Situazione difficile dopo il tradimento

Michele

Ciao a tutti, ho quasi 50 anni e sono sposato da 25 anni e in relazione con la mia Lei da oltre 35 anni. Eravamo giovanissimi quando ci siamo messi insieme e per entrambi fu la prima esperienza di sesso. Le cose tra noi due sono per lo più andate bene ma nel corso degli anni ci sono stati degli alti e dei bassi e in particolare poco dopo che era nato il nostro primo e unico figlio che ora ha 22 anni e 6-7 anni fa. In entrambe le occasioni arrivano a parlare di separazione ma senza mai andare in fondo e riprendendoci nel corso del tempo. Ma 8 mesi fa quando le cose sembravano andare bene per puro caso nel giro di 2 settimane ho scoperto che mia moglie ha avuto in tutti questi due anni due relazioni: una durata più di 3 anni quando nostro figlio aveva un anno poco più e l'altra durata 2 anni circa iniziata per l'appunto 7 anni fa. Entrambe le relazioni erano di tipo emotivo cosi dice Lei anche se ha anche ammesso che capiva perfettamente che dall'altra parte l'interesse era esclusivamente sessuale. La scoperta è avvenuta grazie ai cellulari. Nel primo caso grazie agli SMS e nel secondo grazie alle chat che tutti conosciamo. Lei ha confessato tutto. Inizialmente per entrambi è stato un calvario, per settimane non ha avuto il coraggio di guardarmi negli occhi. Io ho passato per circa un mese notti completamente insonni ma dopo un paio di mesi quando diciamo iniziavamo a tornare un pò più lucidi abbiamo deciso di intraprendere una terapia di coppia perché c'era interesse comune a voler ricostruire la nostra relazione. Abbiamo fatto 6 sedute e sebbene ci abbiano aiutato abbastanza alla fine abbiamo deciso di provare da soli. Col senno di poi credo sia stato un errore perché dopo un bel progresso iniziale di fatto ci siamo arenati. Piccola premessa: io amo mia moglie. Oggi sono 8 mesi che il tutto è iniziato e la situazione è questa: lei, per sua stessa ammissione, non riesce ad aprirsi con me. Se nella vita quotidiana (spesa, pasti, uscite) tutto sembra normale ecco che quando siamo in intimità lei subisce una sorta di disagio. Ad esempio vuole fare l'amore al buio, non riesce a guardarmi negli occhi come facevamo un tempo. Ma non solo questo, non è emotivamente coinvolta in quei momenti e lo percepisco benissimo. Ho provato e riprovato a metterla a suo agio in ogni modo, a parlare, parlare e parlare tantissimo cercando di capire cosa potessi fare per farla aprire a me ma dopo tutto questo tempo inizio a perdere le speranze. Inizio cioè a pensare che per il suo tipo di carattere l'unico modo che ha di redimersi da ciò che ha fatto sia stare lontana da me. E se durante questi 8 mesi mai ho pensato di separarmi ecco che adesso, poiché personalmente non riesco più ad essere felice né sereno da quando tutto è iniziato, sto pensando che forse separarmi è l'unico modo che ho per uscire da questo che oramai è diventato un incubo, una relazione disfunzionale. Ci tengo a precisare che in tutto questi 8 mesi non ho minimamente minato la sua libertà: lei è sempre stata una libera, come del resto io, ognuno con le proprie amicizie e le proprie uscite regolari e settimanali e da quel punto di vista nulla è cambiato. Inizialmente come tutti i traditi l'ho martellata per conoscere ogni singolo dettaglio ma già dopo due mesi avevo smesso. Seguendo alla lettera i consigli del mio psicologo (perché io sono andato per conto mio anche da uno psicologo, oltre la terapia di coppia) ho smesso di rinfacciarle il passato e ho cercato di essere il più accomodante possibile. Eppure niente da fare. Mia moglie quando viene a letto con me è come se entrasse nel letto di un uomo di cui si vergogna. E io non so più cosa devo fare. Consigli ?

2 risposte degli esperti per questa domanda

Salve, mi spiace molto per la situazione che descrive poichè capisco quanto questa situazione possa impattare sulla sua vita quotidiana. Ritengo fondamentale innanzitutto che lei faccia chiarezza circa ciò che sente e ciò che prova verso questa persona, ritagliandosi uno spazio d’ascolto per elaborare pensieri e vissuti emotivi legati alla situazione descritta pertanto la invito a richiedere un consulto psicologico al fine di esplorare la situazione con ulteriori dettagli e trovare strategie utili per fronteggiare i momenti particolarmente problematici onde evitare che la situazione possa irrigidirsi ulteriormente.
Credo che un consulto con un terapeuta cognitivo comportamentale possa aiutarla ad identificare quei pensieri rigidi, disfunzionali e maladattivi che le impediscono il benessere desiderato mantenendo la sofferenza in atto e possa soprattutto aiutarla a parlare con se stesso utilizzando parole più costruttive.
Credo che anche un approccio EMDR possa esserle utile al fine di rielaborare il materiale traumatico connesso ad eventi del passato che possono aver contribuito alla genesi della sofferenza attuale.
Resto a disposizione, anche online.
Cordialmente, dott FDL

Dott. Francesco Damiano Logiudice

Dott. Francesco Damiano Logiudice

Roma

Il Dott. Francesco Damiano Logiudice offre supporto psicologico anche online

Gentilissimo Michele,

comprendo la sua situazione. Quello che credo, è che lei debba in primo luogo essere fiero di sè perchè partecipa in maniera costruttiva a questo rapporto. Lei si interroga e non si accontenta di un rapporto disfunzionale questo è molto bello per se stesso e per gli altri. Emerge il suo tenerci alla relazione ed è molto bello. D'altro canto in lei sono nate delle consapevolezze e quando è così appare poi difficile ritornare allo stato precedente. 

Io credo che, dal canto suo, continuare il percorso personale sia molto importante.

Solo in questo modo può comprendere realmente cosa fare. Facendo chiarezza dentro di sè.

Resto a disposizione anche online 

 

Dott.ssa Simona Ilardo

Dott.ssa Simona Ilardo

Napoli

La Dott.ssa Simona Ilardo offre supporto psicologico anche online