Dott.ssa Micol Loppo

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Dott.ssa Micol Loppo

specialista in psicologia clinica e psicoterapeuta

Dubbi sull'orientamento sessuale

Ciao, sono una ragazza di 25 anni fidanzata da 7 con un ragazzo. Sono sempre stata insicura sul mio aspetto fisico, si tratta di miei complessi di inferiorità che il mio fidanzato cerca di contrastare riempiendomi di complimenti genuini e sinceri. Ho sempre avuto invidia verso le altre donne, quelle che secondo me, sono più in forma di me e hanno un fisico più snello e asciutto. Questo mio guardare le donne si è sempre basato sulla mia invidia genuina nei loro confronti, ma la questione è un'altra. Premetto che per quanto riguarda autoerotismo mostro una preferenza per immagini in cui le donne hanno dei fisici e proporzioni simili ai miei, fino ad adesso ho giustificato questa mia scelta sulla base del concetto di immedesimazione ma a questo punto non so nemmeno più darmi una risposta. Il sesso con il mio ragazzo è ok, sebbene abbia ultimamente notato di più rispetto alle volte passate la mia difficoltà nel raggiungere l'apice del piacere, sicuramente dovuto al mio essere clitoridea più che vaginale e spesso presi dalla foga si va direttamente al dunque senza preliminari. Da quando ho presentato questo problema al mio ragazzo sono stata avvolta da una nube grigia, questo ha inevitabilmente influenzato il mio modo e il mio rapportarmi a chi mi sta intorno ed è da un paio di giorni che mi sorprendo a guardare corpi delle donne, come non avessi mai fatto prima di ora. Mi soffermo sulle natiche e sui seni ma non provo attrazione sessuale da voler andare con le donne o interesse amoroso nei loro confronti. Sto vivendo inoltre un forte periodo di stress e mi stanno sorgendo dubbi sulla mia sessualità, non so cosa pensare o se sono soggezionata da tutto quello che mi sta accadendo

Descrivi una "nube grigia" che sembra aver avvolto non solo la tua sessualità, ma anche il modo in cui guardi te stessa e il mondo che ti circonda.

Non è affatto raro che in periodi di forte stress o in concomitanza con una frustrazione legata al piacere personale, la mente inizi a sollevare dubbi, proiettando il disagio verso direzioni che ci sembrano estranee o inaspettate.

Quando viviamo una difficoltà nel raggiungere l'apice — che tu stessa identifichi correttamente come legata a una specifica modalità di stimolazione (clitoridea) — è naturale che si crei una pressione psicologica. Se questa pressione non viene scaricata tramite un'intimità soddisfacente, il cervello cerca di "spostare" l'attenzione altrove.

Osservare i corpi delle altre donne in questo momento, soffermandosi su particolari anatomici, non equivale necessariamente a provare attrazione sessuale. Spesso, in una condizione di insicurezza, quello sguardo diventa un "confronto ossessivo": è il tuo modo di misurarti, di cercare conferme o di alimentare quel complesso di inferiorità che già ti accompagna. È un meccanismo di controllo, non di desiderio.

La preferenza per immagini che riflettono le tue proporzioni non è un segnale di confusione sessuale, ma può essere interpretata come un tentativo (inconscio) di "auto-riparazione". Spesso cerchiamo nei corpi altrui una sorta di rispecchiamento che possa validare la nostra fisicità, che in questo momento senti di non riuscire ad accettare appieno. È una dinamica che tende a placare l'ansia legata al proprio aspetto, anziché stimolare un orientamento verso l'altro sesso.

Il fatto che abbiate una foga che vi porta a saltare i preliminari — pur essendo una dinamica comune — sta diventando per te un ostacolo insormontabile. La tua difficoltà orgasmica non è un "guasto" nel tuo orientamento, ma una richiesta del tuo corpo di essere ascoltato in modo diverso.

Quando non ci sentiamo pienamente appagati, la nostra mente vaga per cercare colpe o spiegazioni alternative, e il dubbio sull'orientamento sessuale è una delle "scuse" più frequenti che la mente usa per gestire l'ansia di una prestazione che non ci soddisfa o che non ci rispecchia.

Per affrontare questo momento, ti suggerirei di lavorare su due binari paralleli:

Per qualche giorno, prova a essere molto gentile con te stessa. Quando ti sorprendi a osservare i corpi altrui, ricorda a te stessa: "Questo è il mio complesso che cerca conferme, non è il mio desiderio che parla". Non punirti per questo, è solo un segnale di stress.

Il tuo piacere è un tuo diritto. La tua consapevolezza di essere "clitoridea" è una risorsa preziosa. Prova a trasformare la "nube" in una conversazione: comunicare al tuo partner, in un momento di calma (non durante l'atto), che la tua sessualità ha bisogno di tempi e modalità diverse per accendersi, non è una critica a lui, ma un invito a conoscerti meglio.

Quello che stai vivendo sembra molto più legato a un momento critico di autostima e di espressione dei propri bisogni che a una reale messa in discussione della tua identità. Sei in una fase di transizione, in cui il corpo chiede di essere ascoltato e non solo "usato" per arrivare a una meta.

Ti chiedo, se ti va di approfondire: come ti senti quando immagini di condividere con il tuo ragazzo questa tua esigenza di "lentezza" e di focus diverso? Quale timore emerge, se ne emerge uno, al solo pensiero di questa conversazione?

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