Professore Roberto Pasanisi

Professore Roberto Pasanisi

Psicologo, Psicoterapeuta

Problemi di erezione con persone nuove e nella masturbazione

Buongiorno, sono un ragazzo di 30 anni che ha cominciato ad avere rapporti completi relativamente tardi, poco dopo i 20. Da allora ho fatto sesso solo nell'ambito di relazioni serie durate diversi anni, ma in entrambi i casi, nel corso della prima notte, non sono riuscito ad effettuare la penetrazione (solo quello, l'erezione durante il sesso orale era più che soddisfacente), con la prima persona probabilmente perchè era la prima volta, con la seconda forse perchè le cose sono state un po' affrettate e una volta spogliata il suo corpo non era esattamente come lo avevo immaginato. Ma a parte questi episodi accaduti soltanto le prime due-tre volte, la vita sessuale in seguito è stata abbastanza appagante e serena.


Adesso a un anno e mezzo di distanza dall'ultimo rapporto è sopraggiunta una novità: solitamente all'atto della masturbazione accompagno l'uso della pornografia, ma nell'ultimo periodo mi sono accorto che non riesco ad avere o mantenere l'erezione se non tramite il suo ausilio. Il problema è che adesso sto iniziando a frequentare una ragazza che mi interessa molto, e questa cosa mentalmente ha aperto un bel vaso di pandora, autoinnescando una serie di turbe mentali proprio nel momento sbagliato.

Che io sia un tipo di persona che non riesce a vivere queste cose in maniera tranquilla mi pare palese e mi ero rassegnato a portare questa croce, tanto le storielle neanche mi attirano, ma con questo ultimo episodio è possibile che le cose anche a livello fisico siano peggiorate? Sarebbe consigliabile una terapia medica o rischierei di diventarne mentalmente dipendente?

Gentile Marcello,

è chiaro che l’ansia, lo stress, l'insicurezza, i diversi problemi psico-sessuali sono propriamente non un disturbo, ma i sintomi di un disturbo, che riguarda chiaramente tutta la personalità, nel presente come nella Sua storia personale.

È possibile che, con un approccio specifico alla problematica, che potremmo presumibilmente chiamare psico-educativo, si potrebbe ottenere in tempi non lunghi sia una risoluzione della problematica in questione, sia un miglioramento, di riflesso, del più complessivo stato generale d’ansia e di insicurezza.

In tal senso, una focalizzazione strategica sul sintomo e una rieducazione psicologica appaiono senz’altro adeguati.

In alternativa, una soluzione più radicale sarebbe – su tempi più lunghi - affrontare una terapia del ‘profondo’, che risolva le radici dell’ansia e della depressione e, di conseguenza, anche i suoi sintomi.

Tale approccio potrebbe in tal caso essere valido per ristrutturare le parti immature e ancora infantili della Sua personalità ed eliminare dai suoi ‘meccanismi’ quei granelli che – per così dire – ne ostacolano il corretto e felice funzionamento in direzione della crescita personale e dello sviluppo adulto della Sua identità, oltre ogni psicopatologica insicurezza e disistima.

Intanto, Le invio cordiali saluti.