Domande e risposte

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cercasi Consiglio

Salve,
mi chiamo Simona e sono sposata da quasi 4 anni, ho un bambino di due anni e mezzo. Ci conosciamo dal 2012. Mio marito ha 37 anni mentre io ne ho 28, è un bravissimo ragazzo davvero, ma io da un mese a questa parte voglio sentirmi libera e abbandonare questa vita che non mi rende felice.
Lui è più pantofolaio, ama stare a casa e se non usciamo neanche gli importa. Io non la reggo più questa cosa, è troppo apatico...noioso...io voglio sentirmi viva, uscire, divertirmi, andare a ballare. Credo che a questa età sia normale avere voglia di provare emozioni forti e vivere la vita giorno per giorno. Certo ho un bimbo, ma quanto potrei resistere per lui?
Io ho voglia di sentirmi ancora ragazza ...perché questo sono io, piena di vita, fare tardi la sera, uscire con le amiche e fare mattina. Adesso mi trovo nella situazione di non essere me stessa, come in gabbia, intrappolata in questo matrimonio che mi sta stretto.. Attendo le vostre risposte, grazie .

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Difficoltà nel vivere una relazione di coppia

Gentilissimi, mi piacerebbe sentire il vostro parere sulla mia situazione. Ho 37 anni e ormai da anni, dai miei 17 anni, intrattengo relazioni amorose che mando puntualmente all'aria. Divento un'altra persona, arrivo anche ad essere aggressiva, focalizzo sui difetti dell'uomo del momento e da chè ha inizio la storia inizia un tacito sabotaggio.
Mi sento ingabbiata, mi sento rallentata nelle mie cose se devo coordinarmi con qualcuno. Sto con un ragazzo da 2 anni e lo faccio martire, e più lui manifesta insicurezze e debolezze più io godo nel dargli addosso.
Lui piange, dice che gli faccio male ma a me dà ancora più noia e fastidio. Mi definisce anaffettiva e in effetti ho un totale rifiuto per il contatto, non solo nei suoi confronti ma in generale da bambina. Lui all'opposto è sempre stato coccolato in famiglia, è abituato a sentirsi chiamare in famiglia "amore" e vezzeggiativi che io trovo odiosi. Appena conosciuti l'ho tradito per un uomo bello e maledetto per cui avevo perso la testa prima di conoscere il mio attuale ragazzo. Il punto è che più il bello e maledetto mi rifiutava più io soffrivo (banale no?) però mi sono rispettata e ho chiuso io.
Dopo è arrivato il mio ragazzo che non mi ha scossa sinceramente (perché era preso o perché realmente non mi interessava?non lo so...). In più conduco questo doppio gioco da cinica che lo invita tranquillamente a lasciarmi e da gelosa che tiene tutto sotto controllo: amiche e amici suoi, ex, facebook, whatsapp. Il mio tradimento ha insinuato nella relazione una sfiducia da parte sua che alimenta insicurezze costanti e ha bisogno che io lo rassicuri costantemente: come una madre con un bambino indifeso. Provo un fastidio per questo e arrivo a dirgli che non ha dignità e che al posto suo io mi sarei mandata già a quel paese. Lo vivo come un peso per poi sentirmi in colpa e ripetermi che sono una stupida a trattare male un così bravo ragazzo, così attento, presente, premuroso e che sto mettendo in atto il mio solito sabotaggio. Ma inconsciamente poi la dinamica innescata è sempre questa.
Adesso siamo pure a distanza e tutto si complica ulteriormente perché lui ha bisogno di lunghe telefonate, di ribadirmi quanto mi desidera e io mi innervosisco all'ennesima chiamata. Mi sembra di perdere tempo. Vivendo lontani ho avuto anche uno sbandamento per un altro che ho riferito al mio ragazzo alimentando ancora di più le sue insicurezze.
Sono una stronza o è un gioco malsano da parte di entrambi? Sono stufa di darmi addosso. Sto tenendo in scacco un uomo quando non sono realmente coinvolta solo per non mettermi in gioco davvero in una relazione alla pari? Troverò poi una relazione alla pari? Intanto mi convinco sempre più che non sono fatta per amare... Grazie di cuore.

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Mio marito preferisce i porno a me

Salve,
ho 24 anni e sono mamma di 2 bimbe.
Io e mio marito siamo sposati da 5 anni e tra noi ci sono sempre stati problemi a letto, nel senso che io sono proprio negata. Lui è stato il mio primo uomo, quindi sono partita inesperta mentre lui ha avuto abbastanza donne. Quando lo facciamo non riesco mai a lasciarmi andare e a rilassarmi e per lui farlo con me è come farlo con una bambola gonfiabile. lo facciamo tipo 2-3 volte al mese, col tempo ho scoperto che si masturba con i porno. Ultimamente sono diventata psicopatica e lo controllo e mi sono accorta che guarda i porno e si masturba quasi ogni sera. Vorrei “imparare”, ma ho sempre blocchi mentali e non so come fare. E penso sempre che il problema sono io che sono ingrassata, che non lo attraggo fisicamente.
Quando ho voglia, non ho mai il coraggio e mi vergogno nonostante sia mio marito. Cosa posso fare?

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Sono stato tradito dall'amore della mia vita!

Tre settimane fa è crollato un sogno.
Sono sposato da più di dieci anni dopo tre anni di fidanzamento ed ho scoperto che mia moglie mi ha tradito con un suo collega, durante un turno di notte. L'ho scoperto partendo da un piccolo sospetto che si è poi purtroppo rivelato fondato, dopo aver letto ciò che aveva scritto al tizio con dei messaggi a dir poco sconcertanti in quanto ricchissimi di richieste particolari (che tra l'altro faceva anche con me). Non riesco sinceramente a capire il perchè abbia potuto farlo. Sto leggendo tanti altri casi in giro per il web cercando una risposta valida, ma nessuno rispecchia il mio perchè vedo che altre coppie alla base del tradimento presentavano delle problematiche seppur piccole mentre invece noi eravamo una famiglia felice come se ne vedono poche in giro.
Credo di potermi reputare un uomo che ha sempre assicurato tutto alla propria famiglia. Ero un marito sempre presente, un amico, una spalla, un punto di forza, un amante che l'ha sempre desiderata ardentemente e nei momenti di difficoltà (anche di salute) l'ho sempre assistita amorevolmente. Specifico che quanto sopra non l'ho scrivo né per vantarmi né per rinfacciare, ma assicuro che l'ho fatto sempre e solo perchè lo sentivo dentro di me, in quanto era il mio AMORE a guidarmi.
Non passava giorno in cui non ci dicevamo quanto ci amavamo, quanto eravamo stati fortunati e quanto desiderassimo invecchiare insieme... pensate che stavamo cercando di avere il secondo figlio (7 mesi fa abbiamo anche affrontato un aborto, soffrendo e affrontando tutto insieme e cercando ancora). Poi all'improvviso quest'evento orribile!!! Adesso io mi sento annientato ed anche lei non riesce a darsi pace e non si spiega come abbia potuto fare a me... a NOI.. una cosa del genere! Anche lei dice di essersi sempre sentita amata, protetta e desiderata e proprio non riesce a darmi una spiegazione, ha anche preso un appuntamento con una psicologa, perchè non riesce a smettere di piangere neanche al lavoro. Inutile dire che sono completamente affranto e che mai e poi mai avrei pensato di dovermi trovare in questa situazione. Giuro che avrei voluto andare via da casa, ma sono anche padre e non farei mai qualcosa per fare soffrire il mio piccino di soli 6 anni... non posso infliggergli questo trauma... lui dice sempre che ama Mamma e Papà e che tutti e tre siamo felici. Lo amo così tanto che non potrei mai neanche dirgli cosa ha fatto a me e a lui la nostra adorata moglie/mamma.
Adesso vivo costantemente con un dolore immenso che mi sta schiacciando, ma porto questo fardello quanto meno per il mio cucciolo che è innocente e merita di essere solo felice. Scusate se sono stato troppo prolisso, ma spero almeno in un po' di conforto perchè mi sento solo ad affrontare i miei demoni. Grazie.

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Come fermare la mia aggressività nel confronti del mio ragazzo?

Salve, sono Chiara e sto con il mio ragazzo da un anno e 5 mesi. Il nostro rapporto è formato da alti e bassi. Inizialmente litigavamo a causa sua per dei dubbi, finché man mano migliorò atteggiamento nei miei confronti. Adesso sono io il "problema", si litiga spesso per colpa mia, dipendo totalmente da lui e qualsiasi cosa che dice diversa dal mio pensiero, a me non va bene e finisco per alzare la voce, a prenderlo a parole e a volte ad alzargli le mani.
Non so come smettere... Non mi riconosco più, non sono più la Chiara di prima, paziente, dolce e calma. Ogni volta gli prometto che cambierò, ma finisco sempre per rifarlo o addirittura di peggiorare.

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Mio marito non vuole il secondo figlio

Buonasera.
Ho 39 anni e una bimba di 5. Sono molto in crisi, perché desidero un secondo figlio e mio marito no, ma nonostante questo non si è sentito di escludere totalmente questa cosa tanto che da circa un anno non stiamo prendendo precauzioni durante i rapporti.
In quest'ultimo anno sono rimasta incinta 2 volte ed entrambe le volte la gravidanza si è purtroppo interrotta. In entrambe le occasioni lui ovviamente non si è mostrato per nulla contento e anche quando esce l'argomento secondo figlio si irrigidisce e non è sereno, tanto che ho deciso di rinunciare.
Io però ora non sto bene e mi sento depressa. Anche a me fa paura l'impegno che si andrebbe a profilare, ma sono disponibile a rimettermi in gioco, mentre per mio marito sembra un impegno esageratame grande. Non so che pesci prendere. Da un lato lui va in ansia, dall'altro io mi deprimo...che fare?

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Mi sto persuadendo che mia moglie sia una manipolatrice

Vi scrivo di nuovo per un consiglio. Già scrissi dopo 9 mesi di matrimonio perché avvertivo i segnali di una crisi coniugale e personale profonda. Ora sono tre anni che sono sposato e le cose vanno peggio di prima. Mia moglie mi svilisce continuamente: nonostante abbia un buon lavoro mi dice che non sono in grado di darle sicurezza, pretende che trovi i mezzi per acquistare un immobile in un altra zona, perché vivendo in una casa dei miei sono un bambino non emancipato, ma sa che non abbiamo i mezzi necessari. Al contempo accusa i miei che non vogliono vendere questa casa, non ci aiutano ad andare vcino ai suoi (i suoi sono a 16km da casa nostra i miei a 100 km) e me di non sapermi imporre per le nostre necessità. Ogni volta che sento i miei sono un pagliaccio al punto che evito di chiamarli se lei è presente o limito la conversazione per evitare che poi possa appigliarsi a qualcosa per discutere. Ora lei è in dolce attesa e ai suoi occhi io non sono abbastanza amorevole nonostante mi spacchi in due tra lavoro bimba grande, visite, ecc. Sto diventando rassegnato, apatico, spesso reagisco male o con aggressività e tutto finisce in liti furiose. Nemmeno la minaccia che mi lasci mi fa effetto. Mi sento anche molto solo avendo perso in tre anni molti amici che avevo e conservando a fatica quelli che ho perché mi sono fatto persuadere che avessero tutti o mancato di rispetto a lei o si fossero comportati male senza possibilità di perdono. I pochi che restano li recupero sempre al volo cercando di parare la sua sostanza nei loro confronti. Sto rinunciando a me stesso. Avrei molto da aggiungere. Vorrei fare una terapia, ma ho poco tempo e mezzi, ma so di averne bisogno urgente.

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Come superare una rottura di una relazione difficile da accettare?

Sono un ragazzo di 26 anni. Ho iniziato in estate a frequentare un ragazzo di 34 anni. Entrambi sapevamo che la frequentazione sarebbe stata a distanza, dato che io abito a Bruxelles e lui a Roma. Nonostante ciò, abbiamo iniziato a sentirci giornalmente e ci siamo visti in alcuni weekend. Tutto bene a parte degli screzi qua e là, entrambi con la volontà di impegnarsi per una relazione. Poi improvvisamente vengo lasciato perché lui non si sente sereno e dice di non essere pronto ad una relazione stabile. Non vuole perdermi ma vuole chiudere, a detta sua gli dò serenità, ma non è pronto per una relazione, e non dovrei prenderla troppo male perché in fondo, per lui, ci stiamo solo conoscendo e frequentando, anche se il rapporto era ormai a tutti gli effetti un rapporto di coppia, almeno secondo me, per tutta una serie di dinamiche che si erano create.
Non riesco a capire fino in fondo queste motivazioni, perché lui non voglia provare ad andare avanti e si tiri indietro all'improvviso.
Come posso io accettare questa cosa e darmi delle spiegazioni che lui non può darmi? Come posso distaccarmi in maniera definitiva, anche se il motivo della rottura pare incomprensibile?

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