che stava bevendo (circa 6 birre piccole per la precisione) sono andata completamente nel panico e abbiamo litigato pesantemente, litigio in seguito al quale io sono tornata da mia madre. Fin qui tutto bene, nel frattempo mi sono resa conto di aver avuto una reazione esagerata e stavo riconsiderando l'idea di tornare insieme nel giro di poco. Avevo in mente di usare questo periodo come prova del suo autocontrollo in mia assenza, se non fosse che ha avuto un'altra ricaduta. Ora io sono convinta di non voler tornare con lui, non credo di riuscire a reggere psicologicamente questa ansia di possibili ricadute con anche la responsabilità di un bambino. A me è crollato il mondo addosso e sento di non potermi più fidare. Finora mi andava bene fargli un po' da controllore, sapere sempre dove si trovava e tenergli anche i soldi in situazioni a rischio, ma io voglio essere serena e crescere mio figlio in pace, anzi, pretendo per mio figlio un ambiente totalmente sano, privo di litigi su argomenti come droga e alcol. Vorrei far capire al mio compagno che è arrivato il momento di crescere, responsabilizzarsi e acquisire la consapevolezza che le sue azioni hanno delle conseguenze, invece di minimizzare e considerarmi paranoica. Forse pretendo troppo, ma lo faccio perché voglio avere la certezza che il bambino non abbia un'infanzia traumatica con due genitori allo sbando. Fondamentalmente penso di aver preso questa decisione per paura. Volevo solo qualche parere obiettivo sulla situazione dato che mi sento abbastanza in colpa di togliergli la possibilità di vivere il bambino come coppia e ho anche paura che per lui sia troppo grande l'impatto emotivo per poterlo superare senza ricadere nell'abuso di alcol e cocaina. Grazie per le Vostre risposte.

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Sto malissimo

Dopo più di tre anni che frequentavo un uomo di oltre 60 anni ho scoperto che non solo fa uso di droga ma spaccia....non mi manca.... ma il fatto che si è comportato da vigliacco con me e con la mia famiglia mi distrugge psicologicamente

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Rapporto a distanza

Buonasera ho 44 anni e dopo aver convissuto un anno il mio compagno è partito da un anno per lavoro all'estero siamo insieme da due anni quindi io lo vedo ogni 15 giorni per soli 4giorni. Deve stare fuori ancora tre anni! Sto malissimo piango mi dispero mi manca da mancare l aria e ogni giorno mi chiedo come un rapporto a distanza possa crescere vedendosi così poco! Non mi danno ne part time ne Aspettativa in poste sono disperata aiutatemi vi prego. Ho paura poi che conosca un altra perché io sono lontano. Grazie

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