Dott.ssa Lucia Gjoka

Dott.ssa Lucia Gjoka

Psicologa, Psicoterapeuta sistemico relazionale, EMDR, consulente di parte

Cattiveria agonistica

Buongiorno a tutti. Sono mamma di un ragazzino di quasi 12 anni che gioca a calcio. Ama questo sport più di ogni altra cosa. Ha giocato 4 anni in una squadra di paese dalla quale è voluto andare via perché non si sentiva né valorizzato né apprezzato. Ha scelto una squadra molto competitiva, che ha vinto tanti tornei ..una " scuola calcio élite" dov'è il ritmo è sempre alto e la competizione è alle stelle. Ha iniziato il campionato nella squadra " b" lavorando molto tanto da passare nella squadra " a" nel giro di sette mesi. Qui però la situazione è cambiata, alterna partite piene e grinta e ritmo ad altre dove sembra non riuscire a fare nulla! Ha tanto potenziale ma sembra di mancare di sostanza e della cosiddetta " cattiveria agonistica" che ti fa lottare anche quando tutto sembra impossibile. Temo che a lungo andare questa differenza diventi un ostacolo insuperabile. Non so come trasmettergli quella cattiveria necessaria o a fargli avere quella sicurezza indispensabile per esprimersi come potrebbe fare.

A volte ci sono bambini che sviluppano un forte senso di rispetto e tolleranza verso gli altri, qualità preziose che però, se sbilanciate, possono portarli a mettere sé stessi in secondo piano, quasi “nell’angolo”. In questi casi è importante aiutarli a riconoscere e legittimare anche quella quota di assertività, energia e grinta necessaria per affermarsi, proteggersi e sviluppare pienamente le proprie potenzialità

Non si tratta di favorire aggressività distruttiva, ma di trasformarla in forza vitale, capacità di dire di no, di prendere spazio e di riconoscere il proprio valore. In questo percorso è importante considerare anche il tema dell’autostima, perché spesso dietro un eccessivo adattamento agli altri può esserci una fragilità nel sentirsi degni di esprimersi. Questo richiede un lavoro psicologico mirato, affiancato dal sostegno della famiglia, perché il bambino possa crescere sentendosi accolto ma anche autorizzato a esistere pienamente.

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