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Mi sento delusa perchè sono stata lasciata senza ragione

Buongiorno, mi chiamo Francesca ho 35 anni, questo ragazzo che volevo molto bene ed ero affezionata mi ha lasciata per cattiveria, dispetto è stupidità, senza nessuna ragione, non ha voluto capire, credere me è la mia triste difficile situazione, ma ogni giorno lui mi manca sempre di più è lo penso, ho un grande vuoto dentro me di solitudine, dispiaciuta, di rabbia, piangendo perchè non mi fido più di nessuno per colpa sempre di chi mi vuole male senza meritarlo, mi sento stanca moralmente, demoralizzata, senza speranza, non ho fiducia più in nessuno è neanche più in me stessa! Aiutatemi perchè mi sento preoccupata, sconvolta, non c'è la faccio più di tutto!!! Da 

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Rifiuto della relazione

Salve a tutti, da qualche giorno la relazione con la mia ragazza è terminata, purtroppo, non per scelta mia ma per sua scelta. Una scelta motivata più da sensazioni che lei provava, in particolare le succedeva di alternare dei giorni in cui mi voleva, in cui voleva la nostra relazione ed era felice, ad altri in cui non voleva assolutamente portare avanti la relazione. La motivazione è sconosciuta, sono cose che capitavano di punto in bianco senza un motivo reale (cioè senza nessun mio errore o altro), da un giorno ad un altro. Non si riesce a spiegare il perché ne lei e ne io. La prima volta che è successo in maniera consistente, ha deciso così su due piedi di troncare il rapporto con me, perché sentiva un peso dentro di se, il peso della relazione, nonostante lei stesse bene con me e si stesse innamorando, nonostante ci fosse tra noi una complicità talmente elevata da lasciare il segno anche agli occhi di altre persone (e questo mi fa capire tante cose). La prima volta che lei ha deciso di troncare, io sono andato da lei per parlare, più che altro perché non mi sarei mai aspettato una situazione e reazione di questo tipo da lei, ed anche perché volevo capire, volevo fargli capire il mio punto di vista e volevo insieme, capire il problema. Sono andato a parlarle e dopo molte ore di dialogo, tra l'altro molto bello ed appagante (ci piace tantissimo parlare), la situazione si è sciolta, lei ha fatto un passo indietro perché effettivamente le ho fatto aprire gli occhi su molte cose alle quali prima non aveva pensato. Le ho fatto capire che per costruire una relazione sana e piena ci vuole tempo ed impegno, soprattutto un pò di sacrifici e che molti ostacoli si passano insieme se si vuole. Insomma, secondo me è normale volere dei momenti per se, dei momenti in cui non si vorrebbe stare con il proprio partner, perché si vuole un pò di individualità, si vuole stare soli, ma questo però non sarebbe da confondere con il "non voler in assoluto" il partner, oppure non voler in assoluto una relazione. La reputo una cosa giusta ed è stata una delle cose che le ho cercato di far capire quando sono andato per un chiarimento. Il punto in tutto questo è che a distanza di una settimana è risuccesso di nuovo, con una tale freddezza da far paura, praticamente è come se tutti i discorsi fatti non avessero lasciato il segno e fossero stati fatti al vento. La prima volta abbiamo capito che per andare avanti bisogna parlare, se io ho un problema con te, ne devo parlare, perché abbiamo capito che il solo fatto di esternare quello che si prova dentro è un passo verso la risoluzione e gli è capitato di andare ad annullare queste sensazioni semplicemente parlando con me. Speravo che succedesse questa cosa, almeno per come eravamo rimasti, cioè speravo che ci fosse un dialogo volto a capire il motivo, a ragionarci su e ad andare avanti. Invece mi sono ritrovato nella stessa situazione della prima volta. Una freddezza, una decisione ed un impulsività disarmante alle quali io non potevo oppormi, cosa per me inaspettata in quanto pensavo che ci fosse il famoso dialogo, più che altro ne io ne lei sappiamo il perché profondo, lei dice che forse io non sono il suo ragazzo ideale, nonostante era chiaro che lei stesse bene con me e me lo dimostrano moltissime cose. C'è da dire che questa ricaduta, questa volta, non l'ho potuta affrontare fisicamente, ma telefonicamente e la cosa mi ha messo praticamente con le spalle al muro. Mi chiedo tra me e me come mai sia successo nonostante noi stessimo bene insieme, nonostante io sono ancora innamorato di lei e nonostante lei con me stesse bene perché dopo il chiarimento la prima volta, sono stati dei giorni FANTASTICI, talmente fantastici che io dentro di me vedevo la situazione come se non fosse successo nulla, come se la ricaduta non ci fosse stata. Insomma ora mi ritrovo solo, con tante domande, e non faccio altro che pensare a lei ed alla situazione. Non faccio altro che pensare a come poter riallacciare le cose, se è giusto oppure no, come poterla riconquistare ed andare oltre i problemi, risolverli, visto che in realtà sono problemi probabilmente estranei a noi. In realtà io sono molto innamorato di lei e lo sto capendo veramente tanto ora, nonostante la situazione sia complicata, questo non riesco a spiegarmelo. Si era creato tra noi un legame veramente forte, come se ci conoscessimo da anni, una cosa bellissima che ancora oggi mi lascia a bocca aperta. Io ci credevo, anzi insieme ci credevamo, ed è stato tutto vero. Io volevo essere per lei una persona speciale, lo sono stato in realtà, per un pò, ma non ho avuto il tempo di dimostrarle tutto quello che avrei voluto e di punto in bianco è successo questo. Non so come riuscire a prendere le distanze, che da una parte vorrei per star bene, ma dall'altra io voglio lei, perché nonostante tutti i problemi che ci sono, sento veramente di essere attaccato nel profondo e me ne sono accorto dalla complicità che si è creata in maniera totalmente spontanea come se io stessi aspettando lei e viceversa. Insomma non avrei mai immaginato di ritrovarmi con tanti dubbi e di essere cacciato fuori così, perché la relazione poteva essere un peso per lei. Non so cosa si dovrebbe fare in questi casi e per questo chiedo la vostra opinione. Grazie mille!

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Gelosia del passato e rabbia incontrollata

Ciao a tutti. La mia storia è molto sofferta, violenta, turbolenta nonostante la mia età. Ad oggi mi ritengo una persona molto matura, empatica, sensibile, selettiva, molto autocritica, ma al tempo stesso non ho molta autostima, ho molte insicurezze, a volte riesco a fidarmi delle persone completamente, altre volte invece mi sento presa in giro, come se tutti facessero qualcosa alle mie spalle.
Ma sono qui perchè ho bisogno di un aiuto, di sfogarmi e confrontarmi, ho già fatto terapia varie volte (6 psicologi diversi) per brevi periodi (5-3 mesi), notando notevole miglioramento, ma economicamente adesso non mi è più possibile. I miei genitori si sono separati quando avevo 7 anni, perchè abbiamo scoperto mio padre tradire mia mamma, lo abbiamo colto sul fatto. Non vi dico nemmeno cosa è successo quel giorno: botte, coltellate, bastonate, urla, carabinieri, tutto sotto i miei occhi. Da li il calvario, 15 anni di guerra legale, denunce di violenze, depressione, una vita nomade tra la città di mio padre e quella di mia madre, bullismo a scuola, attacchi di panico, autolesionismo, violenza psicologica e fisica da parte di mio padre durante l'adolescenza.
In tutto ciò la mia autostima era sempre più a terra, non avevo amici, ero instabile, ero insonne, nervosa, sbalzi di umore, mi picchiavo, mi davo pugni e mi strappavo i capelli, mi vietavo di mangiare, a volte mi tagliavo le braccia, mi stringevo le mani al collo e in adolescenza mi sono data sessualmente come per punirmi, per fortuna è durato poco. Una vita tremenda. A 18 anni conosco lui, che allora aveva 30 anni. Ci mettiamo insieme subito, lui innamoratissimo, completamente perso, romantico, passionale, sembrava fin troppo perfetto, e per questo come autodifesa, non mi lasciavo andare ai sentimenti, avevo e ho paura dell'abbandono, mi diceva che ero bellissima, che ero tutto ciò che aveva sempre desiderato, ma ovviamente non l'ho mai creduto fino in fondo.
Dopo qualche mese di relazione ho cominciato a manifestare la mia rabbia, i miei attacchi di panico e cominciai a essere violenta anche, davvero, nella mia vita. Nelle nostre discussioni spesso tiravo oggetti, sbattevo le porte, gli tiravo le cose addosso e ahimè, lo picchiavo, e non vi dico come stavo mentre e anche dopo. Mi sentivo uno schifo, una merda, vedevo mio padre in me e mi odiavo. Infatti, così per due anni, lui mi ha lasciata. Me lo aspettavo, ma ovviamente era l'ennesimo abbandono della mia vita, di nuovo. Lo amavo alla follia, lo amo ancora oggi.
Son caduta di nuovo in depressione in quel periodo, e l'unico modo immaturo per stare o credere di stare meglio, è stato gettarmi nelle braccia di un altro. Ho sofferto come non mai nella vita, perchè per la prima volta non si parlava dei miei genitori, ma della persona che amavo e che ho perso a causa mia. Mi lasciò nel 2015 e a maggio 2018 ci siamo, inaspettatamente e incredibilmente, rimessi insieme. Non parlavamo nè ci salutavamo più, io ho anche avuto un altra storia nel 2017. Ma pensavo sempre lui, sapevo nel profondo che nonostante non c'era assolutamente più contatto, di amarlo e che ricambiava anche se è stato più orgoglioso di me.
Così, un giorno ho pianto di fronte mia mamma e le ho detto la verità, lei prese coraggio e andò a parlare con lui dicendole che le porte erano aperte. Siamo quindi tornati insieme, come se questi tre anni lontani non ci fossero mai stati. Come se fisicamente e mentalmente non ci fossimo mai lasciati. Trovai la casa per come l'avevo lasciata nel 2015. Lui non aveva permesso a nessuna donna di entrare nella sua vita, ha avuto qualche avventura di una notte e una frequentazione breve con una ragazza, ma non ne voleva sapere. E qui il punto. Io sono gelosa del suo passato, un pò per le insicurezze, un pò perchè mio padre ha sempre avuto il vizio delle donne. Quello che più mi fa incazzare, è che lui è stato anche a letto con donne fidanzate e sposate, giustificandosi che ai tempi era single e che a sbagliare erano queste donne, e non lui. So che è un discorso logico, ma onestamente non lo accetto, su nessuno. Non sbaglia solo chi tradisce, ma anche chi ci va, pur sapendo la condizione famigliare dell'altro. In lui rivedo sia mio padre che la sua amante di allora e di tutte le altre successive. Mi fa schifo questa cosa. Non si fa, non lo accetto. Non accetto che lui mi dica che era single e libero di scopare donne sposate.
Non immagina nemmeno cosa potrebbe creare in quella famiglia se venisse scoperto, cosa potrebbe provocare ai figli di queste coppie. Non si può fare tutto, solo perchè si è single. Abbiamo avuto una litigata pesante qualche giorno fa e io, nonostante mi fossi promessa di non farlo più già nel 2015, sono stata di nuovo violenta, sia con le parole, offendendolo, sia fisicamente, dandogli uno schiaffo e dimenandomi mentre mi teneva. Mi sono anche data dei pugni in faccia perchè in quel momento ho pensato ''fai male a te, non a lui''. Lui è stato male, ma è rimasto cosciente ed è riuscito a farmi calmare dopo due ore, rimanendomi accanto. Il giorno dopo mi sono scusata, mi sentivo e mi sento ancora uno schifo. Lui ha detto che capisce il perchè, ma che questa sarà davvero l'ultima volta. Io ho provato a fargli capire che quello che ha fatto, nonostante non eravamo fidanzati in quel periodo, mi fa vomitare, in quanto motivo e perno della rottura della mia famiglia e causa di anni di sofferenza.
Che è difficile oggi fidarsi del prossimo, è difficile trovare i valori nelle persone e che io questo nel mio ragazzo non lo accetto. Non posso pensare che lui è stato per qualche altra figlia/famiglia, il pezzo di merda che ha ceduto alle avance di una donna sposata, che non portava rispetto al marito. Non so se mi spiego, sarò esagerata, ma se qualcuno sta leggendo, per favore, non fatelo. Non tradite la fiducia di chi vi sta accanto, piuttosto lasciatelo. E soprattutto, non andate a letto con gente fidanzata, non sapete nemmeno che dolore potreste causare nell'altra persona. Comunque, vorrei consigli su come gestire la rabbia, su come accettare tutto ciò. Ovviamente ho tagliato moltissimo, ho cercato di farla il più breve possibile. Se dovessi dire tutto, dieci pagine non basterebbero. Grazie.

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Un compagno che non vuole smettere con la cocaina

Salve, mi chiamo Elisa e a marzo del 2017 rivedo il mio ex compagno di 8 anni fa ed è stato un esplosione di emozioni ricominciamo ad uscire insieme e decidiamo di riprovarci. A dicembre dello stesso anno scopro di essere incinta lui felice da subito io un po' meno perché pensavo che fosse troppo presto. A maggio del 2018 scopro che lui non è cambiato per niente fa ancora uso di cocaina motivo per cui lo avevo lasciato 8 anni prima e in quel momento mi cade il mondo addosso per l'ennesima volta mi aveva mentito. Da giugno le cose peggiorano tutte le notti torna a casa ubriaco e drogato e io mi passo una gravidanza da incubo.
Tutte le notti le passavo a sperare che lui rientrasse a casa sano e salvo e che il giorno X non si presentasse in sala parto strafatto e ubriaco. Nel corso di questi mesi provo a parlare con lui e mi promette che con la nascita della bambina tutto cambierà. Ora sono qui con la mia bellissima e dolcissima bambina di 3 mesi che è la mia ragione di vita ma con un compagno che non è cambiato per niente. L'anno più bello della mia vita si è trasformato nel peggiore.
Ho provato più di una volta a convincerlo a rivolgersi ad un sert, ma non vuole. Ho provato con le buone e ho provato anche con le cattive dicendogli che se ne deve andare da casa, oppure non facendogli più prendere in braccio la bambina quando tornava in certe condizioni ma nulla da fare.
Come posso fare? Io lo amo da morire ma la mia pazienza è ormai finita e soprattutto non voglio che si rovini la vita così.

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Perché ho sempre paura di essere tradita e/o sostituita con un'altra donna?

Buonasera, Da 2 anni e mezzo ho una splendida relazione col mio compagno. Io 47 lui 53. Viviamo insieme. Lui ha da poco ottenuto una promozione e forse dovrà recarsi fuori per un nuovo incarico di lunga durata. 3 anni. Stiamo bene insieme. Siamo felici, abbiamo figli dai nostri precedenti matrimoni, ma andiamo tutti d'accordo. Io però ho sempre tanta paura che lui possa tradirmi, che possa scegliere un'altra donna. Lui ha un atteggiamento da "piacione". Ne parliamo e mi dice che a lui piace piacere, ma che poi nn c'è nulla, è solo puro edonismo maschile. Per il resto mi rassicura sempre. È molto presente nella mia vita e in casa. Si sente sereno accanto a me. C'è da dire che lui ha sempre avuto donne molto belle e appariscenti. Io sono esattamente il contrario. Robustetta, molto timida e per niente appariscente. La sua prima donna così. Anche caratterialmente ha avuto donne da guerra da tutti i punti di vista. Sia a letto, sia di carattere. Io invece sono una donna molto tranquilla. Mi arrabbio difficilmente,sono paziente, quasi sempre d'accordo con lui, sorridente, e molto materna. Temo sempre che lui possa tornare alle sue vecchie inclinazioni, trovando sicuramente più eccitante una donna a cui deve tener testa. Spesso gli ho espresso questo mio timore e lui mi ha sempre rassicurato. Dicendomi che x lui è più importante sentirsi sereno. Gli controllo spesso il telefono e il PC. Ed effettivamente nn ho mai trovato nulla che mi faccia pensare ad un tradimento. Questo però nn mi basta perché sono in balìa della mia immaginazione e della paura di ciò che potrebbe accadere. Grazie anticipatamente per la vostra risposta. Ginevra.

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Come gestire questo rapporto

Salve, ho 28 anni e da 1 e mezzo sto insieme ad un ragazzo che ne ha 34. Io sono innamorata di lui e lo dimostro in tutto ciò che faccio. Il problema è che inizio a pensare che lui nn lo sia di me, ma allora perché sta con me?
All'inizio del nostro rapporto parlavamo tanto e lui mi ha sempre detto di essere arrivato ad un punto nella vita dove ha scelto di stare con una persona aldilà del suo aspetto fisico, dando priorità ad altri aspetti, comportamentali ad esempio. Non sono brutta, ho avuto sempre un numero modesto di corteggiatori, certo non sono una modella, ho le mie imperfezioni, la gobbetta al naso e gli occhiali da vista che insieme a qualche piccola cicatrice dell'acne mi hanno sempre dato poca autostima, ma curo tantissimo il mio aspetto per essere sempre più carina possibile.
Il fatto è che lui non mi ha mai detto che io gli piaccio fisicamente, non mi ha mai detto neanche ti amo se è per questo. Mai ricevuto un complimento. Però il suo affetto in qualche modo lo dimostra, anche se a fatica. Dice di essere uno che nn sa distinguere il bene dall'amore, dice di volermi bene come ne vuole a pochi altri che gli stanno a cuore. È geloso e possessivo, ma nn si lascia andare ai baci passionali e alle coccole.
È come se fosse sempre un pò distaccato. Anche nei rapporti intimi non è romantico. Siamo una coppia a tutti gli effetti, dormiamo insieme a volte, stiamo provando anche ad avere un figlio. Ma nn so il suo essere freddo da cosa possa dipendere. Se è solo un meccanismo di autodifesa da parte sua o se nn prova alcun sentimento per me. Ma davvero si può stare con qualcuno anche se nn ami e nn provi attrazione fisica?
So che ha avuto una delusione prima di conoscere me, ma infondo è stata una cosa durata pochissimo tempo, su cui forse lui aveva puntato molto per poi scoprire di essersi solo illuso. Il suo atteggiamento certo nn fa altro che diminuire ulteriormente la mia autostima e ogni volta che lo vedo Parlare con una sua amica finisco per sentirmi brutta e farmi tanti problemi. Se prendo io l'iniziativa di dargli un bacio o un abbraccio Ok, se dovesse partire da lui potrei anche dimenticarmi di come sono fatte le attenzioni. Inoltre non mi ha mai fatto un regalo. Mentre io mi sono sempre sacrificata pur di stupirlo con le cose che più gli piacciono.
È il tipo che preferisce darmi i soldi per poi spenderli come voglio, ma nn che possa lui farmi una sorpresa con un fiore o che so, un piccolo oggetto che potrebbe piacermi. Eppure sono una persona che si accontenta Veramente di poco, visti anche i tanti problemi avuti in famiglia sin da bambina e con cui ho imparato a crescere e a maturare.
Lo amo, lui ha voluto anche portarla in famiglia la nostra relazione e dopo tutto devo dire che stiamo sempre insieme, anche se nn conviviamo passiamo tutto il nostro tempo libero insieme.
Devo dire anche che ormai si priva di passare del tempo da solo con i suoi amici per stare insieme a me, ovviamente nn che io glie lo abbia mai imposto eh!quindi tutto sommato ci sono delle cose che mi fanno capire il suo bene per me. Ma per il resto?
A volte mi chiudo in me stessa e non riesco neanche a dirgli tutto quello che penso.

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Fidanzato bipolare e con disturbo ossessivo compulsivo

Buonasera, Sto col mio fidanzato da due anni e mezzo. Ho capito che qualcosa non andava già dopo poco tempo insieme e per circa due anni ho insistito, affinchè andasse da uno psicologo, soprattutto visto che suo padre e sua sorella assumono delle pillole per DOC e bipolarismo. Quest'estate è andato da una psichiatra che gli ha prescritto delle medicine per questi due disturbi e quindi da due mesi le sta prendendo. Prima delle medicine sono capitati casi veramente gravi, mi gridava e se la prendeva con me per niente. Prima di stare con lui non avevo mai sofferto di attacchi di panico, ora spesso mi capitano quando litigo con lui. Si seccava con me e alzava la voce per ore, per cose di poco conto, in cui spesso avevo anche ragione (ad esempio, una volta sono entrata nel bagno per sbaglio quando c'era lui e quella volta mi ha pure rubato una penna dalle mani, perchè dovevo ascoltarlo e ha continuato a gridarmi finchè non ho avuto un attacco di panico). Da quando prende le pillole è un po' meglio, ma speravo funzionassero decisamente meglio. Fa scenate e grida per cose futili, all'improvviso. Due esempi: -stavo parlando al telefono con mia mamma quando è tornato a casa e si è seccato da morire perchè non sono andata ad accoglierlo alla porta; -ha la febbre e mi sono dimenticata di fare prima il mangiare per lui. Quando succedono queste cose si arrabbia tantissimo e diventa aggressivo (solo verbalmente) e dopo qualche ora si rende conto e chiede scusa. Ma io sono al limite. Lo amo e speravo tantissimo le pillole risolvessero i nostri problemi, ma così non è. Ho pure paura per la mia salute mentale a causa dei suoi sbalzi d'umore. Le mie amiche mi dicono di lasciarlo, ma mi sento così debole, non riesco a fare il passo decisivo. Voi cosa mi consigliate? Vi è la possibilità che stia meglio magari cambiando pillole? Grazie

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Problemi nel provare sentimenti

Salve,
volevo parlare di questo problema che mi porto da due anni non riesco a provare felicità o qualcosa quando provo a intraprendere una relazione e non riesco a spiegarmelo.
Ho avuto una relazione a distanza con una ragazza per due anni, lei era il mio punto fermo provavo vero amore per lei quando ci siamo lasciati lo abbiamo fatto per telefono e non ci siamo visti più. Successivamente ci siamo sentiti ogni tanto per un altro anno mentre lei cambiava strada, io sono rimasto indietro ho continuato a pensare a lei fino a pochi mesi fa, quando ho capito quale era il mio vero problema: la continua ricerca di una ragazza, di una persona da avere accanto, era questa la cosa che mi premeva.
In questo periodo ho trovato finalmente una ragazza che apprezzo in tutto e per tutto, ma allo stesso tempo non riesco a essere finalmente felice, ma continuo ad avere pensieri, una sorta di blocco a questa felicità e sono sicuro che chiunque trovi, mi si ripresenta sempre lo stesso blocco, non so piu con chi confidarmi di questo problema.
Accetto qualsiasi tipo di consiglio o pensiero grazie.

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