Perché è così difficile lasciare una relazione che fa soffrire

Rimanere in una relazione dolorosa è più comune di quanto si pensi. Spesso chi soffre di relazioni tossiche prova una combinazione di ansia, senso di colpa, paura della solitudine e insicurezza. Questi sentimenti non sono segnali di debolezza, ma risposte emotive apprese durante la vita. Molti si chiedono: “Perché non riesco a lasciarlo/la?”. La risposta non è semplice, perché i motivi sono spesso radicati nell’infanzia, nelle esperienze di attaccamento e nei modelli relazionali interiorizzati. Ecco i motivi principali per cui è difficile interrompere relazioni tossiche. Paura della solitudine. Molte persone preferiscono restare in relazioni dolorose piuttosto che affrontare il vuoto della solitudine. L’ansia legata all’idea di restare sole può essere più intensa del dolore provato nella relazione stessa. Bassa autostima. Chi ha un’immagine di sé fragile può convincersi che non merita di meglio o che non sarà mai capace di costruire legami più sani. Questo rende difficile porre fine a dinamiche disfunzionali, anche quando sono chiaramente dannose. Modelli appresi. Se fin dall’infanzia abbiamo osservato o vissuto relazioni instabili, conflittuali o disfunzionali, possiamo inconsciamente cercare partner simili da adulti. È un meccanismo di familiarità: ciò che conosciamo, anche se doloroso, sembra “normale” e sicuro. Senso di responsabilità. Molti si sentono responsabili del benessere del partner, credendo di doverlo “aggiustare” o aiutare a cambiare. Questo senso di dovere li lega alla relazione, anche a costo del proprio equilibrio emotivo. Paura di giudizio. Chi interrompe una relazione rischia critiche o incomprensioni da amici, familiari o dalla società. Il timore di essere giudicati può aumentare l’ansia e far restare in un legame dannoso. Come riconoscere che sei intrappolata?  Alcuni segnali comuni di chi fatica a lasciare una relazione tossica includono: pensieri costanti sul partner, anche quando ti fanno soffrire. Sacrificare bisogni personali per evitare conflitti o per piacere all’altro. Giustificare comportamenti nocivi come “normali” o “temporanei”. Paura intensa della separazione o del giudizio altrui. Ripetere schemi di attrazione verso persone non disponibili o svalutanti. Riconoscere questi segnali è fondamentale per iniziare a liberarsi. Come iniziare a cambiare? Lasciare una relazione tossica richiede coraggio e strumenti emotivi. Prendere consapevolezza: riconoscere che la relazione ti fa male e identificare i motivi per cui resti. Esplorare le emozioni: capire le paure, le ansie e i sensi di colpa che bloccano la tua scelta. Creare confini chiari: imparare a dire “no” e a proteggere i propri bisogni emotivi. Costruire autostima: rafforzare la fiducia in se stessi e nel proprio valore. Cercare supporto professionale: un percorso terapeutico permette di capire schemi relazionali appresi, imparare strategie di coping e costruire relazioni più sane. Restare in una relazione che fa soffrire non è segno di debolezza, ma il risultato di meccanismi emotivi profondi. Comprendere questi schemi, dare voce ai propri bisogni e chiedere aiuto sono passi fondamentali verso la libertà emotiva e relazionale. Ricorda: meriti relazioni che ti rispettino e ti facciano stare bene. Non sei sola/o e puoi imparare a costruire legami sani senza perdere te stessa/o.

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