Domande e risposte

leggi tutte le domande
Paura e amore si autoescludono?

Buongiorno a tutti, È vero secondo la vostra esperienza anche professionale, che un amore sincero fa superare la paura che le cose possano andare male o che dalla relazione possano derivare conseguenze negative oppure il fatto che abbiamo molta paura di affrontare le conseguenze di una relazione implica che non sia amore sincero? Io spesso ricorro a questa regola: se ho molta paura e non riesco a superarla, forse non è amore e quindi non vale la pena. Di recente, però, mi sono trovata dalla parte opposta, cioè la persona di cui sono innamorata, finalmente si è decisa a parlarmi e dice di avere troppa paura. io non so se devo considerarlo un rifiuto o posso tentare di aiutarlo in qualche modo a superare la paura. Temo molto che se dovessi scegliere di insistere e lui dovesse accettare di stare con me, finirei per maturare le convinzione che comunque lui non abbia mai realmente tenuto a me.

2 risposte
Lasciare perdere o insistere?

Buonasera a tutti! Scrivo questa sera in questo blog per chiedere aiuto in quanto a un problema che mi assilla. Ho avuto fino a due giorni fa una relazione bellissima con un ragazzo di 28 anni come me, di cui sono stata per la prima volta davvero innamorata. Il problema iniziò quasi subito quando mi accorsi che ogni volta che uscivamo lui diventata irrequieto e non vedeva l ora di tornare a casa, lui ha sempre detto di essere stanco per il lavoro in realtà il suo comportamento non è cambiato nemmeno quando il giorno dopo non doveva lavorare. Preferisce passare i suoi weekend a casa, magari a dormire e si innervosisce quando io pretendo di fare qualcosa di divertente che magari dura più di qualche ora. È diventata una situazione insostenibile tant è che l altro giorno dopo che abbiamo pranzato fuori e gli ho chiesto di fare un giro al centro commerciale si è innervosito dicendomi che non mi basta mai quello che facciamo e che non mi basterà mai...mi ha lasciata per tornare a rinchiudersi nel suo mondo. Io non so più come aiutarlo. io soffro tantissimo per questa separazione ma lui si ostina a dire che sono io che non accetto che lui è fatto cosi e che dovrei invece io accontentarmi di stare con lui senza pretendere grandi cose. Io non riesco ad accettarlo e ho paura che sia molto depresso e non lo voglia ammettere. Ringrazio chiunque prenda in considerazione la mia domanda e potrà aiutarmi a capirne di più!.

1 risposta
Gli opposti si attraggono(?)

Gentili dottori, da un paio di mesi frequento un ragazzo ed entrambi siamo estremamente infatuati. Le cose vanno piuttosto bene e il tempo insieme sembra sempre passare troppo velocemente. Naturalmente essendo ancora agli inizi della nostra relazione siamo ben coscienti del fatto che il nostro affetto è sostenuto per gran parte da queste meravigliose emozioni, ma sappiamo anche che l'amore è qualcosa di più. Siamo due persone molto molto diverse: io sono religiosa mentre lui è ateo, abbiamo interessi e passatempi diversi, ci vestiamo in modi diversi, le nostre diete sono diverse, abbiamo diversi modi di esprimere le nostre emozioni e così via. Ad ogni modo, il nostro stile di vita e la nostra visione del futuro si sposano a meraviglia. Vi scrivo perché temo che quando l'iniziale fase di innamoramento sarà terminata inizieremo ad incontrare delle difficoltà o a tollerare meno le evidenti differenze. Come si sostiene un rapporto con una persona largamente diversa da noi? Bisogna fare compromessi? Fino a che punto? Grazie!

2 risposte
Sfogo personale su un rapporto strano con un ragazzo

Buonasera, mi chiamo V, ho 24 anni. Decido di postare qui questa mia storia, con i miei pensieri, paure e dubbi, perché sto vivendo un periodo della mia vita mai avuto prima. Ebbene, la questione qual è? Sono innamorata. Ricambiata ? Non credo al 100%, ma forse neanche al 50, e magari neanche al 25.Conosco questo ragazzo, R, di 28 anni esattamente un anno e un mese fa, tramite social, originario di un paesino a poco meno di 20 minuti dalla mia città. Ci vediamo , amore a prima vista per me, già sapevo che avrei perso la mia verginità con lui, perché la sua bellezza, la sua voce e la sua personalità mi avevano completamente estasiata. Iniziamo così a vederci, sempre più spesso, e quindi iniziamo una storia. Io presissima da lui, lui leggermente più freddo, ma comunque presente. Dopo un mese, purtroppo, il suddetto mi dice di non sentirsi pronto per una relazione. Bugiardate le chiamo io, credo mi abbia studiata a tavolino soltanto per potermi fare "sua". Insomma, a fatto compiuto, mi mette di fronte a due scelte : vedersi, con un certo freno dal punto di vista sentimentale, ma non fisico, oppure non vedersi più. Cosa fa la scema? Ormai impantanata, sceglie di continuare a vederlo. Un mese, due mesi, tre mesi... Otto mesi, nella speranza ed attesa che le cose potessero cambiare. In realtà credo di aver trascorso soltanto otto mesi di depressione e ansia perenne dovuti a litigi causati da eccessive richieste da parte mia di qualcosa di più che il sesso, ma ahimè, senza mai ricevere assolutamente nulla. Ma in realtà è stato tutto un dare senza ricevere. Ho dedicato anima e corpo a quest'uomo, e, come dice la frase di Saint-Exupery:" È il tempo che hai perduto per la tua rosa che ha reso la tua rosa così importante". Insomma con il tempo ho imparato a volergli bene, a conoscere il suo carattere, ad accettare i suoi difetti, a stargli accanto quando aveva bisogno di parlare, a essere per lui una sorta di roccia su cui appoggiarsi nei suoi momenti difficili e malumori dovuti alla disoccupazione. Stabiliamo questa sorta di rapporto fatto di sesso(direi intenso e passionale) e di chiacchiere, sempre le stesse, ma senza mai proseguire oltre ( il famoso freno sentimentale). Nel mese di aprile abbiamo una discussione di gelosia (mia ovviamente), la quale non venne poi mai chiarita, così, lui, silenziosamente parte per Londra, città in cui aveva già vissuto 4 anni per lavoro... Nel periodo estivo si fa comunque vivo, sui social, in chat, chiede come sto, cosa faccio, come mi vanno le cose...Ma... Nel mese di luglio vengo a scoprire da un suo conoscente che nel periodo primaverile, lui era andato a letto con un'altra ragazza. E qui purtroppo potete immaginare; il mio cuore si spezza di brutto, perdo la testa, non voglio più che saperne di lui. E fu così che mi buttai all'alcool, ex brutto vizio. Inizio una storia con questo suo conoscente e nel frattempo tronco i rapporti virtuali con lui. La storia con questo nuovo ragazzo mi ha permessa di distrarmi un po', ma i miei sentimenti nei suoi confronti non erano comunque svaniti. Erano soltanto stati archiviati. Poi la storia con questo ragazzo termina, perché le sue intenzioni non erano per nulla serie, e io, già traumatizzata dalla storia precedente ed anche un po' in colpa per l'accaduto con questo suo conoscente decido di interrompere.Lui mi ricontatta, chiedendo spiegazioni sul mio essere sparita all'improvviso, e discutendo in chat sostiene di averci tenuto a me e di tenerci ancora oggi, negando però di avere avuto rapporti con altre. Mi chiede quindi un confronto al suo rientro da Londra. Io accetto.E così vado all'appuntamento, decisa ormai di arrabbiarmi con lui per tutto l'anno che mi ha fatto passare, decisa del fatto che dovevo esternare tutto il malessere che avevo sentito quando lui stava ancora qua, decisa che doveva capire fino a che punto mi aveva ferita e decisa anche di raccontargli la verità sulla mia storia con il conoscente...ricevo delle scuse, ricevo degli abbracci, ricevo dei baci, ricevo un ragazzo che si pone di fronte a me e guardandomi negli occhi mi dice che se è tornato, se ha chiesto di vedermi, il motivo è che ci tiene anche lui. Gli domando cosa gli avessi fatto mancare sessualmente parlando per poter decidere di andare a letto con un'altra, e si difende dicendo che c'erano stati soltanto due incontri ma senza alcuna intenzione di frequentarla, e che comunque lei non valeva nemmeno la metà di quel che gli do io. Per la mia storia col conoscente abbiamo avuto anche delle discussioni pesanti, ma insieme decidiamo di metterci le nostre storiacce alle spalle. Da quando è tornato il suo atteggiamento nei miei confronti è un po' diverso, mi scrive, mi vuole vedere, mi coccola, mi porta nel suo gruppo di amici, mi chiede se ho sete, se ho fame, appunta e commenta i miei post sui social che ritiene "poco seri", come se si preoccupasse del fatto che la gente mi considererebbe poco seria, mi fa notare che si ricorda le cose che mi piacciono e le mie abitudini, qualche volta mi dice che sono bellissima, insomma fin qui si potrebbe dire " ok, il rapporto si sta normalizzando ", e vorrei anche aggiungere che i rapporti sessuali sono migliorati, ci desideriamo ancora ancor più di prima, ed infatti mi dice spesso che sono l'unica che riesce davvero a soddisfarlo. Purtroppo però, per me, è stato un anno traumatico, essendo poi stato anche il mio primo amore ed il mio primo uomo nell'intimità, e le paure, e le ansie, e le ferite, riemergono ogni giorno, come allora. È un rapporto difficile da decifrare, non riuscirei nemmeno a dargli una definizione. Lui sostiene che abbiamo questo rapporto di" amore e odio ma che torniamo sempre". Io direi che è un rapporto tossico per entrambi, a tutti gli effetti. Io da un lato che non riesco a sciogliermi dalla sua presa perché gli voglio troppo bene ma mi fa tanto male, e lui dall'altro che non si scioglie dalla mia presa perché forse un po'di bene lo prova, e perché sicuramente lo attraggo tantissimo sessualmente.Non so dove volevo arrivare con questa "lettera" , non so cosa vorrei sentirmi dire, non so il motivo per cui sono qui, forse avevo soltanto bisogno di sfogarmi con un personale più preparato su queste dinamiche relazionali. Forse vorrei sentirmi dire cose che so già , o forse potreste semplicemente leggermi e rispondermi "si, sei innamorata come una scema, svegliati "... Tra pochi giorni lui andrà via, tornerà a Londra ed il mio cuore e il mio corpo non sono ancora pronti a tutto ciò, perché passeranno mesi prima di poterlo riavere qui fisicamente... so soltanto che mi mancherà come non mai, ed io, dopo poco più di un anno, ancora non so, se altrettanto gli mancherò...

3 risposte
Continuare ad aspettare o rassegnarsi?

Buongiorno a tutti, Sono una donna di 29 anni e due anni fa ho conosciuto un uomo con esattamente il doppio dei miei anni, divorziato e impegnato in una relazione a distanza con una sua coetanea. Da subito ho iniziato a provare un'attrazione emozionale e fisica molto forte nei suoi confronti e a desiderare seriamente di approfondire la conoscenza con lui e mi sembrava di essere corrisposta, anche se molto velatamente, ma eravamo colleghi di lavoro e considerando anche la differenza di età e il fatto che lui non avesse mai fatto nulla per approfondire la cosa, nonostante io mi mostrasse sempre molto disponibile, mi sono attivata con una fretta indiavolata per cambiare ambiente di lavoro, cosa che ho fatto. Dopo aver cambiato lavoro, però, lui ha continuato a tenere contatti con me, a seguirmi quotidianamente sui Social e a provocare degli incontri brevi anche se con "scuse" lavorative, perciò io ho iniziato a credere che seppur fosse molto incerto avesse anche lui un interesse piuttosto serio verso di me. Dopo una mia prima dichiarazione, nella quale mi ha impedito di parlare, ho ritrovato il coraggio di affrontarlo e gli ho parlato chiaramente, chiedendogli che intenzioni avesse, ma lui ha negato di aver mai provato qualsiasi sentimento per me e ha detto che voleva limitare i nostri rapporti al campo lavorativo (che non ha ragione di essere perché non lavoriamo più insieme). Dopo un paio di mesi di assenza totale, non appena l'ho sbloccato dai Social, torna a seguirmi anche mentre si trova con la compagna e mi fa capire, senza parlami chiaramente come gli avevo chiesto, che non si sente di confessarmi i suoi sentimenti perché ha paura, non crede che sia realistico abbandonarsi ai sentimenti, si trattiene... Che sostanzialmente vuole restare in contatto con me come all'inizio. Io attualmente sto malissimo perché mentre una parte razionale di me si rende conto che lui non prova reale interesse altrimenti si deciderebbe a parlarmi, l'altra parte di me continua ad avere il dubbio che il suo continuare ad intrattenere dei rapporti indichi un reale coinvolgimento che può evolvere. Non so che fare, mi sento davvero male.

1 risposta
Senso di colpa ingiustificato nei confronti del partner... come se ne esce?

Buongiorno, cercherò di riassumere la mia storia nel miglior modo possibile, sono una ragazza di 29 anni. La premessa è sicuramente che il mio ultimo anno non è stato troppo semplice. Tutto iniziò a fine 2019, all'epoca io e il mio compagno vivevamo in un bellissimo attico da noi acquistato due anni prima con il mio inseparabile labrador, a cui preciso essere estremamente legata sin da piccola, a volte anche in modo che ammetto essere ossessivo; da quando aveva solo 50 giorni siamo sempre stati insieme e psicologicamente mi ha salvato la vita così tante volte che nemmeno le riuscirei a contare; invecchiando, era sempre più difficile fargli fare le scale e arrivò il momento in cui il suo sforzo era così elevato da farmi pensare all'unica soluzione possibile: una casa a pian terreno.Da qui iniziarono enormi discussioni tra me e il mio compagno, lui non voleva vendere quella casa e io pensavo a far star bene il mio cane, era ed è una mia responsabilità e per nessuna ragione mi sarei sottratta a questa; la nostra relazione, dopo 5 anni, cominciò ad andare a rotoli: dopo qualche mese non avevamo più rapporti di nessun tipo, né baci né abbracci, parlavamo poco, ad oggi nemmeno so come ci siamo arrivati e forse fu il destino a decidere per noi. Nel luglio del 2020 il mio cane si è ammalato, 12 anni, un tumore inoperabile al cuore; date le sue ottime condizioni, nonostante tutto, non era nei miei piani pensare di sopprimerlo, ma al contrario eseguire le cure necessarie per farlo stare bene; considerando che ha subito due importanti operazioni e un ciclo di terapia, siamo costretti a cercare immediatamente una casa a piano terra e così io e il mio compagno cogliamo l'occasione per prenderci una pausa, lui resta nella nostra casa che avevamo acquistato 3 anni prima e io mi trasferisco in un altro appartamento, decisione inevitabile che ormai rimandavamo da mesi; al cane vengono dati circa tre mesi di vita. Sinceramente, faccio fatica a descrivere le mie emozioni in quel periodo, il cane e le sue cure assorbivano tutte le mie energie e i miei pensieri, la sensazione che provavo era quella di avere la testa così piena che se avessi pensato a qualcos'altro sarebbe esplosa e allo stesso tempo di avere il cuore così vuoto da non capire se mi stesse tenendo in vita davvero, erano sensazioni struggenti; i mesi passavano e il cane si riprendeva ed ero davvero felice di questo. Arrivò novembre, a mia sorella viene diagnosticato un melanoma, settimane di stress e tristezza che si uniscono alla precedente situazione; per fortuna, scopriamo poi essere al primo stadio e senza metastasi e decido anch'io di effettuare un controllo; fu così che mi trovai, a dicembre, con la stessa identica diagnosi, un po' più grave, con tutto ciò che psicologicamente ne deriva. Il mio pensiero di tornare indietro nella relazione venne sopraffatto dagli accadimenti successivi, nonostante tutto io amavo molto il mio compagno e per lui desideravo la vita migliore del mondo e questa sicuramente non era accanto a una malata di cancro che magari non avrebbe nemmeno potuto avere un futuro e una famiglia; così presi la decisione definitiva di lasciarlo andare e di affrontare tutto da sola, scelta che tutt'ora rifarei, credo fermamente sia meno doloroso nella peggiore delle ipotesi, dover lasciare meno cose possibili. Dopo qualche mese conobbi un ragazzo interessante e decisi di uscirci, senza nessun impegno, ma con lui riuscivo a distrarmi quel che bastava da farmi riposare la testa: non avevo paura di farlo soffrire, tra noi non c’era nessun legame, ma riuscivo a sentirmi leggera, anche se per poco; dopo circa un mese stavo peggio di prima, il mio ex mi mancava così tanto che nonostante la nostra relazione fosse finita da ormai più di un anno ancora non riuscivo a rassegnarmi e ad essere felice, ne a mangiare (persi infatti quasi 12 chili) il mio cucciolone stava (e sta) inaspettatamente bene, ma io peggioravo. Tutto questo racconto porta al mio dubbio di oggi. Dopo mesi di esami clinici, si chiuse il capitolo melanoma con una prognosi estremamente favorevole, tutto è andato per il verso migliore ed è solo lì che cominciai a rivedere la mia vita serenamente e a capire che avrei potuto vivere come qualsiasi altra persona, solo con qualche accortezza in più; da un mesetto a questa parte io e il mio ex abbiamo deciso di riprovarci; tutto va alla grande, passiamo stupendi momenti insieme, proprio come quando tutto andava bene, come se fossimo tornati indietro di due anni; ma io mi sento così sporca per essere uscita con un'altra persona che a tratti mi faccio schifo; so di non aver fatto niente di sbagliato, so che non ho tradito nessuno e se giro la situazione al contrario, se fosse uscito lui con un'altra, a me non avrebbe creato nessun problema; infondo ci eravamo lasciati da tanto, è normale provare a rifarsi una vita; ma impazzisco perché non riesco a fare lo stesso ragionamento su me stessa e non ne capisco la motivazione. Mi sento così sporca che continuo a fare test per le malattie a trasmissione sessuale, quando i rapporti che ho avuto sono stati pochi e completamente protetti, oltretutto la persona con cui uscivo ha effettuato tutti i test proprio mentre uscivamo, tutti negativi, e io continuo a ripeterli in modo ossessivo, come se volessi togliermi quello sporco ma senza riuscirci davvero. Vorrei provare a superare tutto questo da sola ma questa volta mi sembra difficilissimo e credo che sia il caso, giunti a questo punto, di richiedere un sostegno psicologico. Grazie dell'attenzione. Sara

1 risposta
Confessare o convivere col senso di colpa (o il rischio di essere scoperti)

Buongiorno, sto vivendo un periodo di forte ansia e timore per la mia vita di coppia. Con la mia compagna ho un ottimo rapporto, che è maturato negli anni. All'inizio avevo paura di essere sincero e nascondevo le cose, poi con il tempo ho imparato ad aprirmi e parlare. Ci sono però due episodi di poco conto, uno precedente la nostra relazione, ed uno agli inizi, di cui sono testimoni alcuni amici di vecchia data, che non le ho mai rilevato: so che per la sua sensibilità sarebbero piuttosto dolorosi e difficili da accettare e mi ha già perdonato diverse omissioni o confessioni tardive. Uno riguarda un addio al celibato di 8 anni fa, prima che ci conoscessimo: con la compagnia di allora, siamo finiti in un locale di spogliarelliste, unica volta in vita mia che ci sono stato. Complice l'alcool, mi sono un po' lasciato andare e sono finito nel privé con una delle ragazze. Non è successo nulla di che ovviamente, ma non ne vado fiero e so che la mia compagna disapproverebbe e ci starebbe male. Il secondo episodio riguarda una cosa successa durante un viaggio con due amici: io e lei eravamo insieme da poco e segretamente. Durante questo viaggio all'estero, un giorno mi sono separato dai miei amici (che non sapevano della mia ragazza) per passare un pomeriggio con una ragazza del posto che mi seguiva su Instagram: abbiamo fatto un giro, una chiacchierata e non è successo nulla, né era mia intenzione, ma non ne ho parlato allora e non credo avrebbe senso farlo adesso. Inoltre, non mi va di essere giudicato per quelle due cose, perché non mi rappresentano, le ho fatte con leggerezza e non le rifarei mai. A questo punto, credo che essendo passati quasi dieci anni, sia meglio non toccare le questioni. La mia paura è però quella che, senza volerlo, i miei amici toccassero l'argomento nelle rare occasioni in cui ci si vede (ora abbiamo tutti famiglia). È una possibilità remota, perché si tratta di quegli episodi che la solidarietà maschile porta a non svelare, ma un po' di paura c'è. La domanda è: meglio tacere o è preferibile trovare l'occasione o il modo per chiarire ai miei amici che certe cose vanno tenute riservate? Questo placherebbe la mia ansia, ma mi creerebbe imbarazzo, considerando che ora siamo adulti. L'alternativa è tacere e vivere con questa spada di Damocle sulla testa, sperando che l'argomento non salti fuori e cercando di non farlo diventare un ossessione come ho la tendenza a fare. Potete darmi un suggerimento? Non riesco a vedere la questione in modo oggettivo.

2 risposte
Consigli

Salve a tutti mi chiamo Riccardo, ormai da quasi un anno ero fidanzato con un ragazzo che soffre di disturbo bipolare. 4 giorni fa ha deciso di mollarmi dicendo che non era più sicuro di ciò che provava per me, dicendo che il sentimento era debole e non si sentiva più così legato a me. Ciò che mi ha fatto però pensare che queste parole non fossero altro che frutto del suo disturbo è il fatto che fino al giorno prima voleva stare insistentemente con me, mi diceva tante cose belle e stavamo vivendo davvero bene la nostra relazione. Inoltre un evento del genere era già successo a 4 mesi di relazione, aveva smesso per alcuni giorni di prendere i farmaci perché riteneva di non averne bisogno e durante quel periodo una domenica eravamo a casa sua insieme e sembrava davvero tanto innamorato ed il giorno dopo invece è uscito con un altro ragazzo, il giorno stesso me lo ha detto perché si sentiva in colpa e io però ho reagito ponendo fine alla relazione, credendo che nel giro di massimo due giorni mi avrebbe cercato per chiedermi di tornare , peccato che lui non lo abbia fatto ma anzi sono stato io a doverlo cercare perché lui sapeva bene di aver sbagliato e si vergognava e quando poi siamo tornati insieme la sua spiegazione è stata che aveva bisogno di stimoli nuovi. Comunque torniamo insieme, riprende la terapia e la segue in modo accurato e diligentemente ,passano 7 mesi in cui la relazione stava andando a gonfie vele e riiniziano le fasi tipiche del bipolarismo, mi riferisce che la terapia non sta più funzionando e che forse avrebbero dovuto ricoverare di nuovo, finisce il 7imo mese e all’8 mese dalla prima rottura mi molla il giorno prima di essere ricoverato. Ora io non riesco a darmi pace, sono depresso e tormentato, supero le giornate grazie alla speranza che sia solo un momento e che non appena tutto si sistema lui tornerà da me. Ripeto lui dimostrava davvero di amarmi tanto e io a lui, e queste rotture si sono sempre verificate in corrispondenza di farmaci non presi o di una terapia che non stava più avendo effetto. Dunque la mia domanda è: È possibile che lui credi di non amarmi più perché è entrato in qualche fase del bipolarismo che lo porta a credere alcune cose che invece non pensa davvero e non appena passa la fase lui riprovi quei sentimenti che provava prima?

1 risposta
Questo sito web o le sue componenti di terze parti utilizzano i cookies necessari alle proprie funzionalità. Se vuoi saperne di più puoi verificare la nostra cookie policy.