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Come aiutare vittima di stupro?

Salve, avevo scritto tempo fa sulla mia ragazza che a causa di uno stupro subito in adolescenza ha a volte"attacchi" di tristezza e sta male. Ultimamente mi dice spesso che non si sente all'altezza, che è come se fosse malata o limitata perché non sempre ha la predisposizione e il controllo per fare l'amore, nonostante io ribadisca che non è assolutamente un problema e non mi pesa. Si sente in colpa per questo, cerco di convincerla che non deve sentirsi un colpa ma qualsiasi cosa le possa dire non ha effetto e non cambia ciò che pensa e le vengono degli attacchi di ansia. C'è qualcosa che io possa dirle o che mi aiuti a convincerla che non deve sentirsi così perché non ce n'è motivo?

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Come aiutare vittima di stupro?

Salve, la mia ragazza ha subito uno stupro all' età di 16 anni ora ne ha 30. Spesso capita che il suo umore abbia uno sbalzo o abbia un periodo più o meno intenso e la affligga un senso di tristezza profondo, (fino a scusarsi di stare male) piange, si sente a disagio se la osservo, in quei momenti si avvicina ma si allontana al contempo; le chiedo se vuole parlare, sfogarsi ecc. Ma penso non si fidi o comunque non vuole "aggrapparsi" a me in queste situazioni per paura che se finisse e fosse sola, dovrebbe gestirla da sola. Tutto ciò lo comprendo e non mi crea ansie, anzi sono tranquilla non mi vengono ansie o paranoie. Però spesso in questa situazione mi sento in difficoltà, quasi inutile direi, perché non so mai cosa dirle anche se non si sfoga e mi parla; mi "limito" ad abbracciarla e stringerla come lei chiede e vuole; ma non dir nulla mi sembra stupido e mi crea paura di non essere all'altezza e aiutarla, di dire la cosa sbagliata che possa fare peggio o che comunque sia patetica e la offendesse. C'è qualcosa che possa dire o fare per poterle stare vicino in quei momenti? Come posso riuscire a gestire in qualche modo la situazione?

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La mia vicina di casa viene picchiata dal fidanzato

Il titolo è abbastanza esaustivo. Mi sono trasferita in questa nuova casa da pochi mesi (il 1 Giugno) e sto in un monolocale molto piccolo. Dovete sapere che al di fuori della mio monolocale c'è un corridoio in comune e altri due monolocali come il mio, in cui ci abitano altre persone. Al di fuori di questo corridoio c'è il portone che porta ai corridoi del palazzo, ascensore etc... per cui stiamo tutti molto vicini sebbene separati dal corridoio in comune, appunto. Nel monolocale davanti al mio ci abita una ragazza giovane, avrà sui 28-30 anni... e all'inizio abitava da sola. Ma col passare di poche settimane ha cominciato a venire sempre più spesso anche il suo fidanzato, con il quale ho avuto la sfortuna di parlare un paio di volte. È un cafone, burbero e manesco che solo a guardarlo ti fa venire un colpo (infatti io stessa ho il terrore di incrociarlo in corridoio di quanto mi dà i brividi). Ma all'inizio era tutto molto silenzioso e da quel che sapevo lui veniva solo a dormire ogni tanto da lei nel week-end. Col passare del tempo lui veniva sempre più spesso a trovarla (me ne accorgo appena sento il suo vocione rimbombare fino alla mia stanza) e ora è come se praticamente vivesse lì da lei, come un parassita. Durante quest'estate li ho sentiti alcune volte litigare, alzando tanto la voce ma non ho mai capito cosa dicessero perché parlano in russo. Ma da qualche settimana a questa parte la situazione sta seriamente degenerando. I loro litigi sono sempre più lunghi (a volte anche 2 o 3 ore) e sempre più affiatati. Non capisco cosa dicono ma percepisco che lei lo rimproveri per qualcosa mentre lui sicuramente le dà delle rispostacce (siccome ne ha date a me che sono una sconosciuta), ma la situazione è arrivata al suo culmine quando ho sentito dei veri propri colpi, pianti ed urla. Ho sentito che lui le ha dato un ceffone due settimane fa. E da allora tutte le sere litigano per ore e sento altri colpi, a volte di oggetti. Stasera hanno cominciato a litigare dalle 18 (sto scrivendo alle 23.30) e smesso solo adesso. Lei l'avevo già sentita piangere un sacco qualche ora prima e verso sera stavano di nuovo litigando e sentivo dalla voce di lei che era molto frustrata. Sono rimasta con l'orecchio alla porta terrorizzata quando d'improvviso sento lui urlare e darle seriamente un sacco di botte e ceffoni. Alché mi sono precipitata in bagno perché quello è il punto dove riesco a sentire più cose possibili. Allora ho sentito lui che la stava strangolando alla parete. Me ne sono accorta perché il colpo ha rimbombato la mia di parete e si capiva dai suoi versi che soffocava (io stessa sono stata soffocata da mio padre in passato perciò lo riconosco). Stavo tremando e ho tirato fuori il telefono per fare delle registrazioni, come ero solita fare quando era mio padre a picchiare mia madre. L'ho fatto per sicurezza ma so bene come servizi sociali e polizia non siano mai di abbastanza aiuto in questi generi di casi. Sia io che mia madre abbiamo provato a denunciare mio padre in passato, per tantissimi anni, senza successo, anzi, andava peggiorando. E nelle case famiglie ti trattano come ratti. So di cosa parlo. Non c'è giustizia in questo mondo ed essendoci passata anche io (l'unica soluzione è stata andare a vivere da sola appunto) non so davvero come cazzo comportarmi. Questa situazione è fuori di testa e non me la sento di denunciare, essendo solo in 3 (la vicina vittima, io e un altro vicino che è AMICO dello stronzo violento) è ovvio che i sospetti ricadrebbero tutti su di me, anche se facessi una chiamata anonima. E se dovesse scoprirmi io ho paura di ciò che potrebbe fare a me o a lei, non è un tipo che si controlla e anche solo per dirmi di abbassare la musica una volta mi spaventai a morte, credendo volesse farmi qualcosa. Mi sento estremamente frustrata perché non facendo niente mi sento complice, se non colpevole di ciò che sta accadendo. Ma ho solo 19 anni, oltre che un passato fatto di queste cose... non ce la faccio, non ce la faccio a combattere per gli altri. So quanto sia difficile uscire da queste situazioni ma se il primo passo non lo fa lei, di certo non posso farlo io. Mi sento una merda vivente. Non so cosa fare.

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Violenza domestica

Buonasera, volevo sapere cosa fare perché mia sorella subisce maltrattamenti dal figlio 21 enne che vive con lei. Premetto che non lavora e non ha neanche voglia. Ogni volta che è arrabbiato se la prende con lei dandole pugni in testa fino allo sfinimento in casa ho visto porte sfondate dai suoi pugni, non le permette di usare la macchina la allontana dalla famiglia la prende dai capelli anche davanti alle altre persone nel supermercato è una situazione invivibile e deve stare ai suoi ordini se non fa quello che dice sono botte. Siccome lei ha paura perché dice che è talmente violento preferisce il silenzio e continuare a subire ogni tipo di violenza ma non ce la fa più a sopportare tutto questo. Posso io parlare con qualcuno che porti via questo animale da casa una volta per tutte o devo stare qua a vedere che mi ammazza mia sorella? Aiutatemi per favore.

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Richiesta supporto psicologico

Ho bisogno di supporto psicologico, è tanti anni che ho sempre brutti pensieri anche se non penso, cerco di distrarmi a volte uscivo con i servizi sociali, ma almeno loro mi stanno vicino, non mi aggrediscono o maltrattano psicologicamente, come succede in famiglia, isolandomi in camera mia, pulisco, poi mi metto al computer o scrivo nel cellulare sfoghi anche su fb ma ora non tanto. Mamma controlla ogni cosa che faccio, non crede ciò che di vero sincero e profondo dico di me. Per lei esiste lei, punto dice faccio tutto per te. Non reggo più questa situazione, non posso avere tutto un macigno di paure, fanno tutti in fretta a dirti, stai tranquilla, non pensare, così vedi che passa tutto, devi pensare a te, dico che posso pensare a me, ma se non mi aiutano a dare amore, affetto, sopratutto mamma, io no potrei uscire fuori da angosce, aghi, interventi tremendi in un giorno e mamma mi ha voltato le spalle, si è messa a ridere con mia cognata e non mi ha abbracciata, difendono il primario che mi ha rovinato, be succede. Non c'è una logica, se tu aggredisci, incolpi, comandi, fammi, prendimi, dammi ed io devo subito fare tutto quello che comanda, è normale che poi mi arrabbio, e ne approfitta per farsi vedere, sentire dalle amiche. Da mio fratello e parenti. Poi dice, devi cambiare cambia. Sono stata trapiantata tre volte al rene, va tutto bene da quel lato , per fortuna, anche se so che rischio a vita la dialisi quindi non è che sono tranquilla. Grazie

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Perchè non sento il peso di un senso di colpa?

Buonasera, Sono una ragazza di 22 anni durante tutta la mia infanzia mio padre non è mai stato presente per me. Sono fidanzata da quasi tre anni e due anni fa ho subito una molestia sessuale da parte di un uomo di molti anni più grande di me che conoscevo, ma non sporsi denuncia per paura. Da quel momento posso dire di essere cambiata come persona. Anche la mi relazione ne ha risentito in quanto per la prima volta dopo un mese da quanto successo, ho sentito una forte attrazione per un altro ragazzo, con il quale successivamente, ho avuto una "relazione" per diversi mesi ma solo dal punto di vista sessuale. Non ho mai sentito il peso di un senso di colpa nei confronti del mio fidanzato... poco tempo fa ho avuto un flirt con un altro, e mi sentivo presa dalla situazione ma più da un punto di vista mentale. Paradossalmente mi sono sentita più in colpa per questa situazione piuttosto che per l'altra. non credo sia normale una simile reazione, Perchè non sento nessun tipo di pressione?

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Come comportarmi con mia figlia vittima?

Buongiorno ho una figlia di 27 anni che ieri, parlando della mia pena verso un parente disabile rimasto da solo (cugino 5 anni più vecchio di me, adulto anche all'epoca e non disabile mentalmente), infastidita della mia pena mi ha confidato che da bambina il suddetto "cugino", che frequentava spessissimo casa ha proposto a lei di giocare con il suo pene che ha tirato fuori. Dice di aver elaborato con gli anni e di esser assolutamente tranquilla, non so esattamente cosa sia successo e non vorrei peggiorare le cose chiedendole di più, ma non so se sia meglio provare a parlarle e rendere più importante il suo ricordo o lasciare che sia lei a parlarne se o quando ne avrà voglia. Mi ha detto di tacere con suo fratello e il mio compagno (sono vedova) non vorrei quindi la vivesse come una sua vergogna. Cosa posso fare? A parole sue lo ha veramente superato ma sarà vero?

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Percorso riabilitativo

Ho avuto una denuncia per maltrattamenti da mia moglie dalla quale sono stato allontanato. Ora mia moglie sta tentando di fare un passo indietro e su consiglio del mio avvocato e per dimostrare al giudice la mia buona volontà, devo seguire un percorso psicologico.

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