Psicologa, Psicoterapeuta sistemico relazionale, EMDR, consulente di parte
Galleggiare...
Non ho capito cosa sta succedendo ultimamente: corro sempre e ho come la sensazione che il tempo mi scappi tra le dita e che io sia come rallentata. Mi sento inconcludente, soprattutto sul posto di lavoro, senza contare che negli ultimi mesi ho vacillato e ho avuto una situazione pesante con colleghe e superiori. Volevano togliermi il ruolo, mi sono chiesta chi fossi e cosa volessi. E poi ho tirato un respiro e sono andata: lo stipendio mi serve. Ma ho fatto due sedute di terapia con una psicologa affiliata alla mia azienda. Ho parlato poco, ho pianto ma ho eviscersto solo sul lavoro, non sulla ricerca di un figlio, sull'avere i miei molti lontani o sul sentirmi galleggiare. Giornate infinite, e avere sempre il cervello che macina, anche a casa. Sono stanca, sono spenta. E non so, però, da dove iniziare.
Quello che descrivi dà l’idea di una persona che sta sostenendo un carico molto più grande di quello che appare dall’esterno. Non leggo solo stanchezza: leggo anche un periodo in cui hai dovuto rimettere in discussione parti importanti Quando il lavoro occupa tanto spazio nella nostra vita, sentirsi messi in discussione professionalmente può far vacillare anche il senso del proprio valore. E tu, nel frattempo, hai continuato ad andare avanti perché “lo stipendio mi serve”. È una scelta comprensibile, ma richiede moltissima energia.
Poi però ci sono le altre frasi che hai scritto, e mi colpiscono ancora di più:
Queste sensazioni spesso compaiono quando il sistema nervoso è rimasto in uno stato di allerta per troppo tempo. Non significa necessariamente che ci sia una diagnosi precisa, ma che il tuo organismo potrebbe essere arrivato a un punto in cui continua a funzionare, però consumando più energie di quante riesca a recuperare.
Mi ha colpito anche una cosa sulla terapia. Dici di aver parlato quasi solo del lavoro, mentre sono rimasti fuori la ricerca di un figlio, la lontananza dei tuoi cari e quel senso di galleggiare.
Forse il lavoro è stato semplicemente la porta da cui il dolore è riuscito a uscire. A volte iniziamo da ciò che fa più rumore, mentre ciò che fa più male rimane sullo sfondo. Non è insolito. Piangere e riuscire a parlare solo di una parte non significa che la terapia non stia funzionando: può voler dire che quella era la parte che in quel momento riuscivi a mostrare.
Mi sembra anche che tu stia vivendo più perdite contemporaneamente:
Tutto questo insieme può dare proprio quella percezione che descrivi: correre continuamente senza riuscire ad arrivare davvero da nessuna parte.
Hai scritto una frase molto significativa: “Non so da dove iniziare.”
Forse non devi iniziare risolvendo tutto. Potresti iniziare semplicemente dando un nome a ciò che stai vivendo.
Se dovessi riassumere quello che emerge dalle tue parole, direi che ci sono almeno quattro aree che chiedono attenzione:
Sono quattro temi enormi. Nessuno riuscirebbe ad affrontarli tutti insieme. Ma meritano ad essere aprofonditi
Ti faccio una domanda, non per trovare subito una risposta, ma per capire meglio come stai.
Quando dici “mi sento galleggiare”, cosa intendi esattamente? È come sentirti distante da te stessa, come vivere con il pilota automatico, oppure è più la sensazione di non avere un punto fermo a cui aggrapparti?
a cura di Dott:ssa Lucie Gjoka