Dott.ssa Lucia Gjoka

Dott.ssa Lucia Gjoka

Psicologa, Psicoterapeuta sistemico relazionale, EMDR, consulente di parte

Problemi nel dormire

Salve, volevo sottoporre alla vostra attenzione questa situazione: mia figlia di quasi 7 anni da un paio di mesi non vuole più dormire. Quando arriva il momento della nanna diventa una tragedia perché, nonostante i nostri rituali da sempre, lettura libro e coccole nel letto, inizia poi dicendo che non riesce a dormire. Puntualmente, ogni sera, inizia a lamentarsi di avere mal di pancia, dice che le si "strizzano" gli occhi, ci chiede costantemente di tenere gli occhi aperti, parla e continua a parlare facendo domande per non dormire, si agita e, nonostante abbia sonno, continua a non voler chiudere gli occhi per dormire.

Abbiamo provato con le gocce di melatonina ma nulla. Ogni volta questo momento dura anche più di un'ora. Cosa possiamo fare? Abbiamo provato a parlarle dicendo che siamo nel letto con lei, che non esistono i mostri e fantasmi, teniamo la lucina accesa. Qualsiasi cosa, ma la situazione è sempre questa.

Vi chiedo aiuto perché sta iniziando a diventare insostenibile per tutti.

Gentile mamma,

quello che descrive è una situazione che può essere molto faticosa per tutta la famiglia, soprattutto quando si ripete ogni sera e sembra non migliorare nonostante tutti i tentativi di rassicurazione.

A quasi 7 anni, il rifiuto di andare a dormire può avere diverse cause. Da ciò che racconta, colpisce il fatto che sua figlia sembri avere sonno ma si impegni attivamente a restare sveglia: parla continuamente, fa domande, chiede di tenere gli occhi aperti e lamenta sintomi fisici come mal di pancia o fastidi agli occhi. Spesso, a questa età, tali manifestazioni possono essere l'espressione di una difficoltà emotiva o di una preoccupazione che emerge proprio nel momento in cui si rallenta e ci si separa dalle attività della giornata.

Sarebbe utile chiedersi se, negli ultimi mesi, ci siano stati cambiamenti significativi: l'inizio o la conclusione della scuola, difficoltà con compagni o insegnanti, tensioni familiari, nascite, lutti, trasferimenti, malattie o altri eventi che possano aver aumentato il suo livello di preoccupazione. A volte anche cambiamenti che agli adulti sembrano piccoli possono essere vissuti dai bambini come molto importanti.

Un altro aspetto da osservare è se la paura riguarda il sonno in sé, il restare sola, il buio o la separazione dai genitori. Non sempre i bambini riescono a verbalizzare chiaramente ciò che li spaventa e possono manifestarlo attraverso richieste continue di attenzione o sintomi somatici, come il mal di pancia.

Alcuni accorgimenti che possono aiutare sono:

  • mantenere una routine serale prevedibile e tranquilla;
  • evitare lunghe trattative o rassicurazioni ripetute, che involontariamente possono mantenere il problema;
  • accogliere la sua paura senza cercare necessariamente di convincerla che non esiste;
  • favorire durante il giorno momenti in cui possa esprimere emozioni, preoccupazioni e pensieri attraverso il dialogo, il gioco o il disegno;
  • osservare se il problema compare esclusivamente all'ora della nanna o se emergono segnali di ansia anche in altri momenti della giornata.

Se questa difficoltà persiste da settimane, è molto intensa e sta compromettendo il benessere familiare, potrebbe essere utile confrontarsi con il pediatra e, se necessario, con uno psicologo dell'età evolutiva. Un colloquio con i genitori spesso è sufficiente per comprendere meglio la funzione di questo comportamento e individuare strategie mirate.

Il fatto che sua figlia cerchi continuamente la vostra presenza e che il problema si manifesti soprattutto al momento di addormentarsi suggerisce che sarebbe importante approfondire cosa rappresenta per lei quel momento della giornata e quali emozioni possano emergere quando si trova a dover lasciare andare il controllo e affidarsi al sonno.

A cura della Dott.ssa Gjoka Lucie
Per eventuali ulteriori chiarimenti o approfondimenti, resto a disposizione: colloquio online, costo 50 euro

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