In che cosa sbaglio con il mio compagno?
Salve, scusatemi ma non voglio dire il nome.
Ho 29 anni, una bimba di 4 anni e mezzo, un papà ammalato di tumore, sono senza lavoro e vivo in casa del mio compagno. Non sono sposata e non voglio nemmeno sposarmi.
Sono 12 anni che sto con il mio compagno. Io lo amo ancora come il primo giorno, lui non lo so. Mi dice che mi ama, però si scrive, contatta e si trova addirittura con le zoccole.
Anche prima ho visto il messaggio che gli scriveva: "Ciao amore, oggi ci troviamo? Ti bastano 50€?".
Non ha 20/30 anni ma 42. Lui mi ha detto che non lo faceva più, e oggi una bugia dietro l'altra.
Io gli ho detto: "Ok, va bene...", ma tanto dentro di me morivo perché sapevo già dove andava. Lui mi fa credere che io sia stupida e scema, ma non è così.
Non so cosa fare. Sono stanca di essere delusa. Basta.
Sono 2 giorni che non mi calcola nemmeno. Mi calcola solo quando ha le sue voglie... e io le mie voglie? Le devo tenere!? Non è giusto!
Sono stanca! Vorrei sapere gentilmente dove sbaglio. Sono stanca di subire sempre dei tradimenti.
Capisco quanto sia difficile quello che stai vivendo. Non c’è nulla di “sbagliato” in te: stai reagendo a una situazione che ferirebbe chiunque. Quando c’è tradimento, bugie e mancanza di rispetto, è normale sentirsi stanchi, confusi e svuotati.
Quello che descrivi non parla di un tuo errore, ma di un comportamento dell’altro che si ripete, nonostante le tue richieste, il tuo impegno e la tua presenza. E quando una persona ti fa sentire “stupida” o ti fa dubitare di te stessa, non è amore: è una dinamica che logora e che può diventare molto pesante da sostenere.
In questo momento hai due bisogni importanti:
- Proteggere la tua dignità
- Ritrovare un punto fermo dentro di te
Non puoi controllare ciò che fa lui, ma puoi decidere come vuoi essere trattata e quali limiti mettere per te stessa e per tua figlia.
La domanda non è “dove sbaglio?”, ma: “Cosa merito davvero?” e “Cosa voglio insegnare a mia figlia sull’amore e sul rispetto?”
Hai già fatto un passo importante: riconoscere che sei stanca e che così non puoi più stare. Da qui in avanti, il lavoro è capire cosa ti serve per stare meglio, quali confini mettere e come costruire un futuro più sicuro per te.
Non sei sola, e non sei tu il problema.