Dott.ssa Maria Felice Pacitto

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Dott.ssa Maria Felice Pacitto

Psicologo, Psicoterapeuta

La dipendenza dal cellulare. Cosa fare?

Tra i 12 e i 13 anni il 90% dei ragazzi ha un cellulare, un dispositivo il cui possesso segna la cesura tra l’infanzia e la preadolescenza. Il cellulare è diventato un prolungamento del corpo; con esso si studia, si vivono emozioni si comunica si gioca, si vivono amori. Tutta la vita passa attraverso questo congegno. I genitori, sono, ovviamente proprio loro a regalarlo per sentirsi sicuri  di poter comunicare ad ogni istante con i figli che incominciano a fare i primi passi nel mondo in autonomia. Fino a 10 anni non sono i ragazzi a chiederlo ma piuttosto appunto i genitori a regalarlo per essere più tranquilli e meno in ansia,. Ma l’età del possesso del cellulare si sta abbassando: Il 44% dei bambini di otto anni già lo possiede ed il 17% dei bambini al di sotto dei 7 anni ne fanno uso quotidianamente. C’è da meravigliarsi che da adolescenti se ne faccia un uso compulsivo? Il peggiore esempio viene proprio dagli adulti i quali lo usano a tavola, mentre ci si riunisce con la famiglia, lo usano mentre incontrano un amico e parlano con lui, lo usano e controllano i messaggi nei piccoli intervalli di lavoro…. Lo danno ai figli piccoli (di tre-quattro anni) per intrattenerli mentre sono impegnati in altro. Il cellulare  è diventato pervasivo, facilitato dal fatto che ha una sua indubbia utilità. E così senza che ce ne rendessimo conto si è impadronito della nostra vita. E solo a questo punto incominciamo a renderci conto anche del rovescio della medaglia, di quanto possa essere dannoso. Ormai è conclamato come l’uso smodato di tecnologie mobili  sia dannoso per i ragazzi e cresce la preoccupazione. Per troppo tempo il problema è stato sottovalutato in quanto alcuni di questi dispositivi sono realmente utili. Tra i danni che la ricerca scientifica ha registrato:

  • Deficit di attenzione e di apprendimento
  • l’assenteismo e l’insuccesso scolastico;
  • il deterioramento delle relazioni familiari e di amicizia;
  • diversi problemi di salute fisica e mentale (tra cui obesità, miopia, autolesionismo, ansia, stress, insonnia, disturbi alimentari, depressione e isolamento).

Inoltre, l’uso delle tecnologie mobili e social media può anche promuovere comportamenti estremamente gravi dannosi, tra cui:

  • il suicidio;
  • la violenza;
  • il cyberbullismol’adescamento o il sexting che derivano dall’uso di queste tecnologie.

 Tutti possono  sviluppare dipendenza dalle tecnologie mobili, compresi i bambini. I genitori, o chi ne fa le veci, hanno la possibilità di verificarne l'uso e l’abuso  da parte dei figli piccoli. Questi sono i segnali:

  • Sottrarsi all'attenzione dei genitori per navigare.
  • Mentire su quanto tempo si passa su Internet.
  • Irritabilità quando viene proibito l'uso dei dispositivi elettronici o della rete.
  • Insonnia e stanchezza.
  • Forte desiderio di tornare a connettersi quanto prima.
  • Stare svegli tutta la notte per navigare o guardare il telefonino.
  • Trascurare o dimenticare di fare i compiti o altre attività.
  • Stringere nuovi legami virtuali e trascurare quelli reali.
  • Perdita di interesse per tutto ciò che una volta

 E’impensabile oggi isolare i ragazzi privandoli dei telefonini ma vanno stabilite regole molto chiare e precise.

Almeno sei regole fondamentali ma sapendo che a nulla servono se i genitori, per primi, non imparano ad osservarle essi per primi:

  • Mentre si parla o si interagisce o si conversa non rispondere al telefono
  • 2Non usarlo mentre si cammina e mai usare la cuffia (perché non si sentono i rumori e dunque neanche quelli dei mezzi)
  • Non usarlo a tavola: è il momento in cui la famiglia si riunisce e si condividono esperienze e affetti
  • Non usarlo davanti alla TV perché si è deciso di vedere qualcosa insieme e magari discuterne
  • Non usarlo mai di notte ascoltando la musica perché il cervello deve riposare

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