Come posso affrontare tutto questo?

Buongiorno, Sono una giovane ragazza che sta affrontando un periodo complicato. Da un bel po' di tempo sono in disoccupazione, questa cosa oltre che mettermi a disagio, mi mette anche "inconsciamente" in una posizione più bassa rispetto agli altri che hanno già un'occupazione, soprattutto diventa difficile quando provi a fare nuove conoscenze e devi dire "cerco lavoro". So che è una frase del tutto normale, ma quando la dico sento un po' il giudizio di non star facendo nulla o di essere una "fallita", nonostante io abbia mandato molti cv, fatto pochi colloqui che non sono andati bene, mi sento sempre frustrata perché non arrivo mai al mio obiettivo. Mi sembra di stare in una stazione ferroviaria, seduta su una panchina, in cui nella mia valigia i sogni e i desideri stanno svanendo perché si è stufi non di vivere, ma di sopravvivere, e nel frattempo le persone che ti passano davanti hanno il proprio bagaglio pronto e sicuro per andare nelle proprie direzioni di vita. Io invece sto ferma, mi sento sempre bloccata e la mia mente non mi aiuta perché mi convince che andrà solo peggio. Nonostante mi impegni a cercare lavoro, che molto spesso sono contratti a breve termine e ti passa anche la voglia di cercarli in quanto torni al punto di prima, ma ahimè devo continuare lo stesso, c'è anche l'altra parte di me che vorrebbe essere libera di fare quello che vuole, essere il capo di me stessa, inseguendo i miei sogni, come ad esempio fare caricature per eventi, matrimoni ecc.. Mi ha sempre attirato fare questo tipo di lavoro, perché amo l'arte, anche se a volte ho un rapporto complicato con quest'ultima, anzi forse sono io a renderlo complicato. Il mio lato perfezionista spesso mi mette i bastoni fra le ruote, impedendomi non solo di esprimere me stessa, ma anche di procrastinare un disegno e non riuscire a divertirmi, rilassarmi, fino ad arrivare a volte a spegnere anche la passione stessa. Quest'anno sui social ho pubblicato solo un disegno...avrei voluto fare di più, e spesso mi sento un po' in ansia a pubblicare, perché ho il bisogno che sia tutto perfetto e il timore di fare cose banali e non attraenti. A volte vedo gente che come me ama disegnare, che riesce tranquillamente ad arrivare ai suoi obiettivi, e questo mi fa sentire peggio, perché ho sempre l'impressione di essere inadatta, a volte mi metto anche in dubbio e penso "mi piacerebbe fare qualcosa nella mia vita oppure lo penso penso perché vedo che gli altri hanno una propria direzione e quindi mi dà fastidio non averne una?" Si purtroppo il loop dei pensieri non mi abbandona mai e mi fa parecchio soffrire. Anche nelle relazioni sono una "campionessa", nel senso ovviamente negativo. Sto frequentando un ragazzo, e al momento mi trovo bene per certi aspetti nonostante in precedenza abbia spesso rifiutato ad uscirci, non tanto perché non mi interessava, ma perché ogni giorno devo combattere con tutti questi pensieri nella mia testa, non tanto della mia vita perché quella è da tempo che manco ce l'ho più. A volte mi chiedo cosa trovi attraente in me, senza un lavoro, mi pesa quando lui mi offre qualcosa ma purtroppo non posso ricambiare come vorrei. Ho anche espresso il mio disagio, e lui mi ha anche rassicurata che lo fa con piacere non perché vuole essere ricambiato, però sento che alla lunga questa situazione non potrebbe andare più bene. Poi a volte uscire diventa anche pesante, infatti gli dò buca, non tanto perché non mi va di uscire con lui, ma in generale non ho le forze di uscire ma anche perché non amo il mio fisico che mi rende ancora più difficile l'uscita. Sto anche provando a mangiare bene e fare un po' di attività fisica, ma poi a volte finisco per mangiare più del dovuto. Lui crede che da questo atteggiamento ne derivi poco interesse nei suoi confronti, anche se in realtà gli ho accennato che purtroppo in passato ho sofferto di disturbi alimentari, ma lui stesso essendo una persona che non crede abbastanza in sé stesso, pensa altro...anche se per me oltre che ad essere bel ragazzo, io vedo in lui tante belle qualità e risorse e non capisco come non riesca a vederle. Invece a me sono venuti altri dubbi, nel senso che essendo una persona più iperattiva di me, perché propone sempre qualcosa da fare insieme, nonostante da un lato apprezzi questo suo spirito d'iniziativa, dall'altra mi sento oltre che limitata economicamente, anche stremata a stare dietro a tutte queste proposte, che sì mi piacerebbe fare ma con una certa calma. Spesso mi domando anche se sono la persona giusta o no, anche perché penso che lui si meriterebbe una ragazza migliore, che intanto sia più dinamica, abbia la stessa voglia di fare mille viaggi e che sia meno pessimista. A volte penso che lui si stia accontentando di me perché non ha conosciuto ragazze migliori. Per quanto riguardo le amicizie...quelle poche che ho abitano distanti, e anche se ogni tanto ci sentiamo purtroppo mi sento sola. Ultimamente ho anche una situazione ambigua con una mia amica, perché una volta da una vicenda che mi ha raccontato, le ho riferito che se le davo fastidio ed ero pesante, preferisco che una persona me lo dica piuttosto che stare in silenzio. Lei si è offesa riguardo questo pensiero, e me l'ha anche riferito, io le ho detto che non era un attacco nei suoi confronti, ma che era la mia percezione personale indipendentemente dalla persona che ho di fronte. Purtroppo poi per questa incomprensione non ci siamo più sentite per quasi un mese, e ho notato che da parte sua c'erano molte frecciatine ambigue sui social. Infatti da tutta questa situazione oltre che a sentirmi infastidita e stufa, le avevo scritto nuovamente, e ho esplicitamente detto che se c'era qualcosa che non andava me lo poteva benissimo dire, lei ha detto di no e che era passato tutto. Nonostante ciò il dubbio mi è rimasto, perché se non c'era nulla da parte sua perché ha preferito restare in silenzio? Ultimamente ho anche dei dubbi su questa persona, purtroppo la fiducia è anche diminuita e mi sento di non raccontarle molto della mia vita. Soprattutto i dubbi mi sono venuti in un momento molto difficile che ho dovuto affrontare da sola, e da parte sua non ho sentito tutta questa vicinanza, perché anche se mi chiedeva come stavo poi dopo che le rispondevo e mi sfogavo, lei spariva stando però attiva sui social. Poi dopo un po' di tempo rispondeva ma in maniera un po' superficiale, nonostante ciò lei si è resa disponibile e mi ha detto che potevo tranquillamente parlargli, ma se una persona si sfoga e poi dall'altra parte vedi che sparisce e riappare dopo un po'... ti passa la voglia di raccontargli le cose. Non penso che sia una cattiva persona, ma che sia un po' ambigua, infatti ultimamente mi sono anche allontanata. Ho anche provato a parlarne con un amico, non con l'intenzione di screditarla, ma per sfogarmi cercando di avere un confronto e anche un consiglio nonostante mi senta in colpa a parlare di lei. So che faccio male a non parlarne con lei, ma ho timore della sua reazione, ma anche perché al momento mi sento solo di osservare i comportamenti e di allontanarmi un po' perché già ho i miei problemi che pesano molto. Da tutto questo racconto, anzi da questo papiro immenso ed infinito che ho scritto, sicuramente posso competere benissimo contro Leopardi, anche penso che si percepisca la pesantezza di vivere in generale. Non mi sento una persona, ma più una sopravvissuta in modalità risparmio energetico che va avanti lo stesso nonostante tutto, ma soprattutto che è stanca non solo di mettersi da parte riguardo al vivere la propria vita reale, ma di ripetere lo stesso film ogni giorno... Vorrei tanto tornare a fare psicoterapia, ma purtroppo economicamente non sono messa bene, anche se la voglia di uscire da questa situazione molto scomoda è tanta. Vi ringrazio in anticipo per l'ascolto di questo papiro immenso, e chiedo scusa soprattutto per la mia pesantezza ma sentivo la necessità di sfogarmi e scrivere tutte queste cose perché mi piacerebbe leggere altre opinioni e magari avere dei nuovi spunti di riflessione.

Buongiorno Laura,

prima di tutto, non deve scusarsi per la lunghezza del suo racconto né per la sua presunta pesantezza. Da ciò che scrive emerge una persona che sta cercando di andare avanti in più ambiti della propria vita, nonostante la frustrazione, la solitudine e la sensazione di non riuscire a fare abbastanza. È comprensibile che, dopo tanto tempo trascorso a impegnarsi senza vedere i risultati desiderati, le energie inizino a diminuire.

Mi sembra che la difficoltà lavorativa sia diventata qualcosa di più di una questione economica: sembra influenzare il modo in cui guarda a sé stessa e al proprio valore. Quando si sente in difetto rispetto agli altri, rischia di interpretare la mancanza di un'occupazione come una mancanza personale, dimenticando che lei sta cercando lavoro e si sta impegnando. Essere disoccupata non significa non fare nulla, né essere una persona fallita.

Ritrovo un meccanismo simile nel rapporto con il disegno: da una parte c'è un desiderio autentico di esprimersi e provare a costruire qualcosa di proprio, dall'altra la necessità che ciò che realizza sia abbastanza bello, originale e interessante. Quando l'obiettivo diventa fare qualcosa di perfetto, però, anche un'attività che potrebbe darle piacere rischia di trasformarsi in un'altra occasione per giudicarsi. Potrebbe provare a ripartire da piccoli esperimenti, senza l'obbligo di pubblicarli o renderli produttivi: disegnare per il piacere di farlo, concedendosi anche risultati imperfetti. Non deve decidere subito se questa passione diventerà un lavoro per darle il diritto di coltivarla.

Anche nella relazione con il ragazzo sembra emergere la tendenza a mettersi in discussione e a immaginare di non essere abbastanza per l'altro. Ma lei non deve avere la stessa energia, gli stessi desideri o le stesse possibilità economiche del suo compagno per essere una persona con cui vale la pena stare. È legittimo apprezzare le sue iniziative e, allo stesso tempo, aver bisogno di ritmi più tranquilli. Potete parlarne e cercare un equilibrio che rispetti entrambi, anche scegliendo attività semplici e poco costose. Non è necessario interpretare ogni differenza come un segnale che non siate compatibili.

Per quanto riguarda l'amicizia, può essere utile osservare come si sente in quel rapporto e quanto spazio trova per sé, senza dover stabilire subito se la sua amica sia una persona ambigua o meno. Le persone possono avere modi diversi di offrire ascolto e vicinanza. Lei può riconoscere che alcune risposte l'hanno delusa, ridimensionare le aspettative o prendersi una distanza, senza sentirsi obbligata né a confidarsi né a interrompere il rapporto definitivamente.

Il filo che sembra attraversare diversi aspetti del suo racconto è la fatica di sentirsi adeguata: nel lavoro, nel disegno, nella relazione e nelle amicizie. Quando si è già molto critici verso sé stessi, ogni difficoltà può diventare una conferma di non valere abbastanza, e questo rende ancora più difficile trovare le energie per ripartire.

Mi sembra importante che lei desideri tornare in psicoterapia. Se al momento non può sostenerne il costo, può informarsi presso il Centro di Salute Mentale della sua ASL o presso il consultorio della sua zona per conoscere le possibilità di supporto psicologico pubblico o a costi contenuti.

Nel frattempo, proverei a non chiedersi come risolvere tutta la sua vita, ma quale piccolo passo potrebbe renderla un po' più vivibile questa settimana. Non per dimostrare di essere produttiva o per recuperare il tempo che sente di aver perso, ma per tornare a sentire di avere uno spazio per sé.

Le lascio una domanda su cui riflettere: se per un momento non dovesse dimostrare niente a nessuno, né essere al livello degli altri né soddisfare un'idea di come dovrebbe essere la sua vita a 29 anni, che cosa sceglierebbe di fare per sé, anche solo per un'ora?

Non deve necessariamente trovare subito una direzione definitiva. Può iniziare a ricostruire un rapporto con sé stessa in cui non tutto debba essere una prova da superare.

Un cordiale saluto
dott.ssa Silvia Boniolo

domande e risposte

Dott.ssaSilvia Boniolo

Psicologa - Bolzano/Bozen

  • Ansia
  • Stress e Insonnia
  • Approccio Psicocorporeo
  • Problemi relazionali
  • Stress
CONTATTAMI
cerca psicologo