Dott.ssa Francesca Onofrio

Dott.ssa Francesca Onofrio

psicologo, psicoterapeuta, neuropsicologo

Come si può far a riallacciare un rapporto tra un bambino di 2 anni e suo padre?

Buongiorno, sono una mamma di una bimbo di 2 anni. Il suo attaccamento nei miei confronti è abbastanza morboso, soprattutto ultimamente che sono a casa nuovamente in maternità per l'arrivo del fratellino. Il problema principale però nella nostra famiglia è il rapporto padre-figlio...non so più come gestirlo e vi chiedo consiglio! Partendo da principio: mio marito lavora in proprio, per cui non ha orari regolari e lavora anche 7 giorni su 7, ma ha il vantaggio che può anche lavorare da casa, per cui non ci fa mancare la sua presenza. Il bimbo però sembra che non lo accetti, lo vede come l'uomo che gli porta sempre via la mamma e spesso lo caccia via anche con parole che possono essere offensive, tipo “vai via papà“, “papà non ti voglio“, “vai al lavoro“, “voglio stare con la mamma“, se lo abbraccia lo spinge via, ecc... Capisco che possa capitare che un bambino si comporti così, ma mio marito ne soffre parecchio e questo porta il loro rapporto ad essere sempre più distaccato, tantè che non passano mai un minuto da soli (il fatto di vivere sotto ai miei genitori che arrivano appena sentono il bambino piangere non aiuta) perché dall'altro lato sento il papà che mi dice queste frasi “mio figlio non mi vuole“, “non mi vuole bene“, “preferisce stare con gli altri piuttosto che con suo padre“, “se sapevo che avere figli significava vivere da soli allora avrei preferito non averne“, ecc... Spesso parliamo di come poter risolvere la situazione, ma non ne veniamo mai a capo, forse abbiamo sbagliato qualcosa nel crescerlo, non gli ha dedicato abbastanza attenzioni, lui stesso ammette di essere un po orso e magari al parco non l'ha mai portato, ma in casa quando è presente cerca di coinvolgerlo in qualche gioco, ma ottiene quasi sempre un rifiuto da parte di suo figlio, così che lui ci rimane male, ci rinuncia e si rifugia in studio a lavorare! Tra l'altro si è aggiunto il fatto che da 6 mesi mio marito soffre di attacchi d'ansia e appena si sente rifiutato cade in uno stato diciamo depressivo e appunto si isola. Spero di essere stata abbastanza chiara nell'illustrare la situazione...vi chiedo come posso io che sono tra i due fuochi cercare di farli stare insieme, o comunque come si può far a riallacciare un rapporto tra un bambino di 2 anni e suo padre...non vorrei che tra qualche mese arrivando anche il fratellino la situazione diventi del tutto irreparabile e la famiglia si sgretolasse! Vi ringrazio per l'attenzione

Gent.ma Marika,

comprendo la sua ansia anche alla luce del prossimo nuovo riassesto familiare con la nascita del fratellino. Vorrei tuttavia tranquillizzarla: il bimbo ha solo due anni e un attaccamento forte alla mamma non è nulla di patologico di per sè. Focalizzerei maggiormente l'attenzione sulla risposta genitoriale agli atteggiamenti del piccolo. Ritengo utile che la coppia genitoriale si rivolga ad un professionista per trovare sia una modalità comune di approccio al piccolo sia per rafforzare la coppia genitoriale rispetto all'invadenza dei nonni, che, seppur in buona fede, rischiano di danneggiare il legame col padre. A tal proposito è fondamentale anche valutare per il papà un percorso individuale di gestione dell'ansia (è un pò un circolo vizioso: i comportamenti del piccolo agitano il papà e l'ansia del papà si ripercuote sul piccolo!). Visto la vostra sede di residenza vi consiglierei una mia collega sistemica che lavora nel vostro stesso paese (io ricevo a Luino e da gennaio a Germignaga, ma visto il suo stato di gravidanza direi che la mia collega di Castelveccana sia sicuramente più comoda per voi!). Resto a disposizione per ulteriori chiarimenti/informazioni.

Cordiali saluti