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Dott.ssa Paola Scalco

psicologo, psicoterapeuta, sessuologo

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  • Castell'Alfero

Non so come riprendermi

Salve a tutti, ringrazio già in anticipo chi leggendo la mia richiesta d'aiuto vorrà darmi una mano...
Sono una ragazza di 23 anni nata in una generazione che non rispecchia nulla di me e del mio carattere, e in un contesto e situazione economica dura per tutti.
Premetto che ho una situazione familiare piuttosto normale, una madre e un padre presenti che non mi hanno mai fatto mancare il cibo in tavola, ma che non potevano permettersi spese extra (siamo in 5 in famiglia con un solo stipendio, di mio padre). Sin da piccola sono stata la figlia diversa, la pecora nera: sveglia e anticonformista, anche un po' introversa. All'età di 14 anni avrei voluto iniziare a frequentare un indirizzo scolastico che mi avrebbe richiesto spese per la mia famiglia impossibili, cosa che i miei genitori non mi hanno fatto scordare: dato che mia sorella è sempre stata ai loro occhi la figlia più brava (e lo era in effetti, costante in tutto) e che frequentava una scuola comoda dal punto di vista della vicinanza, i miei mi hanno consigliato di frequentare lo stesso indirizzo. Un minimo di interesse per le materie proprie di questo indirizzo lo avevo, ma erano presenti anche materie per me quasi impossibili. Il risultato fu il mio completo fallimento: le materie che non mi piacevano tolsero del tutto l'interesse che avevo per la scuola in generale, al punto che fui costretta a non terminare il percorso di studi a seguito di una ennesima bocciatura.
Da quel momento ho cercato di fare qualcosa che non potesse deludere ulteriormente i miei genitori: visto che non potevano più permettersi di aiutarmi a completare un possibile percorso di studi, ho cercato lavoro, e sto cercando tuttora. Trovo saltuariamente qualcosa, ma la verità è che nella mia situazione trovare lavoro è quasi impossibile: già senza un diploma è dura, ma il vero problema è che per qualsiasi cosa chiedono esperienza di almeno 1 o 2 anni. Mi andrebbe bene anche pulire i bagni di qualsiasi posto, ma anche per quelli serve esperienza. Esperienza che non posso avere perché non puoi lavorare senza esperienza di 1 o 2 anni.
Ho 23 anni e i miei genitori sono stufi di vedermi fallire. Mia sorella non è mai stata una cima, eppure ha preso il diploma (seppur con risultati minimi), ha trovato lavoro (grazie ad un'amica che l'ha inserita) e fra poco andrà a convivere con il suo ragazzo.
Il calcio in culo serve a tutti, soprattutto nel mondo del lavoro, cosa per me impossibile vista la mia quasi totale incapacità a relazionarmi: ho avuto amicizie tossiche in passato, di gente che mi ha criticata alle spalle soprattutto per il mio aspetto fisico (ho avuto problemi di peso nell'adolescenza) e per il fatto che non sopporto determinate ipocrisie (la mia ultima amica stretta era una ragazza che mi ha sfruttata per arrivare a determinati scopi, e che poi ha trovato un'altra persona più utile alla sua causa mollandomi senza farsi scrupoli e senza darmi una spiegazione decente).
Voglio bene a mia sorella e alla mia famiglia, ma questo mondo inizia a farmi schifo.
Mi alzo la mattina e mi chiedo quale sia il senso di sbattersi per poi non avere nulla. Vivo le giornate con un costante senso di vuoto: so che dovrei provare più emozioni ma non provo niente se non stanchezza, tristezza e questo vuoto che non mi lascia mai.
La sera perdo tempo col telefonino, sperando di riuscire ad addormentarmi in fretta ma i pensieri mi fanno stare sveglia, e mi addormento sempre tardi.
Sono stanca di tutto, e di tutti. Vorrei solo riuscire ad addormentarmi e non dover pensare più a niente, non dovermi preoccupare più delle sentenze di mia madre che pensa che non combinerò nulla nella vita, di quelle di mia sorella che dice che mi devo solo impegnare di più perché io, secondo lei, sono forte.
Non sono forte, ho sempre avuto voglia di piangere e ce l'ho tuttora, non lo faccio solo perché non voglio far star male loro. Mi sto solo sforzando di vivere, e so che non dovrebbe essere così.
Sono stanca... E basta

Gentilissima ragazza,

certo che non dovrebbe essere così, non solo alla sua età, ma per chiunque. Le indicazioni pratiche (a distanza non si può far più di tanto...) da parte mia sono due.

Dal momento che il passato non lo possiamo cambiare, inutile perdere tempo a pensarci: meglio imparare a cambiare quel tanto che basta a vivere meglio il presente e, di conseguenza, programmare e costruire un futuro che assomigli il più possibile a quello che desideriamo per noi.

Presso lo Spazio Giovani del Consultorio della sua ASL di appartenenza ha la possibilità di incontrare gratuitamente uno psicologo, che può affiancarla in questo processo di cambiamento, ascoltando e accogliendo la sua insoddisfazione, la sua rabbia, la sua delusione per aiutarla a trasformarle in grinta e desiderio di "mordere" la vita.

Allo sportello Informagiovani del suo Comune, invece, potrà recarsi per avere informazioni riguardo a corsi di formazione gratuiti, o opportunità di vario genere, tra le quali la invito a considerare seriamente la possibilità di svolgere un anno di servizio civile (retribuito poco più di 400 € al mese, per 25-30 ore la settimana), che le sarà utile non solo ad intascare qualcosa, ma anche ad iniziare a farsi quella benedetta esperienza che viene richiesta e a crearsi contatti che potrebbero servirle prima o poi.

Un ultimo suggerimento: il cellulare la sera lo molli almeno un'ora prima di andare a dormire. Vedrà che si addormenterà con maggior facilità.

Cordialità.

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