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Sempre TROPPO mai ABBASTANZA. Tutti mi lasciano dicendomi che sono "troppo" per loro.

Salve, credo di aver bisogno dell'aiuto di un esperto in materia di psiche. Ho bisogno di sapere perché ogni mia storia, a prescindere dalla sua durata, si concluda sempre con la stessa orrenda frase : "Sei troppo per me". Dopo alcune storielle prive di contenuto, credevo di aver trovato l'amore della mia vita, una storia di oltre due anni, lui non ha un lavoro stabile, io sì , tanto da riuscire da sola ad acquistare casa, non intende venire a convivere (io invero non l'ho neppure chiesto) poiché si sentirebbe un parassita, ciò non ci impedisce di far progetti ed immaginare un futuro assieme. A fine 2020 ottiene finalmente un buon lavoro a Torino a tempo determinato per un anno, concordiamo di vederci appena possibile, ma io contraggo il covid, lo stato pandemico viene prorogato e gli spostamenti tra regioni non consentiti.. Dopo circa 20 giorni a Torino inizio a sentirlo distaccato e quando chiedo spiegazioni vengo sempre consolata e rassicurata. Fino al 10 gennaio quando riferisce di voler entrare in pausa perché non più certo dei sentimenti, anche a fronte della prospettiva di non vedersi ancora per molto. Ovviamente io mi sento persa e devastata da questa sua decisione, immaginavo che i problemi potessero essere risolti in coppia ed invece lui mi allontana per comprendere meglio.. Sento di aver investito in una relazione, ma di non essere degna.. Come se non meritassi la felicità So che potrebbe essere solo un momento, ma questa volta , in questa relazione , sentivo di essere al sicuro, di non dovermi difendere e di poter addirittura cambiare alcune delle mie convinzioni.. Ora sono smarrita.. Credo che un esperto possa aiutarmi

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Tornare con l’ex

Salve, sono una ragazza di vent’anni e, da come si può vedere dal titolo, ho un piccolo dilemma.Sono stata fidanzata per quattro anni e mezzo col mio fidanzato storico incontrato alle superiori.4 anni e mezzo di bei momenti, lo amavo e lui mi amava tantissimo. Il problema è che avevamo alcuni tratti del nostro carattere che proprio non coincidevano.Io avevo iniziato a pensare un po’ a una futura e ipotetica convivenza e quindi è normale che gliene ho parlato. Lui però non ci pensava minimamente, diceva che era una cosa a cui avrebbe pensato MOOOOLTO più avanti, e ci sta, ma ogni volta quel molto più avanti veniva ritrattato in mai.Oltre a questo, io ero una persona molto espansiva sui miei sentimenti e lui invece era l’opposto, non mi diceva mai ti amo (a meno che non dovesse rispondere al mio) e non mi faceva mai dei complimenti. Premetto che non sono una persona vanitosa, ma ho bisogno ogni tanto di sentirmi apprezzata, anche con piccolezze. Sarà perché non ho mai avuto un padre particolarmente presente.Fatto che che l’ho lasciato perché tra queste cose, altri problemi e il fatto che vivessimo nella monotonia come due anziani, senza fare mai nulla di diverso, non riuscivo più a stare bene.Ho vissuto la mia prima estate da vera adolescente e ragazza, ho conosciuto dei ragazzi e mi sono interessata ad un mio amico (ma non è mai iniziato nulla a parte un innocente flirt). Pensavo al mio ex, ma non così tanto, finché arrivo a circa...ottobre mi sembra...che penso a lui ogni giorno. Lo risento, lui però non voleva ancora parlarmi perché ancora innamorato, finché dopo mesi decidiamo di vederci per risolvere le cose di cui non avevamo subito parlato. Ora, quel giorno sembrava come se non fossero passati sette mesi dalla rottura...ci siamo baciati e siamo stati bene. Mi ha detto (anche prima di quel giorno) che sarebbe stato disposto a migliorare e cambiare le cose, perché ha capito che per me ne vale la pena. Ora..io non so che fare. So che sento qualcosa per lui, ma non so se è lo stesso amore di prima oppure no. Dovrei riprovarci? Vedere come va? Sono terrorizzata...ho “assaggiato” per la prima volta la libertà creandomi anche dei miei amici, e ora ho paura di rischiare di ritornare al punto di partenza..Consigli? (Scusate la lunghezza del messaggio)

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Difficoltà ad amare - Asperger

Buongiorno, Il mio ragazzo è Asperger (a detta della sua terapeuta "ben inserito nella società"). Quello su cui voglio focalizzarmi è più il rapporto di coppia che dal mio punto di vista sembra abbastanza complesso. Stiamo insieme da 3 anni, lui non è italiano ma parla benissimo la nostra lingua proprio perchè la sua grande passione sono le lingue. Abbiamo vissuto a distanza e poi io mi sono trasferita nel suo paese. Abbiamo vissuto in casa insieme per circa un anno, ma non soli perchè c'erano la sorella, il cugino, il fidanzato della sorella nella stessa casa. Quindi era impossibile avere pace e intimità. Ora io ho deciso di vivere sola, perchè a detta sua "fa meglio alla coppia" (ovvero a lui) e per esasperazione. Gli aspie amano la routine (non so come sia per le relazioni, ma pare che la routine con me non gli piaccia molto). Ma quando vivevamo insieme, soprattutto, all'inizio sembrava quasi stufo di avermi tra i piedi, si lamentava, si sentiva agitato perchè non aveva il tempo per fare le sue cose. Quasi come se non fosse in grado di capire i sacrifici che avevo fatto, cambiando paese per stare più vicini e che all'inizio avevo bisogno di supporto e di una guida. Qualcosa nel tempo è cambiato e sembrava più accogliente nei confronti della mia presenza. La storia non cambia anche adesso da separati. Dice che vedersi 2 volte a settimana è tanto (a volte andiamo dal terapeuta di coppia e viene il sabato a casa mia, altre volte viene da me un'oretta dopo il lavoro e il sabato. Questa "routine" non è sempre rispettata). Quando eravamo distanti, spesso non si faceva sentire per un giorno intero o a volte di più, il primo mese non ha nemmeno voluto fare una videochiamata per sentirci. Mi rispondeva alla sera tardi se tutto andava bene e basta. Gli ho sempre detto, di avvisarmi se voleva stare solo, ma se si sta in una coppia non può sparire quando gli fa comodo, tornare e pensare che tutto vada bene. E ultimamente rivendica questa libertà. Io non chiedo nulla, ormai sono diventata passiva, non ho più voglia di prendere iniziative, non chiedo di venire da me, gli lascio campo libero. E praticamente non ho chiesto nulla per quasi 2 anni. Non sono un'amica. Ma a volte sembra che lui mi veda così o che abbiamo un rapporto "fratello e sorella". Un altro problema enorme è la sessualità, non c'è mai stato un rapporto completo, perchè "non voglio avere figli e i metodi contraccettivi non sono sicuri". Ovviamente, quando vivevamo insieme c'erano sempre problemi: la presenza degli altri, oppure "non mi manchi e quindi non mi sento attratto". La situazione poi è drasticamente peggiorata nel periodo Covid-19. E infatti me ne sono andata via di casa perchè era tutto insostenibile. Non è asessuale come alcuni aspie, perchè in sede separata, da solo ha una sessualità. Ma con un'altra persona è impensabile un rapporto che unisce di più. E molto spesso passa le giornate su Facebook a mettere i cuoricini alle ragazze (ma anche ai ragazzi). Ha più amiche femmine che maschi, e vede le femmine con più voglia. Ma in generale preferisce chattare che vedere di persona persino "il suo migliore amico" anche dopo mesi e mesi. Io gli avevo proposto di vivere insieme per migliorare il rapporto di coppia perchè la routine lo aiuta, dato che non siamo adolescenti, gli ho dato una scadenza e ha fatto finta di nulla, l'ho dovuto pregare per avere una risposta. Ovviamente negativa, perchè se no "non gli manco". Non mi ha mai detto "ti amo" ma dice di "essere innamorato", peccato che io mi sento molto confusa perchè i suoi atteggiamenti non sempre lo dimostrano e sono ambigui. Sono sempre stata molto paziente, comprensiva, l'ho spinto a fare terapia, ma sinceramente mi sento molto frustrata e stanca. Alcuni passi avanti ci sono stati ma sono così piccoli che è come se non cambiassero molto la relazione che per me inizia ad essere troppo difficile. Chiedo una relazione sana e normale e ricevo briciole.

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Mancanza di progettualità e famiglia di lui invadente

Buongiorno, Vi scrivo per un parere sulla mia situazione di coppia. Sono una ragazza di 34 anni fidanzata da 5 con un uomo di 10 anni più grande, conosciuto quando aveva già alle spalle un divorzio senza figli. Ci vogliamo bene e andiamo molto d'accordo. Conviviamo da circa 3 anni, nello stesso palazzo della famiglia di lui, in una città diversa dalla mia di origine. Purtroppo nell'ultimo anno ho avuto dei problemi di salute, che mi hanno portato a sottopormi prima ad un intervento poi -inaspettatamente- a intraprendere un percorso di cura per un piccolo tumore. In questo percorso a momenti ho avuto il mio compagno molto presente e vicino, a momenti mi sono sentita completamente sola. Più o meno nello stesso periodo lui si è trovato a gestire un problema di salute simile al mio ma più grave per sua sorella maggiore, e sussistono delle dinamiche nella sua famiglia che da sempre vedono tutti dipendenti e asserviti a questa persona senza se e senza ma (lo stato di salute ha fatto sì che la sua parte dominante e manipolatrice fosse ancora più forte e senza limiti). Tornando alla nostra coppia, a seguito di spiacevoli situazioni in cui non sentivo rispettato il nostro spazio e tenuta in considerazione la nostra situazione, esasperata da episodi accumulati nel tempo e cominciando a manifestare ansia e forti rialzi di pressione, a luglio ho deciso di lasciare l'appartamento dove convivevamo e di trasferirmi vicino alla mia città di origine, cercando di mettere una distanza fisica tra noi e la famiglia di lui, sempre più soffocante e invadente (la pandemia, l'età dei genitori, e il problema di salute che stanno affrontando ha accentuato il peso e la tossicità delle relazioni con loro). Sentivo di non avere la forza di stargli vicino in un momento in cui anch'io stavo affrontando un grosso problema e avrei avuto bisogno di sostegno. La sua famiglia non la sento da allora, da parte loro non c'è stato alcun tentativo di chiarimento o altro contatto. In questa fase ho fatto tutto da sola: ho cercato un appartamento, ho traslocato, attivato le utenze ecc. Il mio compagno nonostante cercassi di renderlo partecipe nella scelta dell'appartamento sembrava non realizzare quanto stava accadendo o sperare che tornassi sui miei passi. Dopo qualche settimana mi ha seguita e si è trasferito nel nuovo appartamento, dove abbiamo intrapreso un percorso volto a risolvere il momento di crisi. Oltre alla sua famiglia di origine ingombrante, che nonostante sia pesante valuto come problema minore, c'è il problema che il mio compagno non ha progettualità con me. Non parla mai di matrimonio, né di figli, anzi se io ci scherzo sopra sembra irrigidirsi o non risponde se vado sull'argomento. È un po' come se vivessimo in un eterno presente, senza futuro. Per me dopo cinque anni insieme questo è un grosso limite, perché vorrei creare una famiglia con lui e ne parlo spesso esplicitamente ottenendo sempre silenzi o non risposte. Spesso mi dice che lui vorrebbe solo stare tranquillo. Parliamo molto ma ormai siamo in questa situazione da 5 mesi e non vedo un'evoluzione, quello scatto che cercavo in lui per avere la speranza di poter andare avanti, di poter crescere come coppia insieme. Gli ho chiesto di decidersi su cosa vuole dalla vita entro una data limite, perché non me la sento di continuare così in questo limbo. Non è in discussione il suo valore umano, è una persona ottima a cui affiderei la mia vita, l'ho scelto come padre dei miei figli, ma credo che non voglia ammettere di non volere figli o altri matrimoni. O forse il problema sono io, che non sono la persona giusta per lui. Considerando la felicità di entrambi come il bene primario, mi chiedo se sia giusto insistere con lui o se non sarebbe meglio lasciarlo, così da perseguire entrambi quella che per noi è la felicità. Vi ringrazio anticipatamente per il vostro parere, Cordiali Saluti

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La figlia del mio compagno non mi accetta.

Vivo con il mio compagno e a giorni alterni viene sua figlia. Ultimamente la madre ha iniziato a metterla contro di noi e si stanno verificando scenate da parte della ragazza di 14 anni xhe mi fanno pensare che non mi abbia accettato o che abbia un malessere nel stare in casa con noi. Una sera a cena ha pianto dicendo che non parla con noi (argomento scelta della scuola superiore per l anno prossimo). Mi sono accorta che mi ha bloccata nelle storie sui social. Il padre non pensa che lei abbia un malessere e io mi arrabbio da morire con lui. In più il suo senso di colpa lo fa essere estremamente comprensivo e vizia la figlia in modo sconsiderato, io non condivido il metodo educativo e fatico a stare con loro 2 in casa. Non mi sento accettata e per di più la figura della bambina viziata mi innervosisce e mi fa stare male. Non so più come comportarmi perché qualsiasi cosa io dica al padre sono sempre considerata troppo dura e poco comprensiva verso la povera bambina di 14 anni figlia di genitori separati. Questo però a lungo andare sta rovinando la mia serenità nel rapporto con il mio compagno. Se gli propongo di stare a casa mia quando ha la bambina lui si offende e mi dice che me ne frego e che il malessere lo vivo solo ed esclusivamente io. Faccio fatica non so come comportarmi e non so se sarò in grado. Vorrei avere un consiglio e magari capire se io esagero e le sensazioni che ho sono davvero mie turbe mentali. Grazie mille

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Lasciato durante il periodo di quarantena

Buongiorno, sono un ragazzo di 29 anni e sono stato lasciato “non ti amo più” durante il periodo di quarantena, eravamo conviventi e positivi entrambi al covid. Mi sono trovato a dover gestire la rottura in casa con lei per circa 20 giorni, dove si alternavano momenti di “tranquillità” a momenti di vero sconforto (personalmente parlando). Avevamo avuto una crisi la settimana prima dove ci eravamo accordati di provare a fare qualche passo indietro, ovvero che lei sarebbe tornata dai suoi genitori per alcuni giorni della settimana, così da venire incontro alla sua richiesta “avrei bisogno di un po’ più di tempo per me stessa”. Poi la scoperta della mia positività qualche giorno dopo ci ha rilegati in casa e di sua spontanea volontà ha deciso di fare la quarantena da me. Lei non era obbligata a stare qui perché è casa mia. Però ha deciso così per evitare di andare a contatto con i suoi genitori e per me andava bene. Il clima tranquillo è durato 2/3 giorni, poi lei mi ha detto che non voleva mentirmi perché si sentiva a disagio se io la cercavo per qualsiasi contatto (e non era riferito al covid). Sapeva che stavo male per lei ma allo stesso tempo ha voluto “non fingere” e dirmi subito la verità prima di aspettare la fine dell’isolamento, perché secondo lei saremmo arrivati allo scontro ogni giorno (lei mi evita e io la cerco). Finito il periodo di quarantena, dove abbiamo passato anche momenti belli (essendo entrambi positivi potevamo vivere anche nello stesso ambiente) e abbiamo ritagliato momenti di grande condivisione, lei se ne è andata portando via la sua roba e dimenticandosi un paio di cose. Da quando è andata via ci siamo scambiati qualche messaggio giornaliero, lei principalmente mi chiede come sto e io magari ogni tanto l’aggiorno sulla casa. L’aggiorno sulla casa perché io ci sono entrato con lei, ci siamo conosciuti mentre stavo finendo i lavori e dal primo giorno che sono entrato lei è rimasta sempre qui (inizialmente ci siamo lasciati trasportare veramente tanto credo, così da accelerare forse troppo i tempi). Poi il fatto di fermarsi qui la sera si è trasformato in convivenza in maniera naturale. Ora, la nostra relazione non è durata molto, da Luglio ad ora. Però dal giorno che ci siamo conosciuti siamo praticamente stati sempre insieme, ritagliandoci nel limite del possibile i nostri spazi con gli amici. Personalmente l’ho coinvolta in tutto e ho sempre ricevuto forte interesse e stimoli positivi. Non faceva le cose per farmi piacere, anzi era la prima a lanciarsi anche in cose che fino a prima le facevano paura. Lei ha un anno in più di me e ovviamente nel parlare di tante cose avevamo trattato anche argomenti seri sul futuro e sembrava esserci la giusta sintonia, era presente in casa, collaborativa, aveva spirito di iniziativa e come già detto desideravamo lo stesso futuro. Non so se lei mentiva a se stessa, io di certo quello che fino a poco tempo prima “non volevo” o “avevo paura” l’ho davvero desiderato con lei. Ho avuto in passato altre relazioni più o meno complicate ma di essere immerso in un vortice così non mi era mai capitato. Ho provato a parlare con lei sul come è arrivata a dirmi “non ti amo più” per cercare di capire una cosa che forse resterà sempre incomprensibile. Ho addirittura pensato che ci fosse stata la presenza di un terzo incomodo (o un ex riaffacciato) ma lei mi ha sempre detto di no. Fino alla rottura mi faceva usare sempre il suo telefono, non gliel’ho mai controllato, avevo molta fiducia in lei e non mi aveva mai dato modo di dubitare. Dopo la rottura ha cambiato la psw del telefono perché aveva l’impressione che la controllassi (ripeto, mai fatto). Ad oggi i dubbi sorgono da tutte le parti e solo su una cosa sono certo, mi ha lasciato. I primi giorni non riuscivo a entrare in casa, stavo male solo al pensiero di non trovarla più. Ho cercato di capire se era una sorta di abitudine o no. A distanza di dieci giorni che è andata via sento che non è mancanza da abitudine. Con lei mi sentivo davvero felice, mi arricchiva su tutti gli aspetti, ero orgoglioso di lei e l’ho sempre messa al primo posto e probabilmente lo farei ancora. Da quando è andata via ho ripreso con la mia vita, continuando le mie faccende e trovando un modo di reagire. Certo è che penso sempre a lei e mi chiedo come dovrei comportarmi nei suoi confronti. Sto cercando di darle i suoi tempi e spazi, limitando le risposte se mi scrive e cercarla solo per cose leggere (evito banalità). Non mi nascondo nel dire che mi piacerebbe piano piano riconquistarla ma so che è quasi impossibile. Mi domando di continuo come possa aver superato la situazione così in fretta, cioè lei sembra tranquilla (non che io faccia il disperato quando ci sentiamo via messaggio). Mi domando se quello che mi aveva detto lo pensava davvero (discorsi sul futuro). Mi domando io (oltre a lasciarmi trasportare) dove possa aver sbagliato. Lei in fase di rottura mi ha detto che sono il ragazzo perfetto, la persona giusta con cui fare una famiglia, responsabile, stabile e prima di conoscermi sperava di trovare una persona come me, che la valorizzasse (non come i suoi ex) però non sente più quel sentimento e non è la persona che si approfitta della mia situazione stabile, dice. Non so davvero cosa pensare. Parlare con lei è troppo presto? In questo momento è meglio evitare discorsi del passato e cercare prima di avere un contatto tranquillo? Ad oggi lo abbiamo ma povero di contenuti. Non le ho ancora detto che ci sono delle sue cose qui, non vorrei che la vedesse come una scusa per rivederla. L’unica cosa che vorrei ora che le venisse il dubbio sulla sua decisione, così da sederci davanti a un caffè e provare a riconoscerci con calma per quello che siamo. Grazie mille, Lorenzo.

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Mi ha lasciata dopo 9 anni che fare?

Salve, vorrei dei consigli per la mia relazione lui mi ha lasciata dopo 9 anni relazione eravamo in cerca di casa e progettavamo una vita insieme e parlavamo anche di figli.Mi lascia dicendo che litighiamo troppo, i litigi di cui mi parla per me sono futili cioè superabili non ci siamo mai mandati a quel paese o non parlati per giorni era litigi che dopo poco venivano superati o per lo meno per me. Da quando mi ha lasciata sono sempre stata io a farmi sentire ci siamo visti più volte e siamo stati insieme ma lui poi dice che è bloccato e non riesce ad andare avanti in questo momento. Ora non lo sento da 15 giorni e ho saputo che ha comprato un macchina super costosa altri oggetti costosi per il pc e altre cose, precedentemente non avrebbe mai fatto tutte queste compere essendo un tipo molto parsimonioso.Non so cosa gli stia succedendo lo vedo in una crisi di mezza età come se poi al momento di fare quel passo in più si è fermato. Cosa fare che cosa gli sta succedendo??

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Andare o restare?

Buongiorno, scrivo per descrivere la mia situazione di coppia molto complicata: Abbiamo entrambi 40 anni e siamo insieme da più di dodici anni e sposati quasi da dieci. Abbiamo una stupenda bambina di 8 anni e la nostra relazione ha subito negli anni degli alti e bassi ma ha sempre conservato un buon dialogo e una fantastica ironia che ci fa sempre ridere di gusto tuttora. Però nell’ultimo anno qualcosa è cambiato, o per meglio dire e cambiato qualcosa più di due anni fa quando è morta la mamma di mia moglie e ne ha sofferto molto questo distacco e ha più volte provato a chiedermi aiuto ma io non l’ho mai compresa fino in fondo, invece nell’ultimo anno ho notato in lei un graduale disinteresse e distaccamento nei miei confronti che ho interpretato in maniera sbagliata dando la colpa al fatto che nel frattempo era a casa senza lavoro; di conseguenza io mi sono ancora di più concentrato e dedicato al mio lavoro e a i miei interessi personali. Nel mei mese di marzo aprile quando c’era il lockdown (non per me che ho dovuto continuare a lavorare) i segni di deterioramento della nostra relazione sono diventati evidenti e lei si è completamente disinteressata a me e abbiamo probabilmente toccato il fondo della nostra relazione, da li ho capito che qualcosa non andava ma ho nascosto il problema sotto il tappeto pensando che si sarebbe risolto da solo e che se la cosa fosse realmente diventata seria lei me ne avrebbe parlato. Ma così non e stato a giugno ho scoperto che lei aveva una relazione con un conoscente che abbiamo frequentato anche insieme quando lei aveva già una relazione con lui (un giorno abbiamo anche fatto un escursione insieme noi tre definita tutt’oggi da lei come la giornata più bella della sua vita). Ci siamo confrontati e lei ha faticato ad ammettere tutto. Dopo un iniziale smarrimento di entrambi ne parliamo seriamente e lei mi dice di voler stare con me, ed io le dico di voler stare con lei. Ma non riesce a staccarsi dal vederlo e continua a vederlo senza dirmelo anche se mi aveva promesso che non ci saranno più segreti. Purtroppo nel frattempo avviene un altro lutto in famiglia che prova notevolmente mia moglie e nell’norme emotività della situazione io cerco di fare il possibile e prendo la decisione di cambiare la mia carriera lavorativa e di essere più presente con mia moglie e mia figlia. Il mio riavvicinamento fa chiudere la relazione al suo amante. Nel frattempo mia moglie trova un lavoro temporaneo estivo e immediatamente dopo anche un lavoro stabile e consono alle sue competenze. Di comune accordo decidiamo che per ovviare ai due lavori che per un periodo dovrà fare insieme e a tutte le incombenze quotidiane di dare delle priorità differenti alla nostra relazione, io mi impegno a starle accanto ed ad accollarmi una parte della gestione famigliare e a lasciarla tranquilla per poter superare lo sbandamento verso l’amante. Inizia per me un periodo molto bello perché riscopro tutto il gusto di amare una persona in maniera incondizionata e questo mi fa svoltare anche a livello emotivo. La nostra relazione migliora però allo stesso tempo il fatto che l’amante ha troncato così la relazione fa uscire di testa mia moglie che continua a pensare a lui. Il tempo passa e cerco di raggiungere un equilibrio e mi rendo conto di amare con tutto me stesso una persona che non mi ricambia alla stessa maniera ma sono disposto ad accettarlo perché mi sento ancora in colpa per quello che è successo e perché in altri momenti storici mia moglie ho sostenuto la nostra relazione per entrambi perché io ero sempre molto preso dalla mia carriera. Mi moglie intraprende un percorso con un counselor per risolvere il suo problema di distacco con il suo amante e incomincia nuovamente ad avere dei segreti con me e mi dice che quando finirà il percorso mi racconterà tutto, abbiamo anche ricominciato ad avere rapporti ma mi sono reso conto che lei non era coinvolta mentalmente, nel parlarle mi diche che lei vorrebbe avere entrambi perché siamo due cose diverse ma che ovviamente ne io ne l’amante accettiamo questa situazione; io non so più cosa pensare perché non conosco le motivazioni che l’anno spinta a tradirmi se non un generico tu mi trascuravi e gli ho anche detto più volte che sono disposto a mettermi in gioco per costruire un nuova relazione migliore della precedente mentre lei è più incentrata sul fatto di far tornare a tutto come prima. Il patatrac pochi giorni fa quando scopre che l’amante da settembre si è trovato un'altra persona che la fa uscire fuori di testa e che mia moglie definisce un suo surrogato brutto, e crolla in un uno stato di malessere importante; da li capisco che purtroppo lei non riesce a fare quello che mi ha promesso. Ho capito che questa donna la amerò sempre anche se non saremo più una coppia e vorrei vederla felice e serena anche senza di me accanto, ho provato a parlarle dicendogli che avrei fatto un passo indietro per permettergli di prendere una decisione più incondizionata e mi ha detto che non posso fargli anche io questo. Temo realmente per la sua salute e vorrei aiutarla ma non so cosa fare e oggi sono ad un bivio, restarle ancora accanto e aspettare che lei risolva i suoi problemi (cosa che fino ad oggi non ha funzionato) ; oppure distaccarmi gradatamente considerando anche nostra figlia e ricostruirmi una vita da solo considerandoci per sempre una famiglia ma mai più una coppia. Sono molto combattuto anche in considerazione che del suo tradimento non lo sa quasi nessuno ed io sono l’unica persona con cui ne parla (oltre al counselor) inoltre lei mi manifesta solo un enorme compassione chiedendomi sempre scusa ma sono convinto che ad oggi sia ancora molto confusa e che non voglio obbligarla a stare con me. Grazie in anticipo e mi scusa per la mia prolissità Felice

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