Psicologa, Psicoterapeuta sistemico relazionale, EMDR, consulente di parte
Addormentamento lungo bimbo 4 anni
Buongiorno Gentili Dottori, Vi contatto per chiedervi un parere circa l addormentamento molto lungo di mio figlio subentrato da qualche settimana. Mio figlio ha 3 anni e 9 mesi, è fratello maggiore da 3 mesi. Adora la sorellina, la cerca, non la respinge, però vedo che sta soffrendo per il calo inevitabile di attenzioni riportate a lui. Durante il giorno da uj mesetto circa è molto disubbidiente, risponde male, lancia oggetti, si arrabbia spesso. Dedico del tempo a lui esclusivo durante il giorno e la messa a letto la faccio sempre io. Ha sempre avuto una buona routine del sonno: pipi, denti, 2 libri e nanna nel suo lettino. In 10 minuti si è sempre addormentato. Da 2 settimane invece ci mette anche 2 ore ad addormentarsi. Lui dice di avere sonno e non si ribella alla messa a letto, ma non riesce a scivolare nel sonno. Io ho pochissima pazienza ora e arrivo a sera molto stanca e quindi quando non dorme e ci mette ore mi arrabbio perche mi spiace per lui che perda cosi tante ore di risposo. Quando alzo la voce mi dice che mi vuole bene e che devo essere felice. Probabilmente ultimamente mi sono arrabbiata spesso e teme che io non gli voglia bene. Gli dico spesso che se anche mi arrabbio facciamo sempre pace e gli voglio bene. Cosa posso fare per migliorare la situazione? Da cosa è dovuto questo peggioramento nell addormentarsi? Grazie mille come sempre Tanja
Gentile Tanja,
da ciò che racconta, il cambiamento nell'addormentamento di suo figlio sembra essersi presentato in concomitanza con un evento molto significativo: la nascita della sorellina. A questa età, l'arrivo di un fratello rappresenta un'importante riorganizzazione emotiva. Anche quando il bambino accoglie il nuovo arrivato con affetto, come nel caso di suo figlio, può vivere sentimenti contrastanti, come la paura di perdere l'esclusività del rapporto con i genitori o di non essere più al centro delle loro attenzioni.
I comportamenti che descrive – maggiore oppositività, irritabilità, difficoltà a gestire la frustrazione e un addormentamento molto più lungo – sembrano essere modi attraverso cui il bambino esprime un disagio che probabilmente non riesce ancora a comunicare a parole. La sera, quando tutto rallenta e vengono meno le distrazioni della giornata, è il momento in cui queste emozioni trovano più facilmente spazio. Non è raro che il bambino dica di avere sonno ma faccia fatica ad abbandonarsi al riposo, perché addormentarsi significa anche separarsi dalla figura di riferimento proprio nel momento in cui sente maggiormente il bisogno della sua vicinanza.
Mi ha colpito una frase del suo racconto: quando lei si arrabbia, suo figlio le dice "Ti voglio bene, devi essere felice." In poche parole sembra cercare di rassicurarla, quasi temesse che la sua rabbia possa mettere in discussione il vostro legame. È un segnale che ci parla della sua sensibilità e del bisogno di sentirsi ancora profondamente accolto e amato.
Sta già facendo una cosa molto importante dedicandogli ogni giorno del tempo esclusivo. Più che aumentare il tempo trascorso insieme, può essere utile valorizzarne la qualità: anche solo 15-20 minuti in cui è lui a scegliere il gioco e percepisce di avere la mamma tutta per sé possono rappresentare un potente fattore di sicurezza emotiva.
Per quanto riguarda la sera, potrebbe essere utile mantenere la routine già consolidata, evitando però che il momento dell'addormentamento diventi una "lotta". Se il sonno tarda ad arrivare, provi a trasmettergli il messaggio che non è obbligato ad addormentarsi subito, ma che può semplicemente riposare nel suo letto, sapendo che lei è vicina. Più un bambino sente la pressione di dover dormire, più spesso il sonno tende ad allontanarsi.
Infine, si conceda anche uno sguardo gentile verso sé stessa. È comprensibile che, con un neonato e un bambino di quasi quattro anni, arrivi a sera molto stanca e con poche energie. I bambini non hanno bisogno di genitori perfetti, ma di genitori che, anche quando perdono la pazienza, sappiano ritrovare la relazione. Da quello che racconta, questo lei lo sta già facendo quando lo rassicura che, nonostante la rabbia, il vostro amore non cambia.
Se questa difficoltà dovesse protrarsi per diverse settimane o intensificarsi, accompagnandosi ad altri segnali di forte sofferenza (incubi frequenti, regressioni marcate, rifiuto persistente della separazione o importanti cambiamenti dell'umore), potrebbe essere utile confrontarsi con il pediatra o con uno psicologo dell'età evolutiva per comprendere più a fondo i bisogni emotivi del bambino e sostenere tutta la famiglia in questa delicata fase di adattamento.
A cura della Dott.ssa Lucie Gjoka