Coppia e sesso

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Non ho nessuna voglia di avere rapporti sessuali con mio marito

Buongiorno vorrei se è possibile un consiglio da voi dottori. Sono sposata da 16 anni e ho 35 anni mio marito ne ha 37 il mio più grande problema è quello di nn avere nessuna voglia di fare l amore proprio è una cosa che nn mi passa per l anticamera del cervello è questo mi porta ad avere parecchie discussioni con mio marito. Mio marito è stato per me il primo e l unico come io lo sono stata per lui quando eravamo fidanzati posso dire che nn avevo di questi problemi ma dopo il matrimonio è diventato il mio incubo perché purtroppo mio marito è uno che su quel campo è sempre attivo anzi gli piace sperimentare cose nuove compra vibratori per farmi eccitare qualche volta guardiamo quei tipi di film ma sinceramente a me qui film mi fanno proprio ribrezzo. Volevo col vostro aiuto cercare di capire cosa nn va in me prima che lui se ne trovi un altra, se nn lo ha già fatto, devo dire che lui mi vorrebbe vestita e sistemata in maniera provocante anche se il mio aspetto fisico nn me lo permette perché sono un po robusta avendo cmq avuto 3 figli, io sembro un anziana di 100 anni vorrei tanto farlo contento e cercare di capire perché ho questo chiamiamolo problema quando ho rapporti con lui la maggior parte delle volte faccio finta che mi sia piaciuto nn perché lui nn mi soddisfa ma sono proprio io che per me il sesso si è chiuso tanti anni fa, quella per me è proprio l ultima ruota del carro, poi devo anche dire che soffro molto di cistite e quindi ho anche paura ad avere rapporti per nn incombere in quest altro problema. Lo so sono piena di problemi ma spero che qualcuno di voi possa aiutarmi prima che mio marito si separi da me. Grazie

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Sesso routinario e lei non mi cerca mai

Salve Io ho 25 anni e la mia ragazza 29, abbiamo iniziato 2 anni fa a condividere una casa da coinquilini, ma presto è scattata una scintilla, abbiamo iniziato ad andare a letto insieme e dopo un periodo di rapporti sessuali senza definizione della nostra relazione, un anno e mezzo fa ci siamo fidanzati. Conviviamo quindi da prima ancora di fidanzarci. Prima ancora di andare a letto insieme, spesso parlavamo apertamente di rapporti sessuali avuti in precedenza, ed ero sempre stato colpito (positivamente) dal modo in cui parlava liberamente delle sue relazioni ed avventure, e dai suoi racconti mi sembrava che non si facesse problemi ad avere rapporti occasionali, e che fosse una ragazza vogliosa ed amante del buon sesso (anche io sono voglioso, molto, e amante del buon sesso, ed ho avuto molte esperienze) cosa che ritenevo ammirevole dato che troppo spesso le ragazze reprimono le proprie voglie per paura del giudizio sociale. Il sesso è sempre stato speciale, e nei primi mesi lo facevamo spesso, e ci ritagliavamo momenti dedicati al sesso in ogni parte della giornata, anche se avevamo tempistiche risicate tra i nostri impegni. Tuttavia col tempo è iniziata a crescere l'impressione di essere sempre io a prendere l'iniziativa (che tuttavia all'inizio quasi sempre accoglieva bene), e la cosa mi dava un po' fastidio anche perché non mi sono mai piaciuto, sempre ho avuto l'impressione di non poter suscitare desiderio fisico nelle ragazze, ma lei diceva sempre che mi trovava bellissimo ed attraente, e avrei avuto bisogno di vedere che anche lei cercava attivamente un rapporto sessuale nei miei confronti, e non che fosse solo disponibile nei momenti in cui glielo proponevo. Il fastidio era maggiore anche in relazione al suo passato dichiaratamente ed orgogliosamente libertino, da "porca" diciamo. Da sottolineare che a mio avviso uno non può pretendere sesso 5 volte al giorno da una ragazza che per indole non è molto vogliosa: infatti in una mia precedente relazione aspettai più di 6 mesi per fare sesso con una ragazza di 21 anni, cinese, vergine, praticamente priva di istinti sessuali, perché capivo che era parte del suo carattere e anche della sua cultura, e non la pressavo sotto questo aspetto. Da parte della mia ragazza, a suo stesso dire sessualmente disinvolta e bisognosa di orgasmi (con frequenze mai chiarite del tutto), mi sembrava di potermi aspettare un maggiore slancio, perché era effettivamente una che si trovava a cercare attivamente partner (seppur, ad onor del vero, principalmente dopo periodi di settimane/mesi di astinenza) e che ammetteva di masturbarsi per soddisfare i suoi bisogni sessuali. Dopo qualche mese le dissi che questa cosa mi faceva stare male, e lei disse che non mi cercava perché io la cercavo così spesso da non darle neanche il tempo di prendere iniziativa, ma che avrebbe cercato di prendere anche lei iniziativa, anche per una questione di "parità dei sessi". Iniziai quindi a fare dei goffi tentativi di reprimere le mie iniziative quando avessi voglia, per dare spazio anche a lei di muovere passi verso di me. I risultati non si vedevano, anzi lei lamentava un mio cambiamento che probabilmente c'era effettivamente stato, dovuto a quel "temporeggiare". Nel frattempo, si presentarono situazioni in cui lei mi negava categoricamente di avere rapporti di tipo o in situazioni che sapevo aveva invece fatto in passato, con altri (es. Fellatio mentre sono alla guida, o sesso mattutino a casa dei suoi). Questo aumentava a dismisura la mia frustrazione, ed entrava in conflitto con il suo essersi dichiarata sessualmente emancipata. Superfluo sottolineare che purtroppo ogni volta che se ne parlava si rischiava di rendere più difficile e meno spontaneo la creazione di situazioni sessuali. Mano a mano abbiamo iniziato ad avere rapporti sessuali sempre più routinari, principalmente la sera prima di andare a dormire, e non riuscivamo a ritagliare nella quotidianità dei momenti da dedicare a del sesso che avesse un approccio più "istintuale" e meno abitudinario (per quanto la qualità del rapporto rimaneva stellare), nonostante entrambi lavorassimo da casa come freelancer e con ampissima libertà di gestire a nostro piacimento tempi e modalità di lavoro. Lei non mi cerca mai per prima, non si sforza di esaudire le mie fantasie (di cui sopra) e spesso rifiuta le mie avances in situazioni non abitudinali, e quando le dico che soffro perché ha sempre lasciato intendere di essere una molto vogliosa ma che con me non lo è, nonostante dica di amarmi e di desiderarmi, elenca le condizioni che la giustificavano dell'aver fatto con altri ciò che si rifiuta di fare con me, e minimizza tutti i suoi racconti, prima dicendo che erano miei film mentali, ed ultimamente invece dice che deve averli inavvertitamente raccontati in maniera ingigantita, non so ancora perché. Io spesso mi chiedo cosa sbaglio, le chiedo cosa posso migliorare, ma lei non sembra fare gli stessi sforzi per farmi sentire più a mio agio, né tantomeno per interrogarsi su eventuali blocchi inconsci e prendere in considerazione il fatto di star magari dedicandomi meno attenzioni ed iniziative sessuali di quanto non facesse con altri. In tutto ciò sono molto confuso, mi trovo spesso a viaggiare con la mente e ritrovarmi mio malgrado a ripensare ai racconti delle sue passate avventure erotiche (con non poco malessere conseguente) la mia libido cala di giorno in giorno, non ho idea di come fare per provare almeno a recuperare la spontaneità nei rapporti, e spesso mi sento solo in questo tentativo di risolvere il nostro problema di coppia, che lei mi sembra minimizzare ed affrontare da vittima dato che dice che ormai è impossibile per lei cercarmi attivamente senza temere di risultare falsa. Mi sembra di essere in un vicolo cieco da cui non posso neanche tornare indietro, e mi trovo a maledire le mie stesse pulsioni sessuali. Che cosa posso fare?

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Problemi sentimentali, ricerca della tranquillità emotiva, malessere continuo

Salve a tutti, volevo raccontarvi la mia esperienza. Sono un ragazzo di circa 30 anni e sono stato fidanzato con una ragazza per pressappoco 6 anni. Questa relazione è terminata 6 mesi fa a causa di diversi fattori. Tutto cominciò l’anno scorso, esattamente in questo periodo, quando lei ricevette un incarico lavorativo a termine a 900 km di lontananza. La distanza si sa può esser nemica in un rapporto, ma io non ho mai osteggiato il trasferimento, anzi lo ritenevo fondamentale per la sua crescita lavorativa, era comunque un’occasione per maturare un po' di esperienza. Tale avventura si è rivelata ben presto per lei molto positiva sia in termini di contesto lavorativo (impiego appagante e stimolante), che di contesto sociale, infatti le diverse conoscenze anche con persone sue conterranee le hanno agevolato l’impatto con la nuova realtà. Con il passare di qualche mese lei ha cominciato ad affermare concetti come “la mia vita ora è qui, qui è il mio posto…” invitando me, forte di un impiego con contratto a tempo indeterminato, quasi a voler dire di cercare lavoro laddove si era trasferita, sottolineo che la sua occupazione era temporanea. Questo fu il primo K.O che subii. Il non intravedere un obiettivo comune fu un bel colpo, anche perché la sua era una decisione dettata dal momento e palesemente superficiale. Tale tema generò non pochi litigi. Da lì in poi una precipitazione continua. Lei è/era anche una persona molto gelosa, quasi paranoica e la distanza aveva acuito questo aspetto. Tendenzialmente lei poi è sempre stata una persona spinosa, diciamo poco incline ad un’attiva socializzazione, soprattutto con i miei amici. In quel periodo ho scoperto, mio malgrado, che la socializzazione era dettata dalle persone, ovvero in quelle conoscenze estemporanee che aveva fatto a distanza aveva trovato la sua dimensione sociale. Mettiamola in questi termini, in quasi 6 anni forse ha dimostrato di investire poco sotto questo aspetto, nonostante io ci tenessi, per me era importante che lei riuscisse ad integrarsi considerando che è una tipa un po' solitaria. Lì invece, era tutto diverso, aveva trovato un mondo fatato, stava vivendo la vita che desiderava, dopo i tanti sacrifici fatti sui libri. Ad ogni modo il rapporto continua, contraddistinto da bassi e quasi zero alti, segnato da telefonate ricche di litigi nati spesso da questioni effimere. Siamo grossomodo a circa 5 mesi dalla sua partenza ed io stavo vivendo un particolare momento dettato da un periodo abbastanza stressante sul lavoro. Altro fattore che ci ha portato alla rottura è stato il fatto che lei cominciò a sottolineare il fatto che io non le davo attenzioni, che non si sentiva una persona amata, insomma me ne sentivo di tutti i colori ritrovandomi spiazzato e senza alcuna comprensione verso di me. Io non mi sentivo la persona che lei voleva dato che tutto ciò che facevo era sbagliato, io credevo che lei stesse delineando il ritratto di una persona che non ero io. Arrivò dunque l’epilogo in una telefonata dove nessuno dei 2 ne poteva più, una decisione comune, ma le cui cause non erano state generate da me. Da lì a 3 giorni io avevo prenotato il biglietto aereo per andare a trovarla, ma in quel momento mi sembrava paradossale, avvertivo dentro di me un’ansia terribile e decisi di non partire. Questo episodio lei se lo legò al dito. Da lì in poi io scelsi la strada del silenzio comunicativo, cercavo di capire con dolore come si fosse potuti finire così. Lei però interpretava tale silenzio come menefreghismo, non curanza e rincarava la dose. Dopo un altro mese a rinfacciarci gli errori di l’uno verso l’altro, nonostante lato mio non mi sentivo chissà quanto colpevole, lei rientrò a casa e ci vedemmo un paio di volte. In una conversazione emerse un particolare importante, nel periodo successivo alla rottura (parliamo di un paio di settimane) lei si è concessa un’evasione (così la chiamava lei) con una persona che ha saputo darle quelle attenzioni, che a suo dire, io ero stato incapace di dare. Questo fu il secondo K.O. Mai mi sarei aspettato una cosa del genere, sebbene la tempistica degli eventi non lo confiderebbe un vero e proprio tradimento. Tutto mi sarei aspettato, tranne questo, non la credevo capace, e invece… Da quell’incontro partii una sorta di processo di pentimento da parte sua, un rinnegare di diversi concetti oggetti di litigio, come il discorso del trasferimento. Cambiò radicalmente opinione, dicendo che fu azzardato dirlo e ribadirlo. Era ed è dispiaciuta per quel che ha fatto sostenendo che fosse per lei tornerebbe indietro perché si è resa tardi della persona importante che sono per lei. Attualmente il nostro è un rapporto fatto di messaggi quasi quotidiani e telefonate rare, è uno stillicidio imperterrito. Io non sono mai riuscito a maturare la convinzione di cancellarla dalla mia mente, non volendo più saperne ed eliminando ogni forma di contatto che mi conduceva a lei. In realtà ci ho provato, ma ahimè ho fallito. Sono una persona che in questo momento è confusa, è devastata mentalmente e non solo, perché si è ritrovata di fronte colei che ha detto tutto ed il contrario di tutto, contribuendo di fatto alla rottura. Ora il copione è ancora quello, lei comunica tramite social evidenziando forti stati ed indirettamente si riferisce a me. Io d’altro canto non voglio essere artefice della sua infelicità e provo comunque a risollevarla. E’ un dolore bipartisan che non può andare avanti, ma non ho la convinzione per decretare nulla. Non so se è solo una questione di tempo oppure non voglio lasciarla andare, vorrei tanto capire tutto ciò che mi attanaglia mente e cuore. Sono in uno stato in cui l’ansia la fa da padrone. Non sono capace di gestire nulla, vivo con ansia ogni suo messaggio e non riesco ad affrontarla di persona. Non voglio vivere con quel terrore. Sono davvero molto incasinato, non voglio soffrire e non voglio far soffrire. Sono una persona altruista, mi ritengo un bravo ragazzo e so bene che forse eccedo in preoccupazioni. Quando a soffrire ero solo io, lei…. Al momento non sono in grado di ripartire con lei, la mia mente è un luogo decisamente affollato, tempestato di pensieri che evocano bei momenti, rammarico, rabbia e nel vagare perpetuo finisco con il fissare il vuoto con le lacrime che varcano gli occhi e sono pronte a saltare… Io non so se il subconscio, o qualsiasi altro canale stia provando a dirmi qualcosa, vorrei tanto trovare la tranquillità emotiva che desidero. Vi ringrazio in anticipo per il tempo che mi dedicherete a prescindere e mi scuso per la prolissità.

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Come posso superare questo tradimento e ritrovare la mia serenità nella coppia?

Buongiorno, volevo raccontare la mia storia. A maggio ho intrapreso una relazione con l'ex ragazza di un mio caro amico (dal quale mi sono allontanato), dopo che essi avevano concluso una relazione di 2 anni un mese prima. Durante i primi tre mesi, tranne qualche esperienza sessuale e altri attimi molto soddisfacenti, la mia ragazza non riusciva a vivere serenamente questa relazione: non aveva ancora chiuso la vecchia, rivolgeva spesso il pensiero al suo ex, aveva poca fiducia nell'amare. Lei me ne parlava spesso e io cercavo di rincuorarla e, essendo particolarmente bravo in analisi psicologiche, riuscivo a darle delle dritte per stare meglio. Tuttavia nell'ultima settimana di agosto le cose erano peggiorate completamente: eravamo incerti sul continuare la relazione oppure lasciarci, i rapporti sessuali erano nulli, la comunicazione molto scarsa e lei aveva incontrato in un paio di occasioni il suo ex per chiarire alcune faccende tra di loro. Nell'ultimo loro incontro a fine agosto si sono scambiati un bacio; lei è una ragazza che dà molto importanza alle sensazioni emotive (pur non mancando di raziocinio) e poche ore dopo l’accaduto, raccontandomi del bacio, mi ha detto che è servito a convincerla che la vecchia relazione fosse conclusa, perché non ha provato le emozioni di una volta. Ha giustificato il suo gesto dicendomi che non riteneva di starmi tradendo perché di fatto non sapevamo nemmeno se stessimo più insieme, ma in ogni caso riteneva che fosse più urgente liberarsi dal blocco che le impediva di vivere serenamente la nostra relazione; mi ha detto che dal suo punto di vista i primi tre mesi di relazione non sentiva di averli vissuti, perché era molto presa dal suo passato (e questo non me l’ha detto dopo il bacio ma in tutto il periodo precedente). Di fatto dopo quel bacio è riuscita a concludere la sua relazione, ha capito che era finita e le cose tra di noi dal suo punto di vista sono migliorate notevolmente: è molto più serena, è molto più coinvolta, non ha pensieri disturbanti riguardo il suo passato; tuttavia il momento che le è servito per sbloccarsi è diventato motivo di blocco per me. Nonostante non sapevamo nemmeno se stessimo ancora insieme, nonostante sapessi che anche se formalmente lo eravamo lei era molto distante e poco partecipe, nonostante io non abbia timore che questo evento risucceda perché date le circostanze in cui è avvenuto era un’eventualità, mentre adesso è estremamente difficile che riaccada, nonostante non sia stato io a scoprirlo ma me l’abbia detto lei spontaneamente e subito, nonostante l’evento abbia avuto cause giustificabili e conseguenze apprezzabili, nonostante dopo questo evento le cose tra di noi siano migliorate realmente e notevolmente, io non riesco ad accettare che sia successo e da due mesi vivo con il pensiero fisso di questo bacio. Un dettaglio importate è che appena è avvenuto il bacio, io tranne la delusione, non ho provato sentimenti quali rabbia, voglia di vendetta, ma ho saputo dare subito a questo bacio il giusto significato (l’ultimo bacio che la convincesse fin nel profondo che la relazione era finita) e l’ho accettato piuttosto serenamente senza fargliene una colpa; invece dopo che abbiamo deciso a fine settembre di ricominciare la nostra relazione, quando finalmente si sentiva serena, questo pensiero ha iniziato a perseguitarmi e non riesco a liberarmene: le chiedo spesso dettagli del bacio, le faccio pesare il fatto che l’abbia fatto prima di ufficializzare la fine della nostra relazione, non accetto che sia stato necessario questo evento per farla stare bene, non capisco perché non ha usato altri metodi per concludere la sua relazione. Ormai l’argomento ha monopolizzato i miei pensieri e le nostre conversazioni.

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Sono maschio ma mi sento femmina

Salve, sono Aurora, Eugenio da maschio, da quando ero piccola indossavo i vestiti di mia madre. L'ho fatto sempre e mi piace vestirmi da donna, una volta ho visto una trans e mi sono tornate in mente quelle scene dove mi vestivo e mi sono fatta una domanda, ma è possibile che io sia femmina dentro e quindi che potrei essere trans? Io dall'idea di esserlo mi sento felicissima non so il perchè, può essere che lo sono veramente? Cosa dovrei fare?

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Problemi di coppia

Salve .. io ho una relazione con una donna da più di un anno, ho fatto di tutto per conquistarla, e dopo tanti mesi ci sono riuscito. Abbiamo iniziato una convivenza, ma lei è una donna molta che non si innamora facilmente, ha un carattere molto duro, non ama smancerie e non ama l'uomo sempre attaccato, abbiamo avuto tante fis audio i perché lei postava foto sui social .. e non ha mai postato se non rare volte forse due tre volte qualche foto con me ...non è mai stata innamorata al suo dire .. di me .. un giorno abbiamo avuto una brutta discussione dove io sono sbottato e le ho detto tutto ciò che avevo dentro ... parole pesanti ... ho cercato di prenderle il telefono e le ho creato dei graffi sul braccio e sulla mano .. dopo di che non riuscendoci sono andato via ... l' indomani ci siamo sentiti sempre attaccandoci ecc ecc ... pensavo non ci fossero più speranze di recuperare il rapporto così ho portato via tutto da casa sua. A me mancava veramente tanto ma tanto, ma evitavo di scrivergli, dopo qualche giorno le mando un messaggio di scuse per il mio comportamento ci siamo visti abbiamo parlato di noi e abbiamo deciso di recupera il nostro rapporto ... ma lei è sempre fredda, distaccata .. siamo partiti in viaggio insieme ... ma il suo distacco a me fa male .. ieri ho preso il discorso è le ho detto che io così sto male .. che cosa ci facciano insieme se lei non prova nulla per me ... lei dice che io voglio tutto è subito sono passati due mesi dal casinò .. e premetto che ho detto delle bugie ... ma ora cerco di dimostrarle tutto proprio per non lasciarle dubbi .. ieri mi ha detto che non sa cosa prova per me ma non è innamorata .. che prima del casinò stava iniziando a stare bene e qualcosa stava cambiando .. ma ora non lo sa più .. io le ho detto che sono innamorato di lei e dover reprimere la voglia di baciarla di fare l'amore ( dopo il casinò l'abbiamo fatto ) mi fa male ... cosa devo fare secondo voi? Io non lo so più non vorrei perderla vorrei che mi amasse ma non sono io a decidere .. da parte mia c’è tanto amore anche se ho sbagliato .. premetto che noi stiamo insieme tutto il giorno tranne la notte

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Problema erezione

Buongiorno a tutti, Premetto che non pensavo mai di ritrovarmi a scrivere di un mio problema che mi affligge mentalmente in alcune giornate e momenti sia quando sono da solo e sia quando sono con la mia ragazza. Racconto la mia storia con annesso problema di erezione. Con la mia ragazza siamo fidanzati da circa 7 mesi, premetto la mia prima storia seria dove ho provato e provo delle sensazioni uniche sia a livello mentale che fisico. Dopo 3 mesi dal fidanzamento l'abbiano fatto per la prima volta, All'inizio avevamo provato a farlo ma non con grandi risultati, appena mettevo il preservativo l'erezione veniva a mancare, ma li premetto che il preservativo era stretto e quindi mi faceva male e di conseguenza l'erezione veniva a mancare per il dolore. Premetto che nella mia vita l'ho fatto pochissime volte con pochissime ragazze, e anche li alcune volte andava bene e altre no... Ritornando al mio problema, dopo la prima volta abbiamo provato a farlo altre volte dove alcune volte andava bene e altre no. Da luglio a settembre tutte le volte in cui l'abbiamo fatto è andata sempre bene, anzi benissimo direi Ora da una settimana che durante u preliminari sono super eccitato e quando arriva il momento della penetrazione l'erezione muore. Premetto che ci sono stati tanti litigi nelle ultime settimane, e per di più le ultime due volte che ci abbiamo provato a farlo veniva a mancare l'erezione durante la penetrazione perché mi veniva da pensare a quelle volte in cui è andata male e quindi la mia testa dava per scontato che doveva andare male anche questa volta, così anche ieri sera. Io sono convinto sia questo e non altro il motivo della mancata erezione prima della penetrazione. Lei però pensa che sia il fatto che non sono attratto fisicamente da lei. Ma ora mi chiedo, se sia andata bene da luglio a settembre, perché ora non dovrebbe più andare? Sarà che non ho tantissima esperienza sessuale o perché è la prima volta che provo delle sensazioni uniche. Grazie mille per la comprensione

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È giusto continuare una relazione con incertezza, paura e senza amore,per non restare sola?

Salve, Ho 56 anni, sono divorziata da 10 anni e combatto la battaglia contro un tumore rarissimo, quindi incurabile, con numerose metastasi (polmoni, fegato, cervello e ossa...ormai inoperabili e incurabili) già da 27 anni. Il problema per cui chiedo un consiglio è la mia relazione attuale con un uomo, che non riesco a gestire.Cercherò di abbreviare la storia come posso... Dopo un matrimonio, portato avanti per 27 anni, costretto e sofferto, col risultato che mi ci sono ammalata, mi trovo in una relazione da 4 anni, con un uomo che ho amato e con cui credevo avere finalmente trovato la felicità. Premetto che non conviviamo, anzi viviamo in due città diverse e ci vediamo nei weekend. In questi 4 anni è stato un miscuglio di amore, ma anche delusione e rabbia, accettando per quieto vivere, alcuni suoi modi di essere, che finora sono più o meno riuscita a gestire. Alcune settimane fa è successo qualcosa che mi ha fatto MOLTO male e che, tra le altre, non riesco più a sopportare. È stata la classica goccia che ha fatto traboccare il vaso. Lui si è scusato, per l'ennesima volta, ma dopo averne parlato (per l'ennesima volta) mi ha detto che non mi può promettere di riuscire a cambiare ciò che in lui riconosce di essere sbagliato e mi fà soffrire. Dice di amarmi e di volere la mia felicità e salute, ma gli ho detto che dover sopportare certi comportamenti inaccettabili, non di certo contribuiscono ne alla mia felicità, ne alla mia salute Ora ho richiesto un periodo di riflessione, ma... non so cosa fare... Rimanere con lui, per non restare sola, continuando come finora a cercare di ritagliarmi momenti di armonia, a costo che probabilmente dovrei accettare ciò che mi fà soffrire, oppure chiudere la relazione e cercare quella tranquillità di cui ho bisogno per la mia salute, ma accettare di vivere in solitudine? Vi prego di aiutarmi...

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