Coppia e sesso

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Problemi sessuali
Dott. Marco Rossi

Sesso Anale

Per vivere il sesso anale in modo appagante è necessario, prima di tutto, desiderarlo. Per avere questo tipo di rapporto sessuale bisogna essere tranquilli e rilassati, altrimenti le cose ...

28 Maggio 2021

Problemi sessuali
Dott. Marco Rossi

Sesso anale

Per vivere il sesso anale in modo appagante è necessario, prima di tutto, desiderarlo. Per avere questo tipo di rapporto sessuale bisogna essere tranquilli e rilassati, altrimenti le cose ...

14 Maggio 2021

Domande e risposte

Quanto incide aver avuto rapporti sessuali solo con una persona nella vita?

Buongiorno, ho 25 anni e sono fidanzata con il mio ragazzo da 7, l'unico con cui abbia avuto rapporti sessuali. Quest'estate ho provato un'attrazione sessuale verso un altro ragazzo. È successo, più di una volta, che ci siamo baciati, anche in "modo spinto" ma non siamo andati oltre. Io so che tutto questo è sbagliato, soprattutto nei confronti del mio ragazzo (che sa tutto), però mi rimane in mente questa voglia di voler provare un'esperienza solo ed esclusivamente sessuale con un'altra persona. Pure perché io non sono attratta da questa persona, se non sessualmente, e so che non vorrei mai finire la relazione con il mio ragazzo, con lui sto bene, non c'è nessun tipo di problema, e non vorrei nessun altro al mio fianco se non lui. Tutto questo può essere causato dal fatto che non ho mai avuto altri rapporti sessuali prima di lui?

2 risposte
Senso di colpa ingiustificato nei confronti del partner... come se ne esce?

Buongiorno, cercherò di riassumere la mia storia nel miglior modo possibile, sono una ragazza di 29 anni. La premessa è sicuramente che il mio ultimo anno non è stato troppo semplice. Tutto iniziò a fine 2019, all'epoca io e il mio compagno vivevamo in un bellissimo attico da noi acquistato due anni prima con il mio inseparabile labrador, a cui preciso essere estremamente legata sin da piccola, a volte anche in modo che ammetto essere ossessivo; da quando aveva solo 50 giorni siamo sempre stati insieme e psicologicamente mi ha salvato la vita così tante volte che nemmeno le riuscirei a contare; invecchiando, era sempre più difficile fargli fare le scale e arrivò il momento in cui il suo sforzo era così elevato da farmi pensare all'unica soluzione possibile: una casa a pian terreno.Da qui iniziarono enormi discussioni tra me e il mio compagno, lui non voleva vendere quella casa e io pensavo a far star bene il mio cane, era ed è una mia responsabilità e per nessuna ragione mi sarei sottratta a questa; la nostra relazione, dopo 5 anni, cominciò ad andare a rotoli: dopo qualche mese non avevamo più rapporti di nessun tipo, né baci né abbracci, parlavamo poco, ad oggi nemmeno so come ci siamo arrivati e forse fu il destino a decidere per noi. Nel luglio del 2020 il mio cane si è ammalato, 12 anni, un tumore inoperabile al cuore; date le sue ottime condizioni, nonostante tutto, non era nei miei piani pensare di sopprimerlo, ma al contrario eseguire le cure necessarie per farlo stare bene; considerando che ha subito due importanti operazioni e un ciclo di terapia, siamo costretti a cercare immediatamente una casa a piano terra e così io e il mio compagno cogliamo l'occasione per prenderci una pausa, lui resta nella nostra casa che avevamo acquistato 3 anni prima e io mi trasferisco in un altro appartamento, decisione inevitabile che ormai rimandavamo da mesi; al cane vengono dati circa tre mesi di vita. Sinceramente, faccio fatica a descrivere le mie emozioni in quel periodo, il cane e le sue cure assorbivano tutte le mie energie e i miei pensieri, la sensazione che provavo era quella di avere la testa così piena che se avessi pensato a qualcos'altro sarebbe esplosa e allo stesso tempo di avere il cuore così vuoto da non capire se mi stesse tenendo in vita davvero, erano sensazioni struggenti; i mesi passavano e il cane si riprendeva ed ero davvero felice di questo. Arrivò novembre, a mia sorella viene diagnosticato un melanoma, settimane di stress e tristezza che si uniscono alla precedente situazione; per fortuna, scopriamo poi essere al primo stadio e senza metastasi e decido anch'io di effettuare un controllo; fu così che mi trovai, a dicembre, con la stessa identica diagnosi, un po' più grave, con tutto ciò che psicologicamente ne deriva. Il mio pensiero di tornare indietro nella relazione venne sopraffatto dagli accadimenti successivi, nonostante tutto io amavo molto il mio compagno e per lui desideravo la vita migliore del mondo e questa sicuramente non era accanto a una malata di cancro che magari non avrebbe nemmeno potuto avere un futuro e una famiglia; così presi la decisione definitiva di lasciarlo andare e di affrontare tutto da sola, scelta che tutt'ora rifarei, credo fermamente sia meno doloroso nella peggiore delle ipotesi, dover lasciare meno cose possibili. Dopo qualche mese conobbi un ragazzo interessante e decisi di uscirci, senza nessun impegno, ma con lui riuscivo a distrarmi quel che bastava da farmi riposare la testa: non avevo paura di farlo soffrire, tra noi non c’era nessun legame, ma riuscivo a sentirmi leggera, anche se per poco; dopo circa un mese stavo peggio di prima, il mio ex mi mancava così tanto che nonostante la nostra relazione fosse finita da ormai più di un anno ancora non riuscivo a rassegnarmi e ad essere felice, ne a mangiare (persi infatti quasi 12 chili) il mio cucciolone stava (e sta) inaspettatamente bene, ma io peggioravo. Tutto questo racconto porta al mio dubbio di oggi. Dopo mesi di esami clinici, si chiuse il capitolo melanoma con una prognosi estremamente favorevole, tutto è andato per il verso migliore ed è solo lì che cominciai a rivedere la mia vita serenamente e a capire che avrei potuto vivere come qualsiasi altra persona, solo con qualche accortezza in più; da un mesetto a questa parte io e il mio ex abbiamo deciso di riprovarci; tutto va alla grande, passiamo stupendi momenti insieme, proprio come quando tutto andava bene, come se fossimo tornati indietro di due anni; ma io mi sento così sporca per essere uscita con un'altra persona che a tratti mi faccio schifo; so di non aver fatto niente di sbagliato, so che non ho tradito nessuno e se giro la situazione al contrario, se fosse uscito lui con un'altra, a me non avrebbe creato nessun problema; infondo ci eravamo lasciati da tanto, è normale provare a rifarsi una vita; ma impazzisco perché non riesco a fare lo stesso ragionamento su me stessa e non ne capisco la motivazione. Mi sento così sporca che continuo a fare test per le malattie a trasmissione sessuale, quando i rapporti che ho avuto sono stati pochi e completamente protetti, oltretutto la persona con cui uscivo ha effettuato tutti i test proprio mentre uscivamo, tutti negativi, e io continuo a ripeterli in modo ossessivo, come se volessi togliermi quello sporco ma senza riuscirci davvero. Vorrei provare a superare tutto questo da sola ma questa volta mi sembra difficilissimo e credo che sia il caso, giunti a questo punto, di richiedere un sostegno psicologico. Grazie dell'attenzione. Sara

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Confessare o convivere col senso di colpa (o il rischio di essere scoperti)

Buongiorno, sto vivendo un periodo di forte ansia e timore per la mia vita di coppia. Con la mia compagna ho un ottimo rapporto, che è maturato negli anni. All'inizio avevo paura di essere sincero e nascondevo le cose, poi con il tempo ho imparato ad aprirmi e parlare. Ci sono però due episodi di poco conto, uno precedente la nostra relazione, ed uno agli inizi, di cui sono testimoni alcuni amici di vecchia data, che non le ho mai rilevato: so che per la sua sensibilità sarebbero piuttosto dolorosi e difficili da accettare e mi ha già perdonato diverse omissioni o confessioni tardive. Uno riguarda un addio al celibato di 8 anni fa, prima che ci conoscessimo: con la compagnia di allora, siamo finiti in un locale di spogliarelliste, unica volta in vita mia che ci sono stato. Complice l'alcool, mi sono un po' lasciato andare e sono finito nel privé con una delle ragazze. Non è successo nulla di che ovviamente, ma non ne vado fiero e so che la mia compagna disapproverebbe e ci starebbe male. Il secondo episodio riguarda una cosa successa durante un viaggio con due amici: io e lei eravamo insieme da poco e segretamente. Durante questo viaggio all'estero, un giorno mi sono separato dai miei amici (che non sapevano della mia ragazza) per passare un pomeriggio con una ragazza del posto che mi seguiva su Instagram: abbiamo fatto un giro, una chiacchierata e non è successo nulla, né era mia intenzione, ma non ne ho parlato allora e non credo avrebbe senso farlo adesso. Inoltre, non mi va di essere giudicato per quelle due cose, perché non mi rappresentano, le ho fatte con leggerezza e non le rifarei mai. A questo punto, credo che essendo passati quasi dieci anni, sia meglio non toccare le questioni. La mia paura è però quella che, senza volerlo, i miei amici toccassero l'argomento nelle rare occasioni in cui ci si vede (ora abbiamo tutti famiglia). È una possibilità remota, perché si tratta di quegli episodi che la solidarietà maschile porta a non svelare, ma un po' di paura c'è. La domanda è: meglio tacere o è preferibile trovare l'occasione o il modo per chiarire ai miei amici che certe cose vanno tenute riservate? Questo placherebbe la mia ansia, ma mi creerebbe imbarazzo, considerando che ora siamo adulti. L'alternativa è tacere e vivere con questa spada di Damocle sulla testa, sperando che l'argomento non salti fuori e cercando di non farlo diventare un ossessione come ho la tendenza a fare. Potete darmi un suggerimento? Non riesco a vedere la questione in modo oggettivo.

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Consigli

Salve a tutti mi chiamo Riccardo, ormai da quasi un anno ero fidanzato con un ragazzo che soffre di disturbo bipolare. 4 giorni fa ha deciso di mollarmi dicendo che non era più sicuro di ciò che provava per me, dicendo che il sentimento era debole e non si sentiva più così legato a me. Ciò che mi ha fatto però pensare che queste parole non fossero altro che frutto del suo disturbo è il fatto che fino al giorno prima voleva stare insistentemente con me, mi diceva tante cose belle e stavamo vivendo davvero bene la nostra relazione. Inoltre un evento del genere era già successo a 4 mesi di relazione, aveva smesso per alcuni giorni di prendere i farmaci perché riteneva di non averne bisogno e durante quel periodo una domenica eravamo a casa sua insieme e sembrava davvero tanto innamorato ed il giorno dopo invece è uscito con un altro ragazzo, il giorno stesso me lo ha detto perché si sentiva in colpa e io però ho reagito ponendo fine alla relazione, credendo che nel giro di massimo due giorni mi avrebbe cercato per chiedermi di tornare , peccato che lui non lo abbia fatto ma anzi sono stato io a doverlo cercare perché lui sapeva bene di aver sbagliato e si vergognava e quando poi siamo tornati insieme la sua spiegazione è stata che aveva bisogno di stimoli nuovi. Comunque torniamo insieme, riprende la terapia e la segue in modo accurato e diligentemente ,passano 7 mesi in cui la relazione stava andando a gonfie vele e riiniziano le fasi tipiche del bipolarismo, mi riferisce che la terapia non sta più funzionando e che forse avrebbero dovuto ricoverare di nuovo, finisce il 7imo mese e all’8 mese dalla prima rottura mi molla il giorno prima di essere ricoverato. Ora io non riesco a darmi pace, sono depresso e tormentato, supero le giornate grazie alla speranza che sia solo un momento e che non appena tutto si sistema lui tornerà da me. Ripeto lui dimostrava davvero di amarmi tanto e io a lui, e queste rotture si sono sempre verificate in corrispondenza di farmaci non presi o di una terapia che non stava più avendo effetto. Dunque la mia domanda è: È possibile che lui credi di non amarmi più perché è entrato in qualche fase del bipolarismo che lo porta a credere alcune cose che invece non pensa davvero e non appena passa la fase lui riprovi quei sentimenti che provava prima?

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Insicurezza

Buonasera, sono una donna di 37 anni, separata, due bambini di 6 e 8 anni, di bell'aspetto e indipendente. Ho una relazione da qualche anno con una persona, il rapporto era partito in modo "superficiale" poi con il tempo è diventato più serio e stabile. Il problema è che io non sono sicura dei suoi sentimenti, ho sempre il dubbio che lui non mi voglia ed essendo lui molto espansivo penso sempre che sia attratto da tutte... Mi sembra molto infantile il mio atteggiamento ma è così e questa cosa mi deprime, mi da una profonda insicurezza e sta minando il nostro equilibrio. Come posso risolvere questo problema?

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Come allontanarmi da un uomo di cui sono innamorata

Premetto, so di essere in torto e vivo un conflitto interiore con me stessa per i valori cattolici con cui sono stata cresciuta e il forte senso della famiglia che mi ha sempre accompagnata. Sono tre anni che conosco un uomo sposato e a gennaio di quest'anno mi ha dichiarato di essersi innamorato di me. Ciò che non immaginava e che anch'io, sposata e madre di due bimbi di 4 e 1 anno, dalla prima volta che l'ho visto non mi è stato indifferente. Da gennaio abbiamo incominciato a vederci più spesso e sentirci quotidianamente, il legame è cresciuto tant'è che ci sono stati dei baci molto intensi e la lontananza da soffrire entrambi. Io tengo a mio marito, sono sposata da sei anni con vari alti e bassi, e non voglio fare del male a nessuno. Quest'uomo mi ha fatta letteralmente rinascere fisicamente e mi ha fatto scoprire una parte di me, molto femminile, che era probabilmente sopita a causa di una malattia che ha trasformato negli anni la mia forma fisica. Diverse volte ho cercato di allontanarlo, ma poi preoccupata, lo cerco per sapere come sta e cedo al vederlo. Così si ricomincia da capo. Mi sento di tradire me stessa, i miei valori e la mia famiglia ma sono totalmente bloccata in lui. Come ne esco? Grazie

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Scatti d'ira partner

Buongiorno, spero possiate consigliarmi perché non so cosa fare. Ho 40 anni e lui 39, conviviamo da 6 e qualche mese fa abbiamo deciso di sposarci. Il problema è che in questi anni, seppur sporadicamente, si sono verificati suoi episodi di scatti d'ira che mi hanno messa molto a disagio. È una persona dolce e molto sensibile e quindi ogni emozione la vive amplificata, si deprime subito se qualcosa va storto o al contrario se lo fanno arrabbiare al lavoro gli parte la testa e giù bestemmie ed urla a casa chiuso in bagno per sfogarsi. Negli ultimi 2 anni, a seguito di problemi alla schiena che gli hanno impedito di proseguire la sua passione di arrampicata alpinistica, gli attacchi sono peggiorati e, nonostante sedute di terapia, non riesce ad accettare di non stare bene fisicamente, è frustrato e non si controlla sempre come dovrebbe. Un paio di volte in preda alla fortissima rabbia si è buttato in ginocchio e digrignando i denti ha piegato e spaccato un cellulare mentre bestemmiava, un'altra volta ha dato un pugno alla macchina perché la schiena gli faceva male e si stava arrabbiando, poi si è dato dell'idiota e da solo si è dato tre schiaffi forti per la rabbia. Durante le sporadiche discussioni che abbiamo avuto (io non amo litigare in generale quindi cerco sempre con calma di risolvere) ha iniziato ad avere atteggiamenti mai avuti: una volta un mese fa mi ha detto di andare a... (mai usate parolacce tra noi), mentre le ultime due volte è scattato per un nonnulla arrivando a minacciarmi di prendere la macchina, andarsene e lasciarmi lì nel luogo di vacanza dove eravamo mentre l'altro ieri "mi prendi per il..., se continui ora torno indietro e annullo pure la vacanza che ho prenotato, molto meglio andare a lavorare". È molto istintivo e so che, se non avessi smorzato come al solito, probabilmente avrebbe dato seguito alle sue parole. Si è reso conto di aver esagerato e mi ha chiesto scusa ma poi l'ha rifatto ed io non voglio avere il timore di litigare per paura di queste reazioni o minacce, vorrei sapere se secondo voi sarebbe saggio mostrargli che non posso sempre mettere una pezza e vedere che succede. Gli avevo detto che non avrei tollerato altre mancanze di rispetto e che per il nostro bene di coppia era importante continuare la terapia che aveva smesso e dominare questo suo lato ma non sono molto ottimista e non so che fare...se questo suo lato peggiora e non si domina non sono certa sia saggio sposarsi... Per favore potete aiutarmi? Vi ringrazio molto

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Ho bisogno di capire cosa fare per stare meglio

Buona sera, mi chiamo Giulia, ho 29 anni sono madre di una bimba di nove e convivo da dieci anni con un uomo che ha 18 Anni più di me. Comincio dicendo che è una relazione assolutamente travagliata tra tradimenti e mancanza di fiducia in generale. Il mio compagno mi ha detto sempre un sacco di bugie, soprattutto per quanto riguarda la sfera sessuale, soffre di disfunzione erettile, e prendeva le pastiglie di Viagra di nascosto e in alcuni periodi mi evitava totalmente. Io ero molto insicura prima di scoprire questa sua problematica, ma anche ora che lo so le cose non migliorano. Io vorrei altri figli ma fare l amore con lui e frustrante e assolutamente non piacevole. All inizio credevo non fosse importante bastava amarsi, poi ho scoperto che in più occasioni contattava altre donne per chat e video erotici. E assolutamente dipendente dall' autoerotismo ma non lo ammette e non ne parliamo perché si chiude a riccio. Non riesce a mantenere la erezione durante tutto un rapporto neanche con queste pastiglie del cavolo. Ammetto che in dieci anni saltuariamente ho incontrato qualche altro uomo, più giovane e prestante anche sulle dimensioni in cui purtroppo il mio compagno manca. Ma non lo lascio perché gli voglio bene, e forse per la bambina, o per abitudine o per non stare sola, non lo so neanche io... Ma anche con altri uomini non riesco a raggiungere il piacere e mi trovo un paio di volte al mese a, prendermi cura della mia sessualità in solitudine. Ma l' unico pensiero che mi fa raggiungere un livello di eccitazione sessuale è quello di vedere una donna, il corpo maschile mi piace, a livello di pettorali o di muscoli, ma il pene ormai mi dà ribrezzo. Mentre l armonia di un corpo femminile in atteggiamenti diciamo sessualmente espliciti mi scalda in un attimo. A volte vedo ragazze per strada e mi trovo a pensare chissà come sarebbe accarezzarla o baciarla. E ho paura, perché ho avuto molti uomini, così tanti da non contarli. Ma di nessuno ho ricordi piacevoli. Forse perché da ragazzina sono stata vittima di violenza o perché mio padre è un imbecille assente o perché mia madre mi ha abbandonata da piccola... Non so ma a volte penso a come sarei felice di avere una vita con un altra donna che si occupi di me emotivamente e mi aiuti nella vita. Ma non capisco se sono alla ricerca di una sorta di madre o di una relazione sentimentale. Vorrei essere una buona moglie e una buona madre ma spesso non ho voglia neanche di alzarmi dal letto. Dedico o mia figlia tutta la giornata, e poi la notte non riesco a dormire perché sono tormentata dalla mia infelicità e insoddisfazione. Ho paura di prendere posizione e di perdere tutto... Aiutatemi per favore

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