Il mio compagno non ci prova neanche

Alessandra

Buongiorno, vorrei esporre il mio problema ed avere un consiglio. Mi chiamo Aurora, ho 46 anni e ho un figlio di 16. L'anno scorso, in modo fortuito, ho rivisto quello che è stato il mio primo amore e fidanzato. Per una serie di circostanze, all'epoca (20 fa), interrompemmo la nostra relazione e ci perdemmo di vista. Quando ci siamo rivisti è riesploso tutto l'amore e l'attrazione di un tempo. Dopo pochi mesi ho detto tutto a mio marito e ho preso un appartamento in affitto. Dopo altrettanti pochi mesi ho chiesto la separazione. Il mio compagno era già separato da molto tempo (più di sette anni), anch'esso con una figlia della stessa età del mio. Dal momento della mia uscita dalla casa matrimoniale abbiamo cercato di vivere quanto più tempo insieme, salvo i giorni destinati ai nostri rispettivi figli (ovviamente in maniera separata, ognuno a casa sua). Dopo circa un anno, ovvero alla data odierna, abbiamo deciso di andare a vivere stabilmente a casa sua. Mio figlio ha accettato immediatamente questa volontà affermando che l'importante era la mia felicità, sua figlia si è ribellata in malo modo sul fatto che non vuol conoscere nessuno e che quella casa è solo sua e non vuole intrusi. A questo punto, per non creare ulteriori disagi e/o problemi alla ragazza abbiamo deciso di prendere una casa diversa per vivere serenamente il nostro ritrovato amore. Il problema è che è intenzione del mio compagno continuare a vedere sua figlia secondo le vecchie modalità, ossia nella sua "vecchia" casa assecondando (come sempre) le volontà della ragazzina e mettendo da parte quella che per me è l'esigenza (manifestata) di vivere veramente insieme e non part-time. Io credo di aver dimostrato tutta la mia convinzione in questa relazione, facendo delle scelte coraggiose e condivise e che hanno profondamente coinvolto non solo me stessa ma anche un intero nucleo familiare. Lui, probabilmente sopravvalutando la sua determinazione rispetto ai ricatti morali della figlia (che si dispera e piange salvo poi chiedergli continuamente soldi e tornare ad essere felice), non sta praticamente investendo nulla in noi. Io mi sento veramente di "serie B", non volendo riferirmi ad una competizione di amore/affetto con la ragazza ma in relazione al poco sforzo che il mio compagno impiega nel provare, almeno, a far ragionare sua figlia. A questo punto non so cosa fare e come comportarmi perché sono dell'avviso che non si tratta di scegliere tra me e lei , non lo vorrei mai, ma di provare a a cercare delle soluzioni che, quantomeno, rispettino anche le mie necessità e non solo quelle di chi non vede oltre alle proprie.

1 risposta degli esperti per questa domanda

Carə Aurora,

 l’adolescenza è un periodo che può essere vissuto in modo molto soggettivo da individuə a individuə.

Suə figliə ha accettato la situazione pensando al Suə bene che non è usuale per un ragazzə, mentre lə figliə del Suə compagnə è più oppositivə a riguardo e si comporta in modo più “egoista”.

Sì che l’adolescenza è un periodo che, come ho detto prima, può essere vissuto in modo diverso, ma nella maggior parte dei casi risulta essere abbastanza tumultuoso e tormentato.

Quello che può apparire come egoismo, è in realtà una reazione molto frequente da parte di un adolescentə che si ritrova ad affrontare vari cambiamenti in diverse aree della Suə vita, indipendentemente da questa situazione.

Ləi ha posto il focus sul Suə compagnə che si trova in una situazione difficile in cui probabilmente si sentirà divisə tra Ləi e Suə figliə.

Oltre che per questa situazione, si sente trascuratə anche per cose diverse? Com’è nella quotidianità?

Rimando a Ləi queste riflessioni e se volesse approfondire con me resto a disposizione.

Cordialmente,

Anna Maria Castiglia

Dott.ssa Anna Maria Castiglia

Dott.ssa Anna Maria Castiglia

Siracusa

La Dott.ssa Anna Maria Castiglia offre supporto psicologico anche online