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Tenere o lasciare una relazione incrinata?

Buongiorno, Sto passando un periodo un po' particolare nella mia coppia. Sono fidanzata da 8 anni e mezzo con un ragazzo...ma da un anno a questa parte la situazione è totalmente degenerata! Lui ha con me atteggiamenti che mi fanno stare male e io ho iniziato inconsciamente (all'inizio) a guardarmi intorno. Poi ho capito che facevo questo perché mi mancava qualcosa nella relazione. Allora ho provato a parlarne con lui cercando di fargli capire che c'era qualcosa che non andava, che i miei sentimenti erano cambiati ma che volevo provare a recuperare. Ma da li è iniziato un periodo con continue liti (che prima non si erano mai verificate) nei miei confronti sono volate parole come " cosa vuoi da me? Lasciami stare!" Oppure "tu e i miei mi avete rovinato la vita". Vedo e sento che lui ha tanta rabbia repressa dentro di se. Io in un primo periodo ho provato a recuperare la relazione! Ma questi litigi stanno rompendo ancora di più la cosa! Ora mi trovo in una situazione intricata! Ho conosciuto qualche settimana fa un ragazzo che mi piace davvero molto e col quale ho preso un paio di caffè dopo il lavoro! Venerdi ho provato a parlare col mio fidanzato della situazione che abbiamo, perché io gli avevo chiesto di provare una convivenza per cercare di recuperare la relazione! La risposta che ho ricevuto è stata se per te va bene va bene anche per me! Con un atteggiamento di rassegnazione dicendo che era convinto che io lo lasciassi! Da questa risposta io sono rimasta molto spiazzata, credevo facesse il vago come al solito (perché quando si parlava di convivenza ha sempre cambiato discorso) o che addirittura si arrabbiasse! Mi ero preparata al peggio... ero pronta a lasciarlo. Ma questa risposta mi ha confuso le idee e ho paura che lui stia facendo questo solo per non restare solo e che le nostre liti continuino come adesso, per il suo senso di frustrazione! Non so se lasciarlo andare o provarci ancora! Ho la sensazione che dentro di me si sia rotto qualcosa, anche tenendo conto che la presenza del ragazzo che ho conosciuto si fa sentire...mi piace molto e ho voglia di sentirlo e di vederlo, e non dovrebbe essere cosi! Sto uscendo pazza, ho bisogno di una mano per venirne a capo! Cosi sto solo facendo ulteriore confusione Grazie mille. Paola

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Dubbio amletico tra amante e marito

Ho 34 anni e da qualche mese sto vivendo una situazione terribile. Sono sposata da 6 anni con un marito che mi ama tantissimo e davvero eccezionale, abbiamo due bambini di 3 e 1 anno. Da fuori siamo la famiglia felice e in carriera. Nella realtà io lavoro molto e abito in Svizzera con i bambini, mentre mio marito lavora in Italia e ci vediamo il fine settimana. Da 4 mesi frequento un uomo con cui faccio tante attività insieme e riesco ad avere una relazione vicina e divertente. Mi sono innamorata di questo uomo e già parliamo di vita assieme anche con i miei bimbi. Ma io non so davvero se lasciare mio marito al quale darei un dolore enorme ed è una buona persona per iniziare la vita con questo uomo che per ora è fantastico, ma non so se lo sarà anche tra 10 anni...confusione totale ma stufa di fingere con chi mi ama realmente (entrambi).

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Problemi sessuali di coppia

Siamo una coppia di circa 40 anni, sposata da 15 anni, molto innamorata. Non abbiamo mai avuto limiti nel sesso, lo facciamo regolarmente 3-4 volte a settimana. Tutto cominciò dopo la seconda gravidanza di mia moglie, non si è mai negata, ma notavo una passione affievolita, notavo che durante i rapporti lei non raggiungeva più l’orgasmo come prima. Io ne soffrivo, ma non volevo faglielo pesare, quindi ho cercato varie forme di trasgressioni come farlo all’aperto, in posti insoliti, in videochat, ecc... però notavo che aveva un risultato buono nel momento, ma nulla di più, raggiungendo l’orgasmo da penetrazione una volta ogni tre o quattro mesi. A quel punto le proposi d’inserire qualcuno nei nostri giochi. È passato un po’ di tempo per convincerla, ma alla fine abbiamo iniziato con scambi di coppie. Lei riusciva ad avere orgasmi con altri uomini, il nostro rapporto si era ravvivato nuovamente, ma io raramente trovavo una donna che mi piacesse realmente e quando la incontravo lei faceva sceneggiate di gelosia. Ero stanco di avere rapporti con donne che non mi attraevano, allora le proposi di diventare una coppia cuckold. Da questo momento forse è diventata la mia distruzione. La portavo agli incontri e notavo in lei lo sguardo di eccitazione che una volta aveva per me, la sentivo godere e la vedevo appagata. Così ho cominciato a pensare che fossi io inadeguato, e per questo motivo, mi sentivo in colpa, ma ero felice per lei, nel regalarle momenti di goduria. Io ne soffrivo, non so cosa mi sentivo, frustrazione, rabbia, eccitazione. Abbiamo cominciato a parlarne ogni volta che facevamo sesso, per me, il sesso era diventato questo, eccitarmi nel sentire mia moglie che mi raccontava le sue avventure e io che esplodevo appena lei mi toccava. È andato avanti per circa 8 anni, (con circa 2 trasgressioni annuali). Notavo sempre più distaccata mia moglie da me per quanto riguardava il sesso ( per il resto è una moglie favolosa e mi ama da morire e io lei). Finché un giorno decisi di raccontarle il motivo per cui avevo deciso di fare questi tipi di trasgressioni, si è messa a piangere, dicendo che non lo avrebbe più voluto fare, per lei era un nostro gioco, e forse sbagliando si sentiva ormai sicura del nostro rapporto e si scusava di avermi trascurato... fatto sta che lei non ha orgasmi anche se la vedo impegnarsi molto di più, io mi sento sempre meno adatto e ogni volta che lo facciamo alla fine mi sento un senso di tristezza addosso. Non so più cosa fare, rassegnarmi e fare solo il Cuckold o sapere mia moglie insoddisfatta?

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Marito ferito

Mia moglie mi maltratta psicologicamente, vive per i suoi genitori e loro non vogliono essere messi in secondo piano rispetto ad altri e la istigano contro di me, ma non la lascio per non ferire la sensibilità dei miei due figli che amo, preferisco soffrire io. Insultato e non rispondo, ho completamente perso ogni fiducia in me stesso e piango ormai ogni giorno Cosa devo fare?

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Il nome del figlio

Gentili psicologi Italia, io e il mio compagno siamo in attesa del nostro primo desiderato bambino; attualmente sono all'inizio dell'ottavo mese e chiedo un vostro consiglio per questo. Prima che rimanessi incinta e ci trovavamo a fantasticare sul nome del bambino/a io ed il mio ragazzo avevamo già scelto un nome per entrambi i sessi, con una incredibile sintonia. Quando sono rimasta incinta ed abbiamo scoperto che era un maschio, però, il mio ragazzo ha iniziato a maturare il desiderio di chiamarlo con il nome del suo babbo, che ha perso quando era bambino. Il problema è che il nome del suo babbo a me purtroppo non piace . Inizialmente ci eravamo accordati per darglielo come secondo nome, ma anche questa soluzione non lo rende felice; io mi sento in colpa perchè so che per lui è una cosa importante, ma il nome proprio non mi piace e anche per me sarebbe importante poter decidere assieme il nome del nostro bambino. anche se io non ho un nome che, come per lui, è carico di significato, vorrei poter avere la gioia di scegliere, assieme a lui, un nome che possa piacere ad entrambi e che sia il nome del nostro bambino, senza peraltro che questo nome abbia già una sua storia. Vorrei insomma un nome "nuovo" e che piaccia ad entrambi. la discussione va avanti da mesi ma negli ultimi giorni è divenuta, ovviamente dato l'avvicinarsi della scadenza, più serrata; da ultimo il mio compagno ha concluso che, piuttosto che vedermi stare male come sto ultimamente per questo motivo, è disposto a fare un passo indietro ed a fare questa rinuncia per me. Dall'altro canto io so quanto gli pesa questa rinuncia e non riesco a non sentirmi in colpa per non riuscire ad accettare un nome così importante per lui,; inoltre questa logica del "fare rinunce per l'altro" non mi convince e temo che un domani possa ritorcersi contro; i sacrifici che abbiamo fatto finora li abbiamo sempre fatti "per noi", per la coppia, mentre su questo sembra che non riusciamo a trovare un punto di incontro che non sia un rinunciare appunto solo per l'altra persona. non so davvero più come fare, mi pare che sia impossibile trovare un compromesso e che ciascuna delle due soluzioni comporti un malessere nell'altro .vi ringrazio da ora per i consigli che vorrete darmi.

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Perché il mio ex si comporta così?

Salve a tutti, ho bisogno di un po' di chiarezza riguardo la mia storia! Sono una ragazza di 25 anni che è stata fidanzata con un ragazzo per quasi due anni! Lui da subito si è mostrato innamoratissimo di me, mi riempiva di attenzioni e regali già dai primi appuntamenti! Con il passare del tempo però comincia ad essere molto possessivo e mi chiedeva sempre molte attenzioni che a detta sua io non gli davo! Non sto qui a dirvi tutto quello che è successo, fatto sta che dopo moltissime litigate e un suo totale disinteresse nei miei confronti(mi rispondeva male, arrabbiato, era sempre colpa mia se lui stava male) lo lascio 6 mesi fa! Il giorno dopo si mette con un'altra ragazza di 17 anni, lui ne ha 25! In questo periodo però continuiamo a sentirci, lui non si espone mai ma mi fa capire che mi pensa! Due settimane fa mi contatta dicendomi se volevamo vederci. Io accetto. Ci vediamo per 6 7 volte e succede quello che succede, lui ancora fidanzato! Mi parla anche della sua relazione che non andava e che voleva lasciarla ma non riusciva a farlo! Dice che con me sta bene, che sono l'unica che lo capisce, che sente un vuoto costante e che io riesco a riempirlo! Ma dice anche che non sa se mai potremmo tornare insieme per i problemi che avevamo prima e che comunque prova anche qualcosa per la ragazza ma anche per me! Io gli dico che questa situazione non mi sta bene...Lui si innervosisce dicendomi che non posso dirgli quello che deve fare! Fatto sta che si vede poi con la sua fidanzata e lei non so come scopre tutto. Ricevo poi la chiamata di lei che mi chiede cosa fosse successo tra me e lui, io non rispondo...le dico solo di parlare con il suo fidanzato, il quale poi le dice la verità! In tutto questo scopro anche parlando con lei che lui si sentiva già con lei un mese prima che io e lui ci lasciassimo! Il bello è che lui mi manda un messaggio dicendo di lasciare in pace la sua fidanzata perché stava male ...Gli mando un messaggio dicendogli che mi ha preso in giro e che non ha avuto un minimo di rispetto, lui visualizza e non risponde! Io sono a pezzi, non so che pensare...come fa una persona ad avere due piedi in una scarpa in questo modo e vivere tranquillamente? E perché mi ha chiesto di vederci e tutto? Perché dice ti amo a lei guardandola negli occhi e dopo poche ore viene da me? Perché non mi risponde più ai messaggi? Mi sento costantemente in ansia, sono dimagrita 6 chili in un mese! Grazie per l'attenzione...spero in un vostro aiuto!

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Matrimonio in frantumi

Salve, ho 39 anni e sono sposata da 14, mio marito ne ha 44. Quando ci siamo conosciuti stavo con un'altra persona, ci siamo cercati e rincorsi per ben quattro anni e poi finalmente ci siamo messi insieme. Eravamo innamoratissimi. Nonostante questo però l'iniziativa sessuale ero quasi sempre io a prenderla ( probabilmente senza rendermene conto). Lui si scusava dicendo che una volta sposati e nella nostra intimità di casa le cose sarebbero cambiate, cosa che ovviamente non è mai avvenuta. Ci siamo sposati molto presto. Dopo del tempo è emerso che quando veniva da me si sentiva frustrato perché sua madre soffriva, gli rinfacciava di abbandonarla, si mostrava in lacrime, diceva che non stavano più insieme. Avrei dovuto leggere la gravità di questa relazione malata a ero troppo innamorata. Ora abbiamo 3 bambini (solo una nata naturalmente) e l'otto con denti ed unghie per non separarmi ma soffro terribilmente. Non sono Mai desiderata. Ho minacciato tradimento e anche visto un altro uomo con nessun risultato! Probabilmente se io prendessi l'iniziativa qualche rapporto lo avremmo ma non lo faccio perché in passato mi ha rifiutata più volte ferendomi in maniera indelebile! Sono una donna distrutta. Faccio l'amore 4/5 volte l'anno quando lo vorrei ogni giorno! Abbiamo fatto terapia psicologica in passato con pochissimi risultati. Ho letto parecchio e posso credere di avere in casa il perfetto risultato di una madre castrante. Cosa mi consigliate? Sessuologo? Chi a modena? Grazie infinite

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Tradimento: le condizioni per provare a ricostruire

Buongiorno, dopo 8 anni di relazione e 4 di convivenza, scopro che il mio compagno ha una relazione da vari mesi con una collega di lavoro, con cui è andato a letto, lui dice, una volta, per poi rendersi conto subito di aver fatto un errore. A suo dire questa persona si è inoltre rivelata aggressiva, egocentrica e prevaricatrice, e non l'ha più lasciato stare minacciando anche di chiamarmi e rivelarmi tutto. Io biasimo la sua totale mancanza di volontà e maturità (io sono la sua prima relazione, nonostante abbiamo entrambi superato i trenta oramai). Stiamo soffrendo entrambi moltissimo, non viviamo più assieme perché quando ho scoperto tutto attraverso alcuni messaggi - e la sua successiva confessione - io gli ho chiesto di andarsene di casa, perché sentivo che stando insieme io avrei continuato a tormentarmi e non avrei avuto la tranquillità di calmarmi e ragionare, e per lui perché volevo dargli una scossa, visto che lui non è riuscito a tirarsi fuori dalla sua situazione da solo. Sto ragionando sul caso di dargli o meno una seconda opportunità. Quello che penso è che per poter voltare pagina e ricostruire il rapporto su basi rinnovate ci devono essere segni tangibili e concreti da parte sua (fermo restando che ovviamente anche io sto analizzando le mie mancanze e possibili azioni positive future). Da parte sua vorrei un atteggiamento più aperto ed affettuoso (lui è sempre stato poco propenso al confronto e al dialogo su argomenti amorosi, quasi lo mettano in imbarazzo); vorrei meno attaccamento al lavoro, di cui è letteralmente dipendente (basta tornar tardi la sera, cosa che alimenta i miei sospetti); ma soprattutto, e questo è il problema, mi rendo conto che quello che vorrei davvero è che lui cambiasse lavoro. E qui mi rendo conto che chiedo moltissimo, perché andrebbe a lasciare un posto veramente molto buono. Ma al momento sono intransigente e non riesco a sopportare che lui lavori con lei. Perché in passato io ho avuto un'esperienza simile di relazione su luogo di lavoro, che non sono riuscita a troncare fintanto che non ho lasciato il lavoro. Rivedo in lui le mie debolezze, so che non è facile svincolarsi da una persona che si vede in continuazione. E allo stesso tempo, in forza del dolore che mi è stato causato, mi sento in diritto di pretendere. Cosa ne pensa? Grazie

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