Dott. Francesco David

Dott. Francesco David

psicologo, psicoterapeuta, sessuologo

La mia fidanzata non vuole separarsi dalla madre

Sono papà quarantenne di un bimbo di 4 anni (figlio unico). Io e la mia “compagna” siamo fidanzati da oltre 10 anni, non siamo sposati ed attualmente non conviviamo. Abbiamo provato la convivenza ma è durata soltanto pochi mesi, sei. Durante la convivenza fatta nei primissimi mesi di vita di nostro figlio, sono stato in casa della mia fidanzata che vive ancora con la madre (vedova da 7 anni circa). La convivenza “allargata” è purtroppo fallita per un sacco di motivi e dopo circa 6 mesi ho deciso, per la serenità di tutti, di andare a vivere da solo a pochi kilometri di distanza. Vedo mio figlio uno massimo due volte a settimana, non sono mai da solo con lui, poiché spesso capita che usciamo tutti insieme (madre della mia compagnia compresa). La mia fidanzata non vuole separarsi dalla madre. Durante la convivenza ho sofferto molto, per il fatto che mi ritenevano inutile all’accudimento del bimbo (dargli il biberon, fare il bagnetto, cambiargli il pannolino mi era negato), dicendomi che non era capace oppure semplicemente sono cose che fanno le donne. Verso la madre della mia compagna nutro odio e rancore, perché ha una figlia quasi quarantenne che ha protetto e viziato così tanto nella vita, che sono certo accadrà anche al bimbo. La mia fidanzata non vuole mediazioni familiari, non vuole psicoterapeuti, non mi lascia il bimbo se non alle sue regole e come vuole lei, praticamente comanda tutto, se mi oppongo rischio di perdere quel poco di buono che è rimasto nel nostro rapporto di coppia.. cosa mi suggerite di fare?

Gentile signore la serenità che lei, andando a vivere da solo, ha cercato di preservare e il suo atteggiamento generale di non opposizione nei confronti della sua “compagna” la stanno portando sempre più a perdere autostima e in tal modo a danneggiare non solo se stesso, ma anche suo figlio, il quale si trova con un padre passivo e succube. Questo non significa accendere un conflitto esasperato con la sua “compagna e la madre di quest’ultima, ma agire con dignità, determinazione e chiarezza rispetto alle varie questioni che interessano la cura e l’educazione di suo figlio. Penso pertanto utile che se la sua compagna non vuole interventi di mediazione o di psicoterapia, sia lei a considerare l’idea di attivare un percorso di consulenza volto ad approfondire i suoi vissuti e convinzioni al fine di offrire soprattutto a suo figlio le ricchezze che lei ha come persona e come figura paterna adeguata.

Cordiali saluti 

domande e risposte

Dott.Francesco David

psicologo, psicoterapeuta, sessuologo - Venezia - Treviso

  • DCA
  • Disturbi del sonno
  • Disturbi dell'autostima
  • Problematiche di somatizzazione, relazionali e affettive, di dipendenza
  • Disfunzioni Sessuali e disturbi del desiderio sessuale
  • Attacchi di Panico
CONTATTAMI