Dott.ssa Lucia Gjoka

Dott.ssa Lucia Gjoka

Psicologa, Psicoterapeuta sistemico relazionale, EMDR, consulente di parte

figlia che non vuole piu parlare con la mamma

Buongiorno. Ho una figlia di 25 anni che ora è fuori sede per svolgere il servizio civile a Roma. Dopo un litigio ha deciso di tagliarmi fuori dalla sua vita. Ho provato diverse volte a contattarla ma dice che ha deciso di camminare da sola, nonostante Le stia pagando l'affitto della casa. Sono molto delusa ed amareggiata. Sento che la sua è una decisione definitiva data dal fatto che mi ha detto chiaramente che non vuole piu tornare a vivere con me e di fare della sua stanza quello che voglio perchè quella casa non Le è mai appartenuta, Tutto mi sembra inutile... sto vivendo un incubo. Aggiungo che sono separata. Quindi ora mi ritrovo completamente sola. Spero qualcuno mi risponda Anna

Quello che stai vivendo è molto doloroso. Quando una figlia decide di allontanarsi, soprattutto dopo un trasferimento e in un momento in cui tu continui ad aiutarla economicamente, è normale sentirsi ferita, rifiutata e spaventata. La separazione da un figlio adulto può essere vissuta quasi come un lutto emotivo.

Tua figlia ha 25 anni e probabilmente sta cercando la sua autonomia, anche in modo brusco o distante. Questo però non cancella il legame affettivo tra voi. In molte situazioni i figli, per costruire la propria identità, prendono distanza dai genitori, a volte usando parole dure o chiudendosi emotivamente. Non sempre quel “non voglio più tornare” significa “non ti voglio più bene”.

In questo momento è importante fare attenzione a due aspetti:

  • non rincorrerla continuamente per paura di perderla, perché la disperazione rischia di aumentare la distanza;
  • non annullarti completamente nel ruolo di madre dimenticando il tuo equilibrio emotivo.

Puoi provare a mantenere un contatto più calmo e meno basato sul conflitto o sul senso di colpa. Ad esempio:

  • farle sapere che le vuoi bene;
  • dirle che la porta per parlare resta aperta;
  • evitare discussioni troppo accese;
  • darle spazio senza sparire completamente.

Anche il fatto che tu stia pagando l’affitto può creare tensioni emotive tra bisogno di aiuto e desiderio di indipendenza. È utile chiederti: “Sto aiutando mia figlia con serenità o sto usando inconsapevolmente l’aiuto per tenerla vicina?”. Questa riflessione può aiutarti a capire meglio la dinamica.

In parallelo, cerca di non restare sola con questo dolore. Parlare con una persona fidata o con uno psicologo può aiutarti molto a contenere l’angoscia e a non vivere tutta la tua identità solo attraverso il rapporto con tua figlia.

Il rapporto madre-figlia attraversa spesso fasi di distanza, ma molte relazioni si ricuciono nel tempo quando entrambe riescono a respirare fuori dalla tensione emotiva del momento.

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