Psicologa, Psicoterapeuta sistemico relazionale, EMDR, consulente di parte
Chi ha torto, chi ha ragione?
Buon pomeriggio, sono sposato da quasi 21 anni. Ho sempre amato mia moglie e, quando ero fuori città per lavoro, anche per mesi, non vedevo l'ora di tornare e riabbracciarla.
Per i primi 7 anni di matrimonio abbiamo viaggiato tanto e costruito un rapporto solido. Poi è arrivato il primo bimbo e, dopo 23 mesi, il secondo. Da quel momento lei è cambiata. La nostra intimità è crollata, svanita. Lei mi scansava ed evitava e quelle pochissime volte che lo facevamo era svogliata e frettolosa.
Non è mai stata una grande amante, non mi ha mai trasmesso quella passione infuocata che, sinceramente, con altre ho avuto, ma l'amavo e stavo bene e sorvolavo su alcune cose. Ma col tempo tutto questo si è affievolito.
Premetto che, con il lavoro che facevo prima di cambiare il mio status, avevo mille occasione per tradire e mai l'ho fatto, fino a quando, dopo l'ultimo trasferimento in Sardegna, è crollato il nostro rapporto di coppia. Mancavo 2-3 mesi a volte e stavo a casa 10 giorni; in quei 10 giorni lei non mi calcolava più di tanto, per lei era più importante "pulire casa" che fare sesso con me.
È vero che 2 figli ti cambiano la vita, ma si arriva anche a mettere in discussione il rapporto di coppia. Dopo più di un anno di sesso svogliato e col contagocce, ho avuto l'occasione e l'ho presa al balzo. Ho trovato una persona che mi dava passione, mi faceva sentire amato e desiderato, come da anni non mi sentivo più.
Per vari motivi, alla fine la cosa si è scoperta perché la tipa ha avuto modo di rintracciare mia moglie su FB e spifferarle tutto, in quanto, nonostante avesse famiglia, pretendeva da me qualcosa in più ed io le dissi no.
Potete immaginare: i mesi successivi sono stati un disastro, fatti di litigi accesi, urla, odio e quant'altro. Sono arrivato al punto di andare via, ma poi, coi figli piccoli di mezzo, abbiamo raggiunto una tregua.
Col tempo mi ha perdonato e ci siamo riappacificati e, sinceramente, il sesso andava pure alla grande. Poi, a 8 anni di distanza, a dicembre 2024, per un futile litigio è emerso tutto l'odio nei miei confronti, rivangando ogni cosa. La nostra intimità è crollata di nuovo e sempre in modo irreversibile.
Ogni mia azione è oggetto di discussione, ogni cosa che faccio o non faccio per lei è colpa mia, mi vorrebbe fuori di casa ma, se me ne vado, so che non le converrebbe, visto che in casa io pulisco, cucino, lavo, ecc. ecc. Le mancherebbe il "servo" che finora le ha fatto comodo.
Mi ha detto che sono un uomo di merda, riferendosi a 8 anni fa, che ho sempre ignorato le sue esigenze e che per me non ha più attrazione e devo scontare i miei peccati.
Da dicembre ad oggi, 31 maggio, non vuole il contatto; se l'abbraccio non ricambia, di baciarla nemmeno per sogno. Però da me vuole una mano in casa, anzi, esige sempre la pulizia di casa in mezzo.
Spesso le ripetevo di godersi la vita, perché la casa sta lì ma la vita passa avanti. Quante volte eravamo soli, i bimbi dai nonni, ed io volevo fare l'amore con lei, ma nulla! Doveva pulire. Oppure diceva che io pensavo sempre a quello.
Se capitava di averlo fatto e la sera successiva volevo rifarlo, diceva che era troppo.
A questo punto posso pensare a me stesso? Lei ha dei problemi che non riesce a risolvere, nonostante vada da una psicologa (dopo la morte della madre), e perché devo patirne io?
Sono arrivato a 50 anni e mi ritrovo bloccato da questa situazione. Ogni giorno penso di andarmene di casa. Farò il genitore, ma non più il marito.
Grazie per l'attenzione, cordiali saluti.
Dal suo racconto emerge una storia lunga e complessa, nella quale si intrecciano amore, delusione, tradimento, perdono, risentimento e fatica quotidiana.
Una cosa colpisce particolarmente: lei non sta descrivendo soltanto una crisi sessuale. Sta descrivendo una relazione nella quale, da molti anni, entrambi sembrano portare ferite che non sono mai state davvero elaborate.
Da una parte, lei racconta di essersi sentito rifiutato, trascurato e non desiderato per molto tempo. Il tradimento non è nato nel vuoto: è arrivato dopo anni di sofferenza, solitudine e bisogni affettivi non soddisfatti. Questo non significa giustificarlo, ma comprenderne il contesto.
Dall'altra parte, per sua moglie quel tradimento sembra non essere mai stato completamente superato. Per alcuni anni può aver pensato di aver perdonato, ma il conflitto riemerso nel 2024 fa pensare che una parte della ferita sia rimasta aperta. Quando una persona continua a definire l'altro "un uomo di merda" dopo otto anni, probabilmente non sta parlando soltanto del passato: sta esprimendo un dolore che non ha trovato una vera elaborazione.
Il punto cruciale, oggi, non è stabilire chi abbia più ragione.
Un altro aspetto importante riguarda il modo in cui descrive sua moglie. In alcuni passaggi emerge molta rabbia quando parla della casa, delle pulizie e del fatto che lei avrebbe bisogno di lui come "servo". Quando il rancore diventa così forte, spesso significa che il conflitto non è più soltanto sui fatti, ma sul valore reciproco che ci si attribuisce come persone.
La domanda è: esiste ancora una volontà reciproca di ricostruire il rapporto?
Se entrambi desideraste salvare il matrimonio, probabilmente sarebbe utile un percorso di coppia, per capire se esiste ancora uno spazio relazionale da recuperare.