Bambino aggressivo e testardo

Buongiorno sono Irene mamma di Enea di appena 3 anni. Enea fin dalla nascita è stato un bambino molto richiedente, non amava stare in passeggino o nella sdraietta. Era un piccolo ad alto contatto quindi quasi sempre in fascia o in braccio. Crescendo Si è mostrato fin da subito un bambino vivace, molto attivo e vitale. Molto solare fino al compimento del secondo anno di età dove ha cambiato molto carattere diventando molto scontroso con adulti e bambini. A settembre ha iniziato la scuola dell infanzia come anticipatario e anche le maestre mi dicono che con compagni e anche con noi a casa e molto aggressivo. Non accetta i nostri no e a scuola fa fatica a condividere i giochi. Partecipiamo spesso ad eventi e frequentiamo contesti sociali dove sono presenti altri bambini ma lui se non è al centro dell' attenzione e se i bambini non gioca come vuole lui si arrabbia molto. È molto impulsivo. Facciamo fatica ormai da un anno e non abbiamo trovato il modo per non fare esprimere questa aggressività con noi e altri bambini. Mi piacerebbe ricevere un aiuto da uno specialista. Grazie

Gentile Irene,

dal suo racconto emerge la fatica che state vivendo come famiglia nel gestire alcuni comportamenti di Enea, ma anche la grande attenzione con cui osserva suo figlio e cerca di comprendere ciò che sta accadendo.

Da quanto descrive, Enea è sempre stato un bambino particolarmente vivace, energico e bisognoso di contatto e vicinanza. Con la crescita e soprattutto con l'ingresso alla scuola dell'infanzia, sembra però che siano emerse maggiori difficoltà nella gestione delle emozioni, della frustrazione e delle relazioni con coetanei e adulti.

A tre anni i bambini stanno ancora imparando a riconoscere, esprimere e regolare le proprie emozioni. Comportamenti come rabbia intensa, impulsività, difficoltà ad accettare i "no" o a condividere i giochi possono essere presenti durante questa fase dello sviluppo. Tuttavia, quando tali manifestazioni risultano particolarmente frequenti, intense e persistenti nel tempo, come sembra emergere dal suo racconto, può essere utile approfondirle con uno specialista.

L'obiettivo non sarebbe quello di "correggere" Enea, ma di comprendere meglio quali bisogni, difficoltà o modalità di funzionamento possano trovarsi alla base dei suoi comportamenti. Talvolta l'aggressività rappresenta il modo con cui un bambino esprime frustrazione, fatica nella regolazione emotiva o difficoltà nell'adattarsi alle richieste sociali e relazionali.

Potrebbe essere utile intraprendere una consulenza con uno psicologo dell'età evolutiva, che possa osservare il bambino all'interno del suo contesto di sviluppo e raccogliere informazioni sia dai genitori sia dalla scuola. Un percorso di questo tipo permette spesso di comprendere più chiaramente la situazione e di fornire ai genitori strategie concrete per affrontare i momenti di opposizione, rabbia e conflitto.

Vorrei inoltre sottolineare che il fatto che Enea manifesti queste difficoltà non significa necessariamente che vi sia una problematica specifica o un disturbo. È importante evitare conclusioni affrettate e procedere attraverso una valutazione accurata che tenga conto della sua storia, delle sue caratteristiche temperamentali e del contesto in cui cresce.

Il consiglio, quindi, è quello di accogliere il suo desiderio di chiedere un supporto specialistico come una risorsa preziosa: una consulenza psicologica evolutiva potrebbe aiutarvi a comprendere meglio vostro figlio e a individuare modalità più efficaci per accompagnarlo nella gestione delle emozioni e delle relazioni.

Un caro saluto.

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