Figlia adulta che non accetta matrimonio del padre

Buongiorno, Mi trovo in difficoltà a gestire il rapporto con la figlia del mio compagno, che a breve diventerà mio marito. Conviviamo ormai da 13 anni, ed io l'ho inclusa sempre volentieri nella nostra vita, essendo sempre presente, ma non invadente. Purtroppo, però non accetta la nostra decisione di sposarci, dice che non può vedere il padre con una donna che non sia sua madre! Premetto che ha 33 anni è sposata ed ha una bambina. Come dovrei comportarmi? Da parte mia la porta è sempre aperta, cerco di non imporle la mia presenza, ma allo stesso tempo cerco di farle capire che io ci sono cmq, per qualsiasi cosa. Ma, malgrado questo, lei non accetta che lui si risposi. Come devo comportarmi? Sto sbagliando? Grazie per l'attenzione. Patrizia

Gentile Patrizia,

​la situazione che descrive è più comune di quanto si possa immaginare, ma non per questo meno dolorosa. 

​È importante che lei sappia, innanzitutto, che non sta sbagliando nulla. Spesso, anche in figli ormai adulti e realizzati come la figlia del suo compagno, permane un'idealizzazione della "coppia genitoriale" originale. La decisione di sposarvi, nonostante i 13 anni di convivenza, agisce come un catalizzatore che rompe definitivamente l'illusione simbolica di vedere i propri genitori uniti. Non è una questione che riguarda lei personalmente, ma una difficoltà della ragazza nel rielaborare la storia della sua famiglia d'origine.

​Il mio consiglio è di continuare a mantenere la posizione che ha già assunto: sia centrata, gentile e disponibile, senza però permettere che questa resistenza esterna mini la serenità del vostro legame. Continuate a perseguire la scelta che avete fatto come coppia. Sviluppare e mantenere una certa imperturbabilità è fondamentale: mostrare che la vostra unione è solida e che la porta per lei resta aperta — ma senza forzature — è il modo più efficace per permetterle, con i suoi tempi, di accettare la realtà.

​Queste dinamiche familiari possono essere emotivamente complesse a volte da gestire da soli ma ci si può riuscire. In ogni caso se dovesse sentire il bisogno di un supporto per affrontare questo passaggio o per gestire lo stress che ne deriva, non esiti a contattarmi. Un percorso di consulenza può aiutarla a proteggere il suo benessere e quello della nuova famiglia che state formalizzando.

​Un cordiale saluto.

Dott. Gaetano Pujia

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Dott.Gaetano Pujia

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