Dott.ssa Lucia Gjoka

Dott.ssa Lucia Gjoka

Psicologa, Psicoterapeuta sistemico relazionale, EMDR, consulente di parte

Conflitto minore con padre

Mia figlia di 17 anni non risponde alle richieste del padre, la quale viene invitata spesso a passare del tempo con noi ma fa fatica a partecipare, qualsiasi cosa le venga proposto; in questo caso mio marito, non intende più avere nessun tipo di colloquio con lei e ne risentiamo tutti...che fare? Grazie

Capisco quanto questa situazione possa essere dolorosa per tutta la famiglia.

A 17 anni è normale che un adolescente cerchi maggiore autonomia e, a volte, si allontani dalle proposte dei genitori. Tuttavia, prima di interpretare il suo comportamento come un rifiuto, sarebbe importante cercare di comprendere che cosa ci sia dietro: potrebbe aver bisogno di maggiore indipendenza, vivere un disagio personale, sentirsi non compresa o avere difficoltà nella relazione con il padre.

La scelta di suo marito di interrompere ogni dialogo, comprensibilmente dettata dalla frustrazione, rischia però di aumentare ulteriormente la distanza. Quando un genitore smette di cercare il contatto, il messaggio che può arrivare al figlio è: “Se non ti comporti come mi aspetto, rinuncio a te”. Anche se non è questa l’intenzione, è così che talvolta viene percepito.

Può essere utile cambiare prospettiva: invece di insistere perché partecipi alle attività familiari, provare a creare occasioni di dialogo senza pressioni, mostrando curiosità per ciò che vive e ascoltandola senza giudicarla. A volte il primo passo non è convincere un figlio a stare insieme, ma ricostruire un clima in cui si senta libero di avvicinarsi.

Se questa distanza persiste da tempo e sta facendo soffrire tutti, potrebbe essere utile un confronto con uno psicologo familiare, che aiuti ciascuno a comprendere i bisogni dell’altro e a trovare nuove modalità di comunicazione

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