Dipendenze
Dott.ssa Alessandra Paulillo

Alcolismo

ALCOLISMOSecondo il DSM-IV, si tratta di una modalità patologica d'uso della sostanza che conduce a menomazione o a disagio clinicamente significativi. La tolleranza riguarda il bisogn ...

19 Aprile 2020

Domande e risposte

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Ho scoperto il mio compagno farsi di coca

Premetto che l'ho scoperto farsi di cocaina stanotte mentre io dormivo. Da un mese ha smesso con gli spinelli. Ho fatto una scenata esagerata, non ero davvero in me avendo visto quella scena. Si è giustificato dicendo che lo fa solo "ogni tanto". Dopo due ore invece ha ribadito che l'ultima volta è stata a dicembre scorso. Io temo che sia un bugiardo patologico e non so più a cosa credere. Voi cosa mi consigliate di fare? Sono disperata. Grazie.

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Aiuto sono dipendente da cocaina

Ciao sono Elvis un ragazzo di 20 anni, l estate scorsa ho iniziato a uscire con un gruppo di ragazzi diversi dalla mia solita compagnia con cui fumavo le canne perchè si era creata una strana tensione nel gruppo tra me e il mio ex migliore amico di cui era innamorato di una mia ex ragazza e a me non andava giù la cosa poiché ne ero ancora abbastanza forse ‘innamorato’ metto tra parentesi perché non sono mai stato ne sicuro ne convinto dei miei sentimenti verso di lei, sono sempre stato un ragazzo abbastanza ansioso ma non ne facevo mai un problema in adolescenza poiché non ci facevo caso erano piccoli momenti che poi in un modo o nell’altro svanivano col tempo, dunque dicevo di aver cambiato compagnia questa compagnia era composta da ragazzini più piccoli di me e mi divertiva diciamo essere il più grande e rispettato del gruppo cosa che non c’era prima, ma uscendo con questo gruppo ho iniziato ad ampliare le mie conoscenze e ho conosciuto dei ragazzi più grandi di me che fanno uso di droghe pesanti. L’ incontro è stato del tutto casuale e non sono mai andato a ricercare droghe ma questi me l’hanno proposto e io non ho rifiutato poiché il mio ex migliore amico proprio per questa storia della ragazza aveva iniziato a farsi anche lui, ma a quanto pare ora non gli interessa più anche se dice che se gli capita lo fa bohhh non capisco. Ho iniziato con le pastiglie di MD era molto divertente mi sentivo felicissimo in estasi come si potrebbe dire e mi sentivo innamorato del mondo non avevo alcun problema, poi ho fatto la cocaina perché l md non c’era ed era l unica cosa che questi ragazzi più grandi di me avevano spesso e li booomm ho provato la prima volta e non ho capito un cazzo dell effetto stavo solo male mi sentivo proprio male imparanoiato e basta poi ho iniziato a farlo più regolarmente e io cercavo la sostanza ma non lo capivo perché l effetto mi sembrava tutto normale e mi muovevo sempre inconsciamente verso di loro, un sera abbiamo fatto l md e mi sono preso malissimo il giorno dopo avevo la partita di calcio e sono andato nonostante fossi stato in giro da solo in un bosco imparanoiato con me stesso ho preso gli scarpini e sono andato arrivato li devasto non capivo nulla ero spaesato vedevo i compagni che mi guardavano strano allenatori e staff pure non capivo cosa stava succedendo e li ho chiamati mia madre per venirmi a prendere dicendo che stavo male, poi a mia madre gli ho raccontato cosa ho fatto e da lì la mia vita si è rovinata mia madre sapevo che mi facevo di droghe pesanti ormai ne era consapevole e io non avevo messo in punto che avrei richiesto ancora l uso di sostanze in futuro, ormai stavo male non potevo più chiederle soldi perché sapeva ormai che avrei potuto usarli per prenderci qualcosa. Trascorso un po’ di tempo glie l’abbiamo detto anche a mio padre e li peggio ancora hanno cercato di mandarmi da uno psicologo anche se lo avevo chiesto io perché magari poteva risolvere qualcosa ma non è stato così poi mi hanno mandato in Inghilterra per stare lontano da questa ultima compagnia, ma li ormai dopo tutto il tempo trascorso senza farmi ero completamente fuori dal mondo non sapevo chi sono cosa devo fare era costantemente un pensare per essere migliore e smettere di drogarmi, ho iniziato a lavorare lì perché i miei zii volevano così, e il primo giorno di lavoro quando ho fatto la pausa sono uscito a fare un giro e mi è preso un attacco di panico pazzesco non sentivo nessuno vicino a me mi sentivo un alieno uno spirito senza identità sono ritornato a lavoro e le ho detto al capo le cose che avevi fatto in Italia lei mi ha ascoltato e mi ha detto le solite cose di non drogarmi fa male se ho bisogno di aiuto lei c’era, nel frattempo mi seguiva una psicologa in videochiamata dall Italia, un giorno a lavoro conosco questo portoghese e non so come ho capito subito che faceva uso di cocaina è bastato uno sguardo e mi ha ipnotizzato io volevo parlare con questo ma la psicologa mi ha bloccato e mi ha detto di non parlare con questo tizio di cocaina per nessun motivo dopo una settimana di lavoro ho mollato e sono tornato in Italia non capivo mi sentivo uno schifo e ho detto ai miei zii che avrei voluto tornare in Italia dalla mia famiglia perché mi sentivo solo e avevo bisogno di amore in quel momento. È stato un grave errore perché in famiglia altro che amore sono fissati ormai sul fatto che io non debba fare uso di sostanze per nessun motivo mi bloccano in casa non mi fanno uscire più con queste persone mi controllano mi chiedono tutto allo scopo alla fine solo di sapere se ho fatto uso di qualcosa, quando sono tornato andavo di persona dalla psicologa e lei mi seguiva ma io ne uscivo sempre con le solite solfe non devi non puoi non fare credendoci anch’io, ma poi io stavo d mi merda e ero sempre intontito, dopo tante sedute di un costo veramente elevato e con i pochi soldi che avevo preso li avevo dati a lei un giorno mi fa un appuntamento con una psichiatra e li è stata la goccia che mi ha fatto impazzire mi ha detto che ci voleva tempo che doveva valutare se farmi medicinali e che magari non potevo prenderli io con il mio controllo sono uscito dalla stanza dopo il colloquio che stavo come in Inghilterra spaesato quasi come se stessi morendo la sera sono andato da uno di questi ragazzi mi rimanevano 50 euro ho preso 1g di cocaina e me lo sono fatto la sera da solo è stato una merda non capivo nulla mi facevo ma nulla poi quando sono uscito in giro ho capito, non c’era nulla da capire era già tutto perfetto così avevo il colloquio con la psicologa e con mia madre e sono andato ma era diverso sta volta sia mia madre sia la psicologa in quel momento non riuscivano più a manipolarmi stavo bene non avevo più paura di niente e mia madre si è messa pure a piangere ma io li impassibile perché davvero ne avevo passate di tutti i colori pur di DOVER SMETTERE A TUTTI I COSTI, finito il colloquio ho smesso di seguire quella psicologa e sono andato al SerD poiché un servizio gratuito e decisamente più abbordabile nella mia situazione ora io sono chiuso in casa non esco mai sono sempre arrabbiato con me stesso perché non ho forze tremo vomito ho sempre mal di testa e so qual è la soluzione farmi ma ormai sento la paura degli altri prima di farlo e non ho più il coraggio di fare nulla, non so più cosa fare vado al serD ma non cambia nulla qui ho trovato delle persone che mi hanno detto che ormai devo accettare di essere dipendente e di non farmi più così tanti problemi per farmi, ma non cambia che servono soldi per la droga e io ho paura di trovare un lavoro perché per come sto mi sento costantemente osservato è incapace di lavorare finché non ho i soldi e posso procurarmi la cocaina poi li non so magari non è per niente rosa è fuori però di certo non mi manca la sicurezza. Aiuto scusatemi per questo poema ma ho davvero cercato di dire tutto poiché così in qualche modo chi legge possa conoscermi e capire la mia situazione. Grazie in anticipo

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Mio marito mi ha tradito nella forma più squallida e schifosa che ci sia

Buonasera. Da premettere che io e mio marito ci amiamo. Siamo una bella famiglia. Abbiamo due figli eccezionali e agli occhi degli altri siamo una coppia invidiabile. Quatto anni fa ho scoperto che aveva un sito con un altro nome e chattare con trans, omosessuali incontrandosi con loro e non oso immaginare le porcherie che avrà fatto. Ovviamente lo ha negato ma davanti a quello che avevo scoperto non poteva più negarlo. Mi ha raccontato che aveva fatto sesso anche con due donne. Sono stata malissimo. Mi faceva schifo e la cosa più grave è che non ne potevo parlare con nessuno. Dopo quattro anni ho scoperto che aveva ripreso a chattare e a questo punto non so se lo avesse fatto anche prima. Lui si giustifica dicendo che io non sono dolce con lui e lo fa perché vuole dominare e offendere gli omosessuali. Sinceramente non ci capisco più niente. Vi ho scritto perché dovevo parlarne con qualcuno. Tenermi tutto dentro mi fa star male. Non so cosa fare. A questo punto mi sa che non conosco l'uomo che ho sposato. Ha una doppia personalità ed una dipendenza. Grazie

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Sono una ex tossico dipendente, sono fidanzata con un ragazzo dipendente e non so più cosa fare

Salve, Sono un ex tossicodipendente da eroina e ormai ne sono fuori grazie all’aiuto di medici ecc.., sono fidanzata ormai da un po’ con un ragazzo anche lui tossico dipendente da cocaina però, che come me ha iniziato una terapia che non ha mai concluso perché continui a farsi di nascosto anche da me molte volte, per paura che io ci stia male.. siccome stiamo iniziando a pensare a come comportarci come coppia per il futuro è quali decisioni prendere, la sua tossico dipendenza non aiuta ne me ne lui ne il nostro rapporto, io lo amo e sarei disposta a fare ogni cosa per lui, tuttavia non trovo un modo per farlo ragionare e decidere a farsi aiutare seriamente gli ho proposto più cose, gli ho accennato al fatto che se continua così non c’è futuro per la nostra relazione, per vedere come avrebbe reagito perché io non voglio lasciarlo per questo perché voglio poterlo aiutare; ma le cose non migliorano non so più come comportarmi o come poterlo aiutare per uscirne anche perché non capisce il fatto che oltre a far male a se stesso lo fa anche alla nostra relazione e a me essendo un ex tossica non mi aiuta molto sapere che la persona che amo di più si fa... non so se mi sono spiegata.. grazie in anticipo a chi mi risponderà perché sto davvero male e non so più cosa fare

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Ho una doppia dipendenza affettiva?

Sono stata assieme ad un ragazzo per 3 anni, un ragazzo per me speciale, fuori dal comune. Ero dedita a lui, avrei dato tutto per lui ma purtroppo questo amore non era ricambiato, lui non mi ha mai dimostrato il suo amore ne a gesti ne a parole. Purtroppo è vissuto con un papà alcolizzato che picchiava e abusava della madre. E purtroppo, come anche lui, beveva spesso senza controllo e a volte faceva uso di cocaina. A distanza di 3 anni dall’inizio della nostra relazione, inizio a ricevere le attenzioni di un’altro uomo, il mio datore di lavoro, sposato e con figli. Da lì a poco iniziamo una relazione. Il mio ragazzo capisce che mi sta perdendo, si apre e dice di amarmi. Interrompo la relazione con l’altro uomo e io e il mio ragazzo decidiamo di riprovare. Non desideravo altro. Volevo veramente far funzionare le cose. Nei mesi successivi prendiamo una bella casa in affitto, un bel cane e resto incinta. L’altro uomo venuto al corrente della cosa mi chiede di andare via con lui e mi dice che si sarebbe occupato lui di me e del bambino. Gli dico di no, volevo veramente riprovarci con il mio ragazzo. Purtroppo al 3 mese ho avuto un aborto spontaneo. Ero devastata. Il mio ragazzo era spesso ubriaco ed aveva dei modi poco carini nei miei confronti anche se non è mai stato violento. A distanza di qualche mese decide di troncare la relazione con me e mi rimanda a casa dai mei genitori. Dopo qualche mese riallaccio i rapporti con l’altro uomo che imperterrito mi dichiara amore alla follia si separa dalla moglie e prende una casa per noi, da lì, un po’ trascinata dagli eventi iniziamo una relazione che continua tuttora (circa 6 anni). Il mio ex ragazzo poco dopo si è trasferito all’estero. Da allora ogni tanto riappare nella mia vita tramite messaggi e mi crolla letteralmente la terra sotto i piedi. Non esiste altro per me. Non c’è stato un singolo giorno in cui io non abbia pensato a lui. Non riesco ad andare avanti con la mia vita, a pensare, progettare qualcosa nella mia testa che non sia con lui. Sto letteralmente impazzendo. La situazione anche con il mio attuale compagno non è affatto semplice. Lui ha un carattere molto forte, è molto insistente e persuasivo. È un imprenditore molto dedito al lavoro e spesso ho la sensazione di essere solo un accessorio. Penso spesso di troncare con lui ma la responsabilità che sento per il fatto che lui ha lasciato moglie e figli per me mi blocca, penso inoltre a quello che abbiamo costruito in questi anni e alla stabilità che mi da. Il mio ex da qualche mese è tornato a farsi vivo, dopo quasi un anno... questa volta molto più frequentemente e io non resisto un giorno senza scrivergli che sento mancare il respiro. Lui ha iniziato un percorso con una psicologa per riuscire a superare i traumi avuti da bambino e a superare i problemi con l’alcool. Spesso penso di mollare tutto e raggiungerlo. Non riesco a dare una spiegazione a questo sentimento che mi porto dentro. Sono molto confusa. Non capisco più nulla. So solo che desidero essere felice.

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Come aiutare un figlio ventenne in preda allo sbando

Buona sera, sono una madre disperata, ho bisogno di essere aiutata Mio figlio ventenne negli ultimi 2 anni è irriconoscibile. Non c è modo di stabilire un contatto, dice bugie a me, alla sorella ed al padre.Ha commesso parecchi danni ( che non ho denunciato). Sparisce per 2 /3 giorni rischiando di mettersi nei guai con conseguenze gravi.Rientra come se niente fosse, promette di non comportarsi più così...tempo pochi giorni e ricomincia.Spegne il cellulare o non risponde affatto. Ultimamente mi sono accorta che la cosa sie è fatta più grave per varie sostanze che so ha assunto.Abito a Roma. Ho bisogno di un aiuto Grazie

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Come uscire dalla dipendenza dal gioco d'azzardo?

Buongiorno a tutti, il mio ragazzo soffre di dipendenza dal gioco d'azzardo da ormai qualche anno, non gioca sempre, capita una volta in 3/4 mesi, ma quando lo fa perde cifre molto elevate e quando succede, lui si rende conto che effettivamente ha una dipendenza, ma non riesce a fare il passo di andare a parlarne con qualcuno che potrebbe dargli una mano. Io ho provato in tutti i modi ad aiutarlo, andando anche in un centro per le dipendenze a parlare con uno psicologo per lui, ma non so più cosa fare.

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Come comportarsi con un ragazzo dipendente da cocaina

Buongiorno, sono una ragazza di 23 anni. Ho una relazione che dura da quattro anni con un ragazzo che ha iniziato a fare un uso di cocaina, saltuario e giustificato dal suo fallimento universitario, che chiamerei piuttosto ritardo prolungato dall'uso della suddetta sostanza, iniziata da un anno almeno. Mi trovo ora in una situazione per la quale provo profonda rabbia per le situazioni che in questo arco di tempo si sono presentate, non riesco a distinguere più quanto cerchi di mentire, manipolarmi e quanto invece siano richieste di aiuto questi scatti di rabbia. Se penso a lui, penso alla persona che ho conosciuto, leale, timida, molto intelligente, sensibile, questo lui purtroppo esiste solo intervallato da un lui che pretende solo ordine in casa (conviviamo) dove lui fa tutto (pulendo ossessivamente) e io niente, un lui che preferisce stare chiuso in casa perché se non si esce per bere, quasi non se ne parla. Un lui che giustifica tutti i suoi comportamenti dicendo che io lo giudico troppo, di certo accanendomi dopo le serate passate con un piatto davanti e la mia mente che vaga solo ai tempi andati (un tradimento, continue ricerche di attenzione sociale, mai più un regalo, soldi mai ridati sono diventati modalità operanti, interrotte e riprese) seguiti da pianti che non so più determinare come veri o manipolatori, dove mi chiede di non andarmene, messaggi dove mi chiede di tornare, io che per l'amore che provo ci ripenso. Ieri sera mi ha fatto riflettere molto, dopo aver litigato nuovamente, per non aver preparato in tempo delle cose, prima della partita di calcio, lui nervosissimo per questo, io che urlo e lui che dice di essere lo zimbello dei vicini per causa mia, che non so controllarmi, vado per mettermi a letto, un bicchiere d'acqua mi si rovescia sul comodino e colpisce il suo libro. Trenta minuti son passati con lui che mi chiamava ''sporca e sciattona, disorganizzata'' criticando il mio essere disordinata fino all'apice e allargandolo alle persone con le quali vivevo prima, alla mia educazione fallita da parte dei miei genitori, criticando quanto gli avessi rovinato quel libro introvabile su cui deve studiare per l'esame (edizione normalissima di un tascabile). Le scuse non bastano perché le pagine del libro ormai sono piegate, sento uscire dalla sua bocca le parole ''Non vedo l'ora che te ne vai, ormai sei solo un cancro che strilla e mi soffoca con i suoi giudizi''. A quel punto prendo le mie cose e me ne vado. Ora vorrei chiedere se secondo un esperto, la disfunzione che si è venuta a creare, è risolvibile in qualche modo, se per la vostra esperienza non si renderà conto di avere e suscitare reazioni esagerate fino a che non si attiverà in un percorso psicoterapico? A me sembra che per il momento non ascolti nessuno, nemmeno se stesso, io soffro tanto e non trovo una conclusione alle mie domande. Grazie per la considerazione, cordiali saluti

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