Bambino di prima elementare
Buongiorno, sono una mamma di un bambino che frequenta la prima elementare. Sia al colloquio di novembre sia a quello di ieri mi hanno “etichettato” il mio bimbo come un bambino che va seguito.
Premetto che è sempre stato un bambino diffidente, permaloso e che si vergogna quando sbaglia. A casa siamo molto fermi sulle regole di comportamento e di educazione: anche se si arrabbia, non lo assecondiamo e non gli facciamo fare quello che vuole. Teniamo molto a questo, pensando che lo aiuti anche in contesti come la scuola, dove noi non siamo presenti.
Ha frequentato nido e scuola dell’infanzia, e le maestre hanno notato subito il suo carattere, ma gli hanno dato sicurezza e quindi lui si è fidato di loro.
A scuola, ora, mi dicono che tende a non ascoltare quello che dice la maestra e, quando si affronta un nuovo argomento e non lo capisce, tende a copiare dai compagni pur di non chiedere spiegazioni. Poi, quando si esercita o quando a casa glielo rispieghiamo, capisce e diventa autonomo. Questo me lo confermano anche le maestre: una volta compreso, non ha particolari difficoltà.
Io gli ho fatto capire che può fidarsi delle maestre, che sono lì per aiutarlo e non per sgridarlo, già dal primo colloquio… ma a distanza di mesi il problema è lo stesso.
Cosa posso fare, come genitore, per fargli capire che le maestre sono lì apposta per aiutarlo? E come mai, secondo loro, non sono ancora riuscite a trasmettergli sicurezza dopo tutto questo tempo?
Attendo, se possibile, dei consigli su come potermi muovere. Grazie.
Buongiorno, Lara comprendo la sua preoccupazione e il desiderio di aiutare al meglio suo figlio. Le modalità che descrive rientrano frequentemente nei processi di sviluppo e adattamento, pur meritando un'attenzione specifica. Proprio in questo momento una valutazione da parte di un professionista non va vista come un'etichetta ma come uno strumento utile a comprendere il modo di funzionare e soprattutto nei momenti di difficoltà di suo figlio. Dalla descrizione che fornisce emergono elementi comportamentali ed emotivi che meritano un approfondimento più strutturato. È importante sottolineare che questo spazio non è idoneo ad effettuare una valutazione psicologica nè ipotizzare o escludere eventuali disturbi specifici anche lievi.
Nella descrizione pare vi sia una tendenza ad evitare di ricorrere spontaneamente alla richiesta d'aiuto, tale modalità di gestione potrebbe indicare un bisogno di supporto che merita un approfondimento clinico. In questo senso un'osservazione strutturata da parte di un professionista appare indicata.
Un intervento precoce e mirato consente di chiarire se ci sono difficoltà e successivamente fornire strategie mirate ed efficaci alla famiglia e agli insegnanti. Un supporto inoltre potrebbe essere per lei un'occasione per sviluppare un maggiore senso di sicurezza e serenità nella gestione delle situazioni. È possibile contattarmi per un colloquio di approfondimento finalizzato a definire bisogni e le strategie d'intervento.
Un caro saluto. Dott.ssa Ursula Fortunato
Psicologa Clinica - Roma