Ho bisogno di una mano

Francesco

Non so più a chi rivolgermi. Sto perdendo la testa. Non riesco nemmeno a telefonare il medico di famiglia per chiedere una mano. Magari mi viene detto semplicemente di rivolgermi ad uno psicologo, cosa che già ho fatto, e poi sono abbandonato perché di fatto a molti non interessa minimamente risolvere il mio problema. Ho già provato a parlare la prima volta con una psichiatra che mi ha consigliato la psicoterapia. Sono andato quindi da un tizio che non è iscritto all'albo (l'ho scoperto dopo esserci andato ben 8 volte; alla terza sentivo che stessi sbagliando ad andare da lui per le cose che diceva), ad un certo punto mi sono rivolto ad una psicoterapeuta iscritta all'albo ma gradualmente le cose sono peggiorate ugualmente quindi dico io ma come credete di aiutare una persona dicendo di parlare un'ora a settimana con uno psicologo? Il resto della settimana cosa faccio? Oramai il mio problema è proprio questo. Non riesco più a decidere nulla e ho la testa strapiena di pensieri. Ho accumulato tanta rabbia. Sto tutto il giorno a non fare nulla. Inutile dirmi che i percorsi possono durare tanto. I miei problemi e le mie difficoltà sono chiarissime a me, ne ho già parlato con le persone a cui mi sono rivolto. Quello che mi è stato detto non ha fatto altro che causare confusione e rabbia. Ho bisogno di una mano immediatamente. Già ho chiesto aiuto in famiglia tante volte ma non ho risolto nulla. Magari dentro di me per fortuna ho ancora l'energia ma la testa non va e sono tante le volte oramai che non dormo e inizio ad avere dolori agli addominali, al petto, le vene sono ingrossate e comincio ad avere paura che possa non farcela più a resistere. Tante volte ho pianto per la disperazione. Ogni scelta che prenderei oramai appare sbagliata.

9 risposte degli esperti per questa domanda

Caro utente (non so come chiamarti, visto che non hai scritto il tuo nome). Mi sembra di capire che in questo momento sei molto agitato e confuso. Prenditi un momento e ascolta il tuo corpo. Assumi una posizione comoda (sul letto, su una poltrona, sdraiato per terra…), respira profondamente e senti letteralmente il tuo corpo cosa ti dice. Concentrati sul tuo respiro e poi porta attenzione alle parti del tuo corpo: comincia dai piedi (che devono essere a contatto con il pavimento); sali su per le gambe; senti l’addome, poi il petto; sali alle spalle e poi alla testa. Concentrati sulla sensazione che provi quando ti soffermi sulle varie parti del corpo. Individua quella in cui senti maggiormente la tensione. Continua a respirare e a sentire il tuo battito. Concentrati su quello che sei in questo momento e in questo luogo. Lascia passare tutti gli altri pensieri.

Questa è una pratica che può aiutarti molto nel gestire i momenti difficili. Si chiama awareness o presa di consapevolezza. È la tecnica che utilizzo in seduta con i miei pazienti. Sono una psicologa gestaltica e credo molto nell’approccio con il corpo. Se vuoi qualche altra informazione puoi scrivermi in privato.

Spero di esserti stata utile.

Carissimo, capisco le tue esperienze negative con gli psicologi, ma è giustificabile in quanto a volte bisogna trovare la persona adatta con cui aprirsi ed è una difficoltà che tutti possiamo avere...pensa un po che gli psicologi stessi prima di diventare tali devono andare da uno psicologo e anche io ho avuto difficoltà a trovare quello giusto per me all’inizio. L’importante è iniziare e cacciare fuori quello che ci fa stare male. Io sono iscritto all’albo e sono pronto ad aiutarti anche online, sento che tu sei molto giovane e avendo su per giù la tua età posso capirti meglio.
Ti aspetto su whatsapp, Giuseppe. 

Dott. Giuseppe Raffaele Laezza

Dott. Giuseppe Raffaele Laezza

Napoli

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Salve Francesco ho letto la sua mail e percepisco il disagio e la sofferenza che sta provando in questo momento. Spesso i problemi quando non risolti escono dalla porta e rientrano sotto altri segni e sintomi dalla finestra. Mi sento di dirle che probabilmente non c e' stato l'approccio esatto o il/la terapeuta giusta che fa per lei. Mi contatti telefonicamente se vuole insieme possiamo provarci, faccio studio a Melito di Napoli. Ci pensi. Le auguro buona giornata

 

Dott.ssa Serena Ronzullo

Dott.ssa Serena Ronzullo

Napoli

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Buongiorno Francesco, quello che scrive restituisce un livello di esasperazione molto alto. Si sente stanco, deluso, arrabbiato, e soprattutto solo. Quando si chiede aiuto più volte e non ci si sente realmente sostenuti, la frustrazione può diventare persino più dolorosa del problema iniziale.
Le dico una cosa con chiarezza: il fatto che stia ancora cercando una mano, nonostante tutto, significa che dentro di lei c’è una parte che non ha smesso di voler stare meglio. Questa parte è importante. Capisco la rabbia verso percorsi vissuti come “un’ora a settimana e poi arrangiati”. Se una persona è sommersa dai pensieri, non dorme, ha tensioni fisiche e vive in uno stato di indecisione costante, è comprensibile che un’ora sembri insufficiente. 
Quello che descrive — testa piena, incapacità di decidere, rabbia accumulata, insonnia, dolori al petto e all’addome — è il quadro di un organismo sotto stress intenso e prolungato. Quando il sistema è sovraccarico, il cervello perde lucidità. Non è mancanza di volontà. È saturazione.

Adesso la priorità non è risolvere tutto. È abbassare il livello di pressione.

Le propongo indicazioni molto concrete per l’immediato:

Ridurre il campo delle decisioni. Per qualche giorno eviti scelte importanti. Si conceda una sospensione. L’obiettivo ora è stabilizzare, non pianificare il futuro.

Sonno e sintomi fisici diventano prioritari. Se non dorme e avverte dolori al petto, è importante contattare il medico di base o la guardia medica. Non per essere rimandato a qualcun altro, ma per valutare la condizione fisica e l’insonnia. Se telefonare la blocca, chieda a un familiare di farlo con lei o per lei. Non è una sconfitta.

Respirazione lenta e regolare più volte al giorno. Quando il petto è contratto e i pensieri corrono, il sistema nervoso è in allarme continuo. Intervenire sul respiro aiuta a ridurre l’attivazione.

Una sola azione semplice al giorno. Anche piccola. Una camminata breve, una doccia, riordinare qualcosa. Non di più. L’inerzia totale alimenta la sensazione di blocco.

La rabbia che sente è comprensibile. Ha investito tempo, fiducia, risorse, e non si è sentito aiutato. Tuttavia è importante che quella rabbia non si trasformi in autoaccusa o nella convinzione di essere “sbagliato”. Lei non è il problema da eliminare. È una persona che non ha ancora trovato l’intervento giusto nel momento giusto. C’è anche un punto delicato che va preso sul serio: quando scrive che teme di non farcela più a resistere, questo non dovrebbe restare solo. Se la paura diventa concreta o sente di perdere il controllo, si rivolga al pronto soccorso o chiami un numero di emergenza. Non è un gesto eccessivo: è una misura di protezione. In certe fasi serve una presenza reale, immediata. Non è “rotto”. È sovraccarico. E una mente sovraccarica non decide, non dorme, non vede soluzioni. Prima si abbassa il volume dell’attivazione, poi si affrontano i nodi uno alla volta.
Un caro saluto

Dott. Fabiano Foschini

Dott. Fabiano Foschini

Milano

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Mi dispiace profondamente per quello che stai passando. Grazie per questa condivisione così profonda. È estenuante sentirsi in balia dei propri pensieri, specialmente quando hai avuto il coraggio di chiedere aiuto e ti sei scontrato con esperienze poco professionali o inefficaci. La rabbia e la frustrazione che provi sono comprensibili: quando il corpo inizia a somatizzare con dolori al petto e insonnia, il peso diventa insopportabile.

Sono una psicologa clinica, sessuologa e psicoterapeuta in formazione, e se ti va, mi piacerebbe provare a fare un po' di ordine insieme a te, qui, in questo spazio.

A volte il problema non è "parlare un'ora a settimana", ma sentire che in quell'ora non si stia costruendo nulla di concreto per affrontare il resto dei sette giorni. Per capire come aiutarti a gestire questa confusione e questa paralisi decisionale, avrei bisogno di chiederti delle informazioni: 

Quali sono i pensieri che affollano la tua testa in questo momento? C'è un tema ricorrente o senti che tutto si mescola ?

Quale senti sia la questione che ti fa stare così male ora? C'è stato un evento scatenante o è un accumulo?

Cosa è accaduto per cui ti senti così tanto "in balia" dei tuoi pensieri, al punto da non riuscire più a decidere nulla?

Se ti va di scriverlo, ti ascolto per  cercare di darti un supporto che sia più solido di quello che hai ricevuto finora.

Se senti che il dolore al petto e la disperazione diventano ingestibili  o se temi di non farcela a resistere fisicamente, ti chiedo di considerare il contatto con un servizio di emergenza (come il 118 o il pronto soccorso più vicino). 

Se Ti va di raccontarmi un po' di più su quello che senti nella testa in questo momento, sarò lieta di ascoltare anche on line. 

Saluti cari dottoressa Giusi Vicino 

Dott.ssa Giusi Vicino

Dott.ssa Giusi Vicino

Catania

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Buongiorno Francesco, da quello che scrive si può sentire tutta la stanchezza, la rabbia e la solitudine che purtroppo sta attraversando. La scelta di rivolgersi ad un sito di psicologi mi fa capire che dentro di lei c'è tanta voglia di essere ascoltato, accolto e che ha bisogno di qualcuno che sia in grado di farlo. Quando la mente è così piena di pensieri e il corpo inizia a dare segnali forti, diventa difficile anche fare una semplice telefonata. Non è debolezza, è un sovraccarico importante.

Posso solo immaginare la delusione per le esperienze fatte finora, ma questo non significa che non esista un aiuto adatto a Lei. In questo momento, però, la priorità non è capire tutto insieme, ma stabilizzare ciò che sta diventando troppo intenso. Se sente che potrebbe non farcela o che i sintomi fisici aumentano, è fondamentale chiedere un aiuto urgente, significa proteggersi.

Quando la sofferenza è così alta, può essere utile affiancare alla psicoterapia una valutazione psichiatrica per aiutare il sonno, l’ansia e il flusso continuo di pensieri. Non è Lei a essere sbagliato: probabilmente finora non ha trovato l’intervento più adatto alla fase che sta vivendo. Ci sarebbero diverse cose da considerare ancora prima di andare avanti.

Non resti solo adesso. Anche un piccolo passo concreto oggi può fare la differenza. La confusione può ridursi, ma ha bisogno di una rete attorno a sé. 

Dott. Pasquale Saviano

Dott. Pasquale Saviano

Napoli

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Salve Francesco, mi dispiace per quello che sta attraversando, da quello che scrive emerge una sofferenza molto intensa e il senso di essere arrivato a un limite. Quando la mente è sovraccarica e il corpo inizia a dare segnali (insonnia, dolori, stanchezza), spesso non è perché si è “sbagliato tutto”, ma perché si è rimasti troppo a lungo senza un sostegno adeguato. Un’ora a settimana può sembrare poco quando si sta così male, ma è uno spazio che, se ben utilizzato, può aiutare a rimettere ordine e a ridurre gradualmente questa sensazione di perdita di controllo. In parallelo, vista l’intensità dei sintomi che descrive, è importante non restare solo, se sente che la disperazione aumenta o teme di non farcela, si rivolga senza esitazione al suo medico o ai servizi del suo territorio. Chiedere aiuto in questo momento non è un fallimento, è una forma di protezione. Sta attraversando una fase molto faticosa e merita supporto.

Dott.ssa Maria Elisa Rey

Dott.ssa Maria Elisa Rey

Ancona

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Ciao Francesco. Leggo le tue parole e sento tutto il peso, la rabbia e la stanchezza che stai portando. Come psicologa clinica, voglio dirti prima di tutto che la tua reazione è una risposta normale a una situazione di stress anormale. È profondamente doloroso cercare aiuto e sentirsi traditi da chi non è professionale, o sentirsi "parcheggiati" in una terapia che sembra non toccare la terra ferma della tua quotidianità. Hai ragione: quando la testa scoppia e il corpo urla, un’ora a settimana può sembrare un bicchiere d'acqua davanti a un incendio.

Ecco come possiamo guardare insieme a quello che stai vivendo, con la concretezza che meriti:

Il tuo corpo è in "allarme rosso"

I dolori al petto, le vene ingrossate e l'insonnia non sono solo "ansia": sono segnali di un sistema nervoso in sovraccarico assoluto. Quando il corpo è in questo stato, la parte del cervello che prende decisioni si "spegne" per dare priorità alla sopravvivenza. Ecco perché ogni scelta ti sembra sbagliata: non è una tua colpa, è la tua fisiologia che è satura.

Rompere il cerchio della solitudine quotidiana

Capisco perfettamente il senso di abbandono tra una seduta e l'altra. Se la terapia che hai fatto finora ti ha creato solo confusione, significa che in questo momento non hai bisogno di "scavare" nel passato, ma di strumenti di gestione immediata.

Supporto farmacologico: Non aver timore di chiedere un aiuto per il sonno e per i sintomi fisici. Stabilizzare il corpo è il primo passo per permettere alla mente di tornare a riflettere senza sentire dolore.

Terapie focalizzate sul presente: Esistono approcci (come la Terapia Cognitivo-Comportamentale o la DBT) che lavorano molto con "compiti" e strategie pratiche da usare durante la settimana, proprio per non lasciarti solo con i tuoi pensieri.

Un passo alla volta, senza forzare

In questo momento la rabbia è la tua unica difesa, ma ti sta consumando. Non sforzarti di "decidere" nulla di importante oggi. L'unica decisione necessaria è quella di mettere il tuo corpo in sicurezza.

Salve, capisco la sua apprensione ma probabilmente, aldilà di qualche inciampo in qualche farabutto, lei ha fatto ciò che poteva fare ma ciò che forse  non accetta è che in certi percorsi riguardanti se stessi ci vuole tempo e pazienza. La sua confusione e rabbia la comprendo bene e può essere il motivo giusto per intraprendere un percorso articolato che si basi sulla modifica delle dinamiche che producono effetti indesiderati. Sono a sua completa disposizione, nel caso non esiti a contattarmi. Saluti. 

Dott. Rosario Di Nocera

Dott. Rosario Di Nocera

Napoli

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