63 anni ... Nessuno stile di vita ...

Salve, mi chiamo Roberta ho 63 anni e sono single ... Non riesco ad avere un mio stile di vita ... Vorrei lo Slow Living ... Mi ritrovo ad essere nel mezzo di una crisi esistenziale ... Non ho più voglia di correre e voglio essere accettata con tutti i miei difetti ... Non voglio essere performante ... Voglio essere una donna ... Un fatto che mi limita nella vita sociale ... Non porto bene la macchina ... Come faccio a mettere ordine e ad avere una vita soddisfacente ... ?

Gentile Roberta,

quello che descrive non è un “problema” da correggere, ma un momento di passaggio molto comune nella vita adulta. A 63 anni non è raro sentire il bisogno di rallentare, di ridefinire le priorità, di lasciare andare la corsa e di costruire uno stile di vita più gentile, più lento, più coerente con ciò che si è oggi. Il suo desiderio di slow living non è una fuga: è un segnale di maturità. Quando la vita cambia, quando si è attraversato molto, quando si è stanchi di dover “performare”, è naturale chiedersi: “Chi sono davvero, se smetto di correre?” Nel suo racconto emergono alcuni punti importanti:

  • sente una crisi esistenziale, che non è un fallimento ma un momento di riorganizzazione
  • desidera essere accettata con i suoi difetti, senza dover dimostrare nulla
  • vorrebbe una vita più lenta, più semplice, più sua
  • alcuni aspetti pratici (come la difficoltà a guidare) la fanno sentire limitata nella vita sociale
  • cerca un modo per “mettere ordine” e ritrovare un senso di soddisfazione

Questi elementi parlano di una persona che sta cercando una nuova identità adulta, non di qualcuno che “non ha uno stile di vita”. La verità è che lo stile di vita non si trova: si costruisce, un pezzo alla volta. Per iniziare a farlo, spesso è utile lavorare su tre direzioni:

  1. Capire cosa vuole davvero tenere e cosa vuole lasciare andare. Non tutto ciò che ha fatto finora deve seguirla nella nuova fase della vita.
  2. Dare valore ai suoi ritmi, invece di giudicarli. Il bisogno di rallentare è un bisogno legittimo, non un difetto.
  3. Affrontare le piccole paure pratiche (come la guida) non per “essere performante”, ma per recuperare autonomia. A volte basta un lavoro mirato per trasformare ciò che oggi sembra un ostacolo in qualcosa di gestibile.

Molte persone, in momenti simili, trovano utile un percorso di consulenza proprio per dare forma a questa nuova fase: non per “aggiustarsi”, ma per capire come vivere in modo più coerente con ciò che sentono. Lei non deve diventare un’altra persona: deve diventare più vicina a sé stessa. Se lo desidera, può approfondire questo momento in uno spazio dedicato: spesso basta poco per iniziare a vedere che la vita può davvero rallentare, e che può farlo senza perdere nulla di importante.

 

domande e risposte

Dott.Sergio Stroppa

Psicologo - Repubblica di San Marino - Ancona

  • Ansia
  • Depressione
  • Dipendenza da droghe
  • Autostima adolescenza
  • Autostima bambini
  • Dipendenze (affettive, sesso, cibo, gioco d'azzardo, ecc.)
  • Bullismo
  • Attacchi di Panico
  • Disagi esistenziali
  • Disturbi psicosomatici
  • Elaborazione del lutto
  • Fobia sociale e timidezza eccessiva
  • Disturbo ossessivo compulsivo
  • Problemi depressivi della terza età
  • Ansia da prestazione e disfunzione erettile
CONTATTAMI
cerca psicologo