Bambino che non parla all asilo
Buongiorno, Vorrei un confronto, la maestra mi ha detto che mio figlio di 4 anni non comunica verbalmente né con le maestre né con i compagni, parla solo se strettamente necessario per i bisogni primari e basta. Anche con i bambini tende a stare con quelli che parlano pochissimo e si comprendono a gesti. A casa al contrario parla tanto, quando gli ho chiesto del motivo perché non parla all asilo la risposta è stata che ha paura. Ho cercato di spiegare che non deve averla, ma ho notato anche anche se si trova al parco ha paura a stare con gli altri bambini e preferisce stare da solo a giocare o con noi genitori/famigliari. La maestra consiglia di fare visita dal pedagogista, c è un modo per aiutarlo prima di portarlo? Grazie
Buongiorno Giusy,
talvolta capita che alcuni contesti sociali possano creare un sentimenti di paura in alcuni bambini, magari più sensibili di altri su determinati aspetti relazionali.
Credo sia sicuramente importante far sentire suo figlio accolto e compreso. come genitore sicuramente è importante spiegare che "non deve avere paura" o che non ne ha motivo, sperando che questo possa far capire al bambino che è al sicuro in realtà.
Tuttavia quello che con i bambini funziona maggiormente in assoluto è quando il genitore si pone in una condizione di ascolto, curioso, caldo emotivamente, senza la fretta di dover risolvere tutto e subito, sempre "validante" di quello che è il sentire del proprio figlio.. nel senso, è comprensibile che lui abbia paura in quella situazione, perchè evidentemente "sente" a livello corporeo, di pelle, che lì non è del tutto al sicuro, ha creato alcuni significati rispetto a quel luogo che non lo fanno sentire al sicuro.
Questo può succedere per molti motivi diversi, da una interazione singola a cui il bambino ha dato un certo significato perchè si è sentito in un certo modo, alla modalità di interazione reiterata da parte di un adulto o un compagno. questi sono solamente alcuni esempi.
Credo sia importante contattare un Centro della sua zona in modo tale da confrontarsi con diverse figure professionali, in quanto a 4 anni il bambino è ancora piccolino ma può affacciarsi a diversi percorsi, sia di neuropsicomotricità, o di psicologia dell'età evolutiva. riguardo l'aspetto pedagogico non sono del tutto sicura che in questo specifico caso che descrive sia l'opzione più "adatta", ma sarebbe interessante rivolgersi ad un Centro in cui ci siano anche pedagogisti oltre che psicologi e neuropsicomotricisti in modo tale da scegliere il percorso migliore di comune accordo.
Buon proseguimento,
Dott.ssa Crivaro Nicole
Psicologa - Genova