Superare una crisi di coppia

Buon pomeriggio, vi scrivo per chiedere consiglio su come superare la crisi di coppia che si è venuta a creare con mia moglie, dato che sono venuto a conoscenza che chattava con un mio collega e amico, da cui non mi sarei mai aspettato un comportamento simile.
Premetto che ne sono venuto a conoscenza perché mia moglie e io abbiamo avuto una litigata a causa di questo mio amico, perché un giorno disse a mia moglie, davanti a me, che la trovava in splendida forma e mia moglie, una volta che è andato via, mi ha rimproverato di non aver "messo a posto il mio collega per quella esclamazione".
Successivamente sono venuto a conoscenza che si guardavano gli stati di WhatsApp uno dell'altra, finché mia moglie non ha deciso di bloccarlo e di eliminare il numero. Ogni tanto ho sbirciato nel suo telefono, ma non ho più trovato nulla.
A una cerimonia di amici in comune, qualche tempo fa, ho notato che il mio amico lanciava spesso delle occhiate a mia moglie e forse lei, in qualche occasione, le ha ricambiate.
Ne abbiamo parlato e lei mi ha rassicurato che non ha fatto niente con lui e che non lo ha nemmeno guardato, solo che io mi sento tradito da entrambi e la cosa mi fa stare molto male.
Abbiamo anche due bambini di 9 e 5 anni, non voglio mandare tutto all'aria per non farli soffrire, ma questa situazione mi schiaccia mentalmente e non riesco a venirne fuori.

Mi ha colpito un passaggio: sua moglie le ha espresso il dispiacere per il commento del suo collega, aspettandosi forse che lei prendesse una posizione. Questo potrebbe essere letto in modi diversi e, proprio per questo, è importante evitare di dare un'unica interpretazione ai comportamenti.

Da una prospettiva strategico-sistemica, la domanda centrale non è tanto: "Mi ha tradito oppure no?", quanto: "Che cosa sta accadendo oggi nella nostra relazione e come possiamo ricostruire fiducia?"

La fiducia non si ricostruisce controllando il telefono o cercando nuove conferme. Anzi, spesso il controllo offre un sollievo momentaneo, ma alimenta il bisogno di controllare ancora. Si ricostruisce attraverso un dialogo sincero, in cui entrambi possano esprimere non accuse, ma vissuti: la sua paura di essere stato tradito, il bisogno di sentirsi rassicurato e, allo stesso tempo, il punto di vista di sua moglie.

C'è poi un'altra ferita che emerge chiaramente: quella nei confronti del suo collega, che definisce anche un amico. È possibile che oggi lei stia vivendo un doppio senso di tradimento: quello coniugale, che teme, e quello dell'amicizia, che sente già di aver subito.

Il fatto che abbiate due bambini rende comprensibile il desiderio di proteggere la famiglia, ma la motivazione principale per lavorare sulla coppia dovrebbe essere capire se tra voi esistono ancora la volontà e le condizioni per ricostruire un rapporto di fiducia, non soltanto evitare una separazione.

Se questa situazione continua a occupare gran parte dei suoi pensieri, il mio consiglio è di non affrontarla da solo. Un percorso di coppia, o anche individuale, potrebbe aiutarla a distinguere ciò che appartiene ai fatti da ciò che è alimentato dalla paura e a comprendere quali passi concreti possano favorire una comunicazione più autentica tra voi.

La crisi, per quanto dolorosa, non sempre rappresenta la fine di una relazione. A volte è il momento in cui una coppia è chiamata a fermarsi, a guardarsi con maggiore sincerità e a decidere come desidera costruire il proprio futuro.

 

cerca psicologo