Malattia animale domestico

Mi trovo in una situazione di stallo emotivo che mi sta logorando. Da un anno ho acquistato i biglietti per un concerto in occasione dei 60 anni di mia madre. È un evento che dovrebbe essere gioioso, ma che ora vivo con angoscia profonda. Il mio cane è affetto da una patologia cardiaca avanzata con frequenti crisi respiratorie, non si riprende nonostante le cure. La mia vita, negli ultimi 5 giorni, si è ridotta alla gestione di questa emergenza: somministrazione di farmaci, monitoraggio costante, notti in bianco. Non si tratta solo di accudimento, ma di una simbiosi in cui sento di essere l'unico modo per evitare il peggio e la sua sofferenza. La mia paura è duplice e vorrei capire come affrontarla: - L'idea di allontanarmi per andare al concerto mi fa sentire come se la stessi tradendo nel momento di maggiore bisogno. Sento che, se dovesse accadere qualcosa in mia assenza, starei molto male. Il concerto, che doveva essere un regalo per mia madre, è diventato il simbolo di una separazione che percepisco come intollerabile. - L'impotenza e la colpa: So che la malattia segue il suo corso e che non sono io la causa, ma vivere nel costante timore che la morte avvenga in mia assenza mi impedisce di essere presente anche nelle attività normali. Come posso gestire questo senso di colpa anticipatorio? Come posso distinguere tra il mio bisogno di stare vicino a chi soffre e la trappola psicologica di credere che solo la mia presenza possa "salvarla"?

Mi dispiace molto, quello che stai vivendo non è esagerazione ma una forma di dolore anticipatorio, unita alla fatica enorme dell’accudimento. Quando per giorni dormi poco, controlli il respiro, dai farmaci, temi ogni peggioramento, il tuo sistema emotivo entra in allarme continuo. A quel punto anche un concerto, che razionalmente sarebbe un momento bello, può diventare qualcosa di insopportabile, perché viene vissuto come “mi allontano proprio mentre lei ha bisogno di me”. Il punto importante è che stare vicino non significa avere il potere di salvarla. La tua presenza può darle conforto, sicurezza, amore. Ma non può controllare completamente il decorso della malattia. E questa distinzione è dolorosa, ma  tu sei il suo riferimento affettivo, non sei la causa della malattia né l’unica barriera tra lei e ciò che potrebbe accadere. Il senso di colpa anticipatorio spesso nasce da una frase interna molto dura:
“Se non ci sono e succede qualcosa, sarà colpa mia.”
Ma una frase più vera potrebbe essere:
“Io sto facendo tutto ciò che è nelle mie possibilità. Se qualcosa accade, accade dentro una malattia grave, non perché io ho smesso di amarla per qualche ora.” Questo non vuol dire che tu debba per forza andare al concerto. Puoi anche decidere di restare, se senti che in questo momento sarebbe troppo. Ma sarebbe importante che la scelta non nascesse dalla colpa, bensì da una valutazione più tenera verso di te: “Cosa riesco davvero a sostenere oggi?” Per aiutarti a distinguere amore da trappola psicologica, puoi chiederti: La mia presenza in questo momento serve concretamente a gestire cure, crisi, decisioni veterinarie?
Allora il bisogno di restare può essere realistico. Una via intermedia potrebbe essere creare un “piano di continuità”: parlare con il veterinario, lasciare istruzioni chiare, farmaci pronti, numeri di emergenza, una persona fidata presente, e magari permetterti di rientrare se la situazione peggiora. Non elimina l’angoscia, ma ti aiuta a ricordare che prendersi cura non significa essere fisicamente incollati ogni secondo.

Anche per tua madre, anche lì c’è dolore, perché quel concerto era un gesto d’amore. Forse puoi parlarle con sincerità, senza dover giustificare troppo: “Vorrei esserci con te, ma sto vivendo un momento molto fragile per la salute del cane e ho paura di non riuscire a reggerlo emotivamente.” Una madre, se può comprendere, non vedrà solo l’assenza. Vedrà anche il peso che stai portando.

Non sarebbe un tradimento andare nè un fallimento restare.
Il punto è non lasciare che sia la colpa a decidere al posto tuo. Un caro saluto Linda

domande e risposte

Dott.ssaLinda Malatesta

psicologa - La Spezia

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