Crisi di panico

Buongiorno, mi chiamo Samanta e ho 43 anni. Soffro di ansia e attacchi di panico da quando di anni ne avevo 14. Per riassumere: ho perso mio padre a 8 anni, all'improvviso. Inizialmente tutti si sono concentrati su mamma e mio fratello, me compresa, mettendo un po' da parte la mia sofferenza. Poi, in età adolescenziale, ho iniziato a cercare le risposte, i perché, di quella perdita e ho iniziato a soffrire di ansia, agorafobia, attacchi di panico, disturbi di alimentazione.
Non sono stata in cura da nessuno, volevo farcela da sola e in parte ci sono anche riuscita. Sono passati gli anni, ho preso una laurea andando a vivere da sola a 18 anni, ho fatto tt le mie esperienze ma, in piccolissima parte, le ansie sono state mie compagne, le ho sempre avute ma le ho sempre gestite bene.
Questo mese, però, improvvisamente, è come se ho perso il controllo di loro e di me stessa dopo ben 25 anni. Ho iniziato ad avere la prima crisi di panico forte, seguita da altre due a distanza di mezz'ora, mentre portavo mio figlio a fare le terme. Mi sono sentita debole, un senso di vuoto allo stomaco come se volessi eruttare ma ero bloccata, mani e piedi con un senso di formicolio, tachicardia, tremore a tutto il corpo come se avessi la febbre, senso di svenimento.
Ho passato un anno molto stressante lavorativo, vorrei un altro figlio che purtroppo non arriva e, inconsciamente, inoltre, mi sento come se non lo meritassi. Ho avuto lo stesso disturbo oggi, meno forte xk c'ho ragionato un po', ma kmq sia limitante xk mi fa scappare improvvisamente dal luogo in cui mi trovo, come se stessi per impazzire.
Mi sento come se stesse venendo fuori tutta la mia fragilità, quella nascosta per anni, come se avessi perso la mia forza, tutta quella che ho avuto finora ad affrontare tt una intera vita. E non voglio perdere la mia indipendenza, che ho lottato tanto contro i miei limiti per averla.
Non pratico sport, non prendo farmaci, vorrei solo riavere e avere me stessa serena.
Cosa mi consigliate di fare? Grazie mille.

Gentile Samanta,

dalle sue parole emerge una grande forza. Nonostante una perdita così importante vissuta da bambina e le difficoltà affrontate negli anni successivi, è riuscita a costruire la sua vita, a studiare, lavorare, rendersi indipendente e diventare madre. Questo racconta di risorse che non sono scomparse.

Proprio per questo, il ritorno di attacchi di panico così intensi può essere particolarmente spaventoso e farle pensare di aver perso tutto ciò che aveva conquistato. In realtà, ciò che descrive non significa necessariamente che sta tornando al punto di partenza. A volte periodi di forte stress, cambiamenti di vita o fatiche emotive protratte nel tempo possono ridurre le nostre capacità di far fronte alle difficoltà e riportare in primo piano debolezza che fino a quel momento erano rimasti ben compensati.

Nel suo racconto compaiono diversi aspetti che meritano attenzione, come l'anno lavorativo molto impegnativo, il desiderio di una nuova gravidanza che non arriva, i pensieri di non meritarla e una storia di perdita importante. Non è possibile stabilire da qui quanto ciascuno di questi elementi sta accadendo, ma è comprensibile che il loro insieme possa aver rappresentato un carico emotivo significativo.

Mi colpisce anche il fatto che per molti anni ha scelto di affrontare tutto da sola. Questa capacità probabilmente l'ha aiutata in molti momenti, ma oggi potrebbe non essere più necessario sostenere tutto il peso esclusivamente con le proprie forze. Chiedere un aiuto professionale non significa aver fallito, bensì concedersi uno spazio per comprendere ciò che sta accadendo e ritrovare gli strumenti per affrontarlo.

Considerata la comparsa di attacchi di panico così intensi dopo molto tempo, le suggerirei di rivolgersi a uno psicologo per una valutazione approfondita. Se non lo ha ancora fatto, potrebbe essere utile anche confrontarsi con il suo medico curante, soprattutto perché i sintomi fisici sono ricomparsi dopo molti anni, così da escludere eventuali condizioni mediche che possono contribuire al quadro.

Il fatto che oggi sia riuscito, almeno in parte, a riconoscere ciò che stava accadendo durante l'episodio è un segnale importante. Significa che una parte di lei è ancora capace di osservare l'esperienza senza esserne completamente travolta. È una risorsa preziosa da cui partire.

Le auguro di poter ritrovare presto quella serenità che desideri. Con il giusto supporto, è possibile comprendere il significato di questo momento e recuperare un senso di sicurezza, senza rinunciare all'autonomia che con tanta determinazione ha costruito negli anni.

Un cordiale saluto
Dott.ssa Silvia Boniolo

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