Coppia e sesso

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Quando esco con una ragazza, dopo un pò non mi attrae più

Buongiorno, vi ringrazio anticipatamente per le risposte, ho 34 anni e da quando sono giovane ho avuto problemi di ansia da prestazione, soprattutto con donne con cui dovevo instaurare relazioni,di solito i rapporti occasionali e le prime volte andava tutto bene, dopo cominciavano a sorgere i problemi, scarsa voglia di farlo, in lei notavo solo i difetti ecc. Adesso sto uscendo con una ragazza da 3 settimane, e andava tutto bene. Settimana scorsa è venuta a casa mia, l'abbiamo fatto ed è andato tutto bene anche se non è stato entusiasmante, lei mi  piace e ci sto bene, vorrei risolvere questo problema che non mi permette di avere relazioni durature, il fatto che adesso è come se non mi attraesse più ed il pensiero di tornare a letto con lei ho paura di fare cilecca. Quello che mi chiedo è perché prima mi piaceva e ora non mi attrae più. Con lei sto bene e vorrei continuare ma non so come comportarmi. Voi che ne pensate?

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Vaginismo: come superarlo se la terapia non funziona e la paura è troppo grande?

Buonasera, ho quasi 30 anni.
So di soffrire di questo disturbo da quando ero un'adolescente. All'epoca mi ero rivolta al consultorio e mi avevano consigliato di guardarmi allo specchio e di autoesplorarmi con le dita per abituarmi alla penetrazione. In realtà sin da quando ero una ragazzina avevo molta paura delle visite ginecologiche e dei tamponi interni, ma non pensavo che avrei avuto problemi a fare l'amore. Purtroppo dopo è sempre stato un calvario. Ho avuto diverse esperienze, ma molte sono state negative, poi finalmente ho trovato un ragazzo che mi ama e che ha seguito una terapia di coppia insieme a me. Nonostante avessimo entrambi fiducia nella terapia e nella terapeuta, sono arrivata al punto in cui non riuscivo più ad andare avanti e le cose sono migliorate solo in parte, ma mai del tutto. Da anni abbiamo dei rapporti in cui riesco ad avere solo una penetrazione superficiale, altre volte nemmeno quella. In alcuni episodi il sesso è bellissimo per entrambi, altre volte è un vero disastro. Negli anni mi sono informata abbastanza sull'argomento e razionalmente capisco che la terapia si basa su una "desensibilizzazione graduale" allo stimolo fobico, (scusate l'imprecisione). Capisco che abbia senso abituarsi alle mani o a piccoli oggetti e infine al pene, ma io credo di avere un ulteriore problema con le mani e con determinate posizioni. Da tempo mi sento rilassata soltanto quando sono sopra al mio ragazzo e davvero non mi spiego come mai in quella posizione non riusciamo a farcela completamente. Non ho problemi di eccitazione né di eccitamento, non avverto quasi mai dolore però non ci riesco. Quando invece lui si mette in una posizione dove io rimango passiva o prova a usare le dita, sono in preda al panico: sudo, tremo, piango, sono contratta e sento male dappertutto e lo respingo con tutta la forza che ho, non riesco a controllarmi. Lui mi rimprovera, a volte, di non impegnarmi abbastanza e di non essere intenzionata a risolvere davvero il problema, ma io sono assolutamente sincera, ci ho provato seriamente, anche ad abituarmi a toccarmi da sola, però oltre a un certo limite, non riesco a raggiungere l'obiettivo. Mi spiace perché lui soffre tanto, è triste ed arrabbiato con me, ma anch'io sto male. Non so più cosa fare. Mi piacerebbe sentire qualche altra opinione in merito. Grazie.

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Il desiderio di mia moglie è calato

Buongiorno ho 41 anni e mia moglie 45, ho notato che nell'ultimo anno il suo desiderio di fare l'amore è calato.
Sicuramente sono alcuni problemi:
1) da quando il figlio di 19 anni che ci ha sempre dato dei problemi si è trasferito il suo pensiero è spesso a lui.
2) la sua malattia la sindrome di sjogren, che la rende sempre stanca.
3) il figlio più piccolo di 11 anni che vuole sempre qualcuno che si addormenti con lui, la maggior parte delle volte lo metto a letto io, perché cosi quando si addormenta vado a letto da mia moglie, mi avvicino a lei, la accarezzo dolcemente, ma lei non vuole che la disturbi perché dorme.
E io vado in crisi perché sento sempre il bisogno di accarezzarla, toccarla, ed in automatico mi viene voglia di fare l'amore con lei, ma lei spesso non vuole perché è stanca. Come posso fare per cercare di farla sentire più serena e farle tornare la voglia che aveva prima.
Grazie

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Stato di angoscia e ansia per la distanza da lui.

Salve sono una ragazza di 22 anni, da più di 6 anni conosco il mio ragazzo che per i primo 3 anni è stato il mio migliore amico, comunque sempre un punto di riferimento e la persona che mi capiva sempre sapevo che per lui non era amicizia più volte mi aveva ribadito di essere innamorato, così dopo 3 anni di "amicizia" ho deciso di provare a stare insieme. All'inizio ero un po' fredda forse per la paura di attaccarmici troppo, ma dopo un po' me ne sono innamorata anch'io, purtroppo dopo 1 anno e mezzo di relazione per problemi caratteriali, per i troppi litigi e per il fatto che mi sentivo trascurata dalle sue continue uscite con gli amici, a malincuore l'ho lasciato. Ci siamo fatti dispetti per provocare rabbia e gelosia nell'altro, per 3 mesi non ci siamo parlati, dopo abbiamo ricominciato a sentirci e di tanto in tanto a vederci non eravamo sicuri di tornare insieme, anche per la troppa sofferenza che abbiamo provato, finché dopo 1 anno e mezzo di "separazione" abbiamo deciso di mettere da parte tutto e con la consapevolezza di amarci ancora e sicuramente con una maturità diversa anche nell'affrontare i problemi.
Ora sono 2 mesi che siamo tornati insieme, il rapporto va bene, nessuna lite, tutto bello e tranquillo se non fosse che da più di una settimana lui originario come me del sud Italia è andato al nord, a più di 800 km di distanza per lavoro, che purtroppo da noi non c'è e con la speranza che se lo trova e prende casa in 1-2 anni lo raggiungo, perché al momento vive con parenti che erano già sul posto. Io all'inizio sembravo averla presa bene, so che è la scelta giusta per costruire qualcosa insieme, ma più passano i giorni più sto male, a lui non dico nulla e non faccio pesare nulla, ma la mancanza la sento troppo, mi sveglio la mattina angosciata e triste al pensiero che una volta trovato il lavoro non potrò vederlo prima di novembre, altrimenti torna prima ma nonostante io voglio davvero che lui lo trovi e finalmente si senta realizzato anche per il lavoro ci sto male, da inizio anno prossimo credo di andarlo a trovare anche io ogni tanto ma non posso prima di essere sicura che si sia stabilito li e non vorrei fare sempre la "debole" della situazione che non riesce a sopportare un po' di separazione. Sulle spalle mi porto anche il peso di essere figlia unica e l'attaccamento troppo forte dei miei genitori in particolare di mia madre, che mi ha avuta a 40 anni quando non ci sperava più, e ha sviluppato verso di me un rapporto quasi morboso, anche io sono attaccata a lei, ma più volte le ho chiesto un po' di libertà in più, ha paura del mio abbandono cosa che non succederà mai, perché è mia madre, le voglio tanto bene e su di me potrà contare sempre, la prima volta che ho dormito fuori casa è stato un mese fa', quando ho dormito dal mio ragazzo e lei quasi ci piangeva e reagiva molto male per questa cosa, anche se le volte successive l'ha presa già meglio e in modo un po' più tranquillo, essendo una tipa ansiosa e molto apprensiva sono preoccupata anche per lei, di come possa prendere l'eventualita' dei miei viaggi per andarlo a trovare e di un mio trasferimento con il mio ragazzo, io per lei sono un punto di riferimento e anche lei per me, ma a volte sento il bisogno e la libertà di spiccare il volo. Tutte queste situazioni mi fanno stare male molto sommata alla mancanza di non poter vedere il mio ragazzo ancora per vari mesi, che quando era qua' non vedevo al massimo per 2 giorni è dura, più di quanto potessi pensare. Ho bisogno di consigli su come affrontare tutta la situazione, che al momento mi provoca questo malessere, vi ringrazio anticipatamente!

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E` narcisista o no?

Gentilissimi, Vi scrivo per avere conferma o meno di ciò che penso, così da poter contattare uno specialista e potermi poi comportare di conseguenza. Un anno fa ho conosciuto un ragazzo apparentemente sicuro di sé, pieno di voglia di fare, sorridente e brillante, oltre che bello ed acculturato. Un bellissimo e affascinante avvocato. Appena conosciuto si è mostrato ammaliato da me, ricordo sorprese sul posto di lavoro, frasi che in realtà mi hanno accompagnata per tutto l'anno, come `sei stupenda, ragazze come te non ne esistono`, dopo due mesi `io ti amo, stai diventando il mio punto di riferimento e questo non va bene perché io dipendo solo da me stesso. Essendo anche io una bella ragazza ha quindi fin dall'inizio provato una forte attrazione fisica, ma la cosa bella di lui è stata il rispettarmi sempre, anche a livello sessuale, infatti, il primo approccio lo abbiamo avuto dopo 2 mesi e mezzo e sono stata io a volerlo, non lui. N. anche se era obiettivamente attratto, ha sempre rispettato ciò che dicevo e pensavo. Se qualcuna gli scriveva, se gli arrivava un sms, oltre a comunicarmelo lasciava il telefono lì in modo che potessi leggere e vedere, insomma, è sempre stato sincero. Dopo 3 mesi però abbiamo iniziato a discutere e lui ha cominciato con i suoi tira e molla: pensava sempre di avere ragione, faceva di ogni cosa una tragedia, riusciva ad ascoltare il mio punto di vista e a volte anche a darmi ragione, ma solo in casi palesi, quando cercavo di recuperare nelle litigate, se lui era davvero arrabbiato, mi faceva stare ancora peggio, dicendo frasi cattive come `non avrei mai voluto conoscerti` oppure `mi stai rovinando la vita`, per poi passare a `sei l'unica gioia della mia vita`. Nonostante ciò, non ha mai toccato il mio aspetto fisico e nemmeno ha mai provato a denigrarmi come persona, se non una volta dicendomi di essere un lupo travestito da agnello per un motivo futile, generalmente mi ha sempre detto di essere troppo per lui. Ho capito ci fosse qualcosa di strano in lui, allora parlandogliene, è uscito fuori il fatto che lui è consapevole di essere un pochino narcisista e lo si vede dalla ricerca costante di avere conferme altrui, dal non accettare spesso le critiche, dal dirsi sempre `io sono il migliore`, dal sogno di fama e notorietà che ha, dal non rendersi conto del male che provoca alle altre persone. Infatti, ha ammesso di essere un ragazzo profondamente insicuro di sé, insoddisfatto, l'unica costanza che ha nella vita riguarda la sua professione, ma sia in amicizia che in amore spesso è sfuggente, altalenante. Con me si è aperto più volte, ma con gli amici fa difficoltà perché dice di essere `riservato`. Inizialmente lui mi lasciava e lui tornava perché vedeva freddezza da parte mia e distacco, a differenza sua che era molto affettuoso, ultimamente, essendomi innamorata, lui mi lasciava e io dopo un po` tornavo con delle scuse che lui ha sempre accolto. Da ciò che dice e da ciò che dimostra credo sia innamorato davvero anche se è profondamente egocentrico. L'ultima volta, dopo un mese di stacco, appena ritornato mi ha confessato di essere andato a letto con due ragazze, voleva occupare il vuoto e la mancanza, per quello parlo di sincerità, tanto io avrei potuto non saperlo mai, eppure me l'ha detto. Nell'ultimo mese invece è successa una cosa che ci ha allontanati: io sono rimasta incinta, ma ho avuto un aborto spontaneo, lui mi è stato vicino tanto anche se fondamentalmente non sa affrontare né gestire situazioni difficoltose, ha bisogno sempre della spinta di qualcuno che gli dia i giusti suggerimenti. Però c è stato, si è preso le sue responsabilità e non è scappato, peccato che una volta risolto il tutto si è allontanato di nuovo da me, perché a me collega questo evento spiacevole che l'ha fatto star male e siccome da quando gli è successo questo soffre di attacchi di panico, ha deciso di cancellarmi come se questo servisse a cancellare anche l`intero ricordo. La mia domanda è: io sono lucida mentalmente, anche se innamorata, ma ormai è da 10 giorni che abbiamo staccato ogni contatto e non ho nessuna intenzione di cercarlo, però, questa è una forma di narcisismo? O ha dei tratti che però non determinano essenzialmente la patologia? Ultimamente ha detto di aver pensato di andare da uno psicologo per l'episodio che ci è successo che per lui è stato traumatico perché a suo dir lui trova sempre soluzioni in ogni cosa e invece in questo caso è stato obbligato ad aspettare, si sentiva impotente insomma. Quindi se posso spingerlo a iniziare una terapia lo faccio volentieri, non per me ma per lui perché ha solo 26 anni e quindi sono sicura possa fare un bel lavoro prima che possa entrare in un periodo ancora più critico. Grazie.

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Come poter affrontare un tradimento e poter avere fiducia di nuovo

Un saluto a tutti i professionisti di questo sito, sono una donna di 41 anni e convivo da 13 con il mio compagno. I primi 10 anni sono stati molto belli, lui veniva da un matrimonio fallitto, e da un altra relazione andata male, causa i suoi tradimenti, però insieme x tutti questi anni c'e stata una fiducia spensierata!
In tutto questo tempo io desideravo avere un figlio però, x problemi economici si rimandava sempre. Dopo i dieci anni abbiamo deciso (ho dovuto vendere un appartamento, alla sua richiesta, cosi avevamo delle risorse) di avere un bambino, che è arrivato, la prima volta ho avuto un aborto spontaneo, la seconda volta è andata bene.Nel frattempo il mio compagno ha cambiato lavoro e, se prima uscivamo sempre insieme, dopo ha iniziato a uscire con i nuovi colleghi, all'inizio una volta al mese, poi più spesso! Ho cominciato ad avere dei sospetti, però lui diceva che non mi dovevo preoccupare, io ero la donna della sua vita, finchè quando sono andata a trovare i miei genitori x una settimana, lui è rimasto a casa.Quando sono tornata ho scoperto che aveva pianificato tutto nei minimi dettagli, aveva ripulito tutto. Vestiti in lavanderia, telefono con messaggi cancellati, però io rimanevo con il dubbio anche se lui negava tutto, dicendo che non aveva fatto niente. Ho scoperto viagra, dei messagi d'amore sul telefono. L'ho perdonato, ma non riesco ad avere ancora fiducia in lui.
Scopro ancora delle cose con foto compromettenti con le sue colleghe.Va da una delle colleghe a depilarsi il petto, però lui dice che ama solo me e la nostra figlia, non so come parlare con lui, mi dice se ho messo la pietra sopra deve rimanere tale.
Pero l'ho scoperto che guarda i film porno con me in casa, aiutatemi ho qualche speranza di andare avanti?

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crisi...

Buongiorno. Mio marito è entrato in uno stato depressivo pre-pensionamento, per stanchezza mentale e fisica, ma ne sta uscendo abbastanza bene. Nel periodo del suo stato di depressione più acuto, ha cercato per mail, diversi contatti con donne sue colleghe, amiche ecc. simulando anche dei corteggiamenti. Questo fatto ha messo in crisi me: mi ha messo a disagio come donna e moglie, mi sono sentita offesa e poco rispettata dal momento che dopo 29 anni di matrimonio, ho la sensazione di non poter contare su di lui. Ho avuto una crisi isterica qualche giorno fa con contrazioni muscolari su tutto il viso. Non riesco più ad avvicinarmi a lui, anche se dice di amarmi. Sono parecchio stanca (mi occupo praticamente di tutto all'interno della famiglia). Non sono nè bella nè particolarmente attraente, ma piacente e mi curo anche se non in maniera da apparire. Ho voglia di stare da sola, ma non abbandonerò mai i miei adorati figli, anche se sono abbastanza grandi ma ancora studenti, e la casa appena comperata. Desidererei una parola di conforto o incoraggiamento, o forse un consiglio. Le cose non sono mai tanto semplici e tanto meno nei rapporti tra coniugi, per cui non so nemmeno se sono stata abbastanza chiara affinchè voi possiate dirmi una parola....ma comunque vi ringrazio se vorrete rispondermi. Cordiali saluti Rita

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Non riesco a chiedere la separazione dalla moglie in un modo definitivo, come posso fare?

Gentili Psicologi vi scrivo perché sono in una profonda crisi con me stesso. Ho 44 anni e sono sposato da 10 abbiamo una bambina di quasi 10 anni, il rapporto tra me e mia moglie non è mai stato idilliaco al contrario sempre abbastanza conflittuale nel senso che non siamo mai stati perfettamente in simbiosi ma tra una cosa e l'altra sono 17 anni che ci conosciamo.
Due anni fa è iniziata la mia crisi, non siamo mai stati affiatatissimi a letto, ma per lei il sesso è praticamente superfluo, non ci sfioriamo da più di un anno, inoltre ad aggravare il tutto ho cominciato a prendere coscienza che ero succube di lei, mi spiego, mi sono reso conto che per fare qualsiasi cosa (anche per acquistare un banale orologio per il running) mi nascondevo da lei per evitare discussioni, non ero libero di fare nulla senza essere "rimproverato". Un anno fa mi sono iscritto ad una chat di incontri e ho conosciuto molte donne (cosa di cui mi pento), che come me erano solo in cerca di distrazioni, ma a marzo ho conosciuto una donna di cui mi sono perdutamente innamorato, non penso di aver mai provato un amore così grande e profondo, che peraltro è pienamente ricambiato, oggi voglio di più, voglio vivere con lei. Ho chiesto diverse volte la separazione a mia moglie, senza dirgli dell'altra donna, ma in modo poco incisivo, non riesco ad affondare il coltello e tenere una posizione ferma, nel senso che quando lei comincia a piangere e dirmi che mi ama, cosa che non faceva da anni, e che sto rovinando la vita a lei e a nostra figlia finiamo sempre per darci un po' di tempo per vedere se va meglio, ma io in cuor mio so che amo un' altra donna e vorrei scappare via. Ad aggravare il tutto non riesco a vedere mia figlia, che amo più della mia vita, soffrire e urlarmi contro dicendo che non le voglio bene e non voglio bene alla mamma. Come posso fare a rendere il tutto meno doloroso possibile e portare a fondo la separazione? Come mi devo comportare con mia figlia?

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