Dott.ssa Giulia Signorini

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Dott.ssa Giulia Signorini

psicologa, psicoterapeuta cognitivo-comportamentale

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Via Vittorio Veneto 31 - 25128 Brescia (BS)

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presentazione

Dott.ssa Giulia Signorini

 

Iscritta dal 2012 all’Ordine degli Psicologi della Lombardia (nr. 15750) lavoro come psicologa presso il centro clinico Arxè a Brescia. Qui effettuo colloqui di inquadramento psicodiagnostico, consulenza e supporto psicologico ad orientamento cognitivo-comportamentale. Lavoro con adulti e adolescenti nei seguenti campi d‘intervento:

  • Autostima
  • Elaborazione del lutto
  • Relazioni sociali (lavoro, coppia, famiglia)
  • Orientamento e autorealizzazione personale
  • Ansia, fobie e attacchi di panico
  • Depressione
  • Crisi esistenziali
  • Crisi adolescenziali
  • Comunicazione assertiva
  • Disturbi del comportamento alimentare (anoressia e bulimia)
  • Disturbo ossessivo compulsivo
  • Disturbi della personalità

 


FORMAZIONE E RICERCA

Ho conseguito la laurea in Psicologia (Università degli Studi di Padova) nel 2009 (Psicologa Sperimentale e Neuroscienze Cognitivo Comportamentali). Nel 2011-2012 ho svolto il tirocinio professionalizzante universitario presso il Centro Psico-Sociale di Malegno (Dipartimento di Salute Mentale, ASST Valcamonica), ente pubblico che si occupa della prevenzione, cura e riabilitazione dei disturbi mentali negli adulti.

Mi sono specialzzata nel 2017 presso la Scuola di Specializzazione in Psicoterapia Cognitiva APC-SPC di Verona, che mi ha visto impegnata, per la formazione pratica, presso il Centro Psico-Sociale di Concesio, dove mi sono occupata di valutazioni psicodiagnostiche e colloqui psicologici di sostegno individuale per pazienti adulti.

La mia formazione include anche l'esperienza di due anni all'estero (2008-2010) presso il Dipartimento di Psicologia della University of California, Santa Barbara, dove mi sono occupata di ricerca nel campo delle neuroscienze conducendo studi di neuroimmagine. La mia competenza scientifica si è consilidata poi presso il Centro san Giovanni di Dio IRCCS Fatebenefratelli di Brescia, dove dal 2012 mi sono interessata a diverse aree tra cui la riabilitazione psichiatrica, la valutazione ed il miglioramento dei servizi di salute mentale e la violenza di genere. In relazione a quest’ultima ho contribuito alla traduzione italiana delle linee guida redatte dall’Organizzazione Mondiale della Sanità “Come rispondere alla violenza del partner e alla violenza sessuale contro le donne. Orientamenti e linee-guida cliniche dell’OMS”. Dal 2014 mi occupo principalmente della promozione della salute mentale giovanile. In questo campo seguo in particolar modo tre filoni di ricerca attualmente attivi:

  • la prevenzione del disagio psicologico in figli di pazienti affetti da disturbo mentale
  • la prevenzione dell'abuso di sostanze e dell'autolesionismo tra i giovani adolescenti
  • il miglioramento della transizione dai servizi di salute mentale per l'infanzia e l'adolescenza a quelli per l'adulto (progetto europeo MILESTONE).

Interessandomi sempre più, sia a livello clinico che scientifico, alla fascia adolescenti-giovani adulti, tra il 2018 e il 2019 ho collaborato per sette mesi come dirigente psicologo con la ASST – Valle Olona, presso l'Unità Operativa di Neuropsichiatria Infantile di Saronno, nell'ambito di un progetto regionale innovativo dedicato all'urgenza psicopatologica in adolescenza (GR48).

Dal 2018 sono membro della Redazione di European Child and Adolescent Psychiatry, una rivista scientifica internazionale peer-reviewed che si occupa di promuovere una maggiore comprensione della psicopatologia infantile e adolescenziale.

Il mio approccio

La terapia cognitiva nasce nei primi anni ’60, grazie alle intuizioni di Aaron T. Beck nell’Università della Pennsylvania, per trattare la depressione, in modo strutturato, breve e orientato nel presente, volto a risolvere i problemi attuali, lavorando sulle convinzioni ed il comportamento del paziente. Da allora questo modello è stato adattato ed ampliato anche per il trattamento di una vasta gamma di problematiche, mantenendo costanti le assunzioni teoriche e modificando focus, tecnica e durata del trattamento.

Cosa vuol dire lavorare secondo questo approccio?

Secondo il modello cognitivo le manifestazioni di sofferenza psicologica sono accumunate da modalità di pensiero sostanzialmente irrazionali o comunque poco utili al raggiungimento dei propri scopi.

In altri termini, non è una situazione in sé a determinare ciò che sentiamo in quel momento, ma è piuttosto il modo in cui noi interpretiamo (pensiamo) tale situazione a renderci tristi, arrabbiati, entusiasti, gelosi, spaventati, etc…, e a farci agire di conseguenza a tali stati d’animo.

Come un paio di occhiali, i nostri pensieri determinano la lettura di una situazione e le conseguenze di un’interpretazione rispetto ad un’altra. Il nostro modo di pensare deriva, a sua volta, da credenze o convinzioni molto profonde che abbiamo sviluppato e fortificato nel corso della nostra crescita; ha, dunque, un profondo senso storico e non è necessariamente errato, ma, ad un certo momento della vita, può rivelarsi meno utile nell’affrontare nuove situazioni.

Lavorare secondo questo modello teorico implica provare ad agire su queste convinzioni aprendosi delle nuove alternative, che possano risultare percorribili e più efficaci per il raggiungimento dei propri scopi.

Durante il percorso terapeuta e paziente procedono come una coppia di scienziati, costruiscono e sperimentano ipotesi, testano il cambiamento dapprima il laboratorio (seduta) e poi fuori (nella vita quotidiana del paziente), ognuno contribuendo con la propria competenza specifica: il terapeuta come esperto nelle tecniche utilizzate ed il paziente come esperto di se stesso e dei suoi vissuti.

Oggi il modello cognitivo-comportamentale è considerato un trattamento psicologico d’elezione, scientificamente supportato, per molti problemi emotivi e comportamentali. Ecco insintesi le sue caratteristiche:

  • centrato sul presente;
  • pratico e concreto;
  • a breve termine;
  • orientato ad uno scopo;
  • attivo e collaborativo, perché sia il terapeuta che il paziente giocano un ruolo attivo nella terapia;
  • scientificamente fondato;
  • adatto al trattamento individuale, di coppia e di gruppo.

aree di competenza

  • Consulenza e sostegno psicologico
  • Disturbi di personalita'
  • Disagio nell'amore e nella vita di coppia
  • Difficoltà legate alle diverse fasi di vita
  • Disturbo ossessivo compulsivo
  • Terapia per Disturbi d'Ansia
  • Depressione
  • Problematiche legate all'autostima
  • Disturbi del comportamento alimentare
  • Disadattamento giovanile
  • Psicoterapia ad indirizzo cognitivo comportamentale
  • Sostegno psicologico e psicoterapia dell'adolescente, dell'adulto e di coppia
  • Dipendenza affettiva
  • ACT e terapia di terza generazione
  • Prevenzione di salute mentale

La montagna più alta è sempre dentro di noi (Walter Bonatti)

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Iscritto all'Ordine degli Psicologi della Regione Lombardia col n. 15750 dal 13/12/2012

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Psicologo, Psicoterapeuta - Pavia - Lodi

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