Coppia e sesso

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Tradisco

Buongiorno, Ho 28 anni sto con Andrea da quando ne avevo 17 adesso abbiamo una bambina ma durante la nostra relazione L ho tradito più volte. Relazioni che durano anche mesi. Quando torno a casa non mi sento in colpa. I miei genitori sono separati mio padre ha avuto parecchie donne e relazioni poco serie è sempre stato un bello e dannato, il mio compagno è esattamente l’opposto una persona affidabile un buon lavoro un ottimo padre con tanti valori. Mia mamma sta con lo stesso uomo da quando avevo 3 anni. Il sesso tra me e il mio compagno va benissimo abbiamo periodi dove ci amiamo tantissimo. Se guardo mia figlia mi chiedo perché infine non mi manca niente. In ogni caso non mi è mai venuta l’idea di mollare tutto. Vorrei trovare una soluzione per il futuro e a questo punto non credo di riuscirci da sola.

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Passione svanita?

Buonasera, sono sposata da quasi 6 anni e stiamo insieme da quasi 12. Abbiamo avuto parecchie difficoltà nel nostro rapporto (parenti contro la nostra storia, diversità di carattere e la perdita del mio papà), ma abbiamo sempre superato tutto. Le mie due benedizioni di Dio 2012 nasce il nostro primo figlio e nonostante alcune difficoltá economiche, siamo strafelici. 2016 nasce il nostro secondo figlio e a solo 2 mesi dalla sua nascita gli viene riscontrata una malformazione alla corteccia cerebrale, questo significa che sarà invalido e non sappiamo di che cosa sarà capace. Scontato dire che mi sono sentita morire e qualcosa è morto dentro di me per davvero. Mi trascuro completamente e se non riguarda uno dei miei figli, per me non è nemmeno da prendere in considerazione. Mio marito non mi ha mai lasciato sola un attimo e ha combattuto al mio fianco e continua a farlo. In tutto questo ho smesso di cercare mio marito. Ho messo in dubbio anche il mio amore per lui, ma la sola idea di non vederlo, anche per un solo giorno, mi uccide.... Non voglio perderlo ma questa mancanza da parte mia sta diventando insostenibile per lui. Cosa posso fare? Grazie mille e scusate se mi sono dilungata troppo

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Come mi comporto con un partner confuso?

Salve, sto da quasi 5 anni con un uomo che ha 29 anni.
Lui è un avvocato (ha da poco superato il concorso di abilitazione) e anche manager di un'orchestra (nella quale lavoriamo insieme). Il nostro rapporto è stato sempre perfetto, complici in tutto, avevamo anche da poco parlato di matrimonio. Negli ultimi due mesi però (a cavallo del suo esame di stato, in cui lui aveva riposto tutto il suo futuro, ma che è andato bene), ha iniziato a sentirsi in ansia: ansia per il futuro, per la professione, non riesce ad immaginare i prossimi mesi.
Dice di essere solo sicuro di me, ma ad oggi non riesce a pensare ad un matrimonio nell' immediato. A causa quindi di questi disturbi ansiosi, ha iniziato delle sedute di psicoterapia (ieri ha fatto la seconda), dalle quali sta effettivamente emergendo che io sono l'unica certezza per lui, e che il suo stato d'ansia sarebbe causato dal rapporto con la madre (un rapporto da sempre conflittuale, la madre non ha mai appoggiato le sue scelte private e professionali, quello che fa l'altra figlia è sempre migliore).
Pare che quindi dopo anni questo rapporto sia venuto fuori in questo modo, e che lui in questo momento tenda a cercare la madre nei rapporti con le donne a lui vicine(io, sorella, colleghe ecc). Pertanto, nella seduta di ieri, è emerso che forse un piccolo periodo di distacco da me potrebbe fare bene a lui per farci scaturire di nuovo quelle emozioni da fidanzati.
Come devo comportarmi io in questo momento? Non capisco più se stargli vicino come vorrei, o rispettare questa scelta (dolorosa anche oer lui) di separarci momentaneamente.
Poi, questa situazione è risolvibile??

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Come poter eliminare una perversione?

Sono un ragazzo che ha il feticismo per i piedi femminili, un certo masochismo, mi piace essere umiliato e un pò frustato da una donna padrona ed alcune volte vederla fare sesso con un altro.
Anche se oggi è leggermente un po più accettata questa perversione se fatta con il proprio partner, io ho avuto la possibilità di viverla con alcune padrone a pagamento, però vorrei non averla, perché innanzi tutto ora che ho trovato una ragazza, a lei fanno senso queste cose e poi a parte che per la società non è ancora del tutto accettato, non lo accetto neanche io, perché per quanto possa essere bello ed eccitante ogni tanto provare qualcosa di nuovo, ora non sono più liberale e pro a queste cose. Sinceramente mentre faccio queste cose comunque mi sento umiliato e sottomesso, ed è come se queste cose mi fanno vergognare della persona che sono, insomma sono sempre umiliazioni che devo subire per il mio piacere ed automaticamente devo sottovalutare la mia persona e poi mi viene in mente chi mi stima se sapesse queste cose cosa penserebbe di me?
Perciò vorrei sapere come poter eliminare questa cosa anche se so che è molto difficile, purtroppo se no mi viene da condividere una doppia vita, da un lato padrona a pagamento dall'altro la mia ragazza. Ho provato vedendo queste cose per ciò che sono, aiutandomi con le teorie psicologiche, evitando, facendo astinenza, ma dopo un po anche se riesco ad interessarmi della sessualità tradizionale che è l'unica che vorrei avere, mi viene voglia comunque di cedere e vedere un video di questo tipo.
Purtroppo è difficile, non so se ci sono farmaci, io già prendo antidepressivi ma non penso mi aiutano.

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Relazione duratura a distanza e voglia di tradimento

Buonasera a tutti, cercherò di essere il più esaustiva possibile, perché vorrei capirmi e vorrei risolvere la confusione che ho in testa. Sono una ragazza di 25 anni, sto insieme al mio ragazzo di 32 anni da 6 anni, una relazione a distanza, prima di lui ho avuto soltanto un'altra storia, durata circa un anno e mezzo. La mia famiglia è composta da mio padre, critico verso tutto e tutti, sempre arrabbiato per qualsiasi cosa, non ha mai trattato alla pari i figli (in particolare con un mio fratello), e si sfoga con mia madre, persona ottusa, molto ingenua, la filosofia di insegnamento di mia madre è sempre stata "mai dare ragione ai figli neanche quando ce l'hanno". E poi ho i miei due fratelli maggiori, uno dei due sempre trattato a pesci in faccia da mio padre, forse perché sotto sotto hanno caratteri molto simili. Sono una persona molto semplice, amo gli animali, la natura, mai fumato, mai bevuto, odio le discoteche, non amo la vita mondana. Ho pochissimi amici, sono molto, troppo selettiva, forse perché ho paura di essere giudicata, di essere incompresa. Sento spesso un senso di inadeguatezza quando sono in gruppo, mi sento invisibile, tutto quello che faccio è una conseguenza di questo mio stato. Coltivo alcuni hobbies, ripasso storia, letteratura, solo per non sentirmi inadeguata con gli altri, per avere qualcosa di cui parlare. Ho anche dei pregi che io stessa riconosco, sono sincera, affidabile, diligente, ma a questi non do peso. E' una grossa parte di me che pesa molto, considerate che mentre scrivo ho gli occhi lucidi. Tornando alla mia relazione, ci amiamo, ci completiamo. Anche verso di lui sentivo un senso di inferiorità (lui lo sa), lui è più colto di me, più diplomatico, più pacato, è brillante, e questa cosa me lo fa stimare, ma come dicevo faceva uscire fuori l'inadeguatezza, sentivo spesso di non meritarmelo (a volte lo sento ancora) perché ha sempre gestito meglio di me la distanza, e i litigi scoppiavano sempre per causa mia (a volte avrei voluto che avesse fatto lui l'immaturo, per sentirmi meno "colpevole"), mi sento ancora la mela marcia della coppia, e il bello è che è solo colpa mia, è la mia visione delle cose, lo so, anche perché non è lui a farmi sentire così, parte tutto da me. Ultimamente, se penso al futuro, per esempio come mi vedo tra un anno, lo vedo identico ad ora, non vedo miglioramenti, cambiamenti, e questa cosa mi spaventa, mi mette ansia perché il mio fisico non riesce più a reggere la pressione del dover calcolare viaggi in base al lavoro, le ferie, i soldi, il tempo che non ci vediamo.. Quest'estate, a lavoro, dopo che non vedevo il mio ragazzo da quasi de mesi, ho avuto dei comportamenti ambigui verso il nuovo collega, cercavo sguardi, attenzioni, cose superficiali, ma sapevo che era sbagliato e infatti mi sono confidata con il mio ragazzo. Questa estate, per l'inverno, ho deciso di provare a cercare lavoro nella sua città per provare ad avvicinarci. Prima di partire sono entrata in una chat per parlare con qualcuno, per noia, per svagarmi, ed ho conosciuto un ragazzo con cui alla fine abbiamo parlato di sesso ed è successo che ci siamo masturbati insieme. Lui voleva ancora parlare con me e mi ha lasciato il suo numero, l'ho ricontattato il giorno dopo, e da circa un mese ci sentiamo spesso, ci troviamo molto bene, abbiamo molto in comune, ci videochiamiamo anche, ed ovviamente è ricapitato di fare "sesso virtuale". Ho pensato anche di incontrarlo per farlo davvero, e anche lui vorrebbe. Con il mio ragazzo il sesso è andato sempre benissimo, solo che quest'altro è "ancora più vicino" a quello che piace a me, un qualcosa di più violento e spinto. Anche con questa persona a volte mi sento un gradino più in basso, soprattutto perché mi ricorda spesso che non sono libera, ha un atteggiamento da grillo parlante, oltretutto è molto colto, parliamo di diversi argomenti anche importanti, e anche se lo vedo come un buon amico, e niente più, non riesco a togliermi dalla testa il fatto di volerci andare a letto. A volte penso che la sto prendendo come una fuga dalla realtà, appena sono arrivata in questa città mi sono bloccata, ho capito che non voglio vivere qui, che per tutto questo tempo mi sono fissata sull'idea della convivenza solo perché è l'unico modo per stare insieme, ma non perché sono realmente pronta (cosa discussa proprio questi giorni), altre volte penso che vorrei soddisfare questa voglia e basta, altre volte invece penso che potrei provare, sperare che non mi piaccia, e continuare la mia vita di sempre. Sto con l'uomo della mia vita, non potrei trovare persona migliore, e lo amo, vorrei lui come padre dei miei figli, credetemi, e sto buttando all'aria tutto per...? Una scop*ta? A volte penso che sarebbe stato meglio incontrare il mio ragazzo qualche anno più tardi, ho paura di essere ancora immatura per lui, e di essermi sforzata a fare l'adulta tutto questo tempo (ed è stato veramente un grande sforzo), ho paura di farlo soffrire, sento come se ultimamente dovessi cercare conferme dagli altri, che ultimamente mi reputano una persona seria, intelligente, e me ne compiaccio, mi fa stare bene, ma è come se la sua opinione non mi basta più.. Io non voglio lasciarlo perché lo amo, abbiamo un legame veramente intenso, quello che in molti cercano, e sono fortunata, ma il contesto non mi fa essere fiduciosa nel futuro e la paura di stare ancora tanti anni lontana mi fa vacillare.. Non so come mi devo comportare... Anzi lo so, ma faccio finta di non sapere.

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Problemi sessuali

Buongiorno, sono un uomo di 46 anni e da tempo ho problemi sessuali con mia moglie. Lei non ha mai voglia ed io non mi sento più attratto da lei e tutto questo mi rende molto nervoso, creandomi dei problemi anche nell'interfacciarmi con i miei tre figli.
Avrei voglia di cercare un'altra donna per poter soddisfare le mie voglie sessuali ma ho troppo rispetto di mia moglie. Preciso che, in ogni caso, nei pochi rapporti avuti con lei, il mio piacere sessuale è sempre stato molto limitato...non so più cosa fare.

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Lunga storia a distanza e voglia di tradimento

Buonasera a tutti, cercherò di essere il più esaustiva possibile, perché vorrei capirmi e vorrei risolvere la confusione che ho in testa. Sono una ragazza di 25 anni, sto insieme con il mio ragazzo di 32 anni da 6 anni, una relazione a distanza, prima di lui ho avuto soltanto un'altra storia, durata circa un anno e mezzo. La mia famiglia è composta da mio padre, critico verso tutto e tutti, sempre arrabbiato per qualsiasi cosa, non ha mai trattato alla pari i figli (in particolare con un mio fratello), e si sfoga con mia madre, persona ottusa, molto ingenua, la filosofia di insegnamento di mia madre è sempre stata "mai dare ragione ai figli neanche quando ce l'hanno". E poi ho i miei due fratelli maggiori, uno dei due sempre trattato a pesci in faccia da mio padre, forse perché sotto sotto hanno caratteri molto simili. Sono una persona molto semplice, amo gli animali, la natura, mai fumato, mai bevuto, odio le discoteche, non amo la vita mondana. Ho pochissimi amici, sono molto, troppo selettiva, forse perché ho paura di essere giudicata, di essere incompresa. Sento spesso un senso di inadeguatezza quando sono in gruppo, mi sento invisibile, tutto quello che faccio è una conseguenza di questo mio stato. Coltivo alcuni hobbies, ripasso storia, letteratura, solo per non sentirmi inadeguata con gli altri, per avere qualcosa di cui parlare. Ho anche dei pregi che io stessa riconosco, sono sincera, affidabile, diligente, ma a questi non do peso. E' una grossa parte di me che pesa molto, considerate che mentre scrivo ho gli occhi lucidi. Tornando alla mia relazione, ci amiamo, ci completiamo. Anche verso di lui sentivo un senso di inferiorità (lui lo sa), lui è più colto di me, più diplomatico, più pacato, è brillante, e questa cosa me lo fa stimare, ma come dicevo faceva uscire fuori l'inadeguatezza, sentivo spesso di non meritarmelo (a volte lo sento ancora), perché ha sempre gestito meglio di me la distanza, e i litigi scoppiavano sempre per causa mia (a volte avrei voluto che avesse fatto lui l'immaturo, per sentirmi meno "colpevole"), mi sento ancora la mela marcia della coppia, ed il bello è che è solo colpa mia, è la mia visione delle cose, lo so, anche perché non è lui a farmi sentire così, parte tutto da me. Ultimamente, se penso al futuro, per esempio come mi vedo tra un anno, lo vedo identico ad ora, non vedo miglioramenti, cambiamenti, e questa cosa mi spaventa, mi mette ansia perché il mio fisico non riesce più a reggere la pressione del dover calcolare viaggi in base al lavoro, le ferie, i soldi, il tempo che non ci vediamo.. Quest'estate, a lavoro, dopo che non vedevo il mio ragazzo da quasi due mesi, ho avuto dei comportamenti ambigui verso il nuovo collega, cercavo sguardi, attenzioni, cose superficiali, ma sapevo che era sbagliato e infatti mi sono confidata con il mio ragazzo. Questa estate, per l'inverno, ho deciso di provare a cercare lavoro nella sua città per provare ad avvicinarci. Prima di partire sono entrata in una chat per parlare con qualcuno, per noia, per svagarmi, ed ho conosciuto un ragazzo con cui alla fine abbiamo parlato di sesso ed è successo che ci siamo masturbati insieme. Lui voleva ancora parlare con me e mi ha lasciato il suo numero, l'ho ricontattato il giorno dopo, e da circa un mese ci sentiamo spesso, ci troviamo molto bene, abbiamo molto in comune, ci videochiamiamo anche, ed ovviamente è ricapitato di fare "sesso virtuale". Ho pensato anche di incontrarlo per farlo davvero, e anche lui vorrebbe. Con il mio ragazzo il sesso è andato sempre benissimo, solo che quest'altro è "ancora più vicino" a quello che piace a me, un qualcosa di più violento e spinto. Anche con questa persona a volte mi sento un gradino più in basso, soprattutto perché mi ricorda spesso che non sono libera, ha un atteggiamento da grillo parlante, oltretutto è molto colto, parliamo di diversi argomenti anche importanti, e anche se lo vedo come un buon amico, e niente più, non riesco a togliermi dalla testa il fatto di volerci andare a letto. A volte penso che la sto prendendo come una fuga dalla realtà, appena sono arrivata in questa città mi sono bloccata, ho capito che non voglio vivere qui, che per tutto questo tempo mi sono fissata sull'idea della convivenza solo perché è l'unico modo per stare insieme, ma non perché sono realmente pronta (cosa discussa proprio questi giorni), altre volte penso che vorrei soddisfare questa voglia e basta, altre volte invece penso che potrei provare, sperare che non mi piaccia, e continuare la mia vita di sempre. Sto con l'uomo della mia vita, non potrei trovare persona migliore, e lo amo, vorrei lui come padre dei miei figli, credetemi, e sto buttando all'aria tutto per...? Una scopata? A volte penso che sarebbe stato meglio incontrare il mio ragazzo qualche anno più tardi, ho paura di essere ancora immatura per lui, e di essermi sforzata a fare l'adulta tutto questo tempo (ed è stato veramente un grande sforzo), ho paura di farlo soffrire, sento come se ultimamente dovessi cercare conferme dagli altri, che ultimamente mi reputano una persona seria, intelligente, e me ne compiaccio, mi fa stare bene, ma è come se la sua opinione non mi basta più.. Io non voglio lasciarlo perché lo amo, abbiamo un legame veramente intenso, quello che in molti cercano, e sono fortunata, ma il contesto non mi fa essere fiduciosa nel futuro e la paura di stare ancora tanti anni lontana mi fa vacillare.. Non so come mi devo comportare... Anzi lo so, ma faccio finta di non sapere.

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Come recuperare la passione

Gentili Dottori,
vi scrivo perché sono disperata. Sono una donna di 34 anni, fidanzata da 12 e sposata da 4 con un uomo di 33. Il nostro problema é il sesso, prima di sposarci era perfetto, dopo il matrimonio invece i rapporti si sono fatti sempre più sporadici, fino ad arrivare al punto che sono quasi due anni che non abbiamo rapporti e gli ultimi che abbiamo avuto non sono stati per me soddisfacenti, senza attenzioni da parte sua e senza l'entusiasmo di prima.
Ho provato a parlagliene in tutti i modi, ma nulla, il problema pare sia solo il mio, ho ricevuto rifiuti su rifiuti ed ho passato intere notti a piangere, lui a volte mi ha detto che non riusciva ad avere più erezioni, altre volte che ormai stava bene così, altre ancora che non né poteva più del lavoro, fino a ieri quando per un problema internet al suo telefono, me lo ha passato per risolvergli il problema ed ho scoperto che guarda video porno!
Gli ho subito detto che preferisce guardare film porno e masturbarsi pur di non avere rapporti con me (con tono pacato senza essere arrabbiata), lui non mi ha detto nulla, mi ha fatto capire che era così! Eppure tempo fa gli avevo proposto di vedere un porno e di prendere dei sex toys, ma lui mi rispose che non aveva bisogno di quelle cose!!
Non vuole andare da nessun specialista e non so' più cosa fare! Io penso di fargli schifo e credo sia questo il motivo per il quale non mi tocca più e la mia autostima é a pezzi, sono sempre stata una donna che prende l'iniziativa, ma ormai ho talmente paura di essere rifiutata che non mi avvicino più a lui!
Spero possiate aiutarmi, ne ho molto bisogno, se c'è anche solo un modo di recuperare la nostra storia ci proverò anche perché, tolto il sesso, va tutto bene, ma se non c'è modo, dovrò prendere la scelta dolorosa di mollare tutto.
Ringrazio anticipatamente e cordialmente saluto

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