Dott.ssa Lucia Gjoka

Dott.ssa Lucia Gjoka

Psicologa, Psicoterapeuta sistemico relazionale, EMDR, consulente di parte

Come uscire da questa situazione

Buongiorno, sono una ragazza di 35 anni. Lui ha 37 anni, Persona Altamente Sensibile, stiamo insieme da 2 anni e conviviamo da 3 mesi. Io sono figlia unica, e gli ho detto fin da subito di essere viziata ed egoista. Coppia con visioni di vita e del futuro uguali: stessi valori, nessuna voglia a fare dei figli. Nel nostro tempo insieme, ciclicamente abbiamo avuto qualche discussione, sempre iniziate da me: per piccole gelosie (assurdo dato che è la persona più fedele e buona che abbia mai conosciuto) o per piccole mancanze del tipo "non sono pari rispetto ai tuoi amici su ciò che facciamo". Tutte cose che non mi fanno sentire al primo posto stile Principessa. Qualche mesetto fa ad una discussione mi aveva già avvisato di essere stanco e di non farcela più a sostenere questo tipo di discussione. Lunedì, dopo un suo messaggio che mi ha fatta arrabbiare, mi sono chiusa nel silenzio limitando le interazioni ai "Ciao/buonanotte"; di questa situazione ne abbiamo poi parlato 2 giorni dopo e la sua conclusione è stata di porre fine alla relazione, confermandomelo il giorno successivo, dopo aver fatto il suo classico incontro psicologico. Gli ho chiesto di ripensarci e che avrei iniziato a fare terapia per affrontare le mie problematiche irrisolte dall'infanzia (sento che questo egocentrismo che ho, proviene dal mio essere figlia unica) per non gettarle più nella coppia, ed eventualmente andare anche in terapia insieme. Lui ha preso alcune sue cose ed è andato via di casa, tornandoci ieri durante una mia assenza, per riprendere altri effetti personali. Io ora sto malissimo perchè sento di aver perso l'uomo più importante mai avuto e per cui ho fatto anche dei sacrifici; uomo che, così come lui, non troverò più nella vita. In questo momento vorrei solo la bacchetta magica per farlo tornare a casa e iniziare una nuova vita, ma ho molta paura e una grossa sensazione che non possa accadere.

Gentile lettrice,

dal suo racconto emerge una grande sofferenza, ma anche una consapevolezza importante: riconosce alcuni aspetti del suo modo di vivere la relazione e sente il desiderio di comprenderli per non ripeterli in futuro. Questo è già un primo passo significativo.

Più che definirsi "viziata" o "egoista", mi soffermerei su ciò che descrive nel concreto. Le discussioni sembrano nascere da un bisogno profondo di sentirsi scelta, rassicurata e messa al primo posto. Quando questo bisogno non trova risposta nel modo che si aspetta, si attivano gelosia, delusione e richieste di conferme che, nel tempo, possono diventare faticose per il partner.

Il suo compagno, da quanto racconta, aveva già espresso il proprio disagio alcuni mesi fa, dicendole che si sentiva stanco di affrontare continuamente le stesse dinamiche. È probabile che la decisione di interrompere la relazione non sia stata determinata dal silenzio di quei due giorni, ma rappresenti il punto di arrivo di una fatica che lui percepiva da tempo.

Comprendo il desiderio di voler rimediare e la speranza che iniziando un percorso psicologico lui possa tornare. Tuttavia, è importante che la scelta di intraprendere una terapia non abbia come unico obiettivo quello di recuperare la relazione. Un percorso psicologico può aiutarla soprattutto a comprendere da dove nasce questo bisogno di continue rassicurazioni, quali esperienze abbiano contribuito a costruirlo e come sviluppare una maggiore sicurezza interiore, affinché il suo valore personale non dipenda esclusivamente dalle conferme del partner.

In questo momento è naturale che lei provi la sensazione di aver perso "l'uomo della sua vita". Quando una relazione termina, soprattutto se era vissuta come un punto fermo, il dolore porta spesso a pensare che nessun'altra persona potrà mai avere lo stesso valore. È una percezione molto comune nelle prime fasi della separazione, ma non è necessariamente una previsione del futuro.

Se il suo compagno avrà bisogno di tempo per capire cosa desidera, sarà importante rispettare questo spazio. Cercare di convincerlo o rincorrerlo rischierebbe di aumentare la sua distanza. Molto più significativo sarà che eventuali cambiamenti avvengano nel tempo, attraverso un percorso autentico e non come risposta alla paura di perderlo.

Qualunque sarà l'esito della vostra storia, questo momento può trasformarsi in un'occasione di crescita personale. Imparare a sentirsi amate senza dover continuamente verificare di essere "al primo posto" significa costruire relazioni più serene, nelle quali l'amore non ha bisogno di essere dimostrato ogni giorno attraverso continue conferme.

A cura della Dott.ssa Lucie Gjoka

Rimango a disposizione per qualsiasi necessità o chiarimento.

       

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