Coppia e sesso

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Paura di essere gay

Buonasera Vi spiego brevemente la mia situazione. Sono un ragazzo di anni 35. Ho un buon lavoro e fino a due mesi fa ero l'uomo più felice del mondo. Le cose sono cambiate a seguito di un episodio di disfunzione erettile con la mia ragazza. Da li la fine. Visita andrologica per scongiurare rischi organici e altri due tentativi andati male perche nel momento clou sudavo senza controllo e perdevo l'erezione. Sono susseguiti due mesi di devasto totale ho perso tutte le mie sicurezze da uomo. Sono un bel ragazzo e ho avuto sempre molte donne ed il sesso per me è una cosa fondamentale nella mia vita. Da qui mi sì è venuto un dubbio che mi infastidisce ma non é che sono gay? O che lo possa diventare? È possibile mettere in discussione tutto dopo 35 anni di eterosessualità felice? Onestamente non ho mai avuto nessuna esperienza ne curiosità nel mondo gay...ho amici e colleghi a cui voglio molto bene, ma ho una paura assurda di perdere la mia eterosessualità. A me interessa solo ritornare ad essere quel ragazzo sicuro di un paio di mesi fa...come devo affrontare questo problema?

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Mi sento delusa perchè sono stata lasciata senza ragione

Buongiorno, mi chiamo Francesca ho 35 anni, questo ragazzo che volevo molto bene ed ero affezionata mi ha lasciata per cattiveria, dispetto è stupidità, senza nessuna ragione, non ha voluto capire, credere me è la mia triste difficile situazione, ma ogni giorno lui mi manca sempre di più è lo penso, ho un grande vuoto dentro me di solitudine, dispiaciuta, di rabbia, piangendo perchè non mi fido più di nessuno per colpa sempre di chi mi vuole male senza meritarlo, mi sento stanca moralmente, demoralizzata, senza speranza, non ho fiducia più in nessuno è neanche più in me stessa! Aiutatemi perchè mi sento preoccupata, sconvolta, non c'è la faccio più di tutto!!! Da 

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Rifiuto della relazione

Salve a tutti, da qualche giorno la relazione con la mia ragazza è terminata, purtroppo, non per scelta mia ma per sua scelta. Una scelta motivata più da sensazioni che lei provava, in particolare le succedeva di alternare dei giorni in cui mi voleva, in cui voleva la nostra relazione ed era felice, ad altri in cui non voleva assolutamente portare avanti la relazione. La motivazione è sconosciuta, sono cose che capitavano di punto in bianco senza un motivo reale (cioè senza nessun mio errore o altro), da un giorno ad un altro. Non si riesce a spiegare il perché ne lei e ne io. La prima volta che è successo in maniera consistente, ha deciso così su due piedi di troncare il rapporto con me, perché sentiva un peso dentro di se, il peso della relazione, nonostante lei stesse bene con me e si stesse innamorando, nonostante ci fosse tra noi una complicità talmente elevata da lasciare il segno anche agli occhi di altre persone (e questo mi fa capire tante cose). La prima volta che lei ha deciso di troncare, io sono andato da lei per parlare, più che altro perché non mi sarei mai aspettato una situazione e reazione di questo tipo da lei, ed anche perché volevo capire, volevo fargli capire il mio punto di vista e volevo insieme, capire il problema. Sono andato a parlarle e dopo molte ore di dialogo, tra l'altro molto bello ed appagante (ci piace tantissimo parlare), la situazione si è sciolta, lei ha fatto un passo indietro perché effettivamente le ho fatto aprire gli occhi su molte cose alle quali prima non aveva pensato. Le ho fatto capire che per costruire una relazione sana e piena ci vuole tempo ed impegno, soprattutto un pò di sacrifici e che molti ostacoli si passano insieme se si vuole. Insomma, secondo me è normale volere dei momenti per se, dei momenti in cui non si vorrebbe stare con il proprio partner, perché si vuole un pò di individualità, si vuole stare soli, ma questo però non sarebbe da confondere con il "non voler in assoluto" il partner, oppure non voler in assoluto una relazione. La reputo una cosa giusta ed è stata una delle cose che le ho cercato di far capire quando sono andato per un chiarimento. Il punto in tutto questo è che a distanza di una settimana è risuccesso di nuovo, con una tale freddezza da far paura, praticamente è come se tutti i discorsi fatti non avessero lasciato il segno e fossero stati fatti al vento. La prima volta abbiamo capito che per andare avanti bisogna parlare, se io ho un problema con te, ne devo parlare, perché abbiamo capito che il solo fatto di esternare quello che si prova dentro è un passo verso la risoluzione e gli è capitato di andare ad annullare queste sensazioni semplicemente parlando con me. Speravo che succedesse questa cosa, almeno per come eravamo rimasti, cioè speravo che ci fosse un dialogo volto a capire il motivo, a ragionarci su e ad andare avanti. Invece mi sono ritrovato nella stessa situazione della prima volta. Una freddezza, una decisione ed un impulsività disarmante alle quali io non potevo oppormi, cosa per me inaspettata in quanto pensavo che ci fosse il famoso dialogo, più che altro ne io ne lei sappiamo il perché profondo, lei dice che forse io non sono il suo ragazzo ideale, nonostante era chiaro che lei stesse bene con me e me lo dimostrano moltissime cose. C'è da dire che questa ricaduta, questa volta, non l'ho potuta affrontare fisicamente, ma telefonicamente e la cosa mi ha messo praticamente con le spalle al muro. Mi chiedo tra me e me come mai sia successo nonostante noi stessimo bene insieme, nonostante io sono ancora innamorato di lei e nonostante lei con me stesse bene perché dopo il chiarimento la prima volta, sono stati dei giorni FANTASTICI, talmente fantastici che io dentro di me vedevo la situazione come se non fosse successo nulla, come se la ricaduta non ci fosse stata. Insomma ora mi ritrovo solo, con tante domande, e non faccio altro che pensare a lei ed alla situazione. Non faccio altro che pensare a come poter riallacciare le cose, se è giusto oppure no, come poterla riconquistare ed andare oltre i problemi, risolverli, visto che in realtà sono problemi probabilmente estranei a noi. In realtà io sono molto innamorato di lei e lo sto capendo veramente tanto ora, nonostante la situazione sia complicata, questo non riesco a spiegarmelo. Si era creato tra noi un legame veramente forte, come se ci conoscessimo da anni, una cosa bellissima che ancora oggi mi lascia a bocca aperta. Io ci credevo, anzi insieme ci credevamo, ed è stato tutto vero. Io volevo essere per lei una persona speciale, lo sono stato in realtà, per un pò, ma non ho avuto il tempo di dimostrarle tutto quello che avrei voluto e di punto in bianco è successo questo. Non so come riuscire a prendere le distanze, che da una parte vorrei per star bene, ma dall'altra io voglio lei, perché nonostante tutti i problemi che ci sono, sento veramente di essere attaccato nel profondo e me ne sono accorto dalla complicità che si è creata in maniera totalmente spontanea come se io stessi aspettando lei e viceversa. Insomma non avrei mai immaginato di ritrovarmi con tanti dubbi e di essere cacciato fuori così, perché la relazione poteva essere un peso per lei. Non so cosa si dovrebbe fare in questi casi e per questo chiedo la vostra opinione. Grazie mille!

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Perché mia moglie è sempre poco desiderosa di fare sesso?

Salve dott Volevo chiederle dalla alto della sua conoscenza medico scientifico e dalla sua esperienza il perché mia moglie sia sempre poco desiderosa di fare sesso Infatti sono sempre io a chiedere o a intraprendere la iniziativa e vedo che anche lei spesso mi asseconda solo perché sa che io ci resto male quando rifiutato quindi solo per farmi un piacere. Ho sempre avuto questo problema dall' inizio della nostra ormai più che decennale relazione ma anche se mi dispiacesse lo accettavo pensando al mancato bisogno femminile e alla sua timidezza e imbarazzo. Adesso però stante la conoscenza di alcune sue altre relazione che ho voluto superare e dimenticare mi viene più difficile accettare questo suo continuo disinteresse perché penso che non (è lo so per certo ) dicesse no alla richiesta di questi altri nonostante la situazione di pericolo di ciò che facesse nei luoghi cui faceva Quindi io penso forse non è vero che non desideri fare sesso ma non lo desidera con me? Forse perché altri la faceva stare meglio? Forse io non le provoco abbastanza piacere? Quindi mi vengono, credo questo comprensibile dubbi e mi tormenta questa situazione ripeto difficile da accettare prima impossibile alla luce dell'accaduto ora. Lei cosa crede Come pensa circa una spiegazione a ciò Cosa crede io debba e posso fare La ringrazio anticipatamente e la saluto cordialmente

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Gelosia del passato e rabbia incontrollata

Ciao a tutti. La mia storia è molto sofferta, violenta, turbolenta nonostante la mia età. Ad oggi mi ritengo una persona molto matura, empatica, sensibile, selettiva, molto autocritica, ma al tempo stesso non ho molta autostima, ho molte insicurezze, a volte riesco a fidarmi delle persone completamente, altre volte invece mi sento presa in giro, come se tutti facessero qualcosa alle mie spalle.
Ma sono qui perchè ho bisogno di un aiuto, di sfogarmi e confrontarmi, ho già fatto terapia varie volte (6 psicologi diversi) per brevi periodi (5-3 mesi), notando notevole miglioramento, ma economicamente adesso non mi è più possibile. I miei genitori si sono separati quando avevo 7 anni, perchè abbiamo scoperto mio padre tradire mia mamma, lo abbiamo colto sul fatto. Non vi dico nemmeno cosa è successo quel giorno: botte, coltellate, bastonate, urla, carabinieri, tutto sotto i miei occhi. Da li il calvario, 15 anni di guerra legale, denunce di violenze, depressione, una vita nomade tra la città di mio padre e quella di mia madre, bullismo a scuola, attacchi di panico, autolesionismo, violenza psicologica e fisica da parte di mio padre durante l'adolescenza.
In tutto ciò la mia autostima era sempre più a terra, non avevo amici, ero instabile, ero insonne, nervosa, sbalzi di umore, mi picchiavo, mi davo pugni e mi strappavo i capelli, mi vietavo di mangiare, a volte mi tagliavo le braccia, mi stringevo le mani al collo e in adolescenza mi sono data sessualmente come per punirmi, per fortuna è durato poco. Una vita tremenda. A 18 anni conosco lui, che allora aveva 30 anni. Ci mettiamo insieme subito, lui innamoratissimo, completamente perso, romantico, passionale, sembrava fin troppo perfetto, e per questo come autodifesa, non mi lasciavo andare ai sentimenti, avevo e ho paura dell'abbandono, mi diceva che ero bellissima, che ero tutto ciò che aveva sempre desiderato, ma ovviamente non l'ho mai creduto fino in fondo.
Dopo qualche mese di relazione ho cominciato a manifestare la mia rabbia, i miei attacchi di panico e cominciai a essere violenta anche, davvero, nella mia vita. Nelle nostre discussioni spesso tiravo oggetti, sbattevo le porte, gli tiravo le cose addosso e ahimè, lo picchiavo, e non vi dico come stavo mentre e anche dopo. Mi sentivo uno schifo, una merda, vedevo mio padre in me e mi odiavo. Infatti, così per due anni, lui mi ha lasciata. Me lo aspettavo, ma ovviamente era l'ennesimo abbandono della mia vita, di nuovo. Lo amavo alla follia, lo amo ancora oggi.
Son caduta di nuovo in depressione in quel periodo, e l'unico modo immaturo per stare o credere di stare meglio, è stato gettarmi nelle braccia di un altro. Ho sofferto come non mai nella vita, perchè per la prima volta non si parlava dei miei genitori, ma della persona che amavo e che ho perso a causa mia. Mi lasciò nel 2015 e a maggio 2018 ci siamo, inaspettatamente e incredibilmente, rimessi insieme. Non parlavamo nè ci salutavamo più, io ho anche avuto un altra storia nel 2017. Ma pensavo sempre lui, sapevo nel profondo che nonostante non c'era assolutamente più contatto, di amarlo e che ricambiava anche se è stato più orgoglioso di me.
Così, un giorno ho pianto di fronte mia mamma e le ho detto la verità, lei prese coraggio e andò a parlare con lui dicendole che le porte erano aperte. Siamo quindi tornati insieme, come se questi tre anni lontani non ci fossero mai stati. Come se fisicamente e mentalmente non ci fossimo mai lasciati. Trovai la casa per come l'avevo lasciata nel 2015. Lui non aveva permesso a nessuna donna di entrare nella sua vita, ha avuto qualche avventura di una notte e una frequentazione breve con una ragazza, ma non ne voleva sapere. E qui il punto. Io sono gelosa del suo passato, un pò per le insicurezze, un pò perchè mio padre ha sempre avuto il vizio delle donne. Quello che più mi fa incazzare, è che lui è stato anche a letto con donne fidanzate e sposate, giustificandosi che ai tempi era single e che a sbagliare erano queste donne, e non lui. So che è un discorso logico, ma onestamente non lo accetto, su nessuno. Non sbaglia solo chi tradisce, ma anche chi ci va, pur sapendo la condizione famigliare dell'altro. In lui rivedo sia mio padre che la sua amante di allora e di tutte le altre successive. Mi fa schifo questa cosa. Non si fa, non lo accetto. Non accetto che lui mi dica che era single e libero di scopare donne sposate.
Non immagina nemmeno cosa potrebbe creare in quella famiglia se venisse scoperto, cosa potrebbe provocare ai figli di queste coppie. Non si può fare tutto, solo perchè si è single. Abbiamo avuto una litigata pesante qualche giorno fa e io, nonostante mi fossi promessa di non farlo più già nel 2015, sono stata di nuovo violenta, sia con le parole, offendendolo, sia fisicamente, dandogli uno schiaffo e dimenandomi mentre mi teneva. Mi sono anche data dei pugni in faccia perchè in quel momento ho pensato ''fai male a te, non a lui''. Lui è stato male, ma è rimasto cosciente ed è riuscito a farmi calmare dopo due ore, rimanendomi accanto. Il giorno dopo mi sono scusata, mi sentivo e mi sento ancora uno schifo. Lui ha detto che capisce il perchè, ma che questa sarà davvero l'ultima volta. Io ho provato a fargli capire che quello che ha fatto, nonostante non eravamo fidanzati in quel periodo, mi fa vomitare, in quanto motivo e perno della rottura della mia famiglia e causa di anni di sofferenza.
Che è difficile oggi fidarsi del prossimo, è difficile trovare i valori nelle persone e che io questo nel mio ragazzo non lo accetto. Non posso pensare che lui è stato per qualche altra figlia/famiglia, il pezzo di merda che ha ceduto alle avance di una donna sposata, che non portava rispetto al marito. Non so se mi spiego, sarò esagerata, ma se qualcuno sta leggendo, per favore, non fatelo. Non tradite la fiducia di chi vi sta accanto, piuttosto lasciatelo. E soprattutto, non andate a letto con gente fidanzata, non sapete nemmeno che dolore potreste causare nell'altra persona. Comunque, vorrei consigli su come gestire la rabbia, su come accettare tutto ciò. Ovviamente ho tagliato moltissimo, ho cercato di farla il più breve possibile. Se dovessi dire tutto, dieci pagine non basterebbero. Grazie.

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Mio marito non mi cerca più

Salve é da tanto che cerco di trovare su internet la risposta alla mia domanda, ma senza nessun risultato, ho 37 anni sono sposata da 13 e fidanzata dal 95' con mio marito (che ha 39 anni ); va tutto okk tranne il sesso o meglio...siamo una coppia bellissima tutti ci invidiano, nn litighiamo quasi mai, lui é sempre gentile con me, molto attento a tutto, anche a letto andava tutto okk, due anni fa nn so cosa é successo, c'e' stato un allontanamento tra di noi, ognuno usciva x conto proprio, nn c'era più dialogo....poco sesso, eravamo due estranei, un giorno morì un nostro carissimo amico, quasi un fratello x mio marito, di infarto, da quel giorno lui ha cominciato a stare male nn dormiva la notte, aveva l'ansia si sentiva svenire, un giorno avemmo un rapporto e lui ebbe un problema di erezione.. lo facevamo molto sporadicamente...dopo 4 mesi mi arrivo' una chiamata dicendomi che mio marito aveva un'altra, era una sua collega e lui era il marito dell'amante ...ho chiesto a mio marito ma lui negava, ho fatto le mie ricerche e trovai sui tabulati telefonici una marea di chiamate tra lei e mio marito, lui continuava a negare, una sera in preda ad un attacco isterico gli dissi che avevamo sbagliato tutto ..Avevamo rovinato il nostro bel rapporto....lui piangeva (nn l avevo mai visto piangere) mi disse che aveva sbagliato, che nn me lo meritavo ma che avevano avuto solo una storia di chat nessun contatto fisico e che nn l'avrebbe piu fatto era molto mortificato...piangeva si sentiva in colpa nei miei confronti, mi promise che avrebbe troncato tutto, e così è stato almeno credo...ora é molto bravo con me mi bacia sempre, quando sto a letto mi viene a coprire, mi accarezza mentre dormo, stiamo molto più tempo insieme, ma quando lo facciamo lui é molto distante come se si dovesse sbrigare, alle volte ha anche problemi di erezione, abbiamo parlato col dottore, il quale gli ha prescritto celias x un paio di volte e funzionò, quindi abbiamo eliminato un problema fisiologico, ora quando abbiamo un rapporto io non lo sento preso da me, lo sento molto distante come se lo facesse x farmi piacere ho provato a mettermi completini intimi e nulla nn si eccita affatto, alle volte quando lo facciamo si eccita, ma lo fa molto velocemente come se avesse paura di fare cilecca, io gli ho parlato molte volte, gli ho detto che nn mi sento desiderata, che sento come se si dovesse sbrigare, ma lui dice che é una mia impressione e che sono io che lo assillo e nn lo faccio venire, io nn so come fare mi sto fissando, credo di essere io che nn lo stimolo più come un tempo... nn so proprio come fare penso sempre a questo problema, io nn mi avvicino più, aspetto che sia lui ad avvicinarsi nn voglio forzarlo.
C' e ancora un altro problema il marito della collega é uno stalker scrive sempre su facebook che loro si vedono, che pranzano insieme, quindi io sto sempre con l'ansia; l'abbiamo denunciato anche x stalking, ho cercato di indagare, ma nn ho scoperto nulla, mio marito dice che nn c'è più nulla tra loro. Io gli credo anche perchè é bravissimo nei miei confronti, ma ho sempre il dubbio (nn esce neanche mai da solo...). Io nn so proprio come fare, vorrei che tornasse tutto come prima, mi sento impotente, alle volte penso che sia meglio se ci lasciassimo x un po x vedere se mi desidera ancora...lui dice di si... é molto preso da me...vi ringrazio in anticipo e spero mi rispondiate x cercare di risolvere.

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Un compagno che non vuole smettere con la cocaina

Salve, mi chiamo Elisa e a marzo del 2017 rivedo il mio ex compagno di 8 anni fa ed è stato un esplosione di emozioni ricominciamo ad uscire insieme e decidiamo di riprovarci. A dicembre dello stesso anno scopro di essere incinta lui felice da subito io un po' meno perché pensavo che fosse troppo presto. A maggio del 2018 scopro che lui non è cambiato per niente fa ancora uso di cocaina motivo per cui lo avevo lasciato 8 anni prima e in quel momento mi cade il mondo addosso per l'ennesima volta mi aveva mentito. Da giugno le cose peggiorano tutte le notti torna a casa ubriaco e drogato e io mi passo una gravidanza da incubo.
Tutte le notti le passavo a sperare che lui rientrasse a casa sano e salvo e che il giorno X non si presentasse in sala parto strafatto e ubriaco. Nel corso di questi mesi provo a parlare con lui e mi promette che con la nascita della bambina tutto cambierà. Ora sono qui con la mia bellissima e dolcissima bambina di 3 mesi che è la mia ragione di vita ma con un compagno che non è cambiato per niente. L'anno più bello della mia vita si è trasformato nel peggiore.
Ho provato più di una volta a convincerlo a rivolgersi ad un sert, ma non vuole. Ho provato con le buone e ho provato anche con le cattive dicendogli che se ne deve andare da casa, oppure non facendogli più prendere in braccio la bambina quando tornava in certe condizioni ma nulla da fare.
Come posso fare? Io lo amo da morire ma la mia pazienza è ormai finita e soprattutto non voglio che si rovini la vita così.

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Percorso riabilitativo

Ho avuto una denuncia per maltrattamenti da mia moglie dalla quale sono stato allontanato. Ora mia moglie sta tentando di fare un passo indietro e su consiglio del mio avvocato e per dimostrare al giudice la mia buona volontà, devo seguire un percorso psicologico.

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