Domande e risposte

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Perché viviamo?

Ciao sono Davide e ho 26 anni, non riesco a spiegarmi perché viviamo... cioè tutte le cose che facciamo mi sembra che non hanno nessun significato perché tanto prima o poi finirà tutto quanto, a che serve impegnarsi, soffrire, farsi il culo per una vita intera per poi morire e lasciare tutto agli altri e così andando avanti per generazioni per poi non sapere neanche che fine ci sarà perché tanto muoriamo e dopo qualche generazione non sapranno neanche chi siamo!
Non sono religioso perché mi sembra fantascienza, credo che una volta che si muore si muore... cioè mi sembra tutto una sofferenza con piccoli e pochi momenti felici, ma anche se fosse al contrario che senso ha se da un giorno all'altro svanisce tutto, che ci stiamo a fare nel mondo, tutti illusi a cercare di fare del meglio, a competere chi è il migliore e a sentirci sempre al centro dell'universo a che pro?
Info su di me: nella vita fino ad ora bene o male mi sono sempre realizzato, difficilmente ma ce l'ho fatta, non ho problemi di soldi per cui niente deriva dal fatto che sono triste, ai lavori e in classe sono sempre stato scelto come leader, ma mi sembra che non è da me, come se ho finto per poter diventare il leader ma alla fine tra me e me non mi piaccio, perché ho dei pensieri da sfigato, ma poi ragionando con la testa trovo la soluzione migliore ma mi affatica eseguirla, perché non mi sembra naturale e mi pesa... quindi tutto ciò a che pro se poi muoriamo e finisce tutto.

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Una figlia inesistente

Cinque gravidanze x concluderne solo due. Due figli cercati e desiderati sui quali desideravano riversare tutto l'amore che mai ho avuto ne' potuto dare provenendo da una famiglia ermetica d'affetto ed avendo trovato un partner arido ed insensibile. La secondogenita, la femmina, tanto desiderata. Cresciuti praticamente con me in quanto x ragioni di servizio il padre lavora praticamente dal tardo pomeriggio.
Quindi mattina e pomeriggio loro a scuola, io in ufficio pronta ad aspettarli all'uscita per accompagnarli alle attività pomeridiane. Poi a casa tutti e tre e cena e coccole prima di andare a letto. Crescendo lei si stacca e comincia a rispondere male, non toccare un bicchiere, peggiorare a scuola e nell'attività sportiva. Sono io che mantengo queste attività come anche le scuole private. Infischiandosene altamente mia figlia compie alcuni gesti eclatanti che mi mandano in completa frustrazione. Chiedo l'intervento del padre che, immancabilmente, prende le sue parti mentre, presente lei, mi rovescia addosso improperi di ogni tipo.
Anni di sopportazione cercando di fare continuamente sorprese (viaggi, abiti, accessori che spesso rifiuta senza nemmeno guardare) dimenticano le cattiverie di entrambi ed essendo sempre la prima che umilmente tende la mano. Poche settimane orsono trovo una chat tra padre e figlia dove alternativamente mi definiscono pazza, dove lei gli ricorda che lui ha promesso che scapperanno insieme, dove lui le giura che la salverà da questa situazione, dove mi deridono se, successivamente ad un litigio, faccio finta di nulla e trattengo le lacrime Intanto lei continua a non spostare un bicchiere e restare con il telefono in mano quelle poche volte che è in casa in attesa di sedersi a tavola con il piatto già colmo.
L'altro figlio ha la sindrome di Asperger e quindi quando questa violenza verbale si scatena non interviene. Sono sola e incapace di reazione

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Cause e conseguenze di uno strano rapporto con mia madre

Buonasera, scrivo queste righe per domandare le conseguenze di un rapporto del mio genere con una madre. Mia mamma è sempre stata una persona generosa e disponibile, soprattutto nei miei confronti, non mi ha mai fatto mancare nulla.
Ma a questo suo carattere ha sempre alternato isteria, vittimismo, depressione, e talvolta qualche alzata di mano su di me. Io oggi, più che maggiorenne mi ritrovo con una madre amorevole che non ho mai stimato e che non ammiro, odio il suo vittimismo, e odio il suo modo di pensare, completamente estraneo al mio. Non le ho mai detto inoltre in vita mia che è bella, non ce la posso fare, ma non perché sia brutta, ma proprio perché è talmente lontano questo tipo di approccio con lei, che mi provoca quasi imbarazzo. Completamente differente è il rapporto con mio padre, lui non c'è mai stato, sempre assente, per giustificati motivi, eppure lo ammiro, è un modello per me, anche se so che ha sbagliato tanto, anche più di mia madre. Vorrei solo capire da dove derivano questi sentimenti e in cosa eventualmente si evolveranno, grazie.

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Richiesta informazione su Terapia psicologica

Esiste in Toscana o in Emilia Romagna un centro o uno psicologo di formazione umanistica, che curi i disturbi di origine sistemica, attraverso la terapia individuale e di gruppo?

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