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Violenza psicologica a 16 anni: come posso uscirne??

Buonasera a tutti, scrivo su questo sito perché credo sia la mia unica e sola speranza. Avevo 13 anni quando tutto è iniziato. Non mi trovavo molto bene con i miei amici in quell’estate del 2018, nonostante fossi una ragazza in gamba (nonostante “piccola); ahimè, ero leggermente in carne ma un bellissimo fisico; purtroppo mi vestivo un pochetto esagerata considerata l’età, soprattutto a livello di shorts. Ottobre 2018, muore mio nonno. Da premettere che sono sempre stata legata alla mia famiglia. Distrutta, depressa, stressata. Mio cognato, di 26 anni, mi trattava sempre benissimo e amava seriamente mia sorella, fino a quando non si è avvicinato molto a me, approfittandone di quel periodo di debolezza. Non so per quale motivo ma io stavo al suo gioco, senza capirne niente poiché mia sorella lavorava e non c’era mai, lui veniva sempre a casa mia e c’era anche l’altra sorella mia. Da parte sua stava nascendo qualcosa di serio, e un pomeriggio scrisse su Google “bacio alla francese” per farmi capire quello che voleva. Io mi vergognavo poiché si trattava della mia famiglia, ma non so per qualche orrendo motivo, ci baciammo facendo qualcosina di più, ma mai rapporti completi. Da parte mia non c’era passione o cose strane a livello di amore, ero solo una ragazzina ingenua di 13 anni!! Da amica di tutti, mi sono ritrovata sola, ad andare e venire da scuola (primo superiore) stando sempre e solo in chiamata con lui. Ho preso oltre 20kg in quel mese di ottobre per lo stress. Mi obbligava a: vestirmi larga per non mostrare le curve nonostante le avessi, non truccarmi se non solo il mascara (usavo anche la matita poiché mi faceva sentire meglio.. d’altronde a quell’età...), non uscire e tutto il resto. Poi c’è stata la pandemia e con la DAD mi obbligava a chiudere sempre le finestre e farmi stare al buio. Passava qualche volta per controllarmi senza che mia madre lo vedesse dato che lavorava. Ah, cosa importantissima, non potevo vedere maschi. Ne in foto, ne sul giornale, ne niente. Senza social, neanche whatsapp. Non potevo indossare scarpe bianche perchè erano molto vistose invece lui poteva. Non potevo farmi “bella” per le festività, N I E N T E. Scorrono così i miei 14-15 anni successivi; ma con dei peggioramenti. Ogni sera cartoni animati, alle volte veniva di nascosto a darmi qualche pugno ma leggero, oppure solo a fare il gesto per farmi spaventare. Una volta mi fece uscire sangue dal naso. Non so come sia la situazione dal punto di vista psicologico, ma comunque sia lui mi amava, forse solo all’inizio, anzi sicuramente, ma avrebbe UCCISO per me realmente. Mia sorella e lui vivevano da 5 anni insieme. Lei è molto dolce e una ragazza d’oro, l’altra sorella mia invece è molto testarda e dura, quando chiude con una persona non ci sono santi, chiude. Inoltre, dovevo scrivere OGNI SERA (guai sennò!!!!) tutti i maschi visti anche di spalle sui telefoni di mia madre e delle sorelle mie. mi chiamava prostituta, putt*na, e di tutti i colori perché alle volte pensavo ai miei ex amici o perché SE MI VENIVA IN MENTE UN CANTANTE, ATTORE O AMICO DOVEVO SEGNARMELO!!!!!!! Se sentivo “Dario” dovevo dirgli tutti i Dario che conoscevo!!!!!!!! UN INCUBO!!!!!!! Per non parlare dei sogni, glieli dovevo dire dettagliatamente tutti e guai se me li dimenticavo. Vi prego, aiutatemi. A settembre ho trovato il coraggio di lasciarlo!!! IO!! HO TROVATO QUESTO GRANDE CORAGGIO!!! e mi ritrovo sola a 16 anni senza amicizie, senza social, senza... senza niente. Cosa posso fare? Se non sono stata chiara in qualcosa o volete altri dettagli ditemelo subito e vi spiegherò meglio... Non posso andare dallo psicologo perché c’è di mezzo mia madre e la mia famiglia, non può uscire fuori tutto questo. Ora peso 100 kg e non ho la testa per scendere di peso. A I U T O ! ! ! Sono mille le cose che potrei aggiungere, anzi, 1000 sono pochissime!!!!! PER NON PARLARE DEL FATTO CHE DOVEVO FARE SEMPRE VIDEO PER DIMOSTRARGLI CHE NON GUARDAVO!!! FUORI CASA QUAAANDO MI PERMETTEVA DI ANDARE A CASA SUA DA MIA SORELLA E ANCHE DAL BAGNO ALLA CUCINA DI CASA MIA!!!!!!!! Quando restavo sola per ore consecutive, lui mi faceva fare video lunghissimi anche solo per guardare la tv. Ho anche tentato il suicidio. Aiutatemi. Rivoglio mia sorella, la mia famiglia. Come faccio??

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È violenza psicologica?

Buonasera a tutti! In questo periodo sono molto confusa e non riesco più a capire se il mio compagno con cui sto da quasi due anni (di 28 anni come me) mi stia facendo della violenza psicologica oppure ha solo un brutto caratteraccio. Parto dal presupposto che non vuole vedere la mia famiglia che sono persone di città come me..che secondo lui essendo di campagna vivono uno stile di vita diverso dal suo e quindi detta da lui "non hanno i suoi valori"..lui vive in campagna.. Io lavoro in città e vorrebbe che io lasciassi tutto per andare a vivere da lui in campagna, che mi comprassi una macchina per essere indipendente, che mi trovassi degli amici li e che cominci ad andare in palestra come fa lui dopo il lavoro..il fine settimana possiamo uscire un giorno solo perché il secondo giorno di festa vuole riposare e quindi non mi devo lamentare altrimenti se non riposa diventa nervoso e vive male.. vorrei precisare che la mia famiglia non gli ha mai fatto nulla di male anzi non ha mai capito perché tutto questo astio nei loro confronti..e sinceramente nemmeno io.. l altra sera mi ha detto esplicitamente che se non mollo tutto per stare con lui mi lascia..io mi sono arrabbiata e lui mi ha lasciato dicendomi che troverà una persona più disponibile a condurre il suo stesso stile di vita fuori dalla città. Ho la netta sensazione che lui voglia allontanarmi senza un motivo preciso dalle cose che amo e che vivo quotidianamente dicendomi che devo farmi una famiglia e che se non mi stacco sono fottuta. Ringrazio infinitamente tutti quelli che potranno aiutarmi a capire!!!

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Vorrei trovare la forza di scrollarmi di dosso una pesante verità

La mia verità è che sono stata stuprata da mio cugino quando avevo 7 anni. Lui ne aveva circa 30. La prima volta che mi toccò mi disse che stavamo giocando al gioco della "prigione". Lui era steso sul letto ed io dovevo correre intorno al letto cercando di sfuggire alle sue mani e quando mi prendeva venivo messa a cavalcioni su di lui e cominciava a galoppare per portarmi in carcere. Da lì si susseguirono i giochi, sempre più diretti, sempre più profondi ed io ero sua complice. Non lo volevo dire ai miei genitori, mio cugino mi piaceva, era l'unico che passava del tempo con me perché i miei lavoravano. Mi piaceva avere un amico. Quando capii quello che era successo ormai erano passati anni e lui se n'era già andato da casa nostra da un pezzo. Non ho mai voluto dire nulla a nessuno per paura di essere punita, odiata e schifata. Vengo da una famiglia islamica che ha particolare riguardo alla verginità e mia madre mi ha spiegato un po' tardi che nessuno mi doveva toccare lì in basso. Sono andata all'università e ho conosciuto un ragazzo a cui ho raccontato tutto e mi ha accettato, mi ha amato. Mi ama ancora. Adesso ho 25 anni e vorrei andare a vivere con lui, ma prima di farlo vorrei spiegare a mia madre perché non sarebbe un "peccato" andare a vivere con un uomo fuori dal matrimonio. Vorrei raccontarle cos'è successo. Ma ho paura. Una fottutissima paura di non vederla più sorridere, di non ascoltare più la sua voce. Perché succederebbe esattamente questo. Mi odierebbe e non mi parlerebbe più. Non so perché stia scrivendo proprio a voi di tutto ciò, so già che dovrei attraversare il corridoio e parlare con mia madre perché sento che è arrivato il momento, però mi manca la forza. Forse sbaglio nel ricercarla altrove anziché dentro di me... Mi sento molto combattuta perchè da un lato vorrei abbracciare ciò che il mio ragazzo rappresenta: l'amore, la leggerezza dei miei anni, la voglia di scoprirci e sognare. Dall'altra sono molto legata a mia madre che negli anni si è sempre appoggiata a me e non riesce a concepire che mi allontani da casa ancora (dopo il periodo universitario). A volte mi chiedo se stia mandando avanti una dipendenza emotiva a tratti tossica, ma non so rispondermi nemmeno io. Sono sempre stata la roccia di mia madre, le ho sempre asciugato le lacrime, l'ho sempre difesa quando mio padre tornava a casa ubriaco e la incolpava per motivi assurdi. Credo di essere stata per lei quello che mio padre non è riuscito ad essere, una persona con cui trasportare i bagagli della vita. Non vorrei farla soffrire, ha già pianto abbastanza nella vita. Ma che cosa posso fare? Fortunatamente ho un lavoro in smart working che mi permette di aiutarla economicamente, continuerei a farlo anche andandomene di casa, ma ho paura che non mi rivolga più la parola per aver fatto l'unica cosa che mi vieta da quando ho memoria: innamorarmi di un italiano. Non voglio andarmene di casa senza averle detto la verità, non so nemmeno io perchè mi pongo queste regole: o raggiungo il mio ragazzo e prima le dico tutta la verità, oppure rimango a casa con lei e sto zitta per sempre. Non riesco neanche più a pensare lucidamente a causa delle forte emozioni contrastanti che sto vivendo. E credo che sia proprio per questo che chiedo supporto a chiunque avrà la pazienza di leggere. Grazie in anticipo.

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Come identificare violenza psicologica e cosa fare

Salve, ho 36 anni e ho un fidanzato con cui abito assieme e credo che soffro di violenza psicologica.
Lui cerca di fare a casa tutte le cose che non mi piacciono, se rispondo non mi parla e mi ignora. Possono passare ore e lui non mi dirige la parole, non mi guarda, mi critica sempre, mi minaccia di andarsene, non chiede mai scusa, non ringrazia per le cose che faccio, e sempre prova farmi capire che tutto e colpa mia. Tante volte ho provato a lasciarlo ma non capisco perche non trovo la forza di farlo, Penso perché lui fino ad oggi non e stato aggressivo con me. No abbiamo rapporti, e se lo abbiamo e perche lui mi prova a forzare e se non accetto si arrabbia.Praticamente gli ho detto che mi sento sola dentro nel rapporto, però lui non risponde e prova ad evadere i miei fabbisogni.
Cosa devo fare? Devo cercare aiuto psicologico?

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Fidanzato violento

Salve, ho 46 anni separata con due figli, ho sofferto di depressione e ancora attualmente prendo le medicine datemi dal neurologo. Da due anni sto frequentando un uomo di 43 anni più giovane di me, io vivo con mia madre ed i miei figli, lui a casa dei suoi genitori. Da due anni che stiamo insieme ha lavorato come pasticciere solo 5 mesi, con la scusa del lockdown è da un anno che non lavora, ed io sopperisco comprandogli le sigarette metto la benzina, pago anche il caffè. Questa situazione per me è diventata molto pesante dato che io ho uno stipendio 2 figli un cane e arrivo a fine mese senza un soldo. Ho provato a dirgli che deve trovare un lavoro ma appena s intavola questo discorso diventa una belva. Non ho un auto ma utilizzo la sua che mi accompagna perché gelosissimo e si è fatto pagare l'assicurazione dell'auto. Fatto sta che l'assicurazione non l'ha ancora fatta ha inventato tante scuse che sta cercando una compagnia migliore, e ieri abbiamo avuto l'ennesima discussione. Perché gli ho rinfacciato che lui ogni mese mi costa 500 euro come minimo, si è infuriato mi ha chiamato in tutti i modi, e m ha detto che sono pazza attaccata ai soldi, mi ha tirato i capelli poi che sono una poco di buono, sentendo le sue offese mi sono ribellata e gli ho dato un morso sul braccio, lui con la mano sx m ha dato uno schiaffo fortissimo al volto ed ora ho tutto l'occhio viola con un dolore fortissimo. Gli ho detto che era finita tra noi per sempre ma lui m ha minacciato. Stamane m ha mandato un messaggio scritto che se il problema sono i soldi lui è disposto a vedermi anche una volta a settimana, io nn gli ho risposto. Chiedo un consiglio cosa devo fare, mi sento spaventata confusa. Grazie per la risposta.

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Come aiutare vittima di stupro?

Salve, avevo scritto tempo fa sulla mia ragazza che a causa di uno stupro subito in adolescenza ha a volte"attacchi" di tristezza e sta male. Ultimamente mi dice spesso che non si sente all'altezza, che è come se fosse malata o limitata perché non sempre ha la predisposizione e il controllo per fare l'amore, nonostante io ribadisca che non è assolutamente un problema e non mi pesa. Si sente in colpa per questo, cerco di convincerla che non deve sentirsi un colpa ma qualsiasi cosa le possa dire non ha effetto e non cambia ciò che pensa e le vengono degli attacchi di ansia. C'è qualcosa che io possa dirle o che mi aiuti a convincerla che non deve sentirsi così perché non ce n'è motivo?

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Come aiutare vittima di stupro?

Salve, la mia ragazza ha subito uno stupro all' età di 16 anni ora ne ha 30. Spesso capita che il suo umore abbia uno sbalzo o abbia un periodo più o meno intenso e la affligga un senso di tristezza profondo, (fino a scusarsi di stare male) piange, si sente a disagio se la osservo, in quei momenti si avvicina ma si allontana al contempo; le chiedo se vuole parlare, sfogarsi ecc. Ma penso non si fidi o comunque non vuole "aggrapparsi" a me in queste situazioni per paura che se finisse e fosse sola, dovrebbe gestirla da sola. Tutto ciò lo comprendo e non mi crea ansie, anzi sono tranquilla non mi vengono ansie o paranoie. Però spesso in questa situazione mi sento in difficoltà, quasi inutile direi, perché non so mai cosa dirle anche se non si sfoga e mi parla; mi "limito" ad abbracciarla e stringerla come lei chiede e vuole; ma non dir nulla mi sembra stupido e mi crea paura di non essere all'altezza e aiutarla, di dire la cosa sbagliata che possa fare peggio o che comunque sia patetica e la offendesse. C'è qualcosa che possa dire o fare per poterle stare vicino in quei momenti? Come posso riuscire a gestire in qualche modo la situazione?

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La mia vicina di casa viene picchiata dal fidanzato

Il titolo è abbastanza esaustivo. Mi sono trasferita in questa nuova casa da pochi mesi (il 1 Giugno) e sto in un monolocale molto piccolo. Dovete sapere che al di fuori della mio monolocale c'è un corridoio in comune e altri due monolocali come il mio, in cui ci abitano altre persone. Al di fuori di questo corridoio c'è il portone che porta ai corridoi del palazzo, ascensore etc... per cui stiamo tutti molto vicini sebbene separati dal corridoio in comune, appunto. Nel monolocale davanti al mio ci abita una ragazza giovane, avrà sui 28-30 anni... e all'inizio abitava da sola. Ma col passare di poche settimane ha cominciato a venire sempre più spesso anche il suo fidanzato, con il quale ho avuto la sfortuna di parlare un paio di volte. È un cafone, burbero e manesco che solo a guardarlo ti fa venire un colpo (infatti io stessa ho il terrore di incrociarlo in corridoio di quanto mi dà i brividi). Ma all'inizio era tutto molto silenzioso e da quel che sapevo lui veniva solo a dormire ogni tanto da lei nel week-end. Col passare del tempo lui veniva sempre più spesso a trovarla (me ne accorgo appena sento il suo vocione rimbombare fino alla mia stanza) e ora è come se praticamente vivesse lì da lei, come un parassita. Durante quest'estate li ho sentiti alcune volte litigare, alzando tanto la voce ma non ho mai capito cosa dicessero perché parlano in russo. Ma da qualche settimana a questa parte la situazione sta seriamente degenerando. I loro litigi sono sempre più lunghi (a volte anche 2 o 3 ore) e sempre più affiatati. Non capisco cosa dicono ma percepisco che lei lo rimproveri per qualcosa mentre lui sicuramente le dà delle rispostacce (siccome ne ha date a me che sono una sconosciuta), ma la situazione è arrivata al suo culmine quando ho sentito dei veri propri colpi, pianti ed urla. Ho sentito che lui le ha dato un ceffone due settimane fa. E da allora tutte le sere litigano per ore e sento altri colpi, a volte di oggetti. Stasera hanno cominciato a litigare dalle 18 (sto scrivendo alle 23.30) e smesso solo adesso. Lei l'avevo già sentita piangere un sacco qualche ora prima e verso sera stavano di nuovo litigando e sentivo dalla voce di lei che era molto frustrata. Sono rimasta con l'orecchio alla porta terrorizzata quando d'improvviso sento lui urlare e darle seriamente un sacco di botte e ceffoni. Alché mi sono precipitata in bagno perché quello è il punto dove riesco a sentire più cose possibili. Allora ho sentito lui che la stava strangolando alla parete. Me ne sono accorta perché il colpo ha rimbombato la mia di parete e si capiva dai suoi versi che soffocava (io stessa sono stata soffocata da mio padre in passato perciò lo riconosco). Stavo tremando e ho tirato fuori il telefono per fare delle registrazioni, come ero solita fare quando era mio padre a picchiare mia madre. L'ho fatto per sicurezza ma so bene come servizi sociali e polizia non siano mai di abbastanza aiuto in questi generi di casi. Sia io che mia madre abbiamo provato a denunciare mio padre in passato, per tantissimi anni, senza successo, anzi, andava peggiorando. E nelle case famiglie ti trattano come ratti. So di cosa parlo. Non c'è giustizia in questo mondo ed essendoci passata anche io (l'unica soluzione è stata andare a vivere da sola appunto) non so davvero come cazzo comportarmi. Questa situazione è fuori di testa e non me la sento di denunciare, essendo solo in 3 (la vicina vittima, io e un altro vicino che è AMICO dello stronzo violento) è ovvio che i sospetti ricadrebbero tutti su di me, anche se facessi una chiamata anonima. E se dovesse scoprirmi io ho paura di ciò che potrebbe fare a me o a lei, non è un tipo che si controlla e anche solo per dirmi di abbassare la musica una volta mi spaventai a morte, credendo volesse farmi qualcosa. Mi sento estremamente frustrata perché non facendo niente mi sento complice, se non colpevole di ciò che sta accadendo. Ma ho solo 19 anni, oltre che un passato fatto di queste cose... non ce la faccio, non ce la faccio a combattere per gli altri. So quanto sia difficile uscire da queste situazioni ma se il primo passo non lo fa lei, di certo non posso farlo io. Mi sento una merda vivente. Non so cosa fare.

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